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Vent’anni fa, la non-apparizione di Luther Blissett al #PremioStrega | #20annidiQ

Il primo lancio ti brucia, il secondo ti strega.

[Fa parte del ventennale di Q anche ricordare che il 9 luglio 1999 non ci presentammo alla finale del Premio Strega.
Anni fa qualcuno teorizzava il «processo-guerriglia», ovvero, sfruttare il ritrovarsi imputati in un’aula di tribunale per fare agitazione e propaganda contro il sistema di cui il processo stesso era espressione; nel nostro caso, mutatis mutandis, si potrebbe parlare di «premio-guerriglia»: sfruttammo il ritrovarci nella cinquina della più strombazzata tombola letteraria italiana per fare agitazione e propaganda contro l’idea stessa di Autore.
La guerriglia culminò proprio in una serata estiva di vent’anni fa, con il nostro definitivo sottrarci: mentre si celebrava la finale della kermesse, noi eravamo sì a Roma, ma in casa di Sergio Bianchi e Ilaria Bussoni, fondatori e animatori della casa editrice Derive Approdi, che da poco aveva pubblicato il nostro saggio Nemici dello Stato. Criminali, “mostri” e leggi speciali nella società di controllo. Insieme a Sergio, Ilaria e altre compagne e compagni del Luther Blissett Project, ci godemmo l’evento alla TV. Eravamo e rimaniamo estranei a quel contesto, e anche oggi lo ribadiamo.
Nel marzo scorso ci ha contattati Eleonora Bitti, studentessa di un master di editoria all’Università di Pavia. Voleva scrivere un breve saggio sulla nostra non-partecipazione allo Strega, e ci ha chiesto se esistessero scritti specificamente dedicati all’argomento. Ci siamo spremuti le meningi, ma non ce n’è venuto in mente nemmeno uno. Che ci risulti, nessuno aveva mai scritto un compendio di quei giorni. Ebbene, lo ha fatto Eleonora. Col suo permesso, ne pubblichiamo alcuni estratti, buona lettura.
Ricordiamo che le prossime visite guidate alla mostra Come un incendio d’estate secca e ventosa, allestita alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna fino a novembre, si terranno lunedì 5 agosto e lunedì 9 settembre, dettagli qui. WM]

di Eleonora Bitti

Incantesimi, pozioni e sortilegi: tutto questo è il premio Strega. Gli ingredienti principali restano i libri, ma nel calderone non mancano mai un pizzico di mondanità e una goccia di corruzione per poter sorseggiare la pozione del successo. E non sono pochi gli editori che dai loro antri scintillanti mandano malocchi agli altri titoli o infilzano con aghi appuntiti il fantoccio del loro avversario; se poi l’incantesimo funziona, ha inizio la magia delle vendite e l’oro si moltiplica.

1999. «Il premio Strega è più truccato di Sanremo.» [1] Esordiscono così i Luther Blissett in una delle prime interviste poco dopo la candidatura del romanzo Q, edito da Einaudi […] Prosegui la lettura ›

Audio e video del convegno #20annidiQ: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa

20 anni di Q, Bologna, 04 giugno 2019.

Ieri la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio ha pubblicato sul proprio canale YouTube il video integrale del convegno Vent’anni di Q: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa. Abbiamo estratto la traccia audio, per chi volesse ascoltarla in streaming o scaricarla.

Vent’anni di Q, Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna, 04 giugno 2019.
Vent’anni di Q, Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna, 04 giugno 2019.
Durata: 02h 23′ 35″.
Download.

Non aggiungeremo granché d’altro: molte – e belle – parole le hanno già scritte le persone che c’erano, condividendo le loro impressioni e gli appunti presi durante l’evento. Basta dare un’occhiata a #20annidiQ. Tutte e tutti coloro con cui abbiamo parlato e scambiato commenti hanno la netta sensazione di aver partecipato a un incontro importante, ricco di contenuti, e allo stesso tempo a una festa, cioè proprio quello che auspicavamo. Prosegui la lettura ›

Oggi a #Bologna. La reunion del quartetto di #Q, una nuova scoperta d’archivio, una mostra che è anche on line… e solidarietà a #XM24!

Oggi, la reunion.

Oggi alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, alle h.17, si terrà il convegno Vent’anni di Q: sul rapporto tra ricerca storica e narrativa. Ci saremo noi in formazione completa –quella originale, ossia i quattro autori di Q, Luca/Wu Ming 3 compreso – e, soprattutto, ci saranno due dei più importanti storici europei degli ultimi cinquant’anni (almeno): Adriano Prosperi e Carlo Ginzburg.

Abbiamo già scritto molte volte di come le ricerche di Prosperi e Ginzburg, individuali e congiunte, siano state fondamentali per immaginare e scrivere fabula e intreccio di Q. Ebbene, pare che dopo tanti anni abbiamo «restituito il favore», chiudendo un cerchio: anche grazie al ventennale di Q si è da poco fatta una scoperta archivistica importante, della quale oggi si renderà conto. Ed è così che, nella storia di questo romanzo e del suo ventennale, si incontrano nel modo più virtuoso e fecondo possibile le due dimensioni che da sempre cerchiamo di tenere insieme: l’archivio e la strada. Prosegui la lettura ›

Come un incendio d’estate secca e ventosa. #20annidiQ: l’edizione speciale, la mostra a #Bologna, l’incontro con Prosperi e Ginzburg

Clicca per vedere altre immagini del libro.

Oggi, martedì 21 maggio, arriva in libreria l’edizione speciale di Q a tiratura limitata ideata per il ventennale: copertina rigida, introduzione nostra intitolata «Vent’anni dopo», mappe e una nuova sezione di immagini, anche a colori.

Il 4 giugno invece, sempre di martedì, la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna inaugurerà la propria mostra Come un incendio d’estate secca e ventosa: vent’anni di Q, un libro rivoluzionario tra storia della stampa e riforma, a cura di Marcello Fini e Michele Righini. Il titolo proviene dal capitolo 19 della Prima parte di Q («Norimberga, Franconia, 10 ottobre 1524»). Prosegui la lettura ›

1999 – 2019: #20annidiQ. Un’edizione speciale in arrivo e altre iniziative in cantiere

Alcune delle edizioni di Q apparse in giro per il mondo dal 1999 a oggi. Clicca per ingrandire.

Domani, mercoledì 6 marzo 2019, sarà il ventesimo anniversario dell’uscita di Q in libreria.

Il primo anno di Q fu per noi vorticoso: vendette subito molto più del previsto e fu ristampato svariate volte, arrivò nella cinquina finale del Premio Strega e poi al quarto posto – noi, com’è noto, non ci facemmo vedere – e in tempi rapidi vendemmo i diritti di traduzione in Germania, Spagna e Francia. Prosegui la lettura ›

Oltre lo stile paranoico: il caso #QAnon. Note sul cospirazionismo, trent’anni dopo Il pendolo di Foucault

Clicca per vedere il video Beyond The Paranoid Style.

Italian first, English translation at the bottom ↓

Il 4 ottobre 1988 arrivava in libreria Il pendolo di Foucault. Il secondo romanzo di Umberto Eco, e il suo libro più perturbante. Più attuale oggi di quanto fosse trent’anni fa.

Oggi ci troviamo immersi in una nebbia di complottismi e narrazioni diversive, tra l’impazzare di #QAnon negli USA e George Soros avvistato ovunque in Europa. È dunque utile, anzi, urgente riprendere la lezione del Pendolo e investirne l’eredità nel presente. L’anniversario è un’ottima occasione, per questo intendiamo celebrarlo. A modo nostro. Prosegui la lettura ›

Intervista a Telepolis (Germania) su #QAnon, teorie del complotto, disvelamenti e guerriglia, da Luther Blissett alla Wu Ming Foundation

QAnon my butt!

[Ieri la rivista online tedesca Telepolis ha pubblicato, in inglese (come l’avevamo rilasciata a Tomasz Konicz) e in traduzione tedesca un’intervista in cui siamo tornati, con importanti aggiornamenti, sulla faccenda QAnon, e abbiamo proposto alcune riflessioni su teorie del complotto, debunking e tattiche di guerriglia comunicativa. Ne riportiamo qui la traduzione italiana, con l’aggiunta di alcuni utili link. Buona lettura.]

TK. Accadono cose strane nei social network come 4chan dove si ritrovano i gruppi di destra, anche dando per scontato il basso livello a cui l’estrema destra ci ha abituati. Una bizzarra teoria del complotto ha preso terreno e si chiama semplicemente «Q», come una delle vostre opere più note. Su 4chan e altri forum «Q» afferma che Donald Trump, da vero eroe americano, è impegnato in uno scontro titanico per debellare una congiura planetaria ordita da una potente organizzazione di pedofili. Siete stati voi Wu Ming a generare questa teoria del complotto usando tattiche di guerriglia comunicativa?

WM. Wu Ming e la Wu Ming Foundation non si dedicano a beffe mediatiche. Quella era una delle attività del Luther Blissett Project dal giugno 1994 al 31 dicembre 1999. Al termine di quel periodo, chi aveva preso parte al LBP è andato avanti, avviando nuovi progetti e fondando nuovi collettivi.

Wu Ming è il nome adottato nel gennaio 2000 dagli scrittori che, usando lo pseudonimo collettivo «Luther Blissett», avevano scritto il romanzo Q. Dopo la fine del LBP e l’impatto globale del libro, decidemmo di proseguire i nostri esperimenti sulla forma-romanzo e la narrativa metastorica. Negli anni seguenti abbiamo scritto 54ManituanaAltai L’Armata dei Sonnambuli, e in questi giorni stiamo finendo un nuovo romanzo intitolato Proletkult. Abbiamo scritto anche libri su storie vere, basati su una forte documentazione, che molto semplicisticamente si potrebbero far rientrare nella «non-fiction creativa». Noi li chiamiamo Oggetti Narrativi Non-identificati, Unidentified Narrative Objects (UNO).

In Italia, intorno ai nostri romanzi e UNO si sono sviluppate forme di fan activism, intorno al nostro blog Giap e al nostro profilo Twitter è cresciuta una vasta comunità che si dedica a vari esperimenti, narrazioni transmediali, progetti collaborativi, laboratori e seminari, nuovi collettivi e blog, persino nuove associazioni alpinistiche. Un processo già partito negli anni Zero, ma che si è fatto più intenso e ha preso sempre più spinta negli anni Dieci. Questo «collettivo di collettivi» è ciò che chiamiamo la Wu Ming Foundation.

Siamo entrati nel dibattito internazionale su «QAnon» perché questa beffa ha molte somiglianze sia con le azioni del LBP sia col nostro vecchio romanzo. Nelle scorse settimane siamo stati contattati da parecchie persone. Già prima dell’intervista a Buzzfeed avevamo ricevuto decine di email e messaggi diretti via Twitter. Di fronte alle notizie sul fenomeno QAnon, chiunque abbia letto il nostro romanzo, trova ovvio concludere che l’ispirazione venga da lì, e tutti costoro volevano sapere come la pensavamo. Prosegui la lettura ›