La guerra preventiva contro la nuova traduzione del Signore degli Anelli

«S’ode a destra uno squillo di tromba…» Siamo stati tirati in ballo in una polemica sulla nuova traduzione del Signore degli Anelli, della quale ci siamo occupati in precedenza qui su Giap, nella seconda parte di questo post. Una polemica che avrebbe forse una qualche ragione d’essere se la suddetta traduzione fosse già stata pubblicata e la si potesse leggere. Ma siccome è ancora in via di ultimazione, in sostanza si sta parlando di niente: si commentano dichiarazioni, si ribatte a interviste, si minacciano denunce per critiche stilistiche… Il tutto condito da teorie del «complotto neocomunista» e accuse di strumentalizzazione ideologica… lanciate da chi domani a Roma parteciperà a un convegno su questo tema indetto ad hoc dal senatore Maurizio Gasparri, con un parterre di ex-AN, cultori di Julius Evola, identitaristi europei e neomonarchici.

«Da sinistra non risponde uno squillo…» In questo periodo siamo in tutt’altre faccende affaccendati e non abbiamo il tempo – e nemmeno la voglia, siamo onesti – di seguire la vicenda, che ci suona parecchio ridicola. Tuttavia ci siamo imbattuti in un articolo in rete, sul sito I Cercatori di Atlantide, a firma di Gloria Comandini, che a nostro avviso riassume in maniera documentata ed equilibrata l’intera querelle (e ci risparmia un sacco di fatica). Dunque, per chi avesse voglia di raccapezzarsi, ecco il link. Si intitola → «Guerra e querela alla traduzione di Tolkien: facciamo chiarezza».

Buona lettura.

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