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JRR Tolkien

2010-2020: i dieci anni che hanno cambiato la sorte di Tolkien in Italia

La fine di un lungo e glorioso ciclo. Discussione tra tolkieniani di estrema destra nel bunker.
Anche su Peertube.


Nel maggio del 2010, dalle pagine di Giap – nato da pochi mesi – annunciavamo che per Tolkien in Italia si apriva una nuova era. L’evento che l’avrebbe inaugurata era il primo convegno internazionale organizzato in Italia, per la precisione a Modena, con la partecipazione dei due massimi studiosi viventi di Tolkien: Verlyn Flieger e Tom Shippey.

All’epoca scrivevamo:

«Era ora che anche a sud delle Alpi iniziasse a tirare un’aria diversa. […] Comincia così la nuova era per la Terra di Mezzo e per il suo creatore».

A distanza di dieci anni possiamo dire che il riscatto della Terra di Mezzo si è compiuto, grazie a uno sforzo collettivo che ha coinvolto molte persone.

Per rendersi conto di quanta strada sia stata fatta, bisogna pensare a qual era la situazione in Italia allora. Prosegui la lettura ›

Sul senso di un’operazione editoriale: la nuova traduzione del Signore degli Anelli

1. La quiete dopo la tempesta… in un bicchier d’acqua

Passata la nottata del primo mese di permanenza in libreria, è possibile scrivere dell’importanza di un’operazione editoriale come la ritraduzione del Lord of the Rings senza il rumore di fondo delle proteste per le nuove versioni di alcuni nomi di personaggi e toponimi. Per altro, si è detto giustamente che è stata comprensibilissima, oltreché prevedibile, la reazione dei fan di fronte al cambiamento di una nomenclatura consolidatasi nell’arco di cinque decenni. Questo anche se in certi casi le scelte contestate a Ottavio Fatica – come l’ormai noto «Forestale» per «Ranger» – non sono più arbitrarie di quelle della traduzione precedente – «Ramingo», elegante ed evocativo, ma di registro decisamente alto per il gioco di accezioni voluto da Tolkien; e tuttavia l’affezione per il romanzo preferito letto e riletto in italiano spinge ad affermare una sorta di diritto di primogenitura.

Ovviamente in termini di pratica della ritraduzione questo diritto non esiste e non ha alcun senso, come non ce l’ha giudicare una nuova traduzione dalla resa dei nomi. È piuttosto lo stile generale che andrà valutato. Perché è lì che si svela il senso ultimo di un’operazione editoriale come questa. Prosegui la lettura ›

Ancora uno sforzo se volete essere tolkieniani

Clicca per leggere la riflessione apparsa oggi sul sito dell’AIST.

Mentre orde di Orchi si abbattono una dopo l’altra contro i bastioni del Fosso, cercando in ogni modo di screditare la nuova traduzione della Compagnia dell’Anello realizzata da Ottavio Fatica, i difensori rimangono calmi e saldi, ben consapevoli che le tempeste passano mentre i libri restano.

L’operazione Signore degli Anelli non verrà risolta con un blitzkrieg, questa è una battaglia di lunga durata, che si proietta in avanti negli anni. Dunque è meglio armarsi della dovuta pazienza, tenere le posizioni e non avere fretta.

A due settimane dall’uscita del volume nelle librerie, sul sito dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani si riflette sulla situazione e si precisano alcune cose circa il dibattito in corso (anche se forse bisognerebbe parlare di «flame»).

Il post si intitola: «Ancora uno sforzo se volete essere tolkieniani». Buona lettura a tutti gli interessati.

Tolkien parla un nuovo italiano. Un primo sguardo alla nuova traduzione de La Compagnia dell’Anello

La prima pagina del capitolo 1 de La compagnia dell’anello nella nuova versione a opera di Ottavio Fatica. Clicca per leggere, sul sito dell’AIST, una prima analisi sul suo approccio alla lingua e allo stile di J.R.R. Tolkien.

Esce oggi in libreria La Compagnia dell’Anello di J.R.R. Tolkien nella nuova traduzione di Ottavio Fatica.

Dopo mesi di polemiche preventive – durante i quali se ne sono sentite davvero delle belle… – e dopo che già le anticipazioni rilasciate da Bompiani – poesia iniziale e Prologo – hanno scatenato un bailamme sulla nuova resa dei nomi, eccoci finalmente al dunque. Adesso si potrà leggere il primo terzo del romanzo e rendersi conto di come “suona” la nuova traduzione, fare tutti i raffronti che si vogliono, approvare, disapprovare, restare affezionati alla vecchia traduzione, innamorarsi della nuova, rimanere neutrali ecc. ecc. Prosegui la lettura ›

Finalmente la nuova traduzione del «Signore degli Anelli» + altri appuntamenti tolkieniani

La nuovs traduzione del Signore degli Anelli

La notizia è confermata. Il 30 ottobre sarà in libreria il primo volume del Signore degli Anelli, nella nuova traduzione di Ottavio Fatica e con la consulenza dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. A distanza di sei mesi uno dall’altro – cioè in primavera e autunno dell’anno prossimo – usciranno il secondo e il terzo volume.

La copertina scelta per questa nuova edizione ha destato non poche perplessità tra i fan, perché pare si tratti di una fotografia satellitare della superficie del pianeta Marte. Scelta bizzarra. Forse si è voluto suggerire un richiamo al paesaggio di Mordor… chissà. In effetti le descrizioni di Tolkien e soprattutto la resa cinematografica di Jackson richiamano un deserto roccioso. Oppure è perché quella superficie potrebbe sembrare vagamente anche corteccia o ferro arrugginito… Tant’è, a scuola qualcuno ci diceva sempre che non si giudica un libro dalla copertina. Se poi pensiamo a quante copertine ha avuto Il Signore degli Anelli, è difficile trovarne una del tutto soddisfacente. Certi classici della narrativa sono “incopertinabili”, vale a dire che contengono troppa materia, troppe storie, troppi significati, per poterli sintetizzare in una sola immagine d’impatto, e forse il motivo della scelta di Bompiani potrebbe proprio essere quello di sganciare il libro da ogni associazione a un genere, sottolineando così la sua natura di “classico”.

Al di là del colpo d’occhio, comunque, ciò che sorprenderà sarà la nuova traduzione. Prosegui la lettura ›

I Quaderni di Arda – rivista di studi tolkieniani e mondi fantastici

«E sopra tutte le montagne dei Pelóri si levava la cima sulla sommità della quale Manwë pose il proprio trono. Gli Elfi chiamarono Taniquetil la montagna santa, e Oiolossë, cioè Biancore Eterno, ed Elerrína, cioè Coronata di Stelle» – J.R.R.Tolkien, Il Silmarillion

Abbiamo scelto l’acquarello realizzato da Tolkien nel 1928 che rappresenta Taniquetil come viatico per la nascita dei Quaderni di Arda, una rivista italiana dedicata all’opera di J.R.R.Tolkien e ai mondi di fantasia. Avrà una cadenza annuale e il primo numero uscirà a dicembre. Nel board si contano accademici, traduttori, scrittori, nonché alcuni dei più importanti studiosi stranieri della materia tolkieniana.

A guidare la redazione c’è Wu Ming 4. Questo è il sito della rivista:

www.iquadernidiarda.it

Il fabbro di Oxford, di Wu Ming 4. Scritti e interventi su #Tolkien

Uscirà e verrà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino il 12 maggio, il nuovo libro di Wu Ming 4 dedicato all’opera di J.R.R.Tolkien, il secondo dopo Difendere la Terra di Mezzo (Odoya, 2013, ripubblicato nel 2018). Si intitola Il fabbro di Oxford e raccoglie gli interventi pubblici tenuti da WM4 nel quadriennio 2014-2017, con la prefazione di Edoardo Rialti. Qui l’annuncio sul sito dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani. La casa editrice che lo pubblica, Eterea Edizioni, è appena nata, ed è la prima in Italia interamente consacrata alla diffusione degli studi su Tolkien e dintorni. Prosegui la lettura ›

La guerra preventiva contro la nuova traduzione del Signore degli Anelli

«S’ode a destra uno squillo di tromba…» Siamo stati tirati in ballo in una polemica sulla nuova traduzione del Signore degli Anelli, della quale ci siamo occupati in precedenza qui su Giap, nella seconda parte di questo post. Una polemica che avrebbe forse una qualche ragione d’essere se la suddetta traduzione fosse già stata pubblicata e la si potesse leggere. Ma siccome è ancora in via di ultimazione, in sostanza si sta parlando di niente: si commentano dichiarazioni, si ribatte a interviste, si minacciano denunce per critiche stilistiche… Il tutto condito da teorie del «complotto neocomunista» e accuse di strumentalizzazione ideologica… lanciate da chi domani a Roma parteciperà a un convegno su questo tema indetto ad hoc dal senatore Maurizio Gasparri, con un parterre di ex-AN, cultori di Julius Evola, identitaristi europei e neomonarchici. Prosegui la lettura ›

Il vichingo che ride… nella Terra di Mezzo

[Oggi in libreria, per i tipi della casa editrice bolognese  Odoya, c’è una doppia uscita. Vita e morte dei grandi vichinghi, l’ultimo libro di Tom Shippey, filologo germanico e studioso di letteratura medievale, nonché discepolo e massimo conoscitore dell’opera J.R.R.Tolkien, e la nuova edizione di Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4. Questa coincidenza è stata l’occasione per restituire il favore a Shippey, che a suo tempo concesse un proprio articolo da pubblicare in appendice al libro di WM4. Lo stesso Wu Ming 4 infatti ha scritto la prefazione al nuovo libro di Shippey, un saggio divulgativo e originale sulla mentalità vichinga, indagata con ogni mezzo necessario, e scritto con la prosa ariosa e lo stile ironico tipici dello studioso inglese. Sul sito dell’AIST si può leggere una parte dell’introduzione di Shippey. La prefazione invece la riproduciamo qui sotto.]

Prefazione all’edizione italiana
di Wu Ming 4

Il vichingo che ride

C’è un uomo in fondo a una fossa piena di vipere. Mentre viene attaccato dai serpenti, declama una poesia, che si conclude con le criptiche parole: «ridendo io morirò». O piuttosto rivolge a chi lo ha gettato là sotto un verso ancora più oscuro: «Strepiterebbero i porcellini se sapessero della morte del vecchio verro». Prosegui la lettura ›

#Tolkien in Italia: la strada prosegue ancora

Esattamente un anno fa Wu Ming 4 spediva questa lettera nella mailing list dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani:

Bologna, 20 giugno 2017

Cari tutti e tutte,

da un po’ di tempo meditavo di scrivervi questa lettera per comunicarvi un paio di cose che riguardano l’associazione e il sottoscritto. Finalmente posso farlo, perché qualche giorno fa è giunto il “sì” della Tolkien Estate che aspettavo.

Non tocca a me dare la notizia, lo farà qualcun altro, dico solo che la interpreto come un segno, ovvero un giro di boa nell’ancor breve storia dell’AIST. E questo mi spinge ad annunciare un cambiamento che mi riguarda. Alcuni di voi penseranno che sono fin troppo presuntuoso nel volerlo comunicare per iscritto, ma, che ci crediate o no, è un’esigenza nata dall’affetto e dal rispetto che nutro per l’associazione, oltre che per quelli di voi che conosco direttamente. Prosegui la lettura ›