Il caso Jolanda Crivelli. Come l’uso di una foto falsa ha falsificato un episodio storico

Hilde Krohn Huse, Hanging in the Woods, 2015.

Nei giorni scorsi la “fasciosfera” italiana ha messo in circolazione l’ennesimo falso. La foto di una performance dell’artista norvegese Hilde Krohn Huse, opportunamente decolorata e sgranata per farla sembrare d’epoca, è stata spacciata per testimonianza di violenze partigiane ecc. ecc. La consueta solfa, insomma, ma puntellata con una falsificazione più plateale ed eclatante del solito.

Diverse pagine e profili FB – e testate registrate come l’immancabile Secolo d’Italia, che l’aveva usata già nel 2017 hanno pubblicato la foto taroccata dicendo che mostrava il cadavere di tale Jolanda Crivelli, ausiliaria repubblichina uccisa a Cesena e «lasciata per giorni appesa a un albero».

Il Secolo d’Italia – un tempo organo ufficiale del MSI, oggi sito stracolmo di annunci pubblicitari e clickbait – ha avuto un ruolo-chiave nel rilanciare e amplificare la bufala.

A rendere più odiosa l’operazione è stato il collegamento strumentale alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, 24 novembre. I neofascisti hanno cercato di cavalcare una scadenza di lotta antisessista e antipatriarcale, per piegarla ai loro fini.

Sull’uso politico della violenza sessuale da parte di neofascisti e leghisti il gruppo di lavoro Nicoletta Bourbaki aveva già scritto un testo molto importante, Storia di una foto (e di un video). Forza e limiti dell’antifascismo di fronte alla cultura dello stupro.

Anche stavolta Nicoletta si è mossa. Non limitandosi a smontare la bufala fotografica, ma scoprendo che – a differenza di quanto si è scritto su vari siti – non si tratta solo di una «foto falsa usata per illustrare una storia vera». Questa bufala è a tutto tondo. Ecco un esempio di come l’uso di un’immagine falsa retroagisca sull’episodio storico al quale è abbinata, impiantandovi dettagli falsi che, accumulandosi, lo reinventano di (mal)sana pianta.

L’inchiesta di Nicoletta è  su Medium. Buona lettura.

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3 commenti su “Il caso Jolanda Crivelli. Come l’uso di una foto falsa ha falsificato un episodio storico

  1. Nicoletta Bourbaki fa anche notare che, con ogni probabilità, non è mai esistita alcuna «Jolanda Crivelli». La sua uccisione, piena di dettagli incongrui, sembra inventata di recente, modellata su quella (però diversa) di una certa Aurada Gridelli.

    • Su Norma Cossetto avete qualcosa da segnalare? Pare che recentemente abbiano anche fatto un film, e non potendo contare troppo su Wikipedia (come dimostrano le vostre inchieste precedenti) mi chiedevo se aveste del materiale.

      • Nicoletta Bourbaki ci sta lavorando. In rete sono già usciti alcuni smontaggi del film, che oltre a essere una ciofeca dal punto di vista artistico, è una lunghissima sequela di panzane, anacronismi e grumi di razzismo antislavo, come già visto nel “capolavoro” Il cuore nel pozzo. Ma il lavoro di Nicoletta non avrà il film come unico focus.

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