#Afrin (non) è sola? – di Davide Grasso #BreakSilenceOnAfrin

Conferenza stampa dei rappresentanti del cantone di Afrin e delle forze YPG/YPJ, 18 marzo 2018.

di Davide Grasso *

Nella giornata di ieri, 18 marzo, milizie jihadiste sostenute dall’esercito turco hanno fatto ingresso in alcuni quartieri di Afrin, prendendoli sotto il loro controllo. Hanno umiliato e torturato civili, decapitato pubblicamente due combattenti, saccheggiato le abitazioni. Le forze confederali della Federazione del Nord o Rojava, per fortuna, avevano appena evacuato migliaia di civili, che si trovano adesso nella vicina regione di Sheeba, sempre nei pressi di Aleppo. Questi eventi sono arrivati dopo due mesi di strenua resistenza da parte delle unità popolari e femminili YPG-YPJ, che hanno il compito di difendere la rivoluzione delle donne e delle comuni, nelle campagne attorno alla città, pur nella disparità di mezzi. Le forze rivoluzionarie hanno dichiarato che questi eventi segneranno il passaggio dalla guerra aperta alla continuazione della resistenza sotto forma di guerra di guerriglia.

Ciò che sconvolge, di tutta questa vicenda, è il silenzio internazionale. Da un lato quello degli stati, e non perché ci si debba aspettare che essi spontaneamente sostengano o difendano delle forze rivoluzionarie, ma perché la loro ipocrisia denuncia la debolezza politica di chi all’interno dei loro confini preme perché quella resistenza non sia lasciata sola, o almeno perché non si fornisca aiuto finanziario e militare a chi la aggredisce (la Turchia). L’aggressione ad Afrin batte bandiera turca, ma il vero responsabile è la Russia di Putin, ansiosa di avere Erdogan come alleato. Tuttavia, tanto gli Stati Uniti quanto gli stati europei si sono guardati bene dall’intervenire, ben consapevoli che l’indebolimento della rivoluzione del Rojava non va certo a detrimento di chiunque voglia un Medio Oriente governato da forze compiacenti e conservatrici.

Prosegue su Quinto Tipo]

*Davide Grasso ha pubblicato reportage indipendenti dagli Stati Uniti e dal Medio oriente e diversi articoli di filosofia dell’arte e teoria della realtà sociale. Dal 2015 è attivo tra Europa e Siria in sostegno alla Federazione democratica della Siria del Nord. Nel 2016 si è unito alle Forze siriane democratiche per combattere l’ISIS. Nel 2017 è uscito il suo libro Hevalen. Perché sono andato a combattere l’ISIS in Siria, nella collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1 per Edizioni Alegre.

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One commento su “#Afrin (non) è sola? – di Davide Grasso #BreakSilenceOnAfrin

  1. Addendo al post | L’invasione turca di #Afrin, le responsabilità della #Russia di #Putin e… cosa c’entra il #TAP? Un thread qui.