#WuMingLab nomade: 2 appuntamenti in Centro Italia

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Consapevoli che la mente collettiva dei giapsters è focalizzata sul #19Germinale e sull’uscita dell’#ArmataDeiSonnambuli, onde non diventare monotematici, interrompiamo la trance mesmerica con le info su due Wu Ming Lab che si terranno a Viterbo e Cupramontana (AN).

Il primo è già in overbooking, ma si sa che c’è sempre chi rinuncia, o recede all’ultimo, quindi non è detto che non si riesca a trovare posto. Si tratta di un “workshop itinerante” sulla narrazione del paesaggio, che dopo una prima giornata introduttiva presso il circolo ARCI “Biancovolta” di Viterbo, partirà a piedi lungo il tracciato della via Francigena (variante cimina), tra San Martino, Ronciglione e Caprarola.
 
Come ha scritto Wu Ming 2 nella presentazione del progetto: “Il paesaggio è una scrittura a quattro mani tra l’uomo e l’ambiente, della quale stiamo dimenticando la sintassi, il lessico e persino l’alfabeto. Per questo non siamo in grado di leggere il territorio che ci circonda e lo riempiamo di sgorbi e pagine strappate, quando invece dovremmo imparare a tradurlo in un racconto comprensibile per tutti. Questo laboratorio si propone come momento di riflessione pratica e teorica sul rapporto tra narrazione e paesaggio, utilizzando il cammino, l’attraversamento a piedi come strumento comune d’indagine per diversi mezzi espressivi (scrittura, cinema, disegno, fotografia…)”
Il laboratorio è pensato come incontro, confronto e integrazione tra differenti letture del paesaggio, ed è quindi aperto ad architetti, fotografi, videomaker, disegnatori, urbanisti, camminatori, storici…
Si terrà dal 17 al 19 aprile ed è necessario prenotarsi entro il 6/04.
 
Per info e contatti:
ufficiostampaarciviterbo[at]gmail.com
arciviterbo.blogspot.it

***

Il secondo laboratorio è una versione residenziale del Cantarchivio, e si svolgerà presso l’azienda agricola “La Distesa” di Cupramontana (AN), nei giorni 14 e 15 giugno. WM2 guiderà i partecipanti nella trasformazione di un “oggetto d’archivio” da lui selezionato in un “oggetto narrativo” (più o meno identificato).

Manifesto-Wu-Ming-Lab

“Ogni giorno, spesso più volte al giorno, tutti noi abbiamo a che fare con archivi. Una piccola minoranza di professionisti lo fa per mestiere, dentro una qualche istituzione pubblica o privata, mentre molti altri, più semplicemente, si industriano a gestire le cartelle del computer (scambi di mail, foto di vacanze, video di figli, musica), a conservare i documenti importanti (bollette, contratti, multe, scontrini), a tenere sotto controllo cantine e solai, a custodire preziose reliquie (i super8 del nonno, le cartoline del babbo, le lettere dello zio bersagliere), a spolverare l’album di famiglia o a inciampare per caso, nel corso di una ricerca on-line, in vecchi articoli di giornale, manifesti, immagini di epoche lontane, mappe, certificati anagrafici, filmati del passato.
Che tu sia una professionista, un appassionato oppure solo una vittima di questi archivi, di sicuro ti sarà successo di restare affascinato dalle storie, anche in piccoli frammenti, che essi possono contenere. E avrai provato il desiderio di raccontarle, per il semplice gusto di farlo, per condividerle con altri, per capirle meglio, per dire la tua, per non dimenticarle. Ti sarai accorto, allora, che il passaggio da un oggetto d’archivio a un oggetto narrativo non è per nulla scontato. La storia sembra essere lì, pronta per essere raccolta, ma quando ti chini per farlo, ti assalgono molte domande: Sarà completa? Le mancherà qualcosa? Interesserà davvero anche gli altri? O è solo una mia mania? In fondo cosa c’è di così affascinante in questa vecchia roba? E quali conseguenze avrà raccontarla? Devo coinvolgere altre persone? Devo farmi degli scrupoli? E via dubitando…
Il laboratorio Fantarchivio è pensato per rispondere a queste e a molte altre domande. Per capire quali sono le trasformazioni narrative, la termodinamica della fantasia, che ci permette di creare oggetti narrativi a partire da documenti, fonti, oggetti reali, reperti. Per indagare la differenza tra una semplice trascrizione della realtà e del passato e una sua trasposizione creativa. Per chi di mestiere ha a che fare con gli archivi (archivisti, storici, documentaristi, giornalisti) e per chi, come tutti, ne conosce ogni giorno il fascino e le insidie.”
 
Ulteriori info, oltre ai contatti degli organizzatori, li trovate qui

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2 commenti su “#WuMingLab nomade: 2 appuntamenti in Centro Italia

  1. Ciao,
    sono appena tornato dalla Francigena, di cui ho percorso (anche) il tratto Cimino. Del Laboratorio itinerante pensate per caso di pubblicare qualcosa?
    Ciao e grazie

    • Proprio in questi giorni stiamo raccogliendo i materiali prodotti, ma credo che il risultato finale non sarà un testo: più probabile un’installazione con foto, video, suoni, voci, testi…