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Wu Ming Lab

Scrittura Fluviale: un #WuMingLab per raccontare il paesaggio del Parco Adda Nord.

L’ultimo fine settimana di ottobre, da venerdì 27 a domenica 29, partono gli incontri del laboratorio di narrazioni “Scrittura Fluviale“, condotto da Wu Ming 2.

Attraverso documenti d’archivio, fotografie d’epoca, testimonianze orali, vedute ottocentesche, antiche mappe e camminate in riva al fiume, cercheremo di tradurre in italiano scritto il racconto del paesaggio. Non per produrne l’ennesima rappresentazione, ma per aprire le orecchie alla voce dei luoghi.

La protagonista delle nostre novelle sarà l’Adda – rigorosamente al femminile – e in particolare il tratto del suo corso che va da Trezzo a Cassano, sulla sponda milanese, e da Crespi a Fara, su quella bergamasca.

Esploreremo sulle carte e sui sentieri le alzaie di rogge e navigli, i ponti e i traghetti, i villaggi fabbrica e le centrali elettriche. Ci addentreremo nei pioppeti e lungo le anse morte, visiteremo i castelli e i classici padani. Inseguiremo la nostra eroina nelle sue metamorfosi: da ninfa a risorsa idraulica, da via d’acqua a confine di stato, da riserva di pesca a tomba di naufraghi. Prosegui la lettura ›

Meccanoscritto. Un romanzo metallurgico e collettivo. In libreria dal 23 marzo.

Clicca per aprire la copertina completa.

Giovedì 23 marzo, grazie alla casa editrice Alegre, arriva in libreria Meccanoscritto, un “romanzo di storie” dalla forma nuova, prodotto dal Collettivo MetalMente in collaborazione con Wu Ming 2 e Ivan Brentari.

Il libro è frutto di un progetto nato nel 2014, con l’obiettivo di mescolare, in un alveo comune, tre diversi torrenti narrativi.

Il primo è quello dei racconti operai che nel 1963 parteciparono al concorso indetto dalla FIOM di Milano, con 100.000 lire di premio e una giuria formata da Umberto Eco, Giovanni Arpino, Franco Fortini, Mario Spinella e Luciano Bianciardi.
Ivan Brentari si è ritrovato tra le mani il faldone di quei meccanoscritti, mentre spulciava documenti per tutt’altra ricerca, nell’Archivio del Lavoro di Sesto San Giovanni. A parte quello del vincitore, tutti gli altri racconti erano rimasti inediti, stesi uno sull’altro in un letto di polvere. Prosegui la lettura ›

Al di là del mare | Un #WuMingLab di scrittura collettiva all’Università di Bologna.

A febbraio 2017 parte la quarta edizione del laboratorio di scrittura collettiva interculturale, condotto da Wu Ming 2, in collaborazione con Eks&Tra e con il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna.

Per partecipare non è necessario essere studenti, ma occorre inviare una richiesta alla segreteria e partecipare all’incontro preliminare, di presentazione, che si terrà il 3 febbraio alle ore 15. Qui trovate tutte le informazioni utili per l’iscrizione. Prosegui la lettura ›

Mari, muri e Momodou. Due raccolte di racconti dal Wu Ming Lab.

Mauer-betlehem

Il 5 giugno 2003, ad Arzano, in provincia di Napoli, moriva Mohamed Khaira Cisse, ucciso da un carabiniere intervenuto per un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Mohamed si trovava in uno stato di profonda depressione, non mangiava da giorni, non si alzava da letto, rifiutava le medicine e il ricovero. Si diceva tenesse un coltello sotto il cuscino, forse per tentare il suicidio, ma l’arma non è mai stata trovata.

Pochi giorni dopo la sua morte, venne diffuso un documento, intitolato “S.O.S Urgente: Giustizia per la morte di un innocente”, scritto da Giulia Casella e Maria Antonietta Rozzera, con le firme di Legambiente, Pax Christi e Tribunale per i diritti del malato. In seguito, molte altre associazioni e soggetti avrebbero sottoscritto le loro richieste.

La stampa nazionale non si occupò del caso. L’unico giornale a pubblicare un articolo fu L’Unità del 9 agosto 2003, due mesi dopo l’accaduto. Il pezzo, di Raffaele Sardo, si intitolava “La strana morte di Mohamed”. Prosegui la lettura ›

Fantasmi di #Expo2015. Un libretto e una camminata li dirotteranno!

Genomi Giap

[Pubblichiamo qui sotto l’introduzione, scritta da Wu Ming 2, per la raccolta GENomi antiFUFFA, frutto di un laboratorio di narrazioni collettive, prodotto da Re:Common, che ha coinvolto circa 20 persone, da marzo a ottobre 2015. Il libretto verrà presentato a Milano, il 1° novembre, in concomitanza con un rituale apotropaico. Info, notizie e spiegazioni subito dopo il testo.]

Sono passati cinque anni da quando Milano ha presentato il dossier ufficiale per Expo 2015 al Bureau International des Exposition. Da allora, molto si è scritto per denunciare gli errori, le contraddizioni, i bluff e i disastri del Grande Evento Nutriente. Poi, con un tempismo catastrofico, la più vasta rete di soggetti critici e attivi contro l’esposizione, è entrata in crisi proprio nel giorno della cerimonia inaugurale. Tuttavia, anche tenendo conto di questa défaillance, l’ondata di entusiasmo che ha accompagnato gli ultimi due mesi della manifestazione sembra dar ragione a Gabriel Tarde, quando scriveva che «la società è imitazione e l’imitazione è una forma di sonnambulismo». Expo s.p.a. aveva puntato su venti milioni di visitatori paganti, duecentoventimila al giorno, ma sono bastate le foto di qualche sabato da tutto esaurito, per diffondere quintali di ottimismo, e soprattutto, per trasmettere l’idea che quello di Milano fosse un evento da non perdere, uno di quegli appuntamenti che “ci devi andare”, a prescindere dal contenuto, fosse anche solo per fare sette ore di coda. Prosegui la lettura ›

#GODIImenti: ora anche un webdoc sulla scrittura collettiva

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Nell’estate dello scorso anno, si concludeva il laboratorio di scrittura collettiva GODIImenti. Su Giap abbiamo parlato in diverse occasioni di questo esperimento, grazie al quale sei comitati contro le Grandi Opere Dannose Inutili e Imposte hanno dato vita a racconti e aneddoti, con l’obiettivo dichiarato di far nascere un “noi”, una soggettività plurale a partire da esperienze diverse.
Dal ceppo di quel laboratorio sono poi spuntati un’antologia cartacea, un reading musicale, numerose serate a tema, un archivio digitale, un articolo di Wu Ming 2 sull’ultimo numero di Letteraria e ora anche un webdoc, dove si illustrano metodi, tecniche e alambicchi utilizzati per la scrittura collettiva.
Quest’ultimo ci pare una testimonianza utile per chi volesse tentare un’esperienza simile, anche in autonomia, e per questo motivo crediamo sia importante diffonderlo e farlo conoscere.
Da parte nostra, sulla scia di GODIImenti abbiamo lanciato altri due Wu Ming Lab della stessa natura, che si concluderanno quest’autunno: uno, sempre con ReCommon, dedicato ai comitati NoExpo, l’altro, con la FIOM di Milano, per raccontare (collettivamente) il mondo della fabbrica e del lavoro.

Due #WuMingLab al Centro: «Racconti d’Oltremare» e «Bottega Bottego»

WuMingOltremare

Anche quest’anno, come nel 2014, siamo riusciti a organizzare due Wu Ming Lab a sud della Linea Gotica: Macerata (7/8 marzo) e Tagliacozzo (8/10 maggio) , in provincia dell’Aquila.

In entrambi i casi, i laboratori seguiranno la struttura del Fantarchivio: due giorni di esperimenti narrativi intorno a un documento d’archivio, proposto e selezionato da Wu Ming 2. Scopo del lavoro: imparare attraverso quali trasformazioni è possibile costruire un racconto a partire da un frammento di mondo (una vecchia foto, un articolo di giornale, una sentenza, un contratto, una testimonianza orale…).
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Carlo Abbamagal e i cinquanta dell’Oltremare

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Se esistessero le Olimpiadi del Contrattempismo, credo che la categoria Fiere ed Esposizioni verrebbe vinta a mani basse [1] dalla Prima Mostra Triennale delle Terre Italiane d’Oltremare: costruita in soli sedici mesi nella zona Flegrea di Napoli, inaugurata dal Re Imperatore il 17 maggio 1940, fu chiusa e smantellata appena un mese dopo, per via dell’entrata in guerra dell’Italia. Nei tre anni successivi, i bombardamenti aerei distrussero più di metà dei 36 padiglioni e l’area andò in malora fino al 1952, quando venne rimessa in ghingheri per ospitare la Mostra Triennale del Lavoro Italiano nel Mondo: un esempio da manuale della continuità tra Regime fascista e Repubblica, con i suoi trasformismi, le sue arabe fenici camuffate da colombe, i tic e i trucchi da quattro spicci.
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#GODIImenti. Come inceppare la Grande Opera e vivere felici.

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All’inizio di quest’anno – l’11 e 12 gennaio 2014 – nella sede centrale del Wu Ming Lab, a Bologna, si è tenuta una riunione di pericolosi estremisti, provenienti dalla Val Susa e dal Salento, dalla Riviera del Brenta e da Livorno, da Roma e dal Monte Amiata. Un gruppo di quasi trenta persone che da quel momento ha cominciato a tenersi in contatto con una mailing list carbonara, organizzando per di più altri tre raduni di facinorosi – a Livorno, Dolo (VE) e Avigliana (TO). Prosegui la lettura ›

Termodinamica della Fantasia. 14 e 15 giugno a Cupramontana (AN).

Faldoni ed etichette all'archivio di Oaxaca

Tra una presentazione dell’Armata, un reading e un concerto del Wu Ming Contingent, continua l’avventura del Wu Ming Lab.
Partita a febbraio con tre laboratori in quel di Bologna, la sezione “formativa” della Wu Ming Foundation ha fatto tappa in aprile sulla Francigena Cimina, in provincia di Viterbo, e ora è pronta a sbarcare a Cupramontana (AN) per un week-end di cantarchivistica applicata condotto da Wu Ming 2.
Come sempre, il laboratorio è a numero chiuso, ma i posti non sono ancora esauriti: ci si può iscrivere ai contatti che segnaliamo in fondo al post.

Cosa faremo in questi due giorni, battezzati col nome di Fantarchivio? Prosegui la lettura ›