Appello dei familiari dei 4 #notav arrestati per terrorismo

Obelix e Asterix dicono: la valle non si arresta
[Avremmo voluto introdurre quest’appello con “parole nostre”, perché abbiamo molto da dire sugli accadimenti recenti (ma anche sui meno recenti!) in Val di Susa, e torneremo presto a esprimerci al riguardo, e a esserci, ci saremo eccome, solo che in queste settimane il collettivo attraversa una fase emergenziale, da “comunismo di guerra”, e il tempo è poco,  e il fiato anche,  e così pubblichiamo senza preamboli, perché l’importante è diffonderlo, e diffonderlo adesso. Buona lettura, buone prassi. WM]

In queste settimane avete sentito parlare di loro. Sono le persone arrestate il 9 dicembre con l’accusa, tutta da dimostrare, di aver assaltato il cantiere Tav di Chiomonte. In quell’assalto è stato danneggiato un compressore, non c’è stato un solo ferito. Ma l’accusa è di terrorismo perché “in quel contesto” e con le loro azioni presunte “avrebbero potuto” creare panico nella popolazione e un grave danno al Paese. Quale? Un danno d’immagine. Ripetiamo: d’immagine. L’accusa si basa sulla potenzialità di quei comportamenti, ma non esistendo nel nostro ordinamento il reato di terrorismo colposo, l’imputazione è quella di terrorismo vero e volontario. Quello, per intenderci, a cui la memoria di tutti corre spontanea: le stragi degli anni ’70 e ’80, le bombe sui treni e nelle piazze e, di recente, in aeroporti, metropolitane, grattacieli. Il terrorismo contro persone ignare e inconsapevoli, che uccideva, che, appunto, terrorizzava l’intera popolazione. Al contrario i nostri figli, fratelli, sorelle hanno sempre avuto rispetto della vita degli altri. Sono persone generose, hanno idee, vogliono un mondo migliore e lottano per averlo. Si sono battuti contro ogni forma di razzismo, denunciando gli orrori nei Cie, per cui oggi ci si indigna, prima ancora che li scoprissero organi di stampa e opinione pubblica. Hanno creato spazi e momenti di confronto. Hanno scelto di difendere la vita di un territorio, non di terrorizzarne la popolazione. Tutti i valsusini ve lo diranno, come stanno continuando a fare attraverso i loro siti. E’ forse questa la popolazione che sarebbe terrorizzata? E può un compressore incendiato creare un grave danno al Paese?

Le persone arrestate stanno pagando lo scotto di un Paese in crisi di credibilità. Ed ecco allora che diventano all’improvviso terroristi per danno d’immagine con le stesse pene, pesantissime, di chi ha ucciso, di chi voleva uccidere. E’ un passaggio inaccettabile in una democrazia. Se vincesse questa tesi, da domani, chiunque contesterà una scelta fatta dall’alto potrebbe essere accusato delle stesse cose perché, in teoria, potrebbe mettere in cattiva luce il Paese, potrebbe essere accusato di provocare, potenzialmente, un danno d’immagine. E’ la libertà di tutti che è in pericolo. E non è una libertà da dare per scontata.

Per il reato di terrorismo non sono previsti gli arresti domiciliari ma la detenzione in regime di alta sicurezza che comporta l’isolamento, due ore d’aria al giorno, quattro ore di colloqui al mese. Le lettere tutte controllate, inviate alla procura, protocollate, arrivano a loro e a noi con estrema lentezza, oppure non arrivano affatto. Ora sono stati trasferiti in un altro carcere di Alta Sorveglianza, lontano dalla loro città di origine. Una distanza che li separa ancora di più dagli affetti delle loro famiglie e dei loro cari, con ulteriori incomprensibili vessazioni come la sospensione dei colloqui, il divieto di incontro e in alcuni casi l’isolamento totale. Tutto questo prima ancora di un processo, perché sono “pericolosi” grazie a un’interpretazione giudiziaria che non trova riscontro nei fatti.

Questa lettera si rivolge:

Ai giornali, alle Tv, ai mass media, perché recuperino il loro compito di informare, perché valutino tutti gli aspetti, perché trobino il coraggio di indignarsi di fronte al paradosso di una persona che rischia una condanna durissima non per aver trucidato qualcuno ma perché, secondo l’accusa, avrebbe danneggiato una macchina o sarebbe stato presente quando è stato fatto.

Agli intellettuali, perché facciano sentire la loro voce. Perché agiscano prima che il nostro Paese diventi un posto invivibile in cui chi si oppone, chi pensa che una grande opera debba servire ai cittadini e non a racimolare qualche spicciolo dall’Ue, sia considerato una ricchezza e non un terrorista.

Alla società intera e in particolare alle famiglie come le nostre che stanno crescendo con grande preoccupazione e fatica i propri figli in questo Paese, insegnando loro a non voltare lo sguardo, a restare vicini a chi è nel giusto e ha bisogno di noi.

Grazie.

I familiari di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

Per seguire quel che sta succedendo:

NoTav.Info – Spinta dal Bass – No Tav Torino – NoTav.eu


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5 commenti su “Appello dei familiari dei 4 #notav arrestati per terrorismo

  1. La condizione detentiva di Chiara, Nicco, Mattia e Claudio è pesante:regime di Alta sicurezza, incontri solo con i familiari stretti (non con i conviviventi, per intenderci), censura della corrispondenza. A questo si aggiungano le mille assurdità del carcere, per esempio Mattia e Niccolò sono nello stesso carcere, ma non si possono incontrare, quindi le loro ore d’aria vengono dimezzate. Claudio per la particolare condizione del carcere in cui si trova è in completo isolamento.
    Oggi i loro difensori hanno diffuso un comunicato http://www.autistici.org/spintadalbass/?p=1182
    Sempre oggi abbiamo lanciato una campagna per fare pressione affinché ai quattro no tav vengano riconosciuti quelli che sono dei semplici e basilari diritti. Campagna a base di mail, telefonate, fax, cose che tutt* possiamo fare. http://www.autistici.org/spintadalbass/?p=1176
    Grazie a Wu Ming, grazie a tutte le solidali e a tutti i solidali.
    Ci vediamo il 22/2, dappertutto!

  2. È probabile che in molti non conoscano Mattia, questo è uno stralcio della sua ultima lettera, ognuno può farsi un’opinione su che persona sia e su quanto ci manchi..
    http://www.autistici.org/macerie/?p=30080

  3. Ai compagn* va ovviamente la massima solidarietà anche da parte di tutti i membri del collettivo Struggles In Italy.
    Come piccolissimo contributo abbiamo tradotto questa lettera in inglese e in francese, perché il racconto di questa orribile vicenda possa arrivare più lontano possibile. Chiunque voglia può prendere le nostre traduzioni e diffonderle come meglio crede. La versione inglese verrà presto pubblicata anche su Libcom.

    Questi i link:

    http://strugglesinitaly.wordpress.com/2014/02/21/entranslation-appeal-from-the-families-of-the-four-no-tav-demonstrators-arrested-for-terrorism/

    http://strugglesinitaly.wordpress.com/2014/02/21/fr-traduction-appel-des-familles-des-activistes-notav-arretes-pour-terrorisme/