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Proletkult

L’isola sacra e i comunisti quantici. Note su Helgoland di Carlo Rovelli

Grazie soprattutto a Werner e Aleksandr.

Così si conclude Helgoland (Adelphi, €15), l’intrigante libro di Carlo Rovelli dedicato alla teoria dei quanti e alle sue implicazioni filosofiche.

Intrigante anche per i profani della materia, perché Rovelli è un ottimo narratore o divulgatore, che dir si voglia, e sa portarti a spasso attraverso i massimi sistemi della fisica senza farti pesare la tua ignoranza. Nel libro affronta quella che descrive come la teoria più sconvolgente della storia scientifica, germogliata nella mente di un giovane fisico sull’isola tedesca di Helgoland (Terra Sacra), nel 1925.

Un’intuizione che ha poi ispirato altre menti, destinata a essere discussa, ma soprattutto applicata, nel corso degli ultimi cent’anni, anche senza che ne venissero colte tutte le implicazioni.

Ecco chi è Werner: Werner Heisenberg. Uno che sta alla fisica più o meno come Copernico sta all’astronomia. Quello che a scuola ci veniva presentato come lo scopritore ed eponimo del principio di indeterminazione. Ma alla base c’è la teoria dei quanti, che sovverte la fisica classica e costringe a ripensarla da capo, forse anche a ripensare il pensare, perché con la vecchia mentalità certamente non si può cogliere l’enorme portata della scoperta in questione. Prosegui la lettura ›

Giap in «modalità estiva», noi no. Siamo in maratona di scrittura, ma ecco un po’ di novità e aggiornamenti

1978, a Viareggio si vendevano ancora cartoline così, ma era un'altra epoca.

Viareggio, 1978…

Se in queste settimane, dopo una primavera a 360 bpm, Giap va avanti con lentezza non è perché siamo in ferie, anzi. Stiamo studiando e facendo riunioni e scrivendo da mane a sera, dediti al romanzo collettivo La grande ondata del ’78, la cui stesura – dopo un lungo lavoro di impostazione e un grande accumulo di scalette e “bibbie” dei personaggi – procede spedita. Contiamo di finirlo nella primavera 2021.

Nel mentre, proseguono anche i lavori sugli altri progetti elencati nel giugno scorso. Qui sotto troverete news e aggiornamenti, oltre a un calendario delle nostre prossime uscite pubbliche. Che nel 2020-2021, lo anticipiamo fin da ora, saranno più rade. Non solo per il fantasma del Covid che ancora spauracchia l’Italia: centri sociali che non riapriranno, eventi “contingentati” ecc. No, c’è dell’altro.

Abbiamo riflettuto, e concluso che non potremo riprendere l’attività on the road con l’intensità e la frequenza di prima. Un po’ perché dobbiamo scrivere, e molto perché gli ultimi anni sono stati forsennati.

Nondimeno, tra agosto e settembre faremo qualche apparizione. Oltre a questo, ci sono novità che riguardano direttamente noi e/o la nostra comunità allargata. Eccole. Prosegui la lettura ›

Speciale congiunto #Proletkult / #Lamacchinadelvento: isole, pianeti, utopie

Due isole.
Una delle più grandi e una delle più piccole del Mediterraneo.
La Sardegna, 24.090 kmq. Ventotene, 1,54 kmq.

Nei giorni scorsi, mentre a Cagliari Wu Ming 2 e Wu Ming 4 chiudevano il Proletour in una piazza Garibaldi gremita all’inverosimile (ringraziamo il Marina Café Noir!), Wu Ming 1 era uno degli “scrittori residenti” al festival Gita al Faro di Ventotene.

Oltre a presentare La macchina del vento nei luoghi in cui si svolge, sull’isola WM1 ha scritto e letto, accompagnato al pianoforte da Valerio Vigliar, un racconto collegato al romanzo. Uno spin-off – o un nocciolo di sequel? – intitolato Polykenos: Erminio partigiano a Ferrara, una mancata evasione dal carcere di Piangipane, la strage nazifascista di Caffè del Doro.

Mentre siamo in pieno brainstorming per il prossimo romanzo collettivo, del quale per ora non anticipiamo nulla, continuano a uscire recensioni ed “esercizi di lettura” di Proletkult e de La macchina del vento. In questo secondo speciale dedicato a entrambi i libri, ve ne proponiamo alcune, e ne approfittiamo per ricordare le prossime date del Macchina del vento Tour. Prosegui la lettura ›

#Proletkult e #Lamacchinadelvento. Nuove recensioni, interviste, video, calendario delle prossime date


Sette mesi dopo l’uscita, il nostro Proletkult continua il suo viaggio e continua a generare dibattito. L’uscita, un mese fa, de La macchina del vento di Wu Ming 1 ha retroagito sul romanzo collettivo e stimolato la ricerca di parallelismi e riferimenti incrociati. Intanto La macchina del vento va a ruba, letteralmente.

[Psssst, ehi! Qui! Ci siete tutti? Bene, allora state a sentire: non rubate nelle librerie indipendenti, che già faticano a tirare avanti. Se proprio dovete rubare, fatelo nelle librerie-supermarket, quelle delle grandi catene.]

In questo speciale congiunto – simile per impianto a quelli che facemmo per Timira e Point Lenana – proponiamo contributi su entrambi i romanzi, raccolti nelle ultime settimane per quanto riguarda Proletkult e negli ultimi giorni per quanto riguarda La macchina del vento. Buone letture, buone visioni, buoni ascolti.

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Speciale #Proletkult | Lo spazio profondo e l’utopia. Recensioni, classifiche, approfondimenti.

A. A. Radakov, La conoscenza spezzerà le catene della schiavitù, 1920

Siamo ormai arrivati alla primavera, Proletkult è uscito in autunno, il 23 ottobre dell’anno scorso, eppure questo speciale del mese di marzo è il più ricco tra tutti quelli che abbiamo composto finora, segno che il romanzo continua a suscitare interesse ben al di là del suo arrivo in libreria.

Alla fine di febbraio, il blog L’indiscreto ha pubblicato la sua classifica di qualità dei libri usciti tra il 1° ottobre 2018 e il 31 gennaio 2019, redatta grazie al voto di 280 “grandi lettori”, scelti tra critici, scrittori, riviste letterarie, librerie indipendenti e giornalisti culturali. Proletkult è tra i primi dieci titoli (al settimo posto) della sezione Narrativa, in ottima compagnia, e forse anche questo risultato ha contribuito a tenere alta l’attenzione su Denni, Bogdanov e i marxisti marziani.

Prima di passare alle recensioni che abbiamo raccolto in Rete, vogliamo però segnalare due approfondimenti pubblicati su Carmilla: Prosegui la lettura ›

Nuova edizione speciale per #StellaRossa: ecco il primo capitolo

La copertina della nuova edizione di Stella Rossa

di Kollektiv Ulyanov

È ormai passato un po’ di tempo dalla pubblicazione congiunta di Stella Rossa e Proletkult. Molti di voi crediamo abbiano già letto il romanzo di Aleksandr Bogdanov, che ha ispirato l’ultima fatica di Wu Ming, che a loro volta hanno stimolato la riscoperta di un autore dimenticato al di fuori delle mura accademiche non solo in Italia, bensì anche in patria. In Russia oggi il romanzo si trova in una versione mignon che non rende affatto giustizia alla mole di idee e informazioni inserite all’interno della trama dal geniale scrittore russo – nonostante sia senza dubbio riduttivo definirlo soltanto uno scrittore.

Agenzia Alcatraz, la casa editrice che ha ripubblicato Stella Rossa con la nostra traduzione, ha deciso di mettere sul mercato una nuova edizione con una copertina diversa, in gergo variant, disegnata dallo stesso artista – Luca Martinotti / SoloMacello – che trasmette, a nostro avviso, ancor più forza rispetto alla “standard”.

Per l’occasione, abbiamo chiesto che venisse pubblicato su Giap il primo capitolo del romanzo a beneficio di chi non l’ha ancora letto. Prendetelo un po’ come un invito a salire sull’eteronave, in attesa che il mese prossimo venga pubblicata la nostra nuova traduzione di Ingegner Menni, il prequel del romanzo. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Vperëd!

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Speciale #Proletkult | Incontri ravvicinati e crossover, da Senigallia alla Finlandia.

V. S. Pšeničnikov, URSS. Unione di lavoratori di tutte le nazionalità , Manifesto per il decennale della rivoluzione d’ottobre, 1927

Continuiamo a segnalare, perché continuano a uscirne, le recensioni di Proletkult più interessanti delle ultime settimane.
Per chi se li fosse persi, ricordiamo che sul sito della casa editrice Einaudi sono stati pubblicati i titoli di coda del romanzo, nonché un articolo che indaga i rapporti tra Antonio Gramsci, Stella Rossa, il Proeltkul’t sovietico e Aleksandr Bogdanov.

Iniziamo con Claudia Mizzotti, su laletteraturaenoi.
Proletkult: il romanzo russo come non lo avreste mai immaginato

«il marchio di fabbrica resta quello: raccontare da un punto di vista inedito una vicenda che si pensa di conoscere (in questo caso la Rivoluzione russa) con un’operazione di mitopoiesi che sfida spesso le leggi del buonsenso, nel caso specifico vince anche la forza di gravità e varca i confini planetari, ma che riesce a ottenere nel lettore la sospensione dell’incredulità, nonostante la «termodinamica» di questa narrazione misceli ingredienti apparentemente assurdi: fino a qualche mese fa il crossover fra storia e fantascienza sembrava poco convincente, ora invece…» Prosegui la lettura ›