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Proletkult

#Proletkult, prima ristampa. Grazie a tutte quanti!


La mattina del 6 novembre, a quindici giorni dall’uscita in libreria, Einaudi Stile Libero ha deciso di ristampare Proletkult, dopo una prima tiratura di 35.000 copie. Questo non significa che siano state tutte vendute, ma certo la maggior parte è stata distribuita, su e giù per lo Stivale, ed è già un risultato incoraggiante, per il quale ringraziamo giapsters, lettrici e lettori.

Nel frattempo, è partito anche il ProleTour, con incontri molto partecipati e forieri di novità, mentre si è iniziato a parlare del romanzo in radio, sulla carta stampata e negli spazi online che si occupano di libri.

Qui di seguito, la rassegna di quel che è uscito finora, dopo le primissime recensioni e interviste che già segnalammo ai primi di novembre. Prosegui la lettura ›

Speciale #Contrattacco! Audio di tutti gli eventi + interviste e fotoracconti

Contrattacco, terza serata, presentazione di Jacobin Italia

Vag61, terza serata di Contrattacco, domenica 11 novembre 2018. Comincia la presentazione del primo numero di Jacobin Italia, intitolato «Vivere in un paese senza sinistra». Clicca per aprire lo speciale di Vag61 con le registrazioni di tutti gli eventi.

Dobbiamo ancora riprenderci dopo la gioiosa fatica dei tre giorni, il frastornante senso di comunità, la nube energizzante di chiacchiere, le riunioni-fiume da mane a sera, l’affollarsi di immagini, le agnizioni sorprendenti, vieni qui un momento, ti presento X, su Twitter la conosci come @Y, e il vorticare di libri e riviste, le musiche, i corpi, il caldo umido durante i pienoni, e la voce che la prima sera era squillante si fa sempre più gutturale e raschiata, e i dischi volanti, Posadas, Kolosimo, Angela Davis, le rimpatriate di senzapatria, cazzo, ancora ti vesti da skin come a vent’anni.

La seconda sera, sabato, al Vag61 non potevano esserci meno di cinquecento persone. La Brigata Cucinieri ha servito più di trecento pasti, la fila era lunghissima e per non farla molti si sono sparpagliati per le pizzerie, trattorie e piadinerie della Cirenaica, che non è la regione della Libia ma il rione di Bologna di cui vi abbiamo parlato tante volte qui su Giap. Molti altri sono arrivati dopo cena. E la sera dopo, domenica, c’era ancora un botto di gente.

Il calo di adrenalina è avvenuto a balzi, come una discesa in corda doppia da una vetta alpina. È uno spleen da alpinista tornato in pianura. Grande stanchezza, ma con le ultime energie si scrive il récit d’ascension.

Siamo stati all’altezza della sfida. «Siamo» chi? Siamo noi. «Noi» chi? Noi Alegre, Jacobin Italia, Vag61, Wu Ming Foundation, la metaradio, insomma: noialtri.

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#Proletkult: prime recensioni e interviste

In memoria di Alessandro Caligaris.

Ecco alcune delle tracce che l’uscita di Proletkult sta lasciando nell’infosfera.

Questa rassegna era già sulla rampa di lancio quando ci è arrivata la terribile, frastornante notizia della morte di Alessandro Caligaris, che tanti disegni ci aveva regalato, tanta transmedialità aveva aggiunto alle nostre narrazioni. Certamente saremmo stati entusiasti delle sue reinterpretazioni di Proletkult, come eravamo stati entusiasti di quelle de L’Armata dei Sonnambuli. In queste giornate convulse, dopo la prima reazione su Twitter, non siamo ancora riusciti a scrivere qualcosa di più compiuto. Inserire Alessandro nel primo post utile ci è parsa l’unica cosa fattibile per non stare in silenzio. Siamo a disposizione per qualunque iniziativa in suo ricordo.

Intervista su Proletkult rilasciata a Linkiesta
«Volevamo superare l’alternativa tra l’archetipo dell’alieno invasore e quello dell’alieno buon esploratore. Volevamo che i nostri alieni fossero più complessi, e fossero portatori di una contraddizione, tanto quanto la società terrestre.» Prosegui la lettura ›

Dalle resistenze al #Contrattacco. #Bologna, 9-11 novembre: un festival di nuovi inizi

>>> Tutto il festival sarà trasmesso in diretta streaming
da Radio Città Fujiko a quest’indirizzo <<<

L’indicazione per il secondo weekend di novembre è: convergere su Bologna.
Per la precisione, sul rione Cirenaica.

Ci sarà un bel pezzo di Wu Ming Foundation a Contrattacco, il festival organizzato dal Vag61 e dalle Edizioni Alegre. Un post ad hoc su Giap è d’uopo.

[«Un post ad hoc su Giap è d’uopo»: sentite com’è percussiva e trascinante questa frase, un verso novenario che grazie all’effetto combinato di parole tronche e allitterazioni produce una sequela di piccole esplosioni. E, modestamente, non l’abbiamo nemmeno fatto apposta. La (working) class non è acqua.]

Qui di seguito il programma di Contrattacco, e qui c’è l’evento Facebook. Prosegui la lettura ›

#Proletkult, capitolo 1: Denni entra in scena

Proletkult

Clicca per aprire la copertina completa, con quarta e alette (pdf).

[Ci siamo. Domani, 23 ottobre, Proletkult arriva in libreria. Nei prossimi giorni lo presenteremo a Belluno, Trieste, Roma, Bologna, Verona, Macerata… Il calendario autunnale completo è qui. Abbiamo già anche quello invernale ed è quasi pronto quello primaverile. Stiamo già fissando date a maggio, per dire. Faremo del nostro meglio, ma lo sapete, non riusciremo ad andare dappertutto. Siamo umani.
Il romanzo si apre con un prologo.
Dopo il prologo, entra in scena Denni.
Ecco l’entrata in scena.
Buona lettura.]

Proletkult. Capitolo 1

Le tenebre fuggono davanti all’aurora, il cielo pulsa di rosa e violetto. Contro la massa cupa degli alberi si staglia una figura umana. L’individuo indugia nel silenzio, spezzato
dai primi cinguettii, come se cercasse di cogliere un suono più lontano o un dettaglio muto all’orizzonte. D’un tratto abbandona il bosco e avanza sul prato, le gambe incerte, il respiro affannoso. Cammina curvo, le mani lontane dai fianchi, quasi a tenersi in equilibrio.
La casa dista meno di trecento passi, un edificio di tronchi e assi di legno, con piccole finestre buie, un porcile e un granaio poco distanti.
L’individuo raggiunge l’aia, sotto gli sguardi in tralice delle galline che chiocciano infastidite. Il ringhio del cane non lo spaventa; al contrario, punta l’animale con la mano protesa, come per offrire una carezza, mentre quello mostra i denti e strattona la catena.
Rumore di un chiavistello che gira. Sull’uscio appare una donna robusta, col fazzoletto in testa, annodato sul collo. Dice due parole al cane, che si ritira accanto al muro, però all’erta, il muso rivolto contro l’estraneo. Prosegui la lettura ›

Rotta sulla Stella Rossa. Una collana di fantascienza sovietica ci avvicina al lancio di #Proletkult

[Volentieri pubblichiamo la presentazione della neonata collana Solaris, dedicata ai classici della fantascienza sovietica, per i tipi di Agenzia Alcatraz. La firmano i traduttori e curatori della collana sotto pseudonimo collettivo, i quali ci hanno anche dato una grossa mano con i testi in lingua russa durante la stesura di Proletkult. In un ideale percorso di avvicinamento all’uscita del nostro nuovo romanzo, questi volumi rappresentano una tappa importante, in particolare quelli di A. Bogdanov, di prossima pubblicazione. Buona lettura. – WM]

LO SPAZIO OLTRECORTINA

di Kollektiv Ulyanov

Gli appassionati di letteratura fantastica e fantascientifica sanno che il sogno di esplorazione e conquista dello spazio è stato condiviso da due nazioni – o popoli – che hanno poi materializzato la propria sete di conoscenza ed espansione con reboanti lanci di apparecchi nell’infinita oscurità dell’universo, mettendo persino piede sull’agognato satellite lunare. Gli Stati Uniti e la fu Unione Sovietica sono stati protagonisti di uno scontro durato più di mezzo secolo, di una gara alla colonizzazione spaziale che è, di fatto, terminata con la caduta dello Stato federale comunista nel 1991.

Una battaglia che si compiva non solo a stilettate propagandistiche, ma anche sulle pagine di opere letterarie che hanno fatto la storia di quel genere oggi costretto nell’anglismo sci-fi.

Uno scontro mai davvero aperto fra gli autori delle due fazioni, che ci hanno regalato capolavori da considerarsi pilastri della letteratura tutta, non solo di quei settori troppo spesso definiti di nicchia, di cui la fantascienza stessa ora fa parte. Sì, perché questo genere, soprattutto la fantascienza di inizio Novecento, si componeva di intrugli così visionari e prefiguranti da divenire in seguito realtà; immagini e invenzioni avanguardistiche che tuttavia sono state pian piano dimenticate, al punto da scomparire dagli scaffali delle nostre librerie. Prosegui la lettura ›

Il nostro «romanzo russo» si chiama #PROLETKULT

Proletkult copertina

Ci inoltriamo nell’estate e si rompono le righe, o quantomeno si rilassano. Il flusso di post di Giap rallenterà, ma prima che questo accada vi diamo un’anteprima, anzi: l’anteprima.

Ecco copertina e titolo del «romanzo russo» annunciato l’anno scorso.

Proletkult uscirà per Einaudi Stile Libero nell’ottobre 2018.

«L’ipotesi è la strutturazione della libertà nello spazio. L’ipotesi è la costruzione e strutturazione di abolizioni di limiti.»
Paolo Vinti«Lo spazio», dall’album Cosmo Rosso.

«La Terra è la culla della mente umana, ma non si può passare la vita nella culla.»
Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij