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Da via Rimesse a via Altura. Migranti e occupazioni nella #Bologna anni 90

Bologna, 9 novembre 1998. In via Rimesse la polizia tenta lo sgombero alcune palazzine occupate da migranti nordafricani. Donne con bambini cercano di fermare i carabinieri in assetto antisommossa.

Bologna, 9 novembre 1998. In via Rimesse la polizia tenta lo sgombero alcune palazzine occupate da migranti nordafricani. Donne con bambini cercano di fermare i carabinieri in assetto antisommossa. Pochi istanti dopo, l’impatto (vedi foto).

[Col suo permesso, riprendiamo dal suo profilo FB uno scritto della nostra amica Valentina, perché è un ricordo anche nostro. Un ricordo bruciante, riacceso dagli eventi di Piazza Indipendenza a Roma. Come direbbe Benjamin, un ricordo «che balena nell’istante del pericolo».
Qualcuno potrà essere in disaccordo con singole valutazioni di Valentina, ma le sue parole restituiscono in pieno l’atmosfera di quei giorni.
All’occupazione di via Altura c’eravamo. Il Luther Blissett Project aderiva sia alla rete «2001 Odissea negli Spazi» sia al «Comitato 14 dicembre». Soggetti talmente trasversali da includere – in uno spiazzante gesto di solidarietà per la persecuzione appena subita – i Bambini di Satana.
Eravamo anche allo sgombero di via del Pallone, e avremmo raccontato quella notte due anni dopo, in un capitolo-flashback di Asce di guerra. Capitolo che includiamo in questo post.
Le foto di occupazioni e sgomberi sono dell’amico Gianluca Perticoni dell’agenzia Eikon di Bologna. Buona lettura. WM]

di Valentina Avon

Il prossimo anno saranno venti. Era il 1998 infatti quando a Bologna scoppiò il caso «via Altura». Riassumendo velocemente: reduci da un’occupazione malfatta e malgestita (da comitati autonomi per la casa) e maldipinta dalle cronache locali, decine di famiglie di immigrati senza tante alternative si infilarono in San Petronio. Erano musulmani, il caso finì alle cronache nazionali, e pur di uscirne alla svelta il Comune offrì una sistemazione alternativa, in quello che oggi è l’albergo popolare di via del Pallone. Prosegui la lettura ›

Al di là del mare | Un #WuMingLab di scrittura collettiva all’Università di Bologna.

A febbraio 2017 parte la quarta edizione del laboratorio di scrittura collettiva interculturale, condotto da Wu Ming 2, in collaborazione con Eks&Tra e con il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna.

Per partecipare non è necessario essere studenti, ma occorre inviare una richiesta alla segreteria e partecipare all’incontro preliminare, di presentazione, che si terrà il 3 febbraio alle ore 15. Qui trovate tutte le informazioni utili per l’iscrizione. Prosegui la lettura ›

Break The Wall! In Cirenaica, mentre l’estrema destra converge su #Bologna

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Finalmente sono disponibili on line tutti i materiali audio e i video della giornata «Resistenze in Cirenaica», quella ormai famosa del 27 settembre scorso. Ci sono le letture pomeridiane al Vag61, c’è il “trekking urbano” nel rione, c’è lo spettacolo serale completo. Potete ascoltare Guglielmo Pagnozzi e le Brigate Sonore che suonano il liscio durante i reading di Wu Ming 1 e Wu Ming 2, testimonianza di un’autentica renaissance di liscio e filuzzi (le loro versioni roots) nel milieu dei centri sociali e dei movimenti bolognesi. Potete vedere via Libia che, magicamente, cambia nome. Potete vedere l’intitolazione del giardino pubblico di via Barontini al ferroviere anarchico Lorenzo Giusti. Ecc. ecc.

Il percorso di Resistenze in Cirenaica è appena agli inizi. Stiamo avviando diversi progetti: laboratori, trekking urbani, guerriglia toponomastica, documentari, libri. Prossimamente sarà on line un sito ad hoc, interamente dedicato a questo grande cantiere culturale.

Resistenze in Cirenaica torna a manifestarsi già questa settimana, e precisamente venerdì 30 ottobre, con una serata al Vag61, via Paolo Fabbri 110.
Wu Ming 1 e Kai Zen/Bhutan Clan racconteranno la storia di un muro della vergogna, un muro italiano che preparò un genocidio, il cui ricordo è assente dalla memoria collettiva del nostro paese.
La serata è parte di una tre-giorni in vista del grande assalto fascioleghista alla città di Bologna. Prosegui la lettura ›

«Prima i poveri!» La resistenza dell’#ExTelecom e la gestione del potere a #Bologna (e in Italia)

Bologna, 20 ottobre 2015. Alcune occupanti dell'Ex-Telecom.

Bologna, 20 ottobre 2015. Alcune occupanti dell’Ex-Telecom.

di plv

Ho cominciato questo articolo per Giap stanotte, appena tornato dal presidio, con gli occhi che mi si chiudevano, e l’ho finito stamattina.

Sulla giornata di Bologna del 20 ottobre si scriveranno decine di resoconti. Si dirà che è stata una giornata drammatica, piena di lacrime e gonfia di rabbia, sporca del sangue delle teste rotte dai manganelli della polizia. Ma la prima cosa da dire, quando siamo arrivati ormai a notte fonda ed è possibile fare un primo parziale bilancio, è che nella drammaticità della situazione oggi si è portata avanti una lotta che ha saputo guardare in faccia i potenti senza fare un passo indietro. Una lotta che ha messo in campo le capacità, le competenze, la cura, i corpi e la rabbia di tutti coloro che hanno resistito in via Fioravanti per diciotto ore. Una lotta appoggiata con generosità da tutti quelli che hanno potuto mettere a disposizione anche solo un minuto del loro tempo.

Ieri, le 300 persone che da quasi un anno occupavano l’Ex-Telecom sono state sgomberate, ma una trattativa su un loro ricollocamento è stata vinta, e questo è stato possibile perché si è lottato insieme e con tutti i mezzi possibili. A Bologna, a Roma, ad Alessandria, Brescia, Pavia, Livorno… Uomini, donne, bambini, facchini, disoccupati, senza tetto, studenti e studentesse, migranti, pensionati, occupanti e solidali a comporre un’unica lotta: quella dei migranti sugli scogli di Ventimiglia, dei facchini contro la Granarolo, dei residenti contro gli sfratti, quella dei braccianti di Foggia, quella dei poveri contro i ricchi, dei deboli contro i potenti. Prosegui la lettura ›

Dalle stragi italiane in Etiopia alla strage di #Lampedusa: il ritorno del rimosso coloniale (un 3 di ottobre)


Ieri in Afghanistan droni statunitensi hanno bombardato un ospedale di Medici Senza Frontiere, sollevando una giusta riprovazione in tutto il mondo, vera e di facciata.

Potrebbe essere l’occasione giusta per ricordare che, durante la guerra d’Etiopia, l’aviazione italiana bombardò più volte, intenzionalmente, ospedali della Croce Rossa. Li bombardò anche con armi chimiche. È una storia da recuperare, sotto gli strati di decenni di negazionismo e amnesia collettiva.

Uno di questi bombardamenti lo hanno raccontato i :Kai Zen: / Bhutan Clan alla serata «Resistenze in Cirenaica», il 27 settembre scorso, a Bologna. Il testo – tratto da una storia vera – si intitola «L’uomo dell’Etiopia» (scaricabile in pdf qui).

Era il 3 ottobre 1935 quando l’Italia attaccò l’Etiopia. Precisamente ottant’anni fa.
Buon anniversario, Italiani brava gente.

Ed era il 3 ottobre 2013 quando… Prosegui la lettura ›

Libero transito in libera #Roma. Due mesi e più di accoglienza volontaria e autogestita al centro Baobab

Baobab

di Roberto Viviani,
con la collaborazione di Francesca Pietroni

1. Breve cronistoria dell’emergenza migranti 2015 a Roma

11 Maggio 2015
Le ruspe danno il loro buongiorno e radono al suolo l’insediamento abusivo di Ponte Mammolo. In quel pezzo di Roma dimenticata, trovavano un rifugio precario circa 400 persone, per la maggior parte migranti in transito, cioè di passaggio in Italia, con l’obiettivo di raggiungere altri paesi europei e chiedere lì asilo politico.

Nessuna associazione che opera volontariamente nel centro (ad esempio MEDU) viene coinvolta nel piano di sgombero, a molti degli “ospiti” non viene neanche dato il tempo di prendere i documenti. Non c’è nessun “piano B” della prefettura o dell’amministrazione capitolina, nessuna soluzione temporanea per dare alloggio agli sgomberati che si ritrovano improvvisamente in mezzo alla strada e iniziano ad assembrarsi soprattutto nella zona della stazione Tiburtina. Prosegui la lettura ›

#Ventimiglia in ogni città! La solidarietà senza confini è già opposizione alla guerra futura

Manifestazione alla frontiera italo-francese di Ventimiglia. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.

Manifestazione alla frontiera italo-francese di Ventimiglia. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.

[Dopo il racconto del primo mese al presidio di Ventimiglia, ecco un testo collettivo che aggiorna sulla situazione al confine con la Francia, allarga la prospettiva all’Europa intera ed evidenzia il rapporto tra le ondate di «emergenze profughi» e le nuove guerre che l’Occidente, Italia compresa, sta preparando. Su Giap ci occuperemo presto, in modo più approfondito, di una delle situazioni narrate qui sotto, quella romana del Baobab. Più avanti parleremo anche di quel che accade a Lampedusa, oltre e contro le descrizioni allarmistiche o pelose che vanno forte sui media mainstream. Buona lettura.]

Testo scritto da plv, in collaborazione con Martina Bernabai, pannychisviii, Rosa M.  Valerio Muscella e altre losche individualità che hanno preferito non essere citate.
Foto di Michele Lapini, Valerio Muscella, José Palazón e Francesco Pistilli.

«Molti crimini sono migliori di questa legalità.»
Luca Rastello, I buoni

1. Resistenza
2. Ventimiglia in ogni città
> Melilla
> Lesvos
> Passaggio tra i Balcani
> Ungheria
> Calais
> Lampedusa
> Parigi
> Roma
> Bologna
3. Guerra. E le sue retoriche

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«We Are Strong if You Are Here»: un mese di presidio a #Ventimiglia

Clicca per ingrandire.

[Dalle scogliere sul confine nordorientale a quelle del confine nordoccidentale. Da Trieste a Ventimiglia, due storie di migrazione, fantasmi e razzismo. Ma in questo caso, anche di lotta e solidarietà. Buona lettura. WM]

Testo di plv, foto di Michele Lapini.

(Si ringraziano Diletta, Francesca, Gionna e Ste per la collaborazione.)

Questo post era inizialmente pensato per “bucare” l’informazione: dopo la massiccia presenza di mass media a documentare la situazione, nessuno si era più interessato a quanto stava avvenendo a Ventimiglia. Tuttavia, a un mese dall’inizio dal blocco della frontiera francese, i media sono tornati e gli articoli hanno cominciato a riapparire. Non c’è più quindi uno schermo da bucare, ma al più una controstoria da ricostruire, anche se non è facile: per quanto chi scrive possa impegnarsi, il colore della sua pelle rimane inesorabilmente bianco. Raccontare una controstoria può quindi valere fino a un certo punto anche se ci si proverà fino in fondo. Tuttavia, se un articolo ha senso, in questo momento, in questo blog, è soprattutto perché si possa riflettere sul “che fare” in una situazione che è del tutto fluida e in continua evoluzione. Se qualcuno quindi avesse idee, opinioni o altro, questa è un’occasione buona per esprimersi. Se invece qualcuno volesse sbraitare a caso sull’emergenza immigrazione, lo faccia solo dopo aver letto questo articolo. Prosegui la lettura ›

Surgelati | Opera a 10 mani per scrittore e rock band

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Domenica 15 Dicembre, al Teatro Comunale di Servigliano (FM) debutta il nuovo reading di WM2 e Contradamerla ( dopo la lunga esperienza con la sonorizzazione degli “Interludi” di Altai, che ha girato l’Italia negli ultimi 3 anni).
Surgelati nasce invece da un testo inedito, scritto e ideato, come tutte le musiche, dall’intero combo. E a differenza dello spettacolo precedente, WM2 non interviene solo in qualità di vox clamantis, ma anche di cantore e flautista (Aaargh!). Prosegui la lettura ›