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Giorgio Marincola

«Stazione Giorgio Marincola»? Purché il colonialismo non riposi in pace

di Antar Mohamed Marincola*, Carlo Costa**,
Lorenzo Teodonio*** e Wu Ming 2

Nella notte di giovedì 18 giugno, la Rete Restiamo Umani di Roma ha compiuto un’azione di guerriglia odonomastica in alcuni luoghi della città che celebrano gli orrori del colonialismo italiano in Africa. In particolare sono stati colpiti la via e il largo «dell’Amba Aradam», insieme alla futura stazione «Amba Aradam/Ipponio» sulla linea C della metropolitana.

Le targhe stradali sono state modificate per diventare «via George Floyd e Bilal Ben Messaud», mentre lungo le barriere che delimitano il cantiere della nuova fermata sotterranea sono comparsi grandi manifesti con scritto: «Nessuna stazione abbia il nome dell’oppressione». Prosegui la lettura ›

#Bologna antifascista… e una nuova primavera di Resistenze in #Cirenaica!

Diverso rilievo 2018

Ritorna Resistenze in Cirenaica, il «collettivo di collettivi» che dal 2015, in uno dei rioni più interessanti di Bologna, intreccia critica dello spazio urbano, evocazione di fantasmi e recupero di una grande resistenza antifascista meticcia, creola, transnazionale, anticoloniale. Una rete di insorgenze che nella prima metà del XX secolo collegò, per canali a lungo misconosciuti, la Libia ai Balcani, l’Etiopia all’Albania, la Somalia alle città e montagne d’Italia, la Spagna alla Cina. Una delle vie di accesso al rione Cirenaica porta il nome di uno dei personaggi-ponte, un combattente che fece di anticolonialismo e antifascismo un’unica battaglia: via Ilio Barontini.

Quest’anno, a Bologna, la giornata del 25 Aprile sarà parte di una fitta costellazione di eventi che la preparano e la seguiranno. Un percorso già in pieno svolgimento. Come Wu Ming Foundation, nel contesto di un calendario bello (ed) esigente, siamo “mobilitati” in città per quattro appuntamenti, due dei quali targati RIC. Prosegui la lettura ›

Speciale #PointLenana e #Timira | Narrazioni ibridate tra Limonov e il Corno d’Africa

Speciale Point Lenana e Timira

A un mese esatto dal primo “speciale congiunto” su Timira e Point Lenana, la disponibilità di nuovi materiali già consente – e richiede – la pubblicazione di un secondo. Ne prevediamo già un terzo a gennaio.

Iniziamo con una bella e puntuale recensione di Point Lenana apparsa sul blog del collettivo Militant.

Consigli per gli acquisti: Point Lenana di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara


Logo MilitantSe per Wu Ming 1 la storia narrata in questo libro si allontana dalla sua «zona di comfort», quell’insieme di letture, argomenti, narrazioni e percezioni vicine al mondo culturale che si frequenta, per noi questo libro è lontano anni luce da ogni possibile comfort culturale. Come potrebbe essere altrimenti, visto che si narrano, in una forma particolare che poi indagheremo, la vita e le esperienze di un prigioniero italiano di guerra nell’Africa coloniale, non convintamente fascista ma neanche antifascista, e dopo la guerra palesemente anticomunista nelle funzioni istituzionali che andò a ricoprire? Il tutto, poi, legato da un argomento centrale che attraversa il libro e che edifica il contesto in cui è calata tutta la narrazione: la montagna. Insomma, apparentemente, niente di più distante dai nostri interessi, tanto politici quanto personali. Questa è anche la ragione per cui questa recensione giunge in ritardo, a otto mesi dalla pubblicazione. Prosegui la lettura ›

Speciale #Timira e #PointLenana: quattro autori, due libri, molte voci, la storia

Point Timira

Perché uno speciale congiunto Timira / Point Lenana? Perché è tempo. Perché, come spiegato nei «Titoli di coda» di Point Lenana:

«Timira e Point Lenana vanno considerati libri “cugini di primo grado”. Sono entrambi “oggetti narrativi non-identificati”, creature anfibie tra narrativa e saggistica; entrambi parlano di Africa, fascismo e colonialismo italiano; entrambi sono stati scritti da un membro del collettivo Wu Ming e da un coautore; in ambedue i casi, la “scintilla” iniziale è partita dal coautore.
Point Lenana deve molto ad alcune scelte stilistiche e narrative compiute dai due autori di Timira, e di questo non possiamo che ringraziarli.»

Più volte nel corso del Point Lenana Tour de force sono emerse comunanze e risonanze tra i due libri. Forse sono più che “cugini di primo grado”: forse sono fratelli, anzi, gemelli. Gemelli eterozigoti: di primo acchito non si somigliano, ma si sono formati e sono nati insieme. Figli della stessa fase nella vita del collettivo Wu Ming, perché scritti nello stesso pugno di anni, e dopo il fatidico 2008. Figli della stessa esigenza di allargare, di estendere le collaborazioni, ibridare le scritture e creolizzare Wu Ming.

Gli sviluppi più recenti vengono da lì. La Wu Ming Foundation non coincide più con il solo collettivo Wu Ming ma raccoglie più insiemi che si intersecano: Wu Ming Contingent, Wu Ming Lab etc. Stiamo cambiando, andiamo oltre l’essere-scrittori. Soggetti narratori non-classificabili che producono oggetti narrativi non-identificati.

Il dittico Timira / Point Lenana può essere considerato la prima multi-opera della nuova epoca, proprio come il romanzo L’armata dei sonnambuli (uscita prevista per marzo) sarà il nostro congedo dall’epoca che abbiamo ormai alle spalle. E speriamo sia un congedo in grande stile.
Intanto «camminiamo domandando», scarpiniamo, per raggiungere il cuore che gettammo oltre l’ostacolo.
Che il Grande Altro ce la mandi buona. Prosegui la lettura ›

Razza partigiana, video integrale del concerto

 L’avevamo linkato parecchio tempo fa, e probabilmente molti giapster non l’hanno ancora visto. Un numero ancor più elevato di giapster non avrà visto il concerto dal vivo. Ecco la ripresa integrale del reading/concerto Razza partigiana. L’esecuzione è quella del 12 settembre 2009 al Copyleft Festival di Arezzo. Ieri il video è ricomparso su YouTube e abbiamo pensato di incorporarlo qui. E’ una visione da sera d’estate, quando le finestre sono aperte e capita di ritrovarsi tra superstiti, sopravvissuti alla mattanza delle abitudini. Prosegui la lettura ›

Da «L’Unità» – Igiaba Scego recensisce #Timira

La scrittrice Igiaba Scego

Igiaba Scego

531 pagine, compresi titoli di coda e indice. Il libro ha un peso. La memoria si fa carne. Però quasi non te ne accorgi, perché piano piano anche tu lettore diventi parte di Timira, diventi come per incanto una virgola, un trattino, una parentesi. Entri a far parte di questa ciurma che si è messa insieme per raccontare le mirabili avventure di Isabella Marincola, un’italiana dalla pelle scura, una somala dalla pelle chiara. Timira è come dichiarato nella copertina un romanzo meticcio perché come ha detto Wu Ming 2:
«Gli autori del romanzo sono un’attrice italo-somala di ottantacinque anni (Isabella Marincola), un mediatore somalo con quattro lauree e due cittadinanze (Antar Mohamed Marincola) e un cantastorie italiano col nome cinese (Wu Ming 2). Quindi è meticcia la protagonista, è meticcia l’avventura (tra Italia e Somalia), è meticcia la scrittura (mescola invenzione, memoria, archivio) ed è meticcio pure il collettivo di autori». Prosegui la lettura ›

Timira, dal 15 maggio in libreria. Preludio n. 3

Bologna, 7 settembre 2011

Isabella, italiana nera a Roma nel 1931

Cara Isabella,
sono passati molti mesi dall’ultima volta che ci siamo visti. Li conto sulle dita e sono già diciotto, un anno e mezzo pieno di rivolta e di quello che si usa chiamare la Storia, per poi convincersi che sia un pezzo di carta, o di marmo, e non di vita.
Gli astronomi hanno scoperto una stella dieci milioni di volte piú luminosa del sole. Al tempo dei re babilonesi, le avrebbero dato il nome di un dio terribile e smisurato. Al tempo delle agenzie di rating, l’hanno battezzata con una sigla: R136a1.
Sono morti J. D. Salinger, Mario Monicelli e Osama bin Laden.
Sono nati, secondo le statistiche, centonovantotto milioni e mezzo di esseri umani.
È nata pure una nuova nazione, la Repubblica del Sud Sudan, ma l’oroscopo dice che si ammalerà presto, ubriaca di petrolio. Come il Golfo del Messico, che ha dovuto sorbire in diretta tivú cinquecento milioni di litri di greggio, serviti dalla piattaforma Deepwater Horizon. O come il Delta del Niger, dove la sbornia nera uccide ogni giorno, senza lambire gli schermi del mondo. Prosegui la lettura ›