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Etiopia

#Bologna, 3-4 marzo 2017: ritorna Resistenze in Cirenaica. Il colonialismo italiano di ieri, l’imperialismo italiano di oggi | #4MBO

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A Bologna il 4 marzo sarà giornata di mobilitazione in difesa degli spazi autogestiti. In tutta la città si svolgeranno iniziative a sostegno delle esperienze minacciate, in primis XM24. Per quel weekend stavamo già organizzando al Vag61 la due-giorni di fine inverno di Resistenze in Cirenaica. Coglieremo la palla al balzo, e la voce di questo collettivo di collettivi si unirà al coro «diversamente intonato» che ne canterà quattro ai poteri della città.
Ecco il programma della due-giorni. Prosegui la lettura ›

Colonialismo italiano 2.0: Il caso dell’Etiopia.

Mattarella saluta i partigiani etiopi, dopo aver deposto una corona sul monumento alla Vittoria contro il fascismo, in piazza Arat Kilo ad Addis Abeba (Foto Quirinale)

Mattarella saluta i partigiani etiopi, dopo aver deposto una corona sul monumento alla Vittoria contro il fascismo, in piazza Arat Kilo ad Addis Abeba (Foto Quirinale)

[All’incrocio tra Colonialismo e Grandi Opere – due temi ai quali abbiamo dedicato libri, serate e approfondimenti – l’associazione ReCommon pubblica oggi un lungo reportage di 50 pagine: Cosa c’è da nascondere nella Valle dell’Omo? Le mille ombre del Sistema Italia in Etiopia. Lo hanno scritto, dopo varie peripezie, Giulia Franchi e Luca Manes e lo si può scaricare gratuitamente cliccando sul titolo qui sopra. L’articolo che segue è stato scritto per Giap come presentazione dell’intero lavoro di indagine e ricerca. Buona lettura.]

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Addis Abeba è una città affetta dal male apparentemente inguaribile della bulimia edilizia. Non esiste un vero e proprio centro, il filo rosso che lega tutte le aree della megalopoli etiopica sono gli incessanti lavori in corso che, secondo le mire dell’élite al potere, dovrebbero fare della capitale uno degli avamposti più importanti per l’economia del Continente Nero. Prosegui la lettura ›

Torna in libreria #PointLenana, nuova edizione con 7 cartine geografiche

Point Lenana nell'edizione Super ET

Clicca per aprire la copertina completa (pdf).

Da domani, 29 marzo 2016, troverete in libreria la nuova edizione di Point Lenana nei Tascabili Einaudi, arricchita da 7 mappe: il confine orientale d’Italia e l’Alto Adriatico prima e dopo la Grande Guerra; il Territorio Libero di Trieste dal 1947 al 1954; la Libia; l’Africa Orientale Italiana e, infine, l’area del Monte Kenya.

Dopo le due edizioni nella collana Stile Libero Big, questo è il terzo ritorno di un libro che, nel vaticinio de Il Giornale, «viste le recensioni (quasi nulle) e le vendite (a occhio, bassine)» non poteva che avere «scarso successo editoriale». Grazie a tutte e tutti. Prosegui la lettura ›

Le guerre sbagliate dell’Italia, le guerre giuste di un italiano


Insomma, pare che l’Italia voglia tornare su uno dei suoi luoghi del delitto, cioè in Iraq, a bombardare come ai tempi di Cocciolone, ad annichilire questo e quello come ai tempi di Nassiryah, e magari a far vedere come muore un italiano, come ai tempi dei contractors. Del resto, quando si ottengono buoni risultati, perseverare è doveroso.

Intanto, le grandi potenze fanno a gara a chi bombarda più civili in Medio Oriente. Tutto per combattere l’ISIS, si dice. Cioè un nemico-golem creato dagli interventi militari precedenti… con più di un aiutino da parte della Turchia di Erdogan. Quella Turchia che è un paese Nato e da mesi – mentre la Nato dice di combattere l’ISIS – reprime e bombarda i curdi, cioè gli unici ad avere sconfitto l’ISIS sul campo. Aria viziata a circolazione forzata.
E la Russia che forse metterà i boots on the ground. L’ultima volta che la Russia ha pestato quei boots fuoricasa è stata in Afghanistan, dove ha strascicato per anni una guerra condotta in modo disastroso, durante la quale si sono formati i Bin Laden, gli al-Zawahiri, i mullah Omar. Più di recente, il terrorismo islamico non è calato ma cresciuto anche per colpa di Putin, per quello che ha combinato e tuttora combina in Cecenia. Con l’ISIS in Siria pare ci siano 2500 ceceni. Insomma, scusateci se, per questi e per molti altri motivi, la favoletta di Putin salvatore del mondo non ce la beviamo.

Tutti i padroni del pianeta dicono di voler combattere l’ISIS (chiagni), tutti usano l’ISIS per portare avanti i loro interessi (fotti).
Non c’è da dubitare che, per l’ennesima volta, anche l’Italia farà del proprio peggio. Prosegui la lettura ›

Dalle stragi italiane in Etiopia alla strage di #Lampedusa: il ritorno del rimosso coloniale (un 3 di ottobre)


Ieri in Afghanistan droni statunitensi hanno bombardato un ospedale di Medici Senza Frontiere, sollevando una giusta riprovazione in tutto il mondo, vera e di facciata.

Potrebbe essere l’occasione giusta per ricordare che, durante la guerra d’Etiopia, l’aviazione italiana bombardò più volte, intenzionalmente, ospedali della Croce Rossa. Li bombardò anche con armi chimiche. È una storia da recuperare, sotto gli strati di decenni di negazionismo e amnesia collettiva.

Uno di questi bombardamenti lo hanno raccontato i :Kai Zen: / Bhutan Clan alla serata «Resistenze in Cirenaica», il 27 settembre scorso, a Bologna. Il testo – tratto da una storia vera – si intitola «L’uomo dell’Etiopia» (scaricabile in pdf qui).

Era il 3 ottobre 1935 quando l’Italia attaccò l’Etiopia. Precisamente ottant’anni fa.
Buon anniversario, Italiani brava gente.

Ed era il 3 ottobre 2013 quando… Prosegui la lettura ›

Patria e morte. L’italianità dai Carbonari a Benigni

Ieri sera, nella gremita sala conferenze della Biblioteca comunale di Rastignano – è una frazione del comune di Pianoro (BO), ma sta subito a ridosso di Bologna ed è de facto un quartiere sud-est della città – Wu Ming 1 e Wu Ming 2 hanno parlato di: Risorgimento, Unità d’Italia, patria e tricolore, Inno di Mameli, Benigni a Sanremo, idiozie leghiste e neo-borboniche, “Italiani brava gente”, familismo amorale, avventure coloniali italiane del XIX e XX secolo, guerra di Libia, Tripoli bel suol d’Amore, l’exploit dell’anarchico Masetti alla caserma Cialdini di Bologna, manovre e “sabbiature” intorno all’Armadio della vergogna, crimini di guerra italiani in Africa e nei Balcani, Il leone del deserto e Fascist Legacy, Goodbye Malinconia di Caparezza, e chi più ne aveva più ne metteva. Prosegui la lettura ›