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L’invisibile ovunque

Un viaggio nel paradiso dei trabocchetti. L’influenza della pittura e del cinema surrealista ne «L’Invisibile Ovunque»

Clicca per esplorare la presentazione e cercare i trabocchetti. Consigliata la visione a schermo intero.

«Mi sembra di essere in un film surreale», dichiarava Giuseppe Conte il 23 maggio, mentre i media facevano le pulci al suo intrigante curriculum. Quel pomeriggio, Wu Ming 1 si trovava al Dams di Torino, e stava parlando (anche) di film surreali, o meglio, surrealisti.

Capita di frequente: «surreale» e «surrealismo» sono termini usati senza più alcun riferimento agli artisti e agitatori che più o meno cent’anni fa li introdussero nel vocabolario.

A meno che Conte non avesse in mente Man Ray o la coppia Buñuel – Dalí. Forse andrebbe rivisto Un chien andalou cercando parallelismi con la contrattazione per il governo grillo-leghista. Il tizio che traina due pianoforti potrebbe essere Mattarella, e i due asini morti sopra i pianoforti sono… Prosegui la lettura ›

#ScheggeDiShrapnel e fucilazioni a Nord Est. Da Marano Vicentino a Marano di Valpolicella, passando per Noventa Padovana.

Giovedì 30 novembre, all’Auditorium Comunale di Marano Vicentino, il Wu Ming Contingent suonerà dal vivo Schegge di Shrapnel, lo spettacolo di parole e musica collegato a L’invisibile ovunque e composto a partire da diari, testimonianze, cartelle cliniche e poesie scritte durante la Prima Guerra Mondiale.

Tra i testi proposti, ci sarebbe stato bene anche questo articolo de L’Avanti!:

«Noventa di Padova, 3.11.1917 ore 16.30 circa. Il generale Graziani di passaggio vede sfilare una colonna di artiglieri da montagna. Un soldato, certo Ruffini di Castelfidardo, lo saluta tenendo la pipa in bocca. Il generale lo redarguisce e riscaldandosi inveisce e lo bastona. Il soldato non si muove. Molte donne e parecchi borghesi sono presenti.

Un borghese interviene e osserva al generale che quello non è il modo di trattare i nostri soldati. Il generale, infuriato, risponde: “Dei soldati io faccio quello che mi piace” e per provarlo fa buttare contro un muricciuolo il Ruffini e lo fa fucilare immediatamente tra le urla delle povere donne inorridite.

Poi ordina al T. colonnello Folezzani (del 280 artiglieria campale) di farlo sotterrare: “È un uomo morto d’asfissia” – e, salito sull’automobile, riparte. Il T. colonnello non ha voluto nel rapporto [porre] la causa della morte. Tutti gli ufficiali del 280 artiglieria campale possono testimoniare il fatto.»

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Scarica L’#InvisibileOvunque (Pdf, ePub, Mobi, Azw3)

L'Invisibile Ovunque

È ormai imminente il centenario della “rotta” di Caporetto (24 ottobre 1917).
Prepariamoci, perché nel 2018 arriverà la Grande Sbornia Nazionalista. Il lungo centenario della Grande Guerra toccherà finalmente la difesa del Piave, la Canzone del Piave, la «Battaglia del Solstizio», Vittorio Veneto, il Monte Grappa, l’Audace che attracca a Trieste, l’armistizio di Villa Giusti, il Bollettino della Vittoria, la «redenzione» della «Venezia Giulia», del Trentino e – già che c’eravamo – del Sud Tirolo fino al Brennero. Una bella pesca a strascico, quest’ultima, con annessa persecuzione delle popolazioni «straniere» finite nella rete.

Sarà un tripudio, una spudorata celebrazione del militarismo e dell’imperialismo italiano, a colpi di «idee senza parole» come Patria e Italianità. L’adunata nazionale degli Alpini si terrà a Trento, e forse un tricolore lungo un chilometro trasformerà l’Adamello in girandola da fiera. Sentiremo intonare peana alla guerra «che fece gli italiani», e sarà anche peggio del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, che pure – su alacre spinta di Napolitano – fu un’immane «lenzuolata» patriottarda, a coprire ogni contraddizione di ieri e di oggi, proprio mentre si eseguivano pedestremente i diktat della BCE. Il nazionalismo serve sempre a nascondere il vassallaggio.

Stavolta sarà molto peggio. E da lì sarà tutta in discesa: la «vittoria mutilata», l’«Impresa di Fiume», giù, giù, fino al centenario della Marcia su Roma.

È in vista di un siffatto showdown che mettiamo in download – gratuito, DRM-free e in quattro diversi formati – il nostro libro L’Invisibile Ovunque (2015). Prosegui la lettura ›

Oh, che bella guerra! Speciale su «L’invisibile ovunque» e i suoi fratelli

Due lavoratrici della National Shell Filling Factory No.6 a Chillwell, Nottinghamshire nel 1917

A tre mesi esatti dall’ultimo speciale congiunto, torniamo a proporvi recensioni, ascolti e interviste relativi al nostro Tridente del Centenario (L’invisibile ovunque, Cent’anni a Nord-Est e Schegge di Shrapnel). Cogliamo anche l’occasione per anticipare un dato dell’Operazione Glasnost 2016: nei sei mesi tra l’uscita (novembre 2015) e il 31 maggio 2016, L’invisibile ovunque ha venduto 33.848 copie (dove per venduto si intende il saldo tra copie distribuite/rese nel periodo). Grazie a tutti i lettori che lo hanno comprato, recensito, suggerito, regalato, diffuso e ai librai che lo hanno consigliato e promosso.

Qui sotto, partiamo volentieri da un testo che va oltre l’incrocio tra le nostre narrazioni e suggerisce rimandi tra L’invisibile ovunque e PCSP (Piccola Controstoria popolare) di Alberto Prunetti.
A seguire, Enrico Manera su DoppioZero, Wu Ming 4 intervistato dal Corriere di Romagna, l’audio delle presentazioni di Cattolica e Venezia, Giovanni Pietrangeli recensisce Cent’anni a Nord-Est e la prossima data del Wu Ming Contingent.
Buona lettura e buon ascolto. Prosegui la lettura ›

Le #ScheggeDiShrapnel del Wu Ming Contingent, 6 | Come esempio sulla massa

Uomini contro

In questa sesta puntata dello speciale #ScheggeDiShrapnel, dedicato ai testi del disco, ritroviamo il sottotenente medico Gino Frontali, che già avevamo incontrato nella penultima traccia dell’album, Il reumatismo del tenente.
Qui Frontali assiste un soldato, ferito con un colpo di rivoltella alla schiena da un suo superiore, in seguito a un’episodio di insubordinazione. Il soldato muore il giorno seguente, mentre l’ufficiale verrà assolto al processo per omicidio. Prosegui la lettura ›

Le #ScheggeDiShrapnel del Wu Ming Contingent, 5 | Tintura di Shrapnel

Daniele Bernardi

“Tintura di shrapnel” è il nome che Daniele Bernardi – soldato trentino dell’esercito asburgico – diede a un intruglio di sua invenzione, misto di acquavite e foglie di ranuncolo. La pozione, spalmata sulla pelle con un batuffolo d’ovatta, provocava piaghe e vesciche simili a un’ustione da scheggia di granata. Grazie a questo rimedio, Bernardi riuscì a scampare la partenza per il fronte, nella primavera 1915, e venne ricoverato all’ospedale militare di Linz. Qui perfezionò il suo farmaco contro la guerra e si mise a distribuirlo ai commilitoni. Scrisse anche otto quaderni fitti di appunti e “insegnò il ranuncolo” ai coscritti di ogni angolo dell’Impero. Quando poteva uscire dall’ospedale, oltre a raccogliere piante e radici, girava per i caffè della città, raccontando della scheggia di shrapnel che gli aveva massacrato un piede in quel dei Carpazi, lontanissimo dalla sua Trento. “Questa storiella – scrive nel suo diario – mi fruttava sempre qualche cosa; chi mi dava qualche corona, chi mi dava sigarette, altri mi pagavano la birra, altri perfino la cena…” Prosegui la lettura ›

Come un muro grigio intorno all’Europa. Dedicato al poeta Yvan Goll (Speciale L’Invisibile ovunque, Schegge di Shrapnel, Cent’anni a Nordest)

Yvan Goll (1891 - 1950)

Yvan Goll (1891 – 1950)

Dopo due settimane di pausa, con in mezzo Pasqua e il grigio di Blu, torniamo a parlare dei testi di Schegge di shrapnel. Questo quarto appuntamento, come promesso, è dedicato a Yvan Goll e al suo Requiem per i morti dell’Europa.

Nel frattempo, però, si è accumulato diverso materiale interessante anche su L’invisibile ovunque Cent’anni a Nordest, i due libri cugini del disco. Per questo, oltre al solito approfondimento su un brano della tracklist, vi proponiamo un intero speciale sulla Grande Guerra, con coda di segnalazioni, commenti e nuove uscite. Prosegui la lettura ›

Le #ScheggediShrapnel del Wu Ming Contingent, 2 | Il reumatismo del tenente

Gus Bofa, La baïonnette, copertina del n.87, 1917

Gus Bofa, La baïonnette, copertina del n.87, 1917

Prosegue la serie di post settimanali dedicati alle Schegge di Shrapnel e in particolare ai testi del nuovo album del Wu Ming Contingent.
Oggi vi proponiamo l’ottavo brano in scaletta, Il reumatismo del tenente.
Le parole sono tratte dal memoriale di Gino Frontali, La prima estate di guerra, pubblicato dalla casa editrice Il Mulino nel 1998 e oramai fuori catalogo.
Gino Frontali era nato ad Alessandria d’Egitto nel 1889. Laureato in medicina all’Università di Bologna, partecipò alla Prima Guerra Mondiale prestando servizio in prima linea, come sottotenente medico del 70° reggimento fanteria, brigata “Ancona”.
Nel 1916 sintetizzò la sua esperienza in un manuale pratico molto apprezzato, Il medico di battaglione. Dopo la guerra, si specializzò in pediatria e divenne uno studioso di fama internazionale. Morì a Roma nel 1963.
Dal suo diario non emergono posizioni di aperta critica all’impresa bellica, ma più volte si dimostra sbalordito dagli abusi di potere degli ufficiali e dal loro disprezzo per la truppa.
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