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Personaggi

I sessant’anni di Piermario Ciani (1951-2006)


Quasi cinque anni fa, il 3 luglio 2006, moriva Piermario Ciani, artista visivo, mail-artista, fotografo, graphic designer, editore, agitatore invisibile, precursore e poi colonna portante del Luther Blissett Project. Il prossimo 19 giugno sarebbe stato il suo sessantesimo compleanno, e c’è gente che si è messa in testa di festeggiarlo con una due-giorni di incontri, mostre e concerti, ovviamente nel suo Friuli. Più precisamente: nei pressi di Udine. Ancor più precisamente: nel comune di Codroipo. Esattissimamente: a Villacaccia di Lestizza, negli spazi dell’agriturismo Ai Colonos (oppure, in caso di maltempo, nell’Auditorium di Lestizza). L’evento si chiama “Chi l’ha visto? Omaggio a Piermario Ciani” e trovate tutte le info in questo pdf. Tra i vari ospiti, Vittore Baroni (antico compagno di scorribande di Piermario e, in subordine, anche nostro) e Peppe Voltarelli.
Il nome della due-giorni è, chiaramente, un riferimento a una delle più celebri beffe mediatiche blissettiane, la finta scomparsa dell’artista immaginario Harry Kipper al confine tra Italia e Slovenia (gennaio 1995). Prosegui la lettura ›

Augusto Masetti, l’uomo che sparò al bersaglio giusto

Vignetta di Giuseppe Scalarini. Clicca per vederne altre.

Il Resto del Carlino lo soprannominò “L’Arabo di Persiceto”, anche se in verità era nato a Sala Bolognese, e a San Giovanni in Persiceto ci si era trasferito solo per fare il muratore. Si chiamava Augusto Masetti, era cittadino italiano, ma per i giornalisti del Carlino doveva essere arabo, per forza, com’erano arabi i nostri nemici di cent’anni fa. Anzi, a voler essere precisi, nel 1911 i nemici dell’Italia non erano proprio arabi, ma turchi, perché lo “scatolone di sabbia” che oggi chiamiamo Libia, allora faceva parte dell’Impero Ottomano. Prosegui la lettura ›

Wu Ming 4 intervista Andrea Camilleri

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In occasione del Primo Maggio bolognese (quest’anno festeggiato senza CISL e UIL), Wu Ming 4 ha realizzato un’intervista ad Andrea Camilleri. Dura venti minuti ed è stata trasmessa in Piazza Maggiore, nello stand dei dibattiti, prima che iniziassero gli interventi della mattinata.
L’idea è stata quella di associare ad alcuni temi – diritti, lavoro, narrazione, etc. – delle citazioni letterarie e di lasciare nel montaggio finale soltanto le citazioni stesse, eliminando le domande. A Camilleri l’idea è piaciuta e così si è fatto. Il senso, ovviamente, è quello di rendere esplicito il legame tra letteratura e politica, nel senso più ampio di entrambi i termini. Prosegui la lettura ›

O captain! Our captain! Emilio Salgari, 1911 – 2011

Il 25 settembre 1885, alla periferia di Verona, due giornalisti incrociarono le sciabole per ottenere soddisfazione delle offese che si erano lanciati dalle colonne di quotidiani concorrenti: L’Adige e L’Arena. In particolare uno dei due era stato accusato di millantare il grado di “Capitano di grande cabotaggio” senza averlo mai conseguito. Costui, un tipetto basso e agile, con ispidi mustacchi a manubrio, inflisse al rivale una lieve ferita alla tempia, che spinse i padrini a sospendere l’assalto. Il suo nome era Emilio Salgari, già noto ai lettori dei giornali veronesi come l’Ammiragliador, anche se, oltre a non essere certo ammiraglio, non era nemmeno mai stato capitano. Prosegui la lettura ›

Per Bradley Manning. Su #wikileaks e altro

[Ieri è circolata la notizia: Bradley Manning rischia la pena capitale. Tre settimane fa abbiamo scritto un articolo su di lui, è appena uscito su GQ, lo proponiamo anche qui. Dopo gli asterischi, altre segnalazioni e notizie.]
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Mentre scriviamo queste righe, i giornalisti di tutto il mondo attendono che un pugno di giudici londinesi si esprimano sull’estradizione in Svezia di Julian Paul Assange, fondatore di Wikileaks. Nel frattempo, la casa editrice Feltrinelli si è aggiudicata per una cifra stellare i diritti di traduzione della sua autobiografia.
Assange è senza dubbio un uomo affascinante, ma l’enfasi dei media sul suo personaggio rischia di mettere in ombra un aspetto essenziale del progetto Wikileaks: la sua natura collettiva. Prosegui la lettura ›

Una donna, Europa. La voce e il corpo di Furio Jesi

[Stasera (venerdì 18 febbraio) al laboratorio Bartleby di Bologna, via S. Petronio Vecchio 30/a (qui la locandina), Enrico Manera e Wu Ming 1 presenteranno il numero monografico della rivista Riga, interamente dedicato a Furio Jesi, mitologo e scrittore, 1941-1980. Per l’occasione, offriamo ai lettori un reperto finora difficilmente reperibile.]

Furio Jesi, “Sul mito di Europa”, in L’uomo europeo, vol. 8, 1978, di Folco Quilici

In questo raro documento video Jesi compare in qualità di esperto all’interno di un documentario sull’identità europea, nei primi minuti del film.
Ne “L’Uomo europeo” (1976/1980) Quilici si è avvalso della collaborazione di Fernand Braudel, Claude Lévi Strauss, André Leroi-Gourhan, oltre che Jesi. Prosegui la lettura ›

Si vincerà in Italia! Ancora e sempre Paolo Vinti

[Articolo apparso su GQ – Italia, gennaio 2011. A poco più di un mese dalla sua morte, una riflessione sull’eredità di un leggendario compagno.]
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Paolo Vinti / Paul Beathens (foto Troccoli, tratta da Umbria24.it)

Il documentario si intitola Film astratto rosso. Cercatelo su Google, è scaricabile gratis. Ritagliatevi un’oretta di tempo e aprite il file avi. Appare un volto un po’ gonfio, sorridente, non bello ma solenne, pieno di dignità. Pelle ruvida e arrossata, barba grigia, capelli solo ai lati del cranio, occhiali tondi e sottili. Due cravatte pendenti dal collo, senza nodo. Postura «sbagliata», innaturale. Storta. Quando s’incammina per Corso Vannucci, nel cuore di Perugia, l’uomo ondeggia, è zoppo.
Questo è il corpo.
Poi c’è la voce. Prosegui la lettura ›