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Esternazioni

Da #OccupyGezi ai #NoTav e oltre: non esistono lotte «locali» – di Serge Quadruppani e Wu Ming

Occupy Gezi

Spagna, Germania, Svezia e ora Turchia.
Sapevamo che il continente sarebbe riesploso. E non solo il continente: negli USA si rioccupano Zuccotti Park e tanti altri spazi, la polizia risponde con la repressione ma non basterà, come non è bastato l’anno scorso.
Sapevamo che chi parlava di “fine” o “esaurimento” del ciclo di lotte e rivolte iniziato nel 2010-2011 aveva torto marcio. Lo sapevamo, perché eravamo in ascolto. Alla fine del 2012, in Spagna erano già chiarissimi i segnali di una “seconda ondata” del Movimento 15 Maggio: escraches ovunque, manifestazioni, blocchi contro le confische di case da parte delle banche… E tanti altri sintomi si manifestavano in altri paesi. Da noi, invece, toccava sopportare le banalità, i luoghi comuni, le sentenze sputate da chi non si informava: «Gli Indignados non ci sono più! Occupy è morta! Le proteste in Grecia non sono servite a nulla! Le primavere arabe hanno solo sostituito nuovi regimi a quelli vecchi! Rassegnatevi, i movimenti che piacciono a voi hanno fallito, siamo molto più avanti qui in Italia, grazie al Movimento 5 Stelle! Negli altri paesi non combinano niente, noi vinciamo le elezioni! Ditelo, che siete invidiosi di Grillo!» Prosegui la lettura ›

Oltre Sparta

Dopo il commento a caldissimo di ieri mattina, ecco la nostra riflessione sull’esito del referendum di Bologna. Sul sito di Internazionale.

P.S. Dopo il détournement di 300 – che ad alcuni è piaciuto mentre ad altri ha fatto storcere il naso – ci teniamo a ricordare (o segnalare, per chi non conoscesse quell’analisi del 2007) cosa pensiamo di quel film.

P.P.S. Della serie: ogni mezzo è buono per ridurre il potenziale impatto di un referendum. E’ di oggi la scoperta che nel calcolo degli aventi diritto di voto a Bologna erano stati inclusi anche i residenti all’estero, che sono circa diecimila. Di questi sono tornati a votare soltanto in venti. Fatta questa tara, la percentuale dei votanti raggiunge il 30%. Non è una gran differenza, ma per amore di precisione…

Nabat + Lo Stato Sociale + Wu Ming Contingent: «Laica Bologna», il video

Il concerto de Lo Stato sociale + Wu Ming Contingent al TPO di Bologna, culmine della serata REFERENDANCE, ha a sua volta toccato l’apice nella cover/riscrittura di un anthem dei Nabat, Laida Bologna, per l’occasione ribattezzato (Scuola) Laica (a) Bologna. Doverosamente ospite sul palco Steno, fondatore e vocalist della storica band. Una parte del Wu Ming Contingent coincideva già con una parte dei Nabat, e sul palco si è realizzata la fusione fra tre gruppi. Ecco il video che immortala l’evento. Scuola laica a Bologna! Ce li abbiamo tutti contro! Dipende da voi!
Contro di te
voglio la tua fine
Contro di te
voglio la tua fine
Contro di te
VOGLIO LA TUA FINE!!!

ReferenDance. Laika Bologna Party.

REFERENDANCE_flyer_16maggiotpo Giovedì 16 maggio, al TPO di Bologna, va in scena “ReferenDance. Laika Bologna Party”, una grande serata (cena+concerto+DJset) per sostenere la campagna del Comitato Articolo 33, in vista del referendum sulla scuola dell’infanzia del 26 maggio.

Dopo la cena, intorno alle 22.30, saliremo alla ribalta insieme a Lo Stato Sociale, una delle band bolognesi più attive del momento.
La formula del concerto sarà piuttosto particolare: due band in contemporanea sullo stesso palco, che si rimpallano brani e letture. Noialtri ci presenteremo con il nuovissimo Wu Ming Contingent (无名军队), vera e propria “sezione musicale” del collettivo, alla sua prima uscita pubblica con 4 brani inediti. Tre quarti della formazione (WM5, WM2, Yu Guerra) si erano già esibiti, con il nome estemporaneo e provvisorio di Wu Ming Nabat Ensemble, in un reading da “Anatra all’Arancia Meccanica”, nella storica sede di Bartleby, a Bologna, e poi al Palazzo dei Principi di Correggio. Prosegui la lettura ›

A votare A – Referendum comunale del 26 maggio, #Bologna

Elf_warriors

Al fronte dei sostenitori dei finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia paritarie private di Bologna mancavano giusto le alte sfere vaticane. Dopo l’amministrazione comunale, il PD, il PdL, la Lega Nord, l’UDC, la Curia, Comunione e Liberazione, la CISL, Confcooperative, buon ultimo giunge a schierarsi per l’opzione B il presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco. Un fronte perfino più largo del governo Letta (il cui ministro Maurizio Lupi, ciellino doc, è il più recente firmatario dell’appello per la B). Avanti di questo passo arriveranno a reclutare anche lo Zecchino d’Oro. Possibile che un comitato referendario di poche decine di cittadini indipendenti faccia tanta paura all’intero sistema di potere locale e perfino extra-locale? Questi apparati hanno mezzi, denaro, audience, autorità, ministri nell’esecutivo, e faranno qualunque cosa per schiacciare il referendum e salvaguardare lo status quo (in attesa della dismissione del comparto nidi e scuola dell’infanzia). Prosegui la lettura ›