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Inchieste

Westworld alla Bolognaise, terza puntata: i gradi di separazione tra #FICO, i paradisi fiscali e… il Titanic

FICO EATALY WORLD

di Wolf Bukowski *

[Tutte le puntate dell’inchiesta su FICO Westworld alla Bolognaise sono qui.]

Tra il 2016 e il 2017 l’autorità irlandese che vigila sugli enti di beneficenza si è occupata di «Medb», «Badb» e «Eurydice», tre charities utilizzate dalla fondazione Matheson.

Le tre organizzazioni erano state iscritte al registro degli enti caritatevoli allo scopo di alleviare «povertà e bisogno», ma da più parti (politiche e giornalistiche) si sospettava fossero usate come «amministratrici fiduciarie» di fondi di investimento statunitensi. E che dunque servissero, in definitiva, per eludere le tasse. L’authority ha quindi indagato per stabilire se i tre enti avessero effettivamente «esclusivo scopo di beneficenza» – come richiede la normativa. Prosegui la lettura ›

«Questo chi lo dice? E perché?» Come riconoscere e smontare le bufale storiche – di Nicoletta Bourbaki

Clicca sulla copertina per scaricare la guida scritta da Nicoletta Bourbaki (pdf).

Il lavoro che i tempi richiedono è di resistenza culturale, ma anche   soprattutto  di sgombero delle macerie e ricostruzione di un mondo bombardato, di una città che non c’è più.

È un’opera di lungo termine, che andrà proseguita per generazioni e tanto meglio riuscirà quanto più sarà fatta per disperazione — ovvero, come si legge nel Dizionario Treccani, «non trovando altra soluzione, costretti da dura necessità». In parole povere: non abbiamo scelta.

Giusto ieri, cercando di sgombrare il campo da alcuni equivoci, citavamo su Twitter uno scritto giovanile del Moro di Treviri: Prosegui la lettura ›

Raccontare il cambiamento climatico: Blues per le terre nuove, un progetto narrativo-geografico di Wu Ming 1

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[WM1:] Venerdì 9 marzo, ad Avigliana (Val di Susa), presenterò per la seconda volta la mappa-racconto del mio progetto narrativo – storico – geografico Blues per le terre nuove. Credo sia tempo di dirne qualcosa.

Un’avvertenza preliminare: Blues per le terre nuove è un progetto già avviato (da tempo sto facendo ricerche e sopralluoghi), ma durerà diversi anni. Diventerà un libro, ma non solo: ci saranno «tappe d’avvicinamento», camminate, workshop, laboratori di scrittura collettiva (uno è già in corso).

Il tutto si inserisce nel percorso illustrato in Cantare la mappa. Mentre Wu Ming 2 proseguirà il Ciclo dei Sentieri camminando a ponente (da Milano a Torino e poi, lungo la Valsusa, da Torino al confine con la Francia), io camminerò a levante.

Il libro che ne uscirà non sarà la mia prossima uscita “solista”. Prima ci sarà un altro libro, un romanzo, del quale per ora non dirò nulla.

Ma soprattutto, prima ancora, ci sarà il romanzo russo collettivo, che arriverà in libreria nell’autunno di quest’anno.

Ma perché parlare già ora di un libro di «dopodomani»? Perché pre-presentarlo in giro?

Perché, se il progetto è di lunga durata, la tematica è più che mai urgente. Prosegui la lettura ›

Come ti organizzo la gita scolastica al futuro museo di #Predappio

La «Casa del Fascio e dell’Ospitalità» di Predappio.

di Gianluca Gabrielli *

Finora ho fatto fatica ad intervenire con mie considerazioni sul progetto di museo del fascismo preparato per essere allestito alla Ex casa del fascio e dell’ospitalità di Predappio. Altri hanno già espresso critiche che condivido (cito solo Wu Ming 1 e Simon Levis Sullam). La difficoltà ad aggiungere riflessioni nasceva dalla scelta del punto di vista da cui osservare. Da una parte il progetto mi chiamava in causa in quanto storico, dall’altra in quanto insegnante. Sembrano due punti di vista sostanzialmente sovrapponibili, in realtà le ragioni dell’uno non coincidono con quelle dell’altro se non a prezzo di mediazioni e — per dir così — negoziazioni difficili. Prosegui la lettura ›

Liberatori d’Oltremare. Gli Africani che combatterono il nazifascismo in provincia di #Macerata

[Questa storia verrà raccontata da Wu Ming 2 e Matteo Petracci il 16 febbraio al Vag61 di Bologna, h.21:30 (evento Facebook qui), e da Wu Ming 2 il 24 febbraio alla Biblioteca Saffi di Forlì, h.17:30.]

Settantaquattro anni fa, alle pendici del Monte San Vicino, in provincia di Macerata, combatteva il nazifascismo una delle prime formazioni partigiane d’Italia: la banda “Mario” di San Severino Marche.

Il comandante, Mario Depangher, era nato a Capodistria nel 1897 e già a quattordici anni si era iscritto al Movimento Giovanile Socialista. Dopo vent’anni passati tra scioperi, arresti, espatri e clandestinità, si ritrovò nel ’32 al confino di Ponza, con Sandro Pertini, poi a Ventotene, e infine internato a San Severino. Qui, poco dopo la caduta di Mussolini, cominciò a organizzare un gruppo di antifascisti armati. Già il 14 settembre, sei giorni dopo l’Armistizio, attaccavano un deposito di munizioni, prelevando bombe a mano, caricatori e granate per mortai da 45. Prosegui la lettura ›

La leggenda dell’«architettura fascista»: un dibattito distorto su memoria e spazio urbano

Paolo Mieli[Apprendiamo che ieri sera è andata in onda su Rai 3 una puntata de La grande storia dedicata all’«architettura fascista», introdotta e commentata dal solito Paolo Mieli. Da ormai vent’anni costui è il testimonial n. 1 e il primo officiante di ogni rituale basato sul cliché «il fascismo ha fatto anche cose buone».
A detta di chi l’ha visionato, il programma ha riproposto in modo acritico e sciatto molti dei luoghi comuni e dei veri e propri sfondoni che ammorbano il dibattito su retaggi e relitti del ventennio. In pratica, per l’ennesima volta, si sono dati al regime meriti – reali e presunti – che non ebbe.
Il provincialismo italiano è tra i fattori che hanno impedito una chiara messa in prospettiva dell’esperienza fascista. Al pari di quella sul “miracoloso” welfare state fascista, riguardo al quale circolano bufale impressionanti, la leggenda di un’«architettura fascista» diversa da quella che si sviluppò nello stesso periodo nel resto d’Europa (e non solo) continua ad autoalimentarsi. Stavolta, è stata riproposta coi soldi dei contribuenti.
Nel novembre scorso Wu Ming 1 ha dedicato a tale leggenda un capitolo della sua inchiesta Predappio Toxic Waste Blues. Lo riproponiamo, da solo, per chi non lo avesse ancora letto.]

Aprile 2015. La statua di Cecil Rhodes mentre viene rimossa dall’Università di Città del Capo.

Le polemiche sull’architettura e i monumenti del ventennio sono sempre più frequenti e ravvicinate. Tali “sfoghi” sono certamente sintomi della cattiva coscienza — e cattiva memoria —  nazionale, ma sono anche parte di un processo di ridefinizione post-novecentesca e post-coloniale della memoria che sta investendo tutto l’occidente.

In Sudafrica e nel Regno Unito, ad esempio, c’è stata la campagna Rhodes Must Fall per la rimozione dei monumenti al colonizzatore razzista Cecil Rhodes.

Negli USA si rimuovono dagli spazi pubblici i monumenti «confederati», cioè commemorativi della causa sudista nella guerra civile americana. Monumenti spesso nemmeno d’epoca, ma eretti nel ventesimo secolo e alcuni addirittura nel ventunesimo, dunque meramente revanscisti, apologie della schiavitù e simboli del perdurante razzismo contro i neri. Come tali, vengono difesi manu militari da neonazisti e suprematisti bianchi di varie tendenze. Gli scontri di Charlottesville, Virginia, dell’11 agosto 2017, culminati nell’assassinio della manifestante antirazzista Heather D. Heyer, furono scatenati dall’estrema destra per impedire la rimozione di una statua del generale Robert E. Lee. Prosegui la lettura ›

A proposito di #Tolkien: una vecchia storia e una bella novità


Sulla sua pagina Facebook, il consigliere di destra Andrea Bacciga detto “Barzi” in Comune a Verona, riporta le conclusioni del suo intervento contro lo ius soli:

«In Consiglio Comunale con 20 voti favorevoli è stata approvata la mozione contro lo ius soli.
VERONA È CONTRO LO IUS SOLI!
Ecco la parte finale del mio discorso: “La cittadinanza non può essere questione di “residenza”, ma è ancorata alla storia, alla cultura, e allo spirito stesso di un popolo,quindi dalla commistione del suolo con il sangue.
In una parola:Identità.
Vogliono toglierci la nostra Identità, le nostre Radici.
Come diceva Tolkien:le Radici profonde non gelano.”»

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