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Per non dimenticare. Brevi note su Emergenza di Stato di Andrea Miconi, critica dell’emergenza pandemica

Clicca per leggere la scheda del libro.

Il libro di Andrea Miconi, Emergenza di Stato. Intellettuali, media e potere nell’Italia della pandemia (Giometti & Antonello, 2022, €12), è un testo necessario ma destinato a rimanere raro, forse unico.

Il motivo è presto detto: sarà difficile trovare ribadite le evidenze che in pochi abbiamo registrato durante i due anni di gestione emergenziale della pandemia di Covid19 in Italia, sovrastati com’eravamo dal frastuono della propaganda. È una pagina di storia – pubblica e personale – che tanti preferiranno rimuovere, mano a mano che le conseguenze di quella svolta si faranno più chiare.

Miconi ha riflettuto sulla gravità di quanto stava accadendo già in medias res, nel  pamphlet della primavera 2020 Epidemie e controllo sociale (Manifestolibri). Oggi il sociologo riprende quelle intuizioni e le mette in prospettiva, per dirci che in quei ventiquattro mesi è successo qualcosa di inedito nella vicenda pubblica e nella società italiana.

Se si dovesse distillare una tesi dai saggi raccolti nel libro potrebbe essere questa: mai nella storia repubblicana si era assistito a un tale intruppamento di intellettuali, attivisti politici e governo. Prosegui la lettura ›

Speciale Francia | Proletkult e dintorni: calendario delle presentazioni + recensioni e notizie

La copertina dell’edizione francese.

Da quando la casa editrice Métaillié ha pubblicato Proletkult in Francia – tradotto da Anne Echenoz per la collana «Bibliothèque Italienne» diretta da Serge Quadruppani – il nostro romanzo del 2018 sta conoscendo un notevole successo di critica. Se alle numerose recensioni uscite corrisponda anche un successo di pubblico, è ancora presto per dirlo.

Forse ha un ruolo in questa ricezione la rinnovata attenzione per la storia dell’impero zarista, dell’URSS e della Russia post-1991.

Attenzione che in Francia sembra tradursi anche in curiosità e interesse, non solo in ipersuscettibilità come accade da noi, dove nel discorso pubblico prevale una meccanica, banale, odiosa russofobia, anzi, russopatia da Scontro di Civiltà. In Italia son tutti guerrieri Gedi, sensibili alla Forza e agitanti spade laser in faccia ai sospetti «filorussi». Anche politici e influenzari che fino a un mese fa leccavano oscenamente i piedi – diciamo i piedi – a Putin. Ma questa è un’altra storia, forse.

Tornando a noi: nelle ultime settimane sono uscite molte recensioni francesi di Proletkult. Ve ne offriamo una selezione qui sotto. A seguire qualche altra novità che ci riguarda, proveniente sempre dal mondo francofono.

Ma prima, il calendario. A partire da domani Wu Ming 2 sarà in Francia – e non solo nella capitale – per presentare il libro, parlare dei nostri progetti, tenere laboratori. Eccovi date, luoghi, dettagli. Prosegui la lettura ›

Wu Ming riceve lo Stellfox Award 2022, assegnato dal Dickinson College

Notizie di questo tipo non siamo soliti riceverne, perché non partecipiamo a premi letterari. Come andò al Premio Strega del 1999 è sufficientemente noto. Competizione, gare, giurie, “eliminazioni”, gamification… Tutto questo non fa per noi, e si sa pure che evitiamo cerimonie e comparsate mediatiche. Dunque, premi et similia è raro che ne riceviamo.

Ma può capitare di ricevere premi senza “vincerli”, cioè senza dover competere né mettersi in mostra. Sono «premi» nel senso di riconoscimenti per il lavoro fatto, non nel senso di trofei.

Per farla corta: ci è stato assegnato un premio, lo Stellfox Award, conferito ogni anno da un prestigioso ateneo statunitense, il Dickinson College.

Negli anni scorsi hanno ricevuto lo Stellfox Award colleghe e colleghi quali Mario Vargas Llosa, Ian McEwan e Margaret Atwood. Prosegui la lettura ›

Su Pasolini e il suo centenario: di fascismi, algoritmi del dominio ed equivoci di lunga durata

«L’Espresso», 23 giugno 1974.

[WM1:] Ciclicamente si torna sulla vita e le opere di Pier Paolo Pasolini. Moltissimo sulla vita (e sulla morte), meno sulle opere, molto citate ma poco lette o, nel caso dei film, viste.

Stavolta si torna a Pasolini per via della ricorrenza tonda tonda che più tonda non si potrebbe: oggi è infatti il centenario della nascita, e da giorni siamo presi in un agencement di roba buona, scadente e pessima, tra convegni, mostre, documentari, podcast, monologhi teatrali, retrospettive cinematografiche, repliche televisive, riedizioni critiche e acritiche, coccodrilli impagliati nel ’75, memi con virgolettati fuori contesto.

Su tutto campeggia il volto di Pasolini, che gli zigomi forti fanno sempre sembrare scavato. La figura di Pasolini è prima divenuta icona, poi santino, poi significante qualsivoglia a cui associare qualunque significato. Prosegui la lettura ›

A proposito delle nuove scoperte su QAnon, alcune brevi note di Wu Ming 1

Il titolo di Repubblica è il più scorretto. Furber e Watkins, anche fossero autori delle Qdrops, non sarebbero in alcun modo i «capi di QAnon», movimento caotico e reticolare, privo di strutture gerarchiche. Più che un’organizzazione, una sfera di discorsi. Furber e Watkins non sarebbero nemmeno «i fondatori», come titola l’AGI, però intendendolo come «coloro che avviarono la catena degli eventi», allora per Furber ci può (presuntamente) stare, benché non sia preciso. Ma «capi» no.

di Wu Ming 1

Ritengo necessario fare qualche precisazione e chiarimento
1) sulle notizie che stanno rimbalzando un po’ ovunque (anche in Italia);
2) su un “mezzo falso storico” che in poche ore ha preso forma, e soprattutto
3) su un equivoco in cui stanno cadendo molti commentatori, mainstream e non solo.

Che uno dei due autori delle «gocce» di Q fosse con ogni probabilità Ron Watkins era opinione diffusa tra gli “esperti” già nel 2020, tant’è che l’ipotesi è assunta nel mio La Q di Complotto. Ipotesi che si è rafforzata quando, nella primavera 2021, la HBO ha mandato in onda la serie documentaria di Cullen Hoback Q: Into The Storm, in cui Watkins veniva colto alla sprovvista e faceva una mezza ammissione.*

Che le Qdrops avessero più di un autore era dato per inteso da tempo, e anche che il gioco non fosse cominciato a opera di Watkins. Nel gennaio 2021 i risultati di una prima analisi stilometrica condotta dalla svizzera Orphanalytics avevano individuato un “cambio di mano” avvenuto nel dicembre 2017. Anche questo era già riportato ne La Q di Complotto.

Finora non c’erano indizi di rilievo su chi potesse essere l’autore delle prime Qdrops (che nell’autunno 2017 si chiamavano ancora Qcrumbs). Le recenti analisi stilometriche puntano il dito su Paul Furber. Questo è il vero elemento di novità contenuto nelle ultime news **. Prosegui la lettura ›

A che punto è Wu Ming? Riprendiamo tutti i fili (o quasi)

Ufo ’78.

Dedicato a Emilio Scalzo, di nuovo libero.
A sarà düra anche per loro.

0. INTRODUZIONE: UFO ’78
1. LIBRI GIÀ SCRITTI CHE CONTINUANO A VIAGGIARE

1a. L’eroe imperfetto, edizione aumentata
1b. Nuova edizione di Q, la prima dopo il ventennale
1c. USA: una notizia di quelle a cui non siamo abituati
1d. Q ripubblicato in Francia: una storia non semplice
1e. Proletkult in giro per il mondo: Francia, Grecia, Catalogna
1f. Q comme Qomplot in Francia e Québec
1g. Quinto Tipo: Una cosa oscura, senza pregio in Slovenia
2. SUI PALCHI E IN PISTA: CIRCO, TEATRO E MELOLOGOI
2a. Ancora due settimane per Melologos
2b. Ritorna Surgelati, «opera per 14 mani per scrittore, fumettisti e gruppo rock»
2c. Ascoltare Proletkult: Wu Ming 2 in «Bogdanoviana»
2d. Continua la tournée de L’Uomo Calamita
3. IL CAMMINARE, I TERRITORI, LE ESPLORAZIONI

3a. Yekatit 12. Bologna, 19 febbraio, trekking urbano
3b. Riconoscersi partigiani: volti e paesaggi
3c. Scritture migranti: «Come una goccia che cola sul vetro»
3d. Blues per le Terre Nuove: Moira Dal Sito, IRÆ, Niente da vedere
4. DOCTOR, KINDLY TELL YOUR WIFE THAT…
5. ON THE ROAD AGAIN: CALENDARIO FEBBRAIO – MAGGIO 2022

Barcellona, Bari, Bologna, Bomporto, Bruxelles, Ceglie Messapica, Ferrara, Imola, Maranello, Modena, Novoli, Parigi, Torino e non solo.

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