ATTENZIONE: avviso sul Fabbro di Oxford

Le persone che avessero acquistato di recente Il fabbro di Oxford di Wu Ming 4 nella ristampa del gennaio 2026 si saranno accorte che mancano del tutto le note bibliografiche a piè di pagina. Evidentemente per una qualche disattenzione o disguido tecnico non sono state stampate, ma la tiratura è stata distribuita lo stesso. Trattandosi di un saggio, costellato di citazioni, la mancanza è chiaramente molto grave e inficia la ricezione dell’intero testo.

Consigliamo a coloro che hanno conservato la ricevuta di acquisto di restituire il volume “fallato” e farsi rimborsare i soldi; a tutti gli altri di scrivere all’editore Eterea Edizioni e protestare. Per quanto ci riguarda chiederemo l’immediato ritiro della ristampa. Teniamo a segnalare che non abbiamo alcuna responsabilità in questa clamorosa défaillance e siamo infinitamente spiacenti per coloro che avessero già acquistato il volume.

Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città.

È in libreria da poche settimane, frutto di una ricerca che ha coinvolto le università di Bologna, Padova e Milano Bicocca. Un’indagine sulla camminata urbana come pratica culturale, performativa e conoscitiva. I tre atenei hanno preso parte al progetto ciascuno secondo un approccio diverso: letterario, geografico e sociologico. Da novembre 2023 a febbraio 2026 si sono tenuti incontri, seminari, una mostra e soprattutto vari «laboratori intineranti», aperti a chiunque.

A Bologna, insieme a Wu Ming 2, tre piccoli gruppi di una ventina di persone hanno esplorato a piedi i fantasmi liquidi della città: il canale Navile e i torrenti Sàvena e Ravone. Quindi li hanno raccontati, a più mani, in tre domeniche di scrittura collettiva, discussioni e caffè bollente.

I testi così prodotti costituiscono la prima sezione del volume Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città. Le pagine contengono anche fotografie e grafiche, con l’introduzione di Filippo Milani e Giulia Molinarolo, oltre a quella di Wu Ming 2, che vi proponiamo più sotto. Prosegui la lettura ›

Le destre, i ricchi, i complotti. Lezioni dagli Epstein Files, 2a parte

Aloha Ghost, «Fantasilandia», fotomontaggio digitale, 2026. Nessuna IA generativa è stata usata per realizzare quest’immagine.

[WM1:] Sul sito di Internazionale c’è la seconda e ultima puntata della mia inchiesta sugli Epstein Files. Ecco un breve sommario.

L’inchiesta di Julie K. Brown sul Miami Herald. Quando Trump bazzicava Epstein. Come Epstein la passò liscia dopo il primo arresto. Il “consiglio di guerra” di Epstein non aveva previsto il #MeToo. QAnon salva Trump.

Pubblicare o non pubblicare gli Epstein Files? MAGA fa pressioni. Escono le prima tranches. MAGA contro Bannon. Epstein risale dalla fossa per tormentare Trump.

Come non leggere gli Epstein Files. Pizzagate e Belzebù. Gente che mangia la merda. Gabriela e la Meraviglia Nera.

Epstein colonialista. L’isola delle schiave. Virus dell’arrapamento e utopie razziste. La Epstein Class, l’intelligenza artificiale e le guerre di Trump. Cosa vuol dire «corruzione».

Mentre studiavo il caso Epstein mi è tornata in mente una frase che Edoardo Sanguineti pronunciò nel 2007 e che alzò un polverone. L’ho recuperata e, ora come allora, non ci trovo niente di sbagliato.

«Bisogna restaurare l’odio di classe, perché i capitalisti ci odiano, e noi dobbiamo ricambiare.»

Buona lettura.

N.B. Sul sito di Internazionale c’è un «paywall dinamico»: si può leggere “in chiaro” fino a una certa soglia di articoli al mese, dopodiché viene proposto l’abbonamento.

Bologna, la giunta e i vietcong del Pilastro: continua la battaglia degli alberi

«In tutta la mia opera io prendo le parti degli alberi contro i loro nemici»
J.R.R. Tolkien

A Bologna c’è un’unica opposizione politica alla giunta Lepore: l’ecosistema di lotte in difesa dell’ambiente. Lotte che chi amministra la città è incapace di capire e quindi anche di gestire. Lo conferma quanto sta accadendo al Pilastro, estrema periferia nordest di Bologna.

Difficilmente la difesa del verde e del territorio sarebbe diventata uno spartiacque se non ci fossero state le alluvioni del 2023-2024, che hanno spalancato una finestra sulla mala gestione del territorio bolognese ed emiliano-romagnolo in generale.

Proprio la regione che millanta di essere la più virtuosa, prigioniera di un complesso di superiorità sempre più abusivo, si è ritrovata con l’acqua alla gola. Mentre i processi di espansione urbanistica, cementificazione, disboscamento e impermeabilizzazione del suolo venivano additati come principali responsabili dell’ingestibilità delle inondazioni, l’amministrazione locale si è rivelata incapace di arginarli o rallentarli. Anzi, costretta a spendere entro una certa data i soldi del Pnrr, ha seguitato ad aprire un cantiere dopo l’altro, trasformando lo spazio cittadino in una gimcana a ostacoli in costante divenire. Prosegui la lettura ›

Calendario generale di Wu Ming, marzo – aprile 2026

«Una sosta», s.d., olio su tela attribuito a Thomas Smythe (1825-1906).

Mercoledì 4 marzo
CASTENASO (BO)
Valerio Minnella presenta
Se vi va bene bene se no seghe.
Dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là

h. 20:30, ex sala Cupini
via Gramsci 21d.
Nell’ambito della rassegna
«Nuove resistenze. Da Radio Alice all’intelligenza artificiale».

Sabato 7 marzo
FAENZA
Valerio Minnella presenta
Se vi va bene bene se no seghe.
Dall’antimilitarismo a Radio Alice e ancora più in là

h. 20, circolo Arci Brigante
via Castellina 6.

Mercoledì 11 marzo
BENEVENTO
Wu Ming 2 presenta Mensaleri
h. 18:30, Libreria Ubik Liberitutti
Lungosabato Riccardo Bacchelli 10. Prosegui la lettura ›

Le destre, i ricchi, i complotti. Lezioni dagli Epstein Files, 1a parte

Gli Epstein Files rivelano che le missioni di Bannon in Europa del 2018-2019 erano pagate e supportate da Epstein.

In Europa, nel 2018, Lega e Fratelli d’Italia furono gli unici “sovranisti” a stendere il tappeto rosso all’amico americano. Che aveva a sua volta un amico americano. Da qui la piccola aggiunta alla foto.

Oggi il sito della rivista Internazionale pubblica la prima puntata di un’inchiesta di Wu Ming 1 sugli Epstein Files e i loro contraccolpi.

È vero che quel che si legge là dentro «dà ragione a QAnon» e in genere «alle teorie del complotto»?

Chi lo dice in buonafede, o comunque se lo domanda, ha idee molto vaghe su cosa sia QAnon, da un lato, e inciampa nei malintesi che l’espressione «teoria del complotto» trascina con sé, dall’altro.

Poi ci sono quelli in malafede. Per esempio, tra chi scartabella nell’archivio Epstein in cerca di messe nere c’è un tale che rilascia interviste a nastro… ma glissa su certi suoi incontri di qualche anno fa.

Nella puntata d’apertura si parla di tutto questo. Nella prossima, tra una settimana, si parlera di come non usare gli Epstein Files; della mentalità schiavistica che impregna la corrispondenza tra Epstein e i suoi sodali, e di come in quei documenti si legga il preludio dell’oggi.

Quanto al domani, ricordiamo sempre che non è ancora scritto.

Buona lettura.

N.B. Sul sito di Internazionale c’è un «paywall dinamico»: si può leggere “in chiaro” fino a una certa soglia di articoli al mese, dopodiché viene proposto l’abbonamento.

«Piaceri e legami che resistono» | Quinto dispaccio da Mensaleri.

La chiesa «Regina Pacis» nel borgo operaio delle saline di Tarquinia

Una triade chimica

1. Zolfo

Il viaggio di Mensaleri, ormai ad ogni tappa, incrocia testimonianze di villaggi operai costruiti su e giù per la Penisola, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del secolo scorso.

A Ferrara, il 14 gennaio, dopo l’incontro alla libreria Libraccio, Giacomo Locci ha raccontato la storia del villaggio Montecatini a Pontelagoscuro. Edificato sopra un campo di barbabietole, lo chiamano anche «dei marchigiani», perché ospitò 250 famiglie della provincia di Ancona. A Cabernardi, nel comune di Sassoferrato, la Montecatini gestiva la miniera di zolfo più estesa d’Europa. Nel 1952, per impedire una valanga di licenziamenti, i lavoratori occuparono il 13° livello, a 500 metri di profondità. Restarono là sotto per quaranta giorni, dal 28 maggio al 7 luglio. Era la lotta dei «sepolti vivi», come li definì Gianni Rodari in un reportage per «Vie Nuove». Gillo Pontecorvo la documentò su pellicola, nel cortometraggio Pane e zolfo.
Al termine della protesta, gli occupanti furono licenziati, mentre i loro compagni finirono in altre miniere, emigrarono in Belgio, oppure accettarono il trasferimento a Pontelagoscuro, per lavorare nel petrolchimico, di proprietà della stessa Montecatini. Prosegui la lettura ›