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Wu Ming 1 has written 37 articles so far, you can find them below.

Blank Space QAnon. Sul successo di una fantasia di complotto come gioco collettivo di interpretazione testuale

English version here.

di Florian Cramer e Wu Ming 1

QAnon – il movimento secondo cui Donald Trump combatte una guerra segreta contro élites sataniste e pedofile – non è la solita credenza complottistica, ma funziona come un gioco collettivo di interpretazione testuale. Questo è anche il motivo della sua spropositata diffusione, che ora abbraccia i soggetti più diversi, dai Reichsbürger tedeschi [convinti che il Reich esista ancora e che la Repubblica Federale di Germania sia una compagnia senza basi legali registrata a Francoforte] a chi nega che sia in corso una pandemia. Il fatto che la premessa narrativa di QAnon derivi da un assemblaggio di fonti letterarie e della cultura pop – tra le quali un romanzo del 1999 scritto anche da uno dei due autori di quest’articolo – non suscita dubbi nei seguaci.
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Dopoguerra e dopoquarantena. Torna in libreria «La luna e i falò», un classico per la fase che stiamo vivendo

La luna e i falò

Nel 70esimo anniversario della morte dell’autore, l’Einaudi ripubblica sette libri di Cesare Pavese, con introduzioni scritte da autori italiani contemporanei e copertine disegnate da Manuele Fior.
Tra i titoli che tornano in libreria nella nuova veste c’è La luna e i falò, massimo risultato narrativo di Pavese, romanzo-summa uscito pochi mesi prima del suo suicidio. Un doppio settantennale, dunque.

Quando la casa editrice ci ha chiesto quale romanzo volessimo introdurre, abbiamo subito scelto questo. Dopo avere riletto – e in certi casi letto per la prima volta – l’opera omnia di Pavese negli ultimi mesi del 2019, abbiamo scritto il testo da dicembre a gennaio. L’abbiamo consegnato a febbraio… poi c’è stato quel che sappiamo.

Durante la fase più cupa dell’emergenza coronavirus – che nessuno chiamava ancora «Fase 1» – ai nostri occhi il romanzo si è acceso di nuova luce e ci è parso ancora più attuale. Per questo l’abbiamo incluso tra i testi del reading itinerante del 21 aprile, anniversario della Liberazione di Bologna.

Ora giunge in libreria e – che dire? – il tempismo è perfetto. Prosegui la lettura ›

Coronavirus e teorie del complotto. Un vademecum e una lezione su #QAnon

di Wu Ming

Da quando, nel febbraio 2020, in Italia e poi nel resto d’Europa e dell’Occidente è cominciata l’emergenza coronavirus, sempre più persone, sottoposte a un vero e proprio bombardamento mediatico, hanno concluso che i mezzi d’informazione mainstream erano inaffidabili. La narrazione predominante di quanto stava accadendo è stata giudicata incongrua, strumentale, capziosa, organica a poteri costituiti ed élites economiche non solo reticenti ma responsabili dello stato in cui la pandemia aveva trovato i nostri sistemi socioeconomici.

Per i movimenti anticapitalisti, quest’insoddisfazione diffusa – e fondata – nei confronti dell’establishment politico-mediatico è stata in gran parte un’occasione persa. Per vari motivi che non sono oggetto di quest’articolo, non sono stati loro, non siamo stati noi a intercettarla.

Più spesso, l’ha intercettata il cospirazionismo: il virus è stato prodotto in laboratorio e diffuso intenzionalmente dalla Cina, o dalla Russia, o da Soros, o da Bill Gates. Quest’ultimo manovra a piacimento l’OMS per «controllare il mondo coi vaccini». Anzi, no, il virus si è diffuso per colpa del 5G. Anzi, no, la pandemia è una creazione di una lobby satanista che in America controlla il «deep state». Ecc. ecc. Prosegui la lettura ›

Il Comune di Bologna rimuove la targa in memoria di Lorenzo «Orso» Orsetti

Lorenzo Orsetti

Il 7 novembre 2019 pubblicavamo il comunicato col quale il «collettivo di collettivi» Resistenze in Cirenaica rivendicava l’intitolazione dal basso di un giardino pubblico ancora senza nome al compagno Lorenzo Orsetti detto «Orso», nome di battaglia «Tekosher», caduto in Siria nella lotta contro l’ISIS.

Oggi, 31 gennaio 2020, la targa è stata rimossa. Ora il giardino ha un altro nome, un nome «con tutti i crismi» burocratici e amministrativi.

La targa in memoria di Orso sarebbe potuta rimanere, perché no? Tanti luoghi delle nostre città hanno un nome ufficioso e uno ufficiale, coesistenti e mai confusi l’uno con l’altro. Tantopiù che parliamo di un giardino pubblico, senza numeri civici, dove non poteva sorgere alcun equivoco o disguido. E invece no, il nome di Orso lo si è voluto rimuovere ed è stato rimosso, senza alcuna remora.

RIC ha appena pubblicato sul proprio blog alcune considerazioni sull’episodio.

Buona lettura.

Nonostante il divieto, il 30 agosto Wolf Bukowski sarà in piazza a #Monfalcone

La locandina dell’evento, che si terrà comunque.

Il comune di Monfalcone ha negato al coordinamento Monfalcone Meticcia il permesso di occupazione di suolo pubblico – un tavolino e qualche panca – per presentare il libro di Wolf Bukowski La buona educazione degli oppressi. Il locale commissariato di polizia, di fronte alla comunicazione ricevuta, non aveva avuto nulla da eccepire. Il comune invece sì. Qui la comunicazione del diniego. Prosegui la lettura ›

Il presente e il futuro del movimento #notav. Note dopo l’ultimo mese e verso l’8 dicembre – di Wu Ming 1

8 dicembre No Tav

Su notav.info, una disamina scritta da Wu Ming 1.

INDICE

1. La narrazione sì Tav come (scadente) fiction soprannaturale
2. La lotta No Tav è lotta di classe
3. Passiamo in rassegna alcune fandonie:
■ «Amici dei tir!»
■ «Ormai si sta facendo!»
■ «Resteremo isolati!»
■ «Torino si è espressa!»
■ «Retrogradi! Cosa c’è di male nell’alta velocità ferroviaria?»
■ «Grillini!»
4. Il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente
 Torino, 8 dicembre 2018, esserci.

«In un quadro del genere, una manifestazione No Tav non può che essere oggettivamente contro governo e opposizione, cioè contro il partito trasversale del capitale, cioè contro lo stato di cose presente […] Il movimento No Tav è solo, e quindi potenzialmente con tutte e tutti. Oggi ancora non si vede, ma ben presto si vedrà.»

Buona lettura.

Un viaggio per gli amici: #Hevalen su e giù per lo Stivale. Di cosa parliamo quando parliamo di #Siria?

Presentazione di Hevalen all’Università L’Orientale di Napoli, 21 marzo 2018.

di Davide Grasso *

A fine novembre 2017 atterravo per la seconda volta in un aeroporto europeo dopo essere stato in Siria. Questa volta avevo lasciato due amici alle spalle: Eddi e Jacopo erano restati a difendere e portare avanti la rivoluzione del nord. Sarei giunto a Torino di notte e, la sera dopo, avrei raggiunto piazza Santa Giulia, dove avrei osservato – ancora una volta – la movida di una grande città con negli occhi una zona di guerra. Non che la Siria del nord – o Rojava – sia semplicemente una zona di guerra. È il luogo dove oggi, nel primo quarto inoltrato del ventunesimo secolo, si sviluppa il più grande movimento rivoluzionario della terra, in un mondo senza rivoluzioni. Ancora una volta, dopo due mesi di viaggi mesopotamici, assemblee, riunioni e seminari sostenuti a ritmo marziale – come se fossimo vivi, come se stessimo provando a cambiare il mondo – non potevo che guardare con perplessità il me stesso riflesso in tutti i cocktail e i sorrisi di quel venerdì sera. Perché non stavamo organizzando qualcosa di grande anche qui, anziché strillare senza scopo con delle birre in mano? Prosegui la lettura ›