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Sorveglianza speciale

È più pericoloso Erdoğan o chi ha combattuto l’Isis? Un intervento di Davide Grasso + Appello internazionale di solidarietà con il #Rojava

di Davide Grasso *

Mentre Erdoğan bombarda quartieri e civili in Siria per costringere alla fuga i curdi;
mentre l’Isis ne approfitta per alzare la testa con azioni, rivolte e attentati, e puntare a una rinascita;
mentre dal mondo intero sale la voce che chiede rispetto per la pace relativa conquistata dalla Siria, dilaniata da otto anni di guerra che hanno causato mezzo milione di morti;
mentre il mondo guarda con orrore ai centomila profughi provocati dalla guerra scatenata contro le Ypg-Ypj, che hanno perso 11.000 caduti sconfiggendo lo Stato islamico…

Mentre avviene tutto questo, in Italia, per iniziativa della procura di Torino, si convocano in tribunale gli italiani che hanno preso le armi contro l’Isis al fianco dei curdi siriani.

Una donna e due uomini, per essersi battuti in diverse forme e periodi contro l’Isis e il fondamentalismo islamico, dovranno comparire davanti a una sezione speciale del Tribunale di Torino martedì 15 ottobre.

Quali le accuse? Nessuna.

Quali i reati contestati? Nessuno. Prosegui la lettura ›

Anteprima #Lamacchinadelvento: un estratto del capitolo 1. In libreria dal 16 aprile 2019

L’isola di Ventotene vista da Gaeta.

[Tra una settimana esatta uscirà La macchina del vento, il nuovo romanzo di Wu Ming 1. Su Giap se ne è parlato per la prima volta all’inizio dell’anno; qualche settimana fa abbiamo pubblicato in anteprima la copertina e il calendario delle prime presentazioni; oggi pubblichiamo un estratto dal capitolo 1. Che non è l’inizio del romanzo, perché prima c’è un prologo diviso in tre parti, intitolato «Antefatti (1922-1938)».
L’intero collettivo fa propria questa raccomandazione di WM1: «Invitiamo sempre a privilegiare le librerie indipendenti, ciascuna delle quali è un importante presidio di cultura e relazioni sul territorio. Ma non in tutte le zone ci sono librerie indipendenti, e allora in subordine van bene anche quelle “di catena”. E se non ci sono nemmeno quelle, oppure si vive all’estero, allora va bene l’on line.»
La macchina del vento è già acquistabile in tutte le librerie on line. È anche già su Anobii e Goodreads.
Buona lettura.]

Poche decine di chilometri al largo della costa tirrenica, tra Lazio e Campania, c’è un rado arcipelago di isolotti, sputati da un vulcano quando Zeus era ancora in fasce. Sono le isole Ponziane: Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Santo Stefano e Ventotene.
Giacomo approdò a Ventotene nella tarda mattinata di un martedì. Era il 14 novembre del ’39, giornata torva, di cielo pesante. Prosegui la lettura ›

Ipocrisie del secolo: la criminalizzazione italiana delle #Ypg. Solidarietà a Luisi Caria

Luisi Caria

di Davide Grasso *

Questo mese di marzo, oltre ad essere il primo anniversario della caduta della città rivoluzionaria siriana di Afrin e il primo mese senza califfato in Siria, sarà il mese della tentata criminalizzazione degli italiani che il califfato, in Siria, lo hanno combattuto. Proprio mentre migliaia di jihadisti e jihadiste dello Stato islamico invocano la possibilità di tornare nei nostri paesi «per ricostruirsi una vita», l’amico Luisi Caria, detto «Luiseddu», un ragazzo sardo della provincia di Nuoro, viene proposto dalla procura di Cagliari per la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, già proposta anche per me e per altri quattro torinesi, per essere andato a combattere in Siria contro il sistema di morte e persecuzione che quelle persone avevano messo in piedi. Quasi tutti, tra i proposti per la sorveglianza speciale a Torino e Nuoro, siamo stati parte delle Unità di protezione del popolo (Ypg) nel Rojava e nella Siria del nord. Prosegui la lettura ›

Lettera di Piersante Paneghel, zio di Valeria Solesin, ai 5 internazionalisti di #Torino che hanno lottato contro l’ISIS in #Siria

Valeria Solesin, vittima dell’ISIS.

[WM: Oggi al Tribunale di Torino si terrà l’udienza per stabilre se Paolo, Eddi, Jak, Davide e Jacopo, i cinque italiani che hanno sostenuto la lotta all’ISIS in Siria, siano o meno «socialmente pericolosi». La richiesta della Procura è di metterli sotto «sorveglianza speciale». Ne abbiamo parlato qui. Alle h.9:30, davanti al tribunale, si terrà un presidio di solidarietà.
La cosa, ribadiamo, ci tocca molto da vicino, perché tra gli «indizi fattuali» della «pericolosità» di uno dei sorvegliandi, Davide Grasso, c’è il suo libro Hevalen. Perché sono andato a combattere l’ISIS in Siria, uscito nella collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1 per le Edizioni Alegre.
Nei giorni scorsi sono state numerose le prese di posizione e le iniziative a sostegno dei cinque compagni. Alcune sono quiA riassumere meglio la questione è stato, come spesso gli capita, Zerocalcare.
Ieri abbiamo ricevuto e diffuso una lettera aperta di Piersante Paneghel, zio di Valeria Solesin, la studentessa uccisa dall’ISIS al Bataclan di Parigi il 13 novembre 2015. La riproponiamo qui come post. Vi terremo aggiornati sull’esito dell’udienza.]

Cari Paolo, Eddi, Jak, Davide e Jacopo,

volevo ringraziarvi e scusarmi con voi per non avervi scritto prima.

Ho provato diverse volte ma non ci sono riuscito, non potevo, ora devo. Prosegui la lettura ›

La Procura di Torino chiede la sorveglianza speciale… per chi ha lottato contro l’ISIS

Due giorni fa la Procura di Torino ha notificato una richiesta di sorveglianza speciale – con divieto di dimora a Torino – per «pericolosità sociale» nei confronti di cinque attiviste e attivisti dei movimenti cittadini. L’udienza si terrà il 23 gennaio.

Tre di questi «socialmente pericolosi» li conosciamo di persona, e almeno uno lo conosce anche chi segue Giap e le attività della Wu Ming Foundation: Davide Grasso, autore dei libri Hevalen. Perchè sono andato a combattere l’ISIS in Siria – uscito nella collana Quinto Tipo diretta da Wu Ming 1 per le Edizioni Alegre – e Il fiore del deserto. La rivoluzione delle donne e delle comuni tra l’Iraq e la Siria del Nord – uscito da poco per Agenzia X.

La copertina di Hevalen – lo apprendiamo direttamente da Davide, che ha scritto un primo commento qui – è inclusa nel fascicolo con cui la PM Emanuela Pedrotta – vecchia conoscenza di chi segue la lotta No Tav in Valsusa – accompagna la sua richiesta. Si tratta di una raccolta di «indizi fattuali» sulla pericolosità sociale di Davide e degli altri: Paolo, Eddi, Jack e Jacopo.

La loro “colpa”, infatti, è aver preso parte, in varie modalità, alla rivoluzione in Siria del Nord, ovvero alla lotta dei popoli del Rojava contro l’ISIS. Prosegui la lettura ›