Archives for 

Nabat

Di una locomotiva come una cosa viva: Wu Ming Contingent a #Bologna, 13 marzo

Cover Bioscop

[WM5:] Chi cerca i segni li trova. Al tramonto, prima del concerto allo Strike per la presentazione della Guida alla Roma ribelle, io e i compagni del Wu Ming Contingent guardavamo il cielo e seguivamo le evoluzioni degli stormi, la sincronia medianica tra centinaia di uccelli che si impennano, virano, cambiano configurazione come un cuore, un organo contrattile, mutevole, come un solo animale celeste. La musica che avevamo captato nei mesi precedenti, nell’aria, quella che sentivamo ci appartenesse, doveva negli auspici rispondere a dinamiche simili. La musica che avevamo captato era antica, apparteneva tutta a un altro secolo, eppure pensavamo che fosse doverosa, che ci rappresentasse appieno, che dicesse in modo inattuale qualcosa di focalizzato, parziale, fazioso, non pacificato sull’oggi, e che quello – suggestioni post punk, no-disco, kraut rock, garage – potesse essere il tappeto volante per portare in giro una parte delle storie di Wu Ming.

Poiché si è in cerca di segni, i segni compaiono. Prosegui la lettura ›

Wu Ming Contingent breaks out!

Wu Ming_Casa Spartaco_09_2013

Coincidenze.
Agli inizi del 1995, il quintetto hard-core Frida Frenner compone il brano Jackpunk, inserito nella colonna sonora del film Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Il cantante è un tale Joe K. che cinque anni più tardi si farà chiamare Wu Ming 2.
Sempre nel 1995, gli X-Ray Men collaborano con il poeta Gilberto Centi per la realizzazione del reading “Il navigatore cieco”. La formazione comprende Yu Guerra al basso e Cesare Ferioli alla batteria.
Ancora nel 1995, i Nabat – gloriosa formazione dell’Oi! punk italiano – tornano a suonare insieme e incidono Nati per niente. Il chitarrista del gruppo è Riccardo Pedrini, la cui massa corporea verrà presto occupata anche da Wu Ming 5. Prosegui la lettura ›

Nabat + Lo Stato Sociale + Wu Ming Contingent: «Laica Bologna», il video

Il concerto de Lo Stato sociale + Wu Ming Contingent al TPO di Bologna, culmine della serata REFERENDANCE, ha a sua volta toccato l’apice nella cover/riscrittura di un anthem dei Nabat, Laida Bologna, per l’occasione ribattezzato (Scuola) Laica (a) Bologna. Doverosamente ospite sul palco Steno, fondatore e vocalist della storica band. Una parte del Wu Ming Contingent coincideva già con una parte dei Nabat, e sul palco si è realizzata la fusione fra tre gruppi. Ecco il video che immortala l’evento. Scuola laica a Bologna! Ce li abbiamo tutti contro! Dipende da voi!
Contro di te
voglio la tua fine
Contro di te
voglio la tua fine
Contro di te
VOGLIO LA TUA FINE!!!

Le colonne sonore dei nostri libri

Music Download Guerrilla Warfare

«Il mio mitra è un contrabbasso...» No, aspetta: è una chitarra!

Fin dagli esordi del collettivo (anzi, come vedremo, da prima che esordissimo come romanzieri), la lettura dei nostri libri ha pungolato e ispirato compositori e musicisti. Variegate “colonne sonore” hanno circondato le nostre pagine. In alcuni casi abbiamo preso parte alle sonorizzazioni, fornendo le voci per reading musicati (Guerra agli Umani, New Thing). Altre volte, un’opera è nata direttamente come reading musicato (Pontiac, Razza partigiana). Tre band hanno registrato album interamente ispirati a nostri romanzi o racconti: gli Yo Yo Mundi con 54, gli Skinshout! con Altai e i Funambolique con Arzèstula. Un’etichetta indipendente – Casasonica – ha coinvolto le sue band in una compilation intesa dichiaratamente come soundtrack di un nostro romanzo (Manituana). La circostanza più ricorrente, tuttavia, è stata l’incursione guerrigliera tramite una singola canzone, mordi-e-fuggi.
In questa pagina in progress vorremmo raccogliere il maggior numero possibile di contributi musicali, collegandoli alle opere che li hanno ispirati, per offrirvi un ascolto d’insieme. In calce al post, link ai siti ufficiali di tutte le artiste e gli artisti passat* in rassegna.
Alcuni brani li abbiamo resi disponibili via YouTube, altri li avevamo già nella nostra audioteca. Per ascoltare questi ultimi in streaming, cliccare sulla piccola icona di Playtagger. Per scaricarli, cliccare sul link di testo e salvare.
Ci raccomandiamo: non scalpitate, date agio alla pagina di caricarsi. E’ un monstre di risorse multimediali, ci vuole un poco di pazienza. (Giugno 2012)

Il risveglio di Anatrino – #Occupy Anatropoli! #AaAM

#Occupy deposito di Anatrone

by Carlo Odorici, 2001

Domenica 11 marzo 2012 il Wu Ming Nabat Ensemble (stessa formazione del Live at Bartleby’s) si è esibito al Palazzo dei principi di Correggio (RE). L’occasione era la presentazione della Rete Spartaco. La scaletta differiva in parte da quella del Live at Bartleby’s. Sempre racconti da Anatra all’arancia meccanica, ma con due aggiunte: «La ballata del Corazza» e, soprattutto, «Il risveglio di Anatrino», ovvero i primi due capitoli del racconto lungo che dà il titolo all’antologia, «Canard à l’orange mécanique».

Ascolta/scarica «Il risveglio di Anatrino» – Mp3 192k, 25 mega, 18 minuti

Wu Ming 2 – voce
Yu Guerra (già chitarrista e seconda voce dei Nabat) – chitarre
Riccardo Pedrini (Nabat) – chitarre
Wu Ming 5 – chitarre
N.B. Gli ultimi due da dodici anni occupano la stessa massa corporea.

Sull’oscenità del potere a #Bologna: Al dutàur (note quasi proustiane)

Al dutàur

DOTT. – … S’a vlen per prema ricorrer ai grech antiguamént, i s’vantaven d’aver avò persòn molt notabil, cioè 7 Donn molti savi, 7 Regein molt onesti, 7 Re d’ gran virtù, 7 Capitan molt valurus, 7 notabil Zittà, 7 Edifezi sontuus e 7 Filosof d’gran Duttreina, i num di qual en questi: Talet, Solon, Chelon, Pitach, Periander, Biad e Stisicrat.
[ … Se vogliamo cominciare dai Greci antichi, si vantavano di aver avuto personaggi molto importanti, cioè 7 donne molto sagge, 7 regine molto oneste, 7 re di gran virtù, 7 capitani molto valorosi, 7 grandi città, 7 edifici sontuosi e sette filosofi di gran dottrina. Questi ultimi sono: Talete, Solone, Chelone, Pitto, Periandro, Biade e Stisicrate.]

Nel 1980 ero in piazza a vedere i Clash. C’erano i punk che contestavano i Clash, cioè il comune, cioè il Piano Giovani, il tentativo dell’amministrazione di ricucire, di pacificare dopo i carrarmati di tre anni prima. I nostri fratelli maggiori, o si erano persi nella corrente di eroina che fluiva nelle periferie e in centro, o ballavano: era il così detto riflusso. I fratelli maggiori. Ci avevano provato, ma ora rimpiangevano la Baia degli Angeli, Bob & Tom e il Philly sound. Di lì a breve, quelli che la vita non avrebbe stroncato, li avremmo veduti credere in massa alla proiezione onirica che da qui, da questo punto nel tempo, chiamiamo Anni Ottanta. Prosegui la lettura ›

Wu Ming on the road, ultime date del 2011


Infine ci siamo. Queste sono le nostre apparizioni pubbliche di maggio e giugno, ovvero le ultime occasioni di vederci nel 2011. Dopodiché, il nostro “Never Ending Tour” si prenderà una pausa, forse non breve. Abbiamo bisogno di concentrarci sui progetti già avviati, di studiare e scrivere in regime “ora et labora”. Se continuiamo a girare come trottole, la fatica avrà il sopravvento. Ragion per cui, il calendario è chiuso. Per favore, non spediteci inviti, richieste, proposte etc. Le poche eccezioni alla regola sono già concordate da tempo. Quando saremo pronti a rimetterci in strada, vi avviseremo. Bene, adesso prendete nota: Prosegui la lettura ›

Wu Ming (ancora) sulla strada: calendario marzo – aprile 2011

A noi (si sarà capito) andare in giro piace. Incontrare i lettori, discutere con questo e quello, raccogliere spunti e suggestioni, ascoltare pareri, critiche e rimbrotti (e anche complimenti, su!). Ci piace conoscere le persone e i gruppi, le realtà che in Italia continuano a resistere e farsi il culo. Ci piace tornare in alcuni posti che ci accolgono da anni, ritrovarci con piccole comunità solidali da cui abbiamo imparato molto. Ci piace fare i reading. Ci piace sentire la gente inveire contro Moretti e Trenitalia.
Può essere stancante, ma c’è ben di peggio: c’è la catena di montaggio, c’è l’immensa rottura di cazzo del call center, c’è la raccolta dei pomodori…
Insomma, a noialtri stare on the road è una roba che ci piace. Prosegui la lettura ›