Archives for 

Lorenzo Teodonio

Come anfibi in un torrente di montagna. Una scorribanda a partire da Mensaleri.

[Dopo la lettura di Mensaleri e dei sei dispacci pubblicati su Giap, in vista dell’incontro che ha organizzato a Isola del Liri (FR), Lorenzo Teodonio ci ha spedito questo testo, una vera e propria scorribanda tra carta e cartiere, villaggi e lotte operaie, libri scritti e memorie orali, epoche antiche e più recenti, scarponi e animali anfibi.]

di Lorenzo Teodonio*

Noialtri, che conosciamo bene la Resistenza, sappiamo quanto e cosa significhi la «strada dei monti» per «chi non vuole chinare la testa». In questo blog si è parlato tanto di montagna, del suo uso e del suo abuso: dalle Terre alte vogliamo partire per raccontare di quando non evocavano soltanto turismo, spopolamento e piste da sci, ma anche industrie, conflitti e idee rivoluzionarie, come la carta.

Il papiro e l’Appennino

Prima della carta, l’umanità ha utilizzato vari materiali come supporto scrittorio: dall’argilla alla pergamena, passando per il papiro. Dal suo nome discendono le parole paper, papel, papier. Prosegui la lettura ›

Razza partigiana, video integrale del concerto

 L’avevamo linkato parecchio tempo fa, e probabilmente molti giapster non l’hanno ancora visto. Un numero ancor più elevato di giapster non avrà visto il concerto dal vivo. Ecco la ripresa integrale del reading/concerto Razza partigiana. L’esecuzione è quella del 12 settembre 2009 al Copyleft Festival di Arezzo. Ieri il video è ricomparso su YouTube e abbiamo pensato di incorporarlo qui. E’ una visione da sera d’estate, quando le finestre sono aperte e capita di ritrovarsi tra superstiti, sopravvissuti alla mattanza delle abitudini. Prosegui la lettura ›

Timira. Un romanzo meticcio e nove anni di parto – Preludio n.1

In uno dei capolavori del neorealismo, Riso Amaro di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants, compare una strana mondina dalla pelle scura. Dice poche battute, poi scompare.
Alcuni mesi dopo, ricompare come schiava africana in Fabiola, un peplum di Alessandro Blasetti datato 1949.
In quello stesso anno, la compagnia teatrale di Tatiana Pavlova, porta in tournée il dramma Lunga notte di Medea di Corrado Alvaro. Nel ruolo di Layalé, la schiava nera di Medea, recita la stessa attrice: Isabella Assan.
Ma Assan non è il suo vero cognome. E’ il nome di sua madre, Ashkiro Hassan, una donna somala del clan degli Habr Ghidir. Isabella non la vede da quando aveva due anni.
Prosegui la lettura ›

Basta uno sparo

Sabato 18 settembre, al festival Marina Café Noir di Cagliari, Wu Ming 2 ha presentato in anteprima Basta uno sparo – storia di un partigiano italo somalo nella Resistenza italiana, pubblicato dalla collana Inaudita delle edizioni Transeuropa. Si tratta di un libro + CD, contenente i testi del reading Razza Partigiana e l’audio dello spettacolo registrato in studio insieme a Egle Sommacal (chitarre), Paul Pieretto (basso, tastiere ed elettronica), Federico Oppi (batteria e percussioni) e Stefano Pilia (chitarra). Il CD che accompagna il libro è lo stesso che prima dell’estate uscì in allegato con la rivista Loop.

Il tutto sarà nelle librerie a partire da questa settimana, e speriamo possa restituire anche a chi non c’era la grande emozione della serata di Cagliari, dentro una piazza San Sepolcro stracolma di gente, in un silenzio inedito per quello che in fondo è un concerto rock, ancorché parlato: solo gli applausi rompevano il filo tra una lettura e l’altra.

Di seguito riportiamo due brani dal testo di WM2 che introduce il volume, subito dopo la prefazione di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio, autori del saggio Razza Partigiana – storia di Giorgio Marincola, senza il quale questo spettacolo non avrebbe mai visto la luce. Prosegui la lettura ›