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«We Are Strong if You Are Here»: un mese di presidio a #Ventimiglia

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[Dalle scogliere sul confine nordorientale a quelle del confine nordoccidentale. Da Trieste a Ventimiglia, due storie di migrazione, fantasmi e razzismo. Ma in questo caso, anche di lotta e solidarietà. Buona lettura. WM]

Testo di plv, foto di Michele Lapini.

(Si ringraziano Diletta, Francesca, Gionna e Ste per la collaborazione.)

Questo post era inizialmente pensato per “bucare” l’informazione: dopo la massiccia presenza di mass media a documentare la situazione, nessuno si era più interessato a quanto stava avvenendo a Ventimiglia. Tuttavia, a un mese dall’inizio dal blocco della frontiera francese, i media sono tornati e gli articoli hanno cominciato a riapparire. Non c’è più quindi uno schermo da bucare, ma al più una controstoria da ricostruire, anche se non è facile: per quanto chi scrive possa impegnarsi, il colore della sua pelle rimane inesorabilmente bianco. Raccontare una controstoria può quindi valere fino a un certo punto anche se ci si proverà fino in fondo. Tuttavia, se un articolo ha senso, in questo momento, in questo blog, è soprattutto perché si possa riflettere sul “che fare” in una situazione che è del tutto fluida e in continua evoluzione. Se qualcuno quindi avesse idee, opinioni o altro, questa è un’occasione buona per esprimersi. Se invece qualcuno volesse sbraitare a caso sull’emergenza immigrazione, lo faccia solo dopo aver letto questo articolo. Prosegui la lettura ›

Surgelati | Opera a 10 mani per scrittore e rock band

surgelati1

Domenica 15 Dicembre, al Teatro Comunale di Servigliano (FM) debutta il nuovo reading di WM2 e Contradamerla ( dopo la lunga esperienza con la sonorizzazione degli “Interludi” di Altai, che ha girato l’Italia negli ultimi 3 anni).
Surgelati nasce invece da un testo inedito, scritto e ideato, come tutte le musiche, dall’intero combo. E a differenza dello spettacolo precedente, WM2 non interviene solo in qualità di vox clamantis, ma anche di cantore e flautista (Aaargh!). Prosegui la lettura ›

Primavera migrante. CARA, ENA, Dublino II e gli altri tabù di una stagione che non arriva

Rondini.-Due

Qualche giorno fa abbiamo segnalato nei commenti e su Twitter una riflessione intitolata “Silenzi, apartheid democratico e futuro delle lotte”. Ci sono sembrate parole importanti perché mettono in atto, su larga scala, un ribaltamento narrativo irrinunciabile: guardare al “terremoto politico italiano” con gli occhi di chi non ha potuto votare, e vedere di nascosto l’effetto che fa.
Prima delle elezioni, discutendo con Giuliano Santoro del suo libro Un Grillo Qualunque, WM2 ha dichiarato che c’è almeno una categoria di persone, per le quali l’affermazione del M5S non avrebbe certo portato un cambiamento positivo: i migranti.
Martedì scorso, due articoli sul Manifesto di Raffaele K. Salinari (sull’espulsione di minori stranieri non accompagnati) e di Alessandro Dal Lago (sulla ripresa degli sbarchi a Lampedusa) sottolineavano l’urgenza di un ribaltamento narrativo del tutto analogo.
Ci siamo detti allora che era giunto il momento di mettere insieme ricorrenze, episodi e rimandi per provare a raccontare altrimenti, da una prospettiva migrante, questa presunta “nuova stagione” della politica italiana.
Lo abbiamo fatto per il nostro spazio sul sito di Internazionale. Il risultato lo trovate qui.