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Anubi D’Avossa Lussurgiu

Anubi D’Avossa Lussurgiu | L’atto sesto dell’Armata dei Sonnambuli

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[WM: Lo scorso 3 luglio ci ha lasciati, a cinquantasei anni ancora da compiere, Anubi D’Avossa Lussurgiu. Un compagno brillantissimo, erudito, logorroico, istrionico, tormentato, posseduto da un amour fou per la rivoluzione e generoso fino al potlatch del proprio sapere, fino alla dispersione di sé. Tanti anni fa era stato dirigente di un partito, poi aveva preso altre direzioni, voltando le spalle a ogni prospettiva di carriera, tant’è che viveva in una casa occupata e faceva l’usciere in un museo, dov’era anche delegato sindacale.
Da tempo aveva scelto una dimensione di ridotta visibilità e di rifocalizzazione tematica. Si era concentrato sulle politiche da stato d’eccezione, da un lato, e sulle prospettive «destituenti» delle rivolte, dall’altro, collaborando con l’Osservatorio sulla Repressione e curando il sito Internazionale Vitalista. Nel biennio 2020-2021, tenendosi lontano da battibecchi social e polemiche sterili, era stato un lucido critico delle politiche pandemiche.
Anubi ha scritto testi preziosi, ma sparpagliandoli di qua e di là. Raccoglierli e lavorarci sopra sarà un modo non solo di ricordarlo, ma di rimettere in gioco e usare nella lotta un tesoro di eclatanti intuizioni. Proviamo a dare noi il la, proponendo un formidabile «saggio di lettura» sinora inedito in questa forma.
Tra il 27 aprile e il 3 giugno 2014, in uno stato quasi febbrile, Anubi depositò qui su Giap una serie di glosse e riflessioni sul nostro romanzo L’Armata dei sonnambuli. Abbiamo raggruppato i commenti più compiuti e meno frammentari; li abbiamo montati basandoci su riferimenti che lui stesso disseminava, del tipo «Mi riaggancio a quel che scrivevo ieri…»; abbiamo eliminato qualche ripetizione e provvisto il tutto di titoli di paragrafo, collegamenti ipertestuali e alcune note esplicative. Il risultato è un testo “ricostruito” finché si vuole eppure autografo e coerente, nel quale, come in una risonanza magnetica, si vede la prodigiosa mente di Anubi al lavoro.
In calce al testo, due appendici: la registrazione di un intervento bolognese del 2019 e lo speciale trasmesso l’altroieri da Radio Onda Rossa.]
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