Ipocrisie del secolo: la criminalizzazione italiana delle #Ypg. Solidarietà a Luisi Caria

Luisi Caria

di Davide Grasso *

Questo mese di marzo, oltre ad essere il primo anniversario della caduta della città rivoluzionaria siriana di Afrin e il primo mese senza califfato in Siria, sarà il mese della tentata criminalizzazione degli italiani che il califfato, in Siria, lo hanno combattuto. Proprio mentre migliaia di jihadisti e jihadiste dello Stato islamico invocano la possibilità di tornare nei nostri paesi «per ricostruirsi una vita», l’amico Luisi Caria, detto «Luiseddu», un ragazzo sardo della provincia di Nuoro, viene proposto dalla procura di Cagliari per la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, già proposta anche per me e per altri quattro torinesi, per essere andato a combattere in Siria contro il sistema di morte e persecuzione che quelle persone avevano messo in piedi. Quasi tutti, tra i proposti per la sorveglianza speciale a Torino e Nuoro, siamo stati parte delle Unità di protezione del popolo (Ypg) nel Rojava e nella Siria del nord. Prosegui la lettura ›

La Gang sostiene #Surgelati2019 – Il video di Marino Severini

Siamo davvero onorati e orgogliosi che Marino Severini della Gang abbia voluto sostenere il nostro progetto Surgelati con il video qui sopra.
Anzitutto, perché il brano Marenostro, eseguito in versione acustica, chitarra e voce, è strettamente legato al tema della nostra graphic-rock-novel e al modo che abbiamo scelto per produrla, attraverso una raccolta popolare. Anche la Gang, infatti, ha utilizzato un crwodfunding per realizzare il suo ultimo lavoro, Sangue e cenere, del quale fa parte Marenostro, una canzone scritta ormai molti anni fa, ai tempi dell’approvazione della legge Bossi-Fini. Ci auguriamo che l’accostamento sia di buon augurio, visto che Sangue e Cenere raccolse 55.000 € dei 6000 richiesti.

Poi siamo particolarmente contenti delle parole di Marino, perché colgono alla perfezione lo spirito con il quale siamo arrivati a proporre Surgelati. Uno spirito che aleggia spesso, da queste parti. Prosegui la lettura ›

Gasparri, è Lei? Qualche parola su Paolo Mieli, in occasione di un suo programma TV sulle #foibe – di Nicoletta Bourbaki

«Centinaia di migliaia di infoibati», dixit Mieli. Clicca sulla foto per leggere il debunking di Nicoletta Bourbaki intitolato: Gasparri, è Lei?.

Abbiamo già avuto modo di definire Paolo Mieli «da ormai vent’anni […] il testimonial n. 1 e il primo officiante di ogni rituale basato sul cliché “il fascismo ha fatto anche cose buone”.»

Su Mieli, però, andrebbe fatto un discorso più generale. Allievo di Renzo De Felice in anni ormai remoti, viene sempre definito «storico», ma sarebbe più preciso descriverlo come intellettuale organico e frontman di una maxi-operazione ideologica a tema storico iniziata negli anni Novanta.

Volta per volta nelle vesti di direttore del Corriere della Sera, di ubiquo opinion maker e/o di «prezzemolo» con cui condire quasi ogni approfondimento storico sulla TV di stato, ritroviamo Mieli in ogni fase del processo che ha spostato sempre più a destra gli equilibri della divulgazione storica e le retoriche della memoria pubblica, imponendo una presunta «memoria condivisa» situata oltre la distinzione tra fascismo e antifascismo. Prosegui la lettura ›

Speciale #Surgelati2019 | Video, segnalazioni, voci nell’etere.

Quello che vedete qui sopra è l’ultimo video che abbiamo pubblicato per la campagna   crowdfunding di Surgelati, la graphic-rock-novel con i disegni di Nicola Gobbi, la voce di Wu Ming 2, le musiche della Contradamerla e la sceneggiatura di David Biagioni.

Mentre scorrono le immagini, David e Nicola raccontano la genesi del loro fumetto, che non si limita a tradurre in vignette la storia già raccontata nello spettacolo di Wu Ming 2 + Contradamerla, ma la colloca in una cornice differente, con una torsione fantascientifica che era assente nella versione di partenza.

Qui sotto invece, vi proponiamo un altro video, più breve, che abbiamo realizzato per festeggiare “la metà dell’opera”, cioè lo scollinamento dei primi 29 giorni di campagna, con più di 6000 euro già raccolti. In questo momento, mentre scriviamo, mancano ancora 5120 € per raggiungere la cifra di cui abbiamo bisogno. La metafora della collina non è quindi la più adatta, perché quando scavalchi un crinale, di solito ti aspetta la discesa, mentre nel nostro caso sarà comunque piuttosto difficile mettere assieme l’intera somma, cioè all’incirca 200 nuovi sostenitori. Prosegui la lettura ›

Nuova edizione speciale per #StellaRossa: ecco il primo capitolo

La copertina della nuova edizione di Stella Rossa

di Kollektiv Ulyanov

È ormai passato un po’ di tempo dalla pubblicazione congiunta di Stella Rossa e Proletkult. Molti di voi crediamo abbiano già letto il romanzo di Aleksandr Bogdanov, che ha ispirato l’ultima fatica di Wu Ming, che a loro volta hanno stimolato la riscoperta di un autore dimenticato al di fuori delle mura accademiche non solo in Italia, bensì anche in patria. In Russia oggi il romanzo si trova in una versione mignon che non rende affatto giustizia alla mole di idee e informazioni inserite all’interno della trama dal geniale scrittore russo – nonostante sia senza dubbio riduttivo definirlo soltanto uno scrittore.

Agenzia Alcatraz, la casa editrice che ha ripubblicato Stella Rossa con la nostra traduzione, ha deciso di mettere sul mercato una nuova edizione con una copertina diversa, in gergo variant, disegnata dallo stesso artista – Luca Martinotti / SoloMacello – che trasmette, a nostro avviso, ancor più forza rispetto alla “standard”.

Per l’occasione, abbiamo chiesto che venisse pubblicato su Giap il primo capitolo del romanzo a beneficio di chi non l’ha ancora letto. Prendetelo un po’ come un invito a salire sull’eteronave, in attesa che il mese prossimo venga pubblicata la nostra nuova traduzione di Ingegner Menni, il prequel del romanzo. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Vperëd!

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Speciale #Proletkult | Incontri ravvicinati e crossover, da Senigallia alla Finlandia.

V. S. Pšeničnikov, URSS. Unione di lavoratori di tutte le nazionalità , Manifesto per il decennale della rivoluzione d’ottobre, 1927

Continuiamo a segnalare, perché continuano a uscirne, le recensioni di Proletkult più interessanti delle ultime settimane.
Per chi se li fosse persi, ricordiamo che sul sito della casa editrice Einaudi sono stati pubblicati i titoli di coda del romanzo, nonché un articolo che indaga i rapporti tra Antonio Gramsci, Stella Rossa, il Proeltkul’t sovietico e Aleksandr Bogdanov.

Iniziamo con Claudia Mizzotti, su laletteraturaenoi.
Proletkult: il romanzo russo come non lo avreste mai immaginato

«il marchio di fabbrica resta quello: raccontare da un punto di vista inedito una vicenda che si pensa di conoscere (in questo caso la Rivoluzione russa) con un’operazione di mitopoiesi che sfida spesso le leggi del buonsenso, nel caso specifico vince anche la forza di gravità e varca i confini planetari, ma che riesce a ottenere nel lettore la sospensione dell’incredulità, nonostante la «termodinamica» di questa narrazione misceli ingredienti apparentemente assurdi: fino a qualche mese fa il crossover fra storia e fantascienza sembrava poco convincente, ora invece…» Prosegui la lettura ›

L’Unità contro i profughi istriani: l’ennesima citazione-bufala

Clicca per leggere l’inchiesta di Nicoletta Bourbaki.

Nei giorni scorsi, come accade ogni anno nei dintorni del 10 febbraio, è circolato in modo virale un certo meme, diffuso sui social anche da VIP, per esempio dal cantante di destra Enrico Ruggeri.

Si tratta di un presunto virgolettato tratto da un articolo de L’Unità del 1946. Sono poche frasi piene di disprezzo nei confronti dei profughi da Istria e Dalmazia, i quali «non meritano la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio» ecc.

Si tratta di un falso.

La citazione è stata non solo isolata ed estrapolata da un articolo che diceva l’esatto contrario, ma è stata anche manipolata.

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