Le destre, i ricchi, i complotti. Lezioni dagli Epstein Files, 2a parte

Aloha Ghost, «Fantasilandia», fotomontaggio digitale, 2026. Nessuna IA generativa è stata usata per realizzare quest’immagine.

[WM1:] Sul sito di Internazionale c’è la seconda e ultima puntata della mia inchiesta sugli Epstein Files. Ecco un breve sommario.

L’inchiesta di Julie K. Brown sul Miami Herald. Quando Trump bazzicava Epstein. Come Epstein la passò liscia dopo il primo arresto. Il “consiglio di guerra” di Epstein non aveva previsto il #MeToo. QAnon salva Trump.

Pubblicare o non pubblicare gli Epstein Files? MAGA fa pressioni. Escono le prima tranches. MAGA contro Bannon. Epstein risale dalla fossa per tormentare Trump.

Come non leggere gli Epstein Files. Pizzagate e Belzebù. Gente che mangia la merda. Gabriela e la Meraviglia Nera.

Epstein colonialista. L’isola delle schiave. Virus dell’arrapamento e utopie razziste. La Epstein Class, l’intelligenza artificiale e le guerre di Trump. Cosa vuol dire «corruzione».

Mentre studiavo il caso Epstein mi è tornata in mente una frase che Edoardo Sanguineti pronunciò nel 2007 e che alzò un polverone. L’ho recuperata e, ora come allora, non ci trovo niente di sbagliato.

«Bisogna restaurare l’odio di classe, perché i capitalisti ci odiano, e noi dobbiamo ricambiare.»

Buona lettura.

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One commento su “Le destre, i ricchi, i complotti. Lezioni dagli Epstein Files, 2a parte

  1. Ho letto il bell’articolo e mi è venuta come l’impressione, WM1, che tu abbia dovuto tagliare delle parti per rispettare il formato long form di Internazionale. Magari poi ce le condividerai altrimenti :-)

    Provo a lasciare un paio di riflessioni a botta calda.

    La prima riguarda il bisogno di riconoscimento del borghese ed è una riflessione che raramente trovo nei discorsi intorno agli EFs. Al netto dei cercatori di clientele, di chi rincorreva agganci importanti, di quanti semplicemente dovevano avere dei rapporti con Ep per i motivi più disparati, al netto insomma dei tipi umani più evidenti, io penso ci sia dell’altro. Penso che molti dei partecipanti alla giostra – e lo sostengo pasolinianamente, senza prove – si trovassero lì per un bisogno di consacrazione, per acquisire uno simbolo di status sociale partecipando al circolo dei migliori tra i migliori. “Se ci vanno X e Y, allora ci devo andare assolutamente pure io”. Le attività epsteiniane, in altre parole, costituiscono un insieme di pratiche attraverso le quali l’iper-borghesia si guarda in faccia e si riconosce, si legittima come tale.
    In quest’ottica, lo sfruttamento della schiavitù sessuale di giovanissime e giovanissimi assume un carattere ancora più schifoso e inquietante. Diventa un hobby, un modo di disporre dei corpi come un altro. Poteva consolidarsi indifferentemente come qualcosa di ancora più in stile film horror americano, che so io, sparare alle persone in una riserva di caccia, non fosse per le complicazioni di natura logistica e di insabbiamento che avrebbe comportato. Questo mondo, cioè, si spiralizza intorno a una coazione a ripetere le infinite forme di violenza finalizzate ad assicurarsi di poter disporre a piacimento dell’altrui, che è poi una delle raison d’être del capitalismo.
    (continua)

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