Speciale Ufo 78 #6. Siamo già in ristampa, nuove recensioni e avvistamenti, disegnini, promemoria

Beto in cima al monte Musinè di fronte al… Quarzerone?! Valsusa, mattina del 13 novembre 2022, camminata a tema di Alpinismo Molotov. Foto di Mariano Tomatis. Di Musinè = Quarzerone = Rocciamelone si è parlato poche ore dopo, alla presentazione di Mompantero. La registrazione, sempre grazie a Mariano, è disponibile qui.

La buona novella di questa settimana è che, dopo appena un mese, siamo già andati in ristampa. Grazie a tutte e tutti.

Dice, anzi, chiede: in ristampa nel senso che avete già venduto tutte le copie di Ufo 78?!

No, però eran tutte o quasi già «fuori», già distribuite. In magazzino ne restava qualche migliaio. È ormai dietro l’angolo la versione cristiana del Dies natalis solis invicti, periodo in cui le italiane e gli italiani più si rivolgono ai libri, e proprio adesso l’Einaudi rischiava di non poter sostenere nuove richieste, così ha fatto imprimere altri diecimila esemplari. La tiratura complessiva lambisce il mezzo centinaio di decine di centinaia di copie. Rileggere e fare il conto.

E ora le nuove segnalazioni.

■ Il cinéphile Massimiliano Martiradonna, 50% del collettivo Dikotomiko*, recensisce Ufo 78 sul sito della casa di produzioni 8 Production, partendo proprio dal cinema e terminando sulla musica. Il titolo è «Incontri ravvicinati con Ufo 78», ed ecco uno stralcio:

«[Ufo 78] si tiene lontano da un centro di gravità permanente, esplora mondi umani – nel senso di famiglie, gruppi, individui – e terre incognite. Usiamo questa dizione, “terre incognite”, mutuandola da un pezzo del maestro Battiato, perché le sue parole innervano la prosa di Wu Ming. Nelle pagine fioccano citazioni e omaggi infatti, tutti dichiarati. Uno dei lasciti più durevoli, e anche struggenti di Ufo 78 è che i Wu Ming […] non sono così lontani dalla ricerca filosofica e ascetica di Franco Battiato. Ufo 78 è un’avventura letteraria originalissima, un’indagine su un altrove italiano che è oscuro ma sempre immanente.»

* L’altro 50% ci aveva intervistati per «Lo specchio rotto», il programma gestito da Dikotomiko su RKO, come segnalato nello speciale Ufo 78 #3.

■ Sulla rivista on line Thrillernord, dedicata al giallo in ogni sua nuance e ombreggiatura, Salvatore Argiolas recensisce Ufo 78 e tra le altre cose, come già Martiradonna, fissa il puntino rosso del laser sui riferimenti, intenzionali e non, a Battiato:

«Tra i tantissimi pregi di questo libro c’è anche la notevole colonna sonora che riporta con nostalgia a tanti gruppi allora molto ascoltati e in particolare crea una grande tessuto musicale impreziosito da citazioni esplicite e nascoste al genio di Franco Battiato, che deliziano i fan del cantautore siciliano […] Narrato, con una scelta felice, come un documentario, Ufo 78 è il romanzo di una generazione: quella che ha vissuto, adolescente o giovane, i giorni e il contesto qui raccontato “per chi c’era e per chi non c’era”, con vicende pienamente riconoscibili come quella della comunità Thanur che ricorda San Patrignano che nasceva proprio all’inizio di quell’anno fatale, trame nere, attentati dinamitardi, depistaggi creati per spostare l’attenzione e le responsabilità su entità fantasma…»

■ Il quotidiano on line Periscopio informa da Ferrara, non solo su Ferrara. Detto questo, l’articolo che segnaliamo, firmato da Maria Calabrese, ha come ambientazione proprio Ferrara. È la cronaca illustrata della presentazione di Ufo 78 svoltasi il 5 novembre scorso al centro sociale La Resistenza. Si intitola «Uno ’22 racconta Ufo ’78». Eccone un passaggio:

«Una storia così articolata e complessa ha bisogno di una mappa, osserva acutamente Marco Belli rivolgendosi a Wu Ming 2, che annuisce e mostra la bozza di mappa che loro stessi hanno tracciato e più volte rielaborato, della Lunigiana, luogo reale posto tra Liguria e Toscana, dove hanno collocato l’inventata Comune Thanur […] e l’inventato ma possibile e verosimile monte Quarzerone, che fa da magnete, fa confluire le varie storie in una sola storia; un luogo dell’Appennino, un’area marginale, ma una di quelle aree interne che sono la cartina al tornasole, lo specchio dell’intero Paese.»

■ Riportiamo una testimonianza del nostro compagno Piersante, apparsa su un social network che non linkiamo mai direttamente bensì tramite un frontend che blocca l’estrazione di dati personali. Secondo molti osservatori ed esperti, tale social network potrebbe non arrivare al 2023. Boh. Noialtri, per la cronaca, lo abbandonammo nel 2019, ché quasi tutte le magagne di cui si parla oggi c’erano già prima che arrivasse il sciur padrùn di Pretoria.

Grazie a Lorenzo e Maggie. Non solo per «chi ha una certa».

Anch’io ho visto gli Ufo nel ’78

Dopo la lettura di UFO 78 mi sono riaffiorati una serie di ricordi che avevo completamente rimosso. Anch’io avevo visto gli UFO nel ’78, me n’ero dimenticato! Andò così. Tratta dell’A4 tra Dolo e Marghera, circa le 21,30 di una notte di fine estate, da solo sulla 2 cavalli. Luna piena.

Sono casellante stagionale, ho il turno di notte. Tra poco la stagione finisce e ho in tasca il biglietto aereo Venezia-Delhi, dove conto di svernare. La palla della luna è in realtà una mezza palla, ci sono strati di nubi dense che oscurano completamente la metà superiore.

Si vede solo la metà inferiore con un alone netto, una specie di anello di luce. Bon, mi trovo a pensare, guarda che storia, una scodella con un’aureola, pensa. Rallento (!) con la 2 cavalli per godermi lo spettacolo, ho tutto il tempo. Alterno occhiate alla strada e alla luna.

A un certo punto dietro la scodella di luce con l’aureola ne compare una seconda, identica e un po’ più piccola, poi una terza, poi a seguire fino a 5/6. Tutte in scala, sulla stessa linea diagonale che si perdeva nelle nuvole.

Cosa cazzo fosse non l’ho realizzato subitissimo.

Ci avrò messo 5-10 minuti a realizzare di aver visto un fenomeno di rifrazione, un miraggio, l’immagine della mezza luna riflessa dagli strati d’aria sotto quelle strane nuvole. Ma mi ricordo ancora lo stato di stupefazione di quei minuti, e la scarica di endorfine arrivata.

Gli occhi mi avevano restituito per due km l’immagine di una flotta di dischi volanti perfettamente allineati. Il che cozzava contro tutto me stesso, eppure erano lì. Mi sono fermato, sono sceso, c’erano, cazzo, erano lì in cielo ed erano bellissimi, proprio come uno se li immagina.

Arrivato al casello non ci sono più. Svaniti. Chiedo ai colleghi se hanno visto qualcosa, sto sul generico. Mi guardano strani, lascio perdere. Mi rado col rasoio di Occam e risolvo. Ma le endorfine non scendono e ballano il cha cha cha tutta la notte. Che notte meravigliosa.

Per chi ha una certa questo libro è molto consigliato. Anche per gli altri, ma per chi ha una certa di più. Sblocca ricordi, un filò di luna di vendetta e di guerra, raccontato a voce bassa nel tiepido di una stalla.

■ Ricordiamo che oggi, 19 novembre, presenteremo Ufo 78 ad Adria (RO) e Fano (PS). Nella settimana entrante lo presenteremo alla GKN occupata di Campi Bisenzio (FI), a Pisogne (BS) e a Perugia. I dettagli sono nel calendario completo del Flap 22, consultabile qui.

Segnaliamo che la tranche invernale del Flap 23 è già interamente prenotata. Stiamo già fissando le date di primavera. Tra quelle già concordate e quelle ancora “orbitanti” sfioriamo ormai l’ottantina di presentazioni in tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia. Ci vediamo lungo la strada.

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2 commenti su “Speciale Ufo 78 #6. Siamo già in ristampa, nuove recensioni e avvistamenti, disegnini, promemoria

  1. A ennesima conferma della natura perturbante del libro, ovvero dell’inquietudine che può suscitare il nostro gioco tra reale allusivo e finzionale iperdettagliato, un ufologo – quindi un addetto ai lavori, uno del settore – ha scritto alla casa editrice lamentandosi di un «marchiano errore ripetuto più volte, anche nella bibliografia»: l’ufologo Hynek è chiamato Rynek. Da qui la richiesta di correggere alla prossima ristampa.

    Ci sentiamo di tranquillizzare l’ufologo, non c’è nessun errore. Rynek è liberamente ispirato, nel nome e in una specifica circostanza, a Hynek ma è un personaggio inventato da noi, come inventato è il suo cursus honorum, inventati sono i suoi trascorsi di guerra, inventato è il best seller che ha scritto riportato anche in bibliografia (quest’ultima è ancora all’interno del romanzo, sua parte essenziale, tant’è che riporta l’opera omnia di Martin Zanka), inventata è la rivista che ha fondato, e ovviamente inventate sono la sua partecipazione all’immaginario convegno “Ufo 78” e le fastidiose avances verso l’immaginaria intervistatrice.

  2. Io ho cercato il Quarzerone e Martin Zanka su Wikipedia!! Poi ho pensato a eventuali riferimenti a Valerio Evangelisti, a Stefania Consigliere etc. Però, sì, all’inizio mi ero rassegnato a non trovare le informazioni che cercavo. Ho pensato che avrei dovuto cercarle meglio e ho pure insistito. Ma non si è trattato solo di capire che i motori di ricerca (il motore per eccellenza) non possono racchiudere tutto, perché quello lo sapevo già. È che lo sapevo solo, diciamo così, razionalmente, mentre questa volta ci sono cascato in pieno, e ho pure minimizzato la questione, senza rifletterci su.

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