L’invisibile ovunque

Primo, Secondo, Terzo, Quarto

Questo è il primo di quattro post di «avvicinamento» al nuovo libro collettivo di Wu Ming, che uscirà con Einaudi a novembre.

Il titolo è L’invisibile ovunque.

L’Invisibile ovunque si pone oltre l’arco ventennale che va da Q a L’Armata dei Sonnambuli. Una volta scesi dall’arco, non cerchiamo la pentola d’oro (anche se potremmo trovarla, e bisogna essere serendipici), ma altri modi di raccontare. Utilizziamo le armi che abbiamo affilato nella scrittura di romanzi storici per fuoriuscire dalla forma del romanzo storico, dopo averla esplorata, forzata, deformata. Abbiamo piegato le sbarre e siamo fuggiti. Suonano le sirene, si sguinzagliano i cani, i fasci dei riflettori perlustrano la notte, ma noi siamo già altrove.

L’Invisibile ovunque mette in scena una progressione in quattro movimenti dalla narrativa pura (Primo, secco come lo schiocco di una fucilata in mezzo ai campi) al romanzo-in-forma-di-saggio (Quarto, con obliqui omaggi a Cortázar e Bolaño, che in fondo è l’anagramma di Boloña, dove viviamo), attraversando il romanzo di frammenti (Secondo, una tragedia degli equivoci su psichiatri e «scemi di guerra») e il non-romanzo surrealista (Terzo, quasi un controcanto a Nadja di Breton).

L’Invisibile ovunque segue quattro percorsi nella Grande guerra, saltando dal fronte italiano a quello francese. I protagonisti di questo libro sanno che «niente uccide un uomo come l’obbligo di rappresentare una nazione» (Jacques Vaché), e adottano diverse strategie di resistenza all’orrore.

Qualcuno si arruola negli Arditi, scansando la vita di trincea, al prezzo di divenire un uomo-arma, un pugnale con braccia e gambe, che un potere futuro potrà usare a suo piacimento. Di questo potere si sente già la presenza, cupa, ineffabile.

Qualcuno sceglie la renitenza alla leva o la sfida all’istituzione psichiatrica, accettando il rischio che la follia simulata diventi reale.

Qualcuno trova il modo di nascondersi nelle pieghe della guerra, praticando l’umorismo e il paradosso, esplorando gli abissi della psiche umana, fantasticando piani grandiosi per farla pagare al mondo che ha reso possibile la carneficina.

Qualcuno sperimenta la mimetizzazione e l’utopia di un’invisibilità che renda impossibile agli uomini combattersi.

L’Invisibile ovunque è il nostro modo di non celebrare il centenario della Grande guerra.

Rien ne va plus.

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17 commenti su “L’invisibile ovunque

  1. Gaudium Magnum! Sfregomi le mani, acquolina in bocca. Novembre non è lontano, ma ora mi sembra troppo lontano.

  2. Anche io “sfregomi le mani”. Tuttavia, pensando alla passata stagione dei grandi romanzi storici, so che, leopardianamente, “spesso, ma sconsolato, volegerommi indietro”. ;)

    I migliori auguri per questo nuovo lavoro!

  3. Anche io contentissima e curiosa. Tutti gli apprezzamenti per la ribadita intenzione di “non celebrare”. Sarà una sola storia o quattro racconti? E in questo caso, il lavoro è rimasto quello collettivo che tante volte avete illustrato, o ognuno ha elaborato soprattutto il suo pezzo? Sul fronte francese incontreranno la tregua di Natale? Grazie.

    • Né una sola storia né semplicemente quattro racconti; lavoro collettivo ma non quello tante volte illustrato; niente spoiler sulla trama :-)

      • Ma almeno cosa sia la foto si potrebbe spoilerare :-PP?
        Si Saint-Just, ma quello lì m’ha provocato :-))))))))

      • finalmente un nuovo libro dei wu ming, cominciavo ad essere in crisi di astinenza ( dieci giorni fa ho terminato l’ennesima rilettura di Q). complimenti, e che arrivi presto novembre.

  4. P.S.: dimenticato di scrivere quanto sia bella la foto di quei finti quattro bassi tuba che sono probabilmente trombe di fonografo da propaganda. O forse sono tutt’altro ma a me è venuto in mente quello. La versione ricca del “Pane e burro! Da noi si mangia pane e burro tutti i giorni!” che sarebbe arrivata due decenni dopo. Favolosa.

  5. per ingannare l’attesa del vostro libro da qui a Novembre ho iniziato un gioco.

    mi sono chiesto quali suggestioni potrei aspettarmi dal vostro libro.
    poichè ho infinitamente meno fantasia e competenza storica (anche se avete detto che NON sarà un libro storico) dei wuming, mi limito a quello che immagino potrebbe esserci mantenendo la linea dei precedenti libri e di quello che accade su giap.
    so già che sarò sorpreso dal libro, ma mi va lo stesso di giocare.

    e quindi ho iniziato un percorso a tappe di “preparazione” al libro, che in quanto gioco non vuole essere nè esaustivo, nè sistematico, nè sensato!

    ho tirato fuori dalla libreria di mio padre, salvandolo dalla polvere “niente di nuovo sul fronte occidentale” di Remarque.

    poi mi sono ricordato della fornitissima biblioteca digitale della Certosa di Bologna e ho scovato un numero del “sempre avanti” il Giornale del soldato italiano in Francia. N. 7, 20 ottobre 1918, ottimo esempio di propaganda.

    …e il gioco continua!!

  6. anch’io sto “giocando”: ho rispolverato i sei tomi della Guerra delle nazioni 1914-18, f.lli Treves editori , 1933. A me è parso di capire che per il prossimo libro si parla di fuoriuscita dalle forme del romanzo storico e non da una narrazione storica o meglio di ambientazione storica; ho capito male?

    • Hai capito bene. Infatti non abbiamo mai detto che saremmo usciti dalle narrazioni storiche. Questo è soltanto il primo di quattro post di avvicinamento. Nei prossimi tre parleremo delle suggestioni che ci hanno spinto a raccontare la Grande Guerra in un certo modo. Niente fretta :-). Per ora, come anticipato nel post, possiamo dire che si tratta di quattro storie che attraversano quell’evento. E abbiamo anche detto che sono quattro attraversamenti molto particolari, a loro modo legati uno all’altro non soltanto da rimandi ed eco, ma anche dal tema comune dell’evasione dall’istituzione guerra. Ovviamente per noi l’impresa era anche riuscire a raccontare l’evento in un modo inusuale, in mezzo alla grandissima mole di libri sulla prima guerra mondiale usciti nell’ultimo anno. Se ci siamo riusciti saranno i lettori a giudicarlo. Tempo al tempo. Presto daremo nuovi indizi.

  7. L’#InvisibileOvunque arriverà in libreria il 24 novembre.

    • 28 novembre a Milano presentiamo L’Invisibile ovunque (al cs Cantiere). Vi invitiamo a partecipare. Noi stiamo riflettendo sulla guerra (globale/mondiale e permanente). Pensiamo alla guerra dei curdi. Pensiamo alla guerra “polimorfa” e “nomade” di cui parla Balibar a proposito di Parigi. Pensiamo al razzismo e alla jihad, alla guerra e al terrorismo. E dopo un secolo non traiamo conclusioni. Ma tante domande che vi/ci faremo sabato prossimo presentando il vostro libro.

      qui link a programma completo
      https://www.facebook.com/events/1635553990047342/

  8. Data confermata? Trepidiamo. ^__^ Sul blog non se n’è più parlato, o sbaglio? Insomma un po’ più di spirito commerciale, diamine!

  9. Ehm… Sbagli, almeno un poco :-) Dopo questo, abbiamo fatto un altro post, con data d’uscita e copertina completa da scaricare in pdf. Informazioni che trovi anche sulla colonna destra, insieme – è novità di qualche giorno – al calendario delle prime presentazioni.La prossima settimana di Giap sarà interamente dedicata all’uscita. A oggi, ne abbiamo parlato di più su Twitter, senza rovinare sorprese. Hashtag: #InvisibileOvunque.

    • Ci sono volte in cui si è felici di sbagliare. Questa è una di quelle. Lo chiamerò il post “invisibile comunque” (per me). Terrò d’occhio il calendario (grazie) nell’attesa che sia pubblicata anche una data romana!

  10. […] di scrittori “Wu Ming” in due momenti che, partendo dal loro ultimo libro “L’invisibile ovunque“, ambientato durante la Grande Guerra, ci permettano di dialogare con loro su diversi temi a […]

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