Wu Ming in the UK 2013. Dicono di noi nella perfida Albione

Va tutto bene

Due settimane or sono siamo andati in Inghilterra a presentare Altai, tradotto da Shaun Whiteside e pubblicato da Verso Books. L’uscita del libro e la nostra presenza in loco hanno generato un’interessante messe di materiali: recensioni, interviste, programmi radiofonici, eventi pubblici, performance. Abbiamo rinnovato il sodalizio con nostri storici “complici”, come il collega Stewart Home, e ci siamo scoperti grandi fan di alcuni nostri fan, come quel tale che si è materializzato a una presentazione, ci ha allungato una copia di Altai e ha chiesto una dedica “A Pandit G“.
– Pandit G? Quel Pandit G? Quello dell’Asian Dub Foundation?!
– Quello lì. Ho letto tutti i vostri libri usciti qui.
– E noi abbiamo tutti i vostri album. Vi abbiamo visti dal vivo a Bologna e Nonantola. Ci chiamiamo “Wu Ming Foundation” anche per suggestione vostra…
Tra le altre cose, Pandit G ci ha dato la notizia che, dopo varie vicissitudini, Satpal Ram è finalmente libero.

Qui di seguito, i link a un po’ di materiali prodotti durante / intorno a / dopo il nostro mini-tour inglese (Londra e Birmingham).

Pochi giorni prima di partire, abbiamo organizzato un’escursione storico-naturalistica sui colli bolognesi in compagnia di Peter Aspden, che scrive per la sezione “Arts” del Financial Times. Il quotidiano, che è uno degli organi ufficiali della Bestia 666, ha pagine culturali di alto profilo e non meramente accessorie. Il risultato è questo reportage, “Wu Ming’s Magical History Tour”, che abbiamo già segnalato ma che ri-linkiamo per chi se lo fosse perso.

Pochi giorni dopo, il Celluloid Liberation Front ci ha intervistati per il sito del New Statesman, storico settimanale della sinistra britannica, con il quale – ancorché saltuariamente – collaboriamo. L’intervista si intitola “Wu Ming: A band of militant storytellers” . Si parla anche del nostro rapporto coi social network.

Lo stesso giorno, usciva sul sito del Guardian un nostro articolo, “Wu Ming’s Top 10 Utopias”. E’ una “classifica”, al tempo stesso serissima e scanzonata, delle narrazioni utopiche che più hanno acceso la nostra immaginazione negli ultimi tempi. C’è un deviante, sincero, entusiasta omaggio al compagno Peter Kolosimo. I commenti sotto non sono granché: perché non avete citato questo, perché non avete nominato quest’altro… Come abbiamo scritto su Twitter: “Folks, those are not everyone’s eternal top 10 utopias. They’re Wu Ming’s current top 10 utopias.

Sempre il Guardian, qualche giorno dopo, pubblicava un’entusiastica recensione di Altai a firma del collega Ian Sansom.

Un’intervista su politica, narrazioni e mitopoiesi ce l’ha fatta Seth Wheeler ed è uscita sulla rivista on line 3:AM Magazine con il titolo: “Altai, identity, politics and history”.

Il giorno dopo siamo entrati nello studio dell’emittente Resonance FM, per fare due chiacchiere coi compagni Aaron Peters e James Butler, conduttori del seguitissimo e curiosamente intitolato programma Novara. Potenza dell’esotismo: hanno scelto il nome dopo aver visto La classe operaia va in paradiso, che fu girato nella fabbrica “Falconi” di Novara. Per loro “Novara” è un toponimo legato alla lotta di classe. Ad ogni modo, ecco l’audio dell’intervista.

Stewart Home

Stewart Home in una foto del 1993.

L’amico e collega Stewart Home, che già era venuto a intervistarci a Bologna, ha presentato Altai con WM1 (WM2 era già tornato a Bologna) all’ICA, Institute of Contemporary Arts, poi ha commentato l’evento su questo blog. Nel pezzo ha omesso di descrivere la propria performance: prima che iniziassimo a parlare del libro e del nostro lavoro, ha estratto dal tascapane una copia del suo romanzo Down and Out in Shoreditch and Hoxton (2004), l’ha infilata in un tritadocumenti e ne ha fatto stelle filanti. WM1 ha letto ad alta voce le sequenze di lettere così ottenute, es. “lpr osw uir we ing” (residuo di pag. 82).

La mattina dello stesso giorno, Wu Ming 1 aveva incontrato Yiannis Baboulias, giornalista d’inchiesta greco residente a Londra, un tizio molto in gamba, molto interessato alle nostre pratiche di ibridazione tra saggistica e narrativa, giornalismo e letteratura, fiction e non-fiction, perché è la stessa “terra di nessuno” in cui si muove lui: sta scrivendo un “oggetto narrativo non-identificato” su crisi, austerity, neofascismo e lotte sociali in Grecia. Yiannis collabora con l’edizione britannica di Vice. La sua intervista a WM1 è uscita ieri col titolo: “An Interview with Wu Ming, the Mysterious Collective of Anti-Establishment Writers”.

Infine, proprio stamane è uscita su The Independent l’intervista che abbiamo rilasciato a James Legge, col titolo “Wu Ming on Altai and the political subjectivity of writing as a collective”. A parte il “tic” esclusivamente britannico di definirci “anarchici”*, un buon pezzo.

* Su questo punto è il compagno Mario Brega a precisare per noi:
MARIO BREGA

Buona navigazione e buona lettura.

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8 commenti su “Wu Ming in the UK 2013. Dicono di noi nella perfida Albione

  1. Ma che fico!!! Yay!!!! Esaltantissimo!! E Pandit G, casseruola!!!
    Keep it up guys…

    ehm… mi dicono che il mio commento è troppo breve.. uhm…. ehm… uhm….

  2. It was an honour to meet two Brothers from Wu Ming. Next time you’re in London, and you have time, come to my house and I’ll cook some good Indian Food for you! Respect
    La Lutte Continue!!

  3. Ehm, so che sono un rompiballe, ma il sito degli Asian Dub è un broken link, riparatelo. Il commento è breve, ma utile, molto utile, spero.

  4. Ho letto dopo l’url. Comunque scrivere dopo Pandit G è una cosa molto strana. Cavolo sono cresciuto ascoltando (anche) quello che scrive sopra alla mia testa!

  5. Dai ma questa cosa di Pandit G è fantastica…
    (e per fortuna che Satpal Ram è fuori alla fine).

    Come dicono dalle mie parti, one blood, proprio ;)

  6. Giro decisamente England-centrico…La prossima volta non dimenticatevi della Scozia!

    Vi si attende, qua al nord.

    • Magari! Il punto è che le spese di viaggio sono a carico della casa editrice inglese e di solito è la casa editrice che organizza il giro. Se conosci realtà scozzesi che abbiano voglia di contattare Verso per organizzare un incontro con WM e dividere le spese, la prossima volta che esce un nostro romanzo in UK, sarebbe ottimo.