La più grande carpa d’Occitania

La più grande carpa d'OccitaniaPassarono i villaggi a rastrello una notte d’inverno riempirono di corpi le patrie gattabuie poi ne presero tre a casaccio che grande idea tre a casaccio tra i meno fotogenici li strascicarono in piazza coi ferri ai polsi e alle caviglie li ostentarono su un palco appesi alla loro insonnia come trofei di pesca la più grande tinca del lago Bajkal il più grande pesce gatto della Baja California e declamarono: Questi sono i capi della protesta ecco che fine fanno i leader del terrore alla legge non si sfugge non sperate di ordire trame

Risposero duemilatrecentododici lampi di fotocamere scodinzolanti quattordicimila furbofoni pregiudizianti eserciti di dita deferenti su piccole tastiere pronte alla bisogna predisposte alla gogna cori di vocette negli auricolari e applausi comprati con soldi pubblici si chiama peculato tra calci e strattoni i birri coprirono di merda i malcapitati non merda metaforica merda calda di maiale merda prelevata il mattino stesso nell’azienda agricola più amica del regime merda nemmeno buona come concime e i birri ridevano forte ah! ah! ah! additando i malcapitati presunti leader del terrore rei fino a prova contraria

Ma la piazza non rispose come sperato tante voci perforarono la coltre sfilacciata del consenso pronto-a-portare ciascuno gridò: Malcapitati lo siamo tutti chi più chi meno e se la notte scorsa la mia casa ha evitato il rastrello è stato per botta di culo lassù potrei esserci io e la merda non spaventa chi ci finirà comunque

La folla dei ciascuno del siamo tutti malcapitati venne avanti spazzò via furbofonanti e fotocamerieri travolse il palco spezzò i ferri confiscò i trofei mai più vanterie di stato sulla più grande carpa d’Occitania o il più grande salmone beccato mentre risaliva la corrente col tritolo nel portabagagli la folla dei ciascuno non fece caso alla merda si mise in spalla i tre calpestò i birri sotto le scarpe rise di cuore matto che ti vuole bene e gridò: Libere tutte liberi tutti non si può sbattere una valle in gattabuia

Non ce l’ho una bella conclusione purtroppo non finisce qui non finisce così non esiste la volta per tutte ma se ogni volta spiegheremo che trofeo di pesca può diventare chiunque forse

dico forse

sarà più difficile

almeno un poco più difficile

coprire di merda su patiboli mediatici

i rei fino a prova contraria

[WM1 - scritto di getto e affidato alle correnti il 26 gennaio 2012 - improvvisazione narrativa #notav #liberitutti]
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20 commenti Scrivi un commento
  1. avatar marco_b says:

    Sarà anche scritto di getto, ma è comunque bello.
    Ricordare sempre che siamo pesci nello stesso mare, fiume, lago. E tutti dobbiamo risalire le correnti.

  2. avatar saint-just says:

    Brutta questa vicenda. Soprattutto mi lascia estrefatto il tentativo di coinvolgere qualche povero vecchietto in disarmo per potere fare piu’ facilmente l’equazione movimenti uguale vecchi mostri.
    A me sembra un avvertimento a tutti, in una fase di sospensione della democrazia si sopende anche l’agibilita’ delle piazze.
    La tassa sul macinato l’hanno messa, manca solo Bava Beccaris..poi il quadro e’ completo.

  3. avatar RobertoG says:

    L’intento intimidatorio è evidente. Più o meno tutti i centri sociali del torinese hanno avuto un arrestato, è stato arrestato chi ha scritto il libro sulla precedente persecuzione ai notav è stato arrestata una persona che è stata in carcere per terrorismo per facilitare le illazioni, un assessore comunale per spaventare chi cerca di lavorare nelle istituzioni… il tutto 6 mesi dopo i fatti. Per me è evidente che se la tenevano in caldo, secondo me hanno scelto di usarla adesso perchè vogliono frenare le altre proteste che stanno uscendo, che sono più di pancia, meno ragionate e più aggressive rispetto al notav

  4. avatar RobertoG says:

    errata corrige, consigliere comunale, non assessore

  5. avatar WuMing1 – La più grande carpa d’Occitania « ComunistiMogliano says:

    [...] - scritto di getto e affidato alle correnti il 26 gennaio 2012 – improvvisazione narrativa #notav [...]

  6. avatar Luca Casarotti says:

    Sono stati disposti ventisei ordini di custodia in carcere per reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. La custodia per quelle ipotesi di reato è piuttosto insolita, ad usare un eufemismo spinto. Ovviamente, la cosa non sorprende. Ho recuperato “Nemici dello Stato”, che è sempre a portata di mano. Solidarietà

  7. avatar ippogrifo says:

    Dopo una giornata stretto in casa, come un pesce nel suo barile, mi vien da pensare. E mi vien da pensare che forse, ma solo forse, e di sicuro mi sbaglio, qualcuno di quei fini capoccioni che han deciso d’arrestare e tradurre al gabbio una donna incinta di 7 mesi, magari l’ha anche pensato che ‘sto gesto di superba giustizia potesse gettar acido sulle ulcere. Così, come fuggevole pensiero, il dubbio che qualcun s’arrabbiasse, gli sarà venuto.

    E allora forse, ma dico forse: non è che qualcuno sta buttando benzina su un incendio?

  8. avatar Wu Ming 1 says:

    Beh, da sempre il fine di chi reprime è far perdere lucidità a chi viene represso…

  9. avatar monica mazzitelli says:

    Strepitoso, scrittura pazzesca.

  10. avatar VecioBaeordo says:

    @wm1 @monicamazzitelli
    La forza di questo modo di scrivere penso che stia nel fatto che togliendo o diradando la struttura “tradizionale” della scrittura (punteggiatura, a capo, paragrafi ecc.) emerge l’unica struttura rimasta: il ritmo. Sembra “poesia orizzontale”. L’effetto è che le parole sono pelli di tamburo e grappa nelle vene, scaldano la rabbia e suonano la carica.
    Porcamiseria!

  11. avatar Wu Ming 1 says:

    Non esageriamo, mica pretendo di avere scritto un capolavoro! Era il modo in cui mi sentivo di intervenire a botta calda. Per avere l’ispirazione ho ri-sfogliato qualche libro di Nanni Balestrini, poi ho contato fino a dieci, mi è venuta in mente l’immagine dei trofei, e ho scritto tutto a capofitto.

  12. avatar mattpumpkin says:

    Non avrai scritto un capolavoro, siamo d’accordo, ma mi hai regalato una mirabile oscillazione disintossicante, tra One Big Union di Evangelisti, che sto leggendo in questi giorni, e Harlan County USA (sarà per il fondo musicale che hai allegato, unita alla secca violenza delle immagini evocate), a ripetere che tutte le lotte sono la stessa lotta.
    E quel “cuore matto che ti vuole bene” direttamente pescato dall’Italian Graffiti Collapse, direi.
    Niente male.

    http://www.youtube.com/watch?v=iCiVMngILEI

    m.

  13. avatar Wu Ming 1 says:

    Yes, pescato proprio da lì! :-)

  14. avatar Voi non potete fermare il vento | la strada says:

    [...] Malcapitati lo siamo tutti chi più chi meno e se la notte scorsa la mia casa ha evitato il rastrello è stato per botta di culo lassù potrei esserci io e la merda non spaventa chi ci finirà comunque [Wu Ming 1, La più grande carpa d'Occitania] [...]

  15. avatar dimitrichimenti says:

    Nanni Balestrini!

    Mai avrei pensato potesse essere di ispirazione a Wu Ming.
    Utilizzo perfetto.

  16. avatar VecioBaeordo says:

    @wm1
    mi sono spiegato male: non volevo celebrare, ma solo sottolineare l’efficacia e la potenza di quella strategia di scrittura. Voi citate Balestrini, a me è venuto in mente L’Autunno del Patriarca che ok, è diverso, ma è forse il libro che ho riletto di più e sempre a capofitto. Tutto qui.
    E poi non sarà un capolavoro ma il suo lavoro l’ha fatto: una spintarella extra per uscire oggi pomeriggio anche se nevicava per andare al corteo #notav. Eddai :-)

  17. avatar tonii says:

    Se chi ci/mi legge non ha ancora letto Blackout di Nanni Balestrini, lo faccia.
    Lo so, lo so: la poesia in italia gode di pessima fama, essendo insegnata scolasticamente attraverso i peggiori esempi portati come santi in processione. Ma ci si può sempre ricredere, no?

    Solidarità alle arrestate e agli arrestati. Con Sole e Baleno sempre nel cuore.

  18. avatar marco.meacci says:

    E letto ad alta voce tutto d’un fiato è ancora più bello

  19. avatar LazarIsotakis says:

    @tonii: forse la forza di questa tipologia di poesia sta proprio nella sua incompatibilità col canone scolastico. Insomma, un “Blackout” non può entrare in un programma di liceo, forse non deve neppure: l’ho sempre visto come quel tipo di lettura che si dovrebbe scoprire da soli, a una manifestazione (una volta diffondemmo un volantino con sopra una poesia di Majakovskij), su consiglio di un amico/ compagno.
    Casomai a scuola si potrebbero studiare meglio autori che non vengono mai valorizzati e che in qualche modo possono preparare a un’opera come “Blackout”, tipo Lucini, Caproni, il Montale di “Satura”… per la Neoavanguardia (e per quanto riguarda la prosa il NIE), almeno per ora, ci sono altri spazi, nei quali possa essere valorizzata tutta la sua “carica”.

    Scusate l’OT e “leggete nanni balestrini” [cit. un muro]. E viva il movimento No Tav.



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