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Robert Graves

Il ritorno di Stella del Mattino, il romanzo di Wu Ming 4 con JRR #Tolkien, T.E. Lawrence, C.S. Lewis e Robert Graves

La nuova cover di Stella del mattino disegnata da Igort. Clicca per aprirla completa, con il testo di quarta di copertina (pdf).

Martedì 24 gennaio torna in libreria nell’edizione tascabile Stella del Mattino, primo romanzo solista di Wu Ming 4 (€13,50). Il volume ha una nuova copertina, realizzata da Igort, che ritrae i quattro protagonisti della storia, e all’interno si trovano due mappe: una del centro storico di Oxford; l’altra dell’Arabia e di parte del Medio Oriente, sulla quale sono tracciati i percorsi compiuti da Lawrence e dagli irregolari arabi durante la rivolta del 1916-18. Prosegui la lettura ›

La dea colpisce ancora – di Wu Ming 4

J.R.R. Tolkien e Robert Graves

Come è stato per la recensione di Saverio Simonelli de L’eroe imperfetto, è giusto dialogare con quella di Claudio Antonio Testi, membro fondatore dell’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena (e anche lui, come Simonelli, studioso dell’opera di Tolkien). Questo non solo per la sintesi dei contenuti e gli apprezzamenti che Testi muove al mio lavoro e a quello di tutto il collettivo Wu Ming; non solo per la valutazione positiva del mio approccio “narrativo” a un classico come Tolkien; ma anche e soprattutto perché Testi non si fa scrupolo di entrare in collisione critica con il mio saggio, in particolare per quanto concerne il taglio “gravesiano”. Quindi offre lo spunto per parlare ancora e meglio di questioni che mi interessano.
La recensione è qui: http://www.istitutotomistico.it/risorse/wuming4.html
La distanza tra l’angolazione da cui il sottoscritto (e Wu Ming) guarda non soltanto a Tolkien ma in generale alle narrazioni, alla filosofia, etc. e quella di Testi è un’evidenza che non ha bisogno di essere sottolineata, ma tutt’al più sviscerata e tematizzata, come è già capitato di fare in questo blog. Proprio l’assenza di reticenze è la condizione necessaria perché la stima intellettuale possa alimentarsi, senza alcun bisogno di andare d’amore e d’accordo su tutto. Del resto è già indice di onestà intellettuale che un recensore si approcci al nostro lavoro partendo dalle opere e che esprima un giudizio su Wu Ming ammettendo una conoscenza ancora parziale, quindi riservandosi di “ritornare su alcuni giudizi” espressi, nel caso si rivelassero dovuti a una “insufficiente conoscenza” delle nostre produzioni. Chapeau.
I punti critici individuati da Testi nella sua recensione de L’eroe imperfetto, possono e devono quindi essere discussi. Prosegui la lettura ›

L’Eroe imperfetto, la cassetta degli attrezzi

[Sul sito della “Compagnia del Libro”, trasmissione culturale in onda su TV2000 (il canale TV della Conferenza Episcopale Italiana), è apparsa una recensione de L’eroe imperfetto di Wu Ming 4, a firma del filologo, critico letterario e giornalista Saverio Simonelli. La riproponiamo qui, con un commento di WM4.]

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Parla il linguaggio raro dell’approfondimento e della competenza nella divulgazione questa ultima fatica saggistica di Wu Ming 4: solida preparazione filosofica, ampio ventaglio di letture e soprattutto una capacità di scantonare sia dalla consueta schiera di riferimenti canonici, sia dall’approccio effimero ai concetti di un web sempre più appiattito sulla contemporaneità e sulla petulanza.
L’Eroe Imperfetto (Bompiani, pagg.164, Euro 10) è un libro agile che raccoglie tre saggi realizzati in tempi differenti ma tutti accomunati dall’analisi della figura, delle caratteristiche, della storia, dell’evoluzione nelle concezioni dell’eroe: un archetipo – come si legge da subito – in crisi ma necessario, una figura che più si approfondisce nei suoi lati ambigui, meno ovvi e muscolari, più si rivela utile e fruttuosa proprio quando sembrava non essercene più, brechtianamente, bisogno. Prosegui la lettura ›

Speciale “L’Eroe imperfetto”: L’Unità, Valter Binaghi, Roberta Borsani

[Su L’Unità di oggi compare una recensione de L’eroe imperfetto a firma di Roberto Arduini. Ne pubblichiamo qui la versione integrale.
A seguire la recensione pubblicata dallo scrittore Valter Binaghi sul suo blog. E’ strano, frastagliato, conflittuale e segnato da reciproco rispetto il nostro confronto a distanza con Binaghi. Quando recensì Altai, scrivemmo di lui:
«Binaghi il convertito, per il quale Dio è voragine che ti si apre sotto i piedi; Binaghi il cattolico, il “tradizionalista” che lamenta la scomparsa del futuro, Binaghi in febbrile e autentica ricerca del trascendente, interlocutore spesso prezioso proprio per la radicale differenza tra le nostre impostazioni, differenza che rende tanto più rimarchevoli i momenti di convergenza…»
Queste parole introducevano però l’esposizione di una divergenza (su femminile, femminismo etc.) e si finì per fare a cornate. Capita sovente. Tuttavia, certe cornate aiutano a pensare, insegnano qualcosa.
Infine (sempre dal blog di Binaghi) una nota sull’eroismo al femminile della scrittrice e poetessa Roberta Borsani.]
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Lawrence d’Arabia? A lezione da Borges

di Roberto Arduini | Tutti gli articoli di Arduini su unita.it

Cosa succede se un personaggio di un racconto prende il sopravvento sullo scrittore? Succede che la sua storia e i suoi stimoli traboccano al di fuori del romanzo stesso e si dividono in mille rivoli, seguendo strade a volte parallele, a volte intersecanti, ma producendo in ogni caso altre storie. È il caso di “Lawrence d’Arabia”, al secolo Thomas Edward Lawrence, che fu soldato, agente segreto, archeologo e scrittore, il cui mito è soprattutto legato alla rivolta araba contro il dominio turco durante la Prima Guerra Mondiale. Personaggio già nelle sue memorie, è stato il protagonista di Stella del Mattino (Einaudi, 2008) di Wu Ming 4. Ora lo scrittore, di nuovo in solitaria rispetto ai suoi soci, dà alla stampe un trittico di saggi, raccolti sotto il nome collettivo L’Eroe imperfetto (Bompiani, p. 174 – euro 10), in cui Lawrence d’Arabia è sempre presente, in maniera più o meno palese. Perché nello sfortunato ufficiale britannico si riassumono tutte le caratteristiche di un certo tipo d’eroe, quello che deve sopravvivere al sé stesso e al proprio mito, l’anti-eroe già descritto dai classici e tramandato dalla notte dei tempi. Prosegui la lettura ›

Tolkien pensatore cattolico?

Versione integrale dell’intervento di Wu Ming 4 al convegno “Tolkien e la Filosofia”, Modena, 22 maggio 2010


1. Storyteller

E’ già stato detto che nella sua opera Tolkien non citò mai esplicitamente alcun filosofo, né in vita disquisì troppo di teorie filosofiche, ma casomai usò concetti filosofici per costruire un universo letterario che è specchio del mondo reale, quindi per forgiarne i valori e i conflitti ideali. Ed è quello che fa ogni narratore.
Allo stesso modo nell’opera tolkieniana è possibile rintracciare elementi di evidente derivazione religiosa. Anche se la cosmogonia di Arda non ricalca pedissequamente quella ebraico-cristiana, tuttavia si tratta di un universo monoteistico, nel quale si produce una corruzione originaria, la caduta di un angelo, una lotta durevole tra il bene e il male, ovvero in cui la luce originaria va via via frastagliandosi e spezzettandosi divenendo a tratti più tenue a tratti più forte. Soprattutto è un mondo salvato dai piccoli, dagli esseri minuti che diventano pietra angolare per il destino collettivo.
Si potrebbe continuare a lungo cercando similitudini e punti di contatto tra l’opera di Tolkien e la narrazione del mondo cristiana, e tuttavia niente di tutto questo risponde davvero alla domanda: Tolkien era un pensatore cattolico? Prosegui la lettura ›