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logistica

L’erba dagli zoccoli. Undici racconti di lotta contadina. Intervista con Tullio Bugari.

Renato Guttuso - L'occupazione delle terre

Le lotte contadine della prima metà del Novecento sembrano ormai vicende di un passato lontanissimo, sterilizzate in formule da sussidiario o epigrammi di addetti alla nostalgia.

Eppure, mai come negli ultimi anni si è tornati a parlare di agricoltura: di come coltivare la terra e goderne i frutti senza passare per lo schiavismo, il caporalato, la grande distribuzione organizzata, lo sperpero di energie e combustibili fossili, l’annullamento dei rapporti umani, la prigionia dei semi e il cibo elitario. In Italia nascono cooperative di braccianti e le terre incolte vengono occupate come non accadeva… dal tempo delle lotte contadine.

Lotte che tornano alla mente, come termine di paragone, anche in altri settori, primo fra tutti quello della logistica, dove la violenza padronale, la guerra tra poveri, le condizioni di lavoro, i ricatti e le forme di lotta fanno pensare… al tempo delle lotte contadine.

Ma che succedeva, di preciso, in quel tempo? E quanto indietro bisogna tornare, per ritrovarlo? Prosegui la lettura ›

«Prima i poveri!» La resistenza dell’#ExTelecom e la gestione del potere a #Bologna (e in Italia)

Bologna, 20 ottobre 2015. Alcune occupanti dell'Ex-Telecom.

Bologna, 20 ottobre 2015. Alcune occupanti dell’Ex-Telecom.

di plv

Ho cominciato questo articolo per Giap stanotte, appena tornato dal presidio, con gli occhi che mi si chiudevano, e l’ho finito stamattina.

Sulla giornata di Bologna del 20 ottobre si scriveranno decine di resoconti. Si dirà che è stata una giornata drammatica, piena di lacrime e gonfia di rabbia, sporca del sangue delle teste rotte dai manganelli della polizia. Ma la prima cosa da dire, quando siamo arrivati ormai a notte fonda ed è possibile fare un primo parziale bilancio, è che nella drammaticità della situazione oggi si è portata avanti una lotta che ha saputo guardare in faccia i potenti senza fare un passo indietro. Una lotta che ha messo in campo le capacità, le competenze, la cura, i corpi e la rabbia di tutti coloro che hanno resistito in via Fioravanti per diciotto ore. Una lotta appoggiata con generosità da tutti quelli che hanno potuto mettere a disposizione anche solo un minuto del loro tempo.

Ieri, le 300 persone che da quasi un anno occupavano l’Ex-Telecom sono state sgomberate, ma una trattativa su un loro ricollocamento è stata vinta, e questo è stato possibile perché si è lottato insieme e con tutti i mezzi possibili. A Bologna, a Roma, ad Alessandria, Brescia, Pavia, Livorno… Uomini, donne, bambini, facchini, disoccupati, senza tetto, studenti e studentesse, migranti, pensionati, occupanti e solidali a comporre un’unica lotta: quella dei migranti sugli scogli di Ventimiglia, dei facchini contro la Granarolo, dei residenti contro gli sfratti, quella dei braccianti di Foggia, quella dei poveri contro i ricchi, dei deboli contro i potenti. Prosegui la lettura ›

Con i lavoratori della #logistica | Resistere a #Granarolo e ai padroni «buoni»

Ultima scena del film Lo squalo

Ne abbiamo scritto su Internazionale ormai svariati mesi fa; da allora la lotta dei facchini della logistica e, di conseguenza, la repressione si sono fatte ancora più intense e radicali. Soprattutto a Bologna e soprattutto alla Granarolo, ma anche in altre parti d’Italia. L’episodio recente che ha spinto il direttore della rivista Giovanni De Mauro a scrivere dell’argomento in prima persona è infatti accaduto a Milano: il pestaggio del sindacalista Fabio Zerbini da parte di una squadraccia padronale, o mafiosa, o entrambe le cose. Prosegui la lettura ›