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Amianto

Nuove scritture working class: nel nome del pane e delle rose

Un’immagine dal graphic novel Ferriera di Pia Valentinis.

di Alberto Prunetti *

Primo antefatto. Respira e intona il mantra: «Class is not cool»

Un libro racconta la storia di un educatore precario, figlio di un operaio di una fonderia. Padre e figlio si incontrano a parlare il sabato pomeriggio allo stadio. Come viene descritto quel romanzo inglese in Italia? Come un libro sul calcio. Ma in realtà quel romanzo è un racconto sulla classe operaia. Sulla working class inglese, che notoriamente attorno alla birra, al pub e al football aveva costruito elementi di convivialità e socialità. Dopo la fabbrica, ovviamente, ma quella era già stata smantellata. Così in Italia si adotta come un libro sul calcio quello che invece è un romanzo che racconta una classe sociale. La working class inglese.

Guai infatti a parlare di classe operaia. Ripetere tre volte il mantra ad alta voce: la classe operaia non esiste – la classe operaia non esiste – la classe operaia non esiste. Poi comprare su una piattaforma on line una penna usb assemblata in una fabbrica cinese e chiedersi quante decine di mani operaie toccano quel singolo oggetto da Shanghai a Piacenza. Prosegui la lettura ›

Torna la collana #QuintoTipo, con #PCSP (Piccola Contro-Storia Popolare), il nuovo libro di Alberto Prunetti

Copertina PCSP

Clicca per scaricare la copertina completa, con quarta e alette (pdf).
«Ribellioni, resistenze, renitenze, rivolte… Dov’è finita la Maremma raccontata dal Prunetti? Quella sì era roba pesante: gente che mangiava fiamme, sovversivi che facevano lo slalom tra rappresaglie, repressione e rastrellamenti, e qui dentro li trovi tutti, belli stipati e pronti al pum! come i chiodi e il sale grosso nella canna dell’archibugio. Anarchici e comunisti alla macchia… Gente che spara ai fascisti… Banditi che sciorinano poemi in ottava rima… Altra gente che spara ai fascisti…»

Alberto Prunetti

Il Prunetti.

Il 5 novembre ritorna la collana Quinto Tipo, diretta da Wu Ming 1 per le Edizioni Alegre.
Dopo Diario di zona di Luigi Chiarella (Yamunin), Il derby del bambino morto di Valerio Marchi e Il tenore partigiano di Lello Saracino, arriva in libreria il nuovo libro di Alberto Prunetti: PCSP (Piccola Controstoria popolare).

PCSP perturba l’orbita della «Trilogia Working Class» iniziata con Amianto. Una storia operaia. È per il 30% una riscrittura/remix del primissimo libro del Prunetti, Potassa, e per il 70% un’opera completamente nuova. Potete farvi un’idea del tono del libro e dell’incazzosa stella sotto cui nasce aprendo il pdf della copertina completa.

Con quest’uscita si riapre la campagna abbonamenti. L’abbonamento consente di ricevere a casa quattro libri della collana. Ergo, PCSP conclude l’abbonamento dei bravi pionieri che lo sottoscrissero un anno fa, a scatola chiusa. Non possiamo che ringraziarl* tutt*, e speriamo rinnovino la fiducia in quest’esperimento editoriale. Prosegui la lettura ›

#TifiamoScaramouche per la bonifica (#Amianto a #Torino e altre storie)

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Circa sei mesi fa Roberto Gastaldo, giapster torinese e attivista No Tav, scriveva sul suo blog:

«Vicino a casa mia c’è un edificio che è stato negli anni prima la scuola elementare Casati, poi il centro sociale Gabrio, e che da circa un anno è vuoto, dopo che il centro sociale si è trasferito per permettere al comune di bonificare gli edifici dall’amianto che contengono.
Nonostante la gravità della problematica il comune procede con i tempi lentissimi che gli sono propri, tanto che noi che abitiamo in zona iniziamo a preoccuparci perchè la vernice protettiva con cui gli occupanti coprivano le parti in amianto per evitare rischi alla salute, propria e degli abitanti della zona, è un rimedio efficace ma di breve durata, la verniciatura va ripetuto ogni paio d’anni, e dall’ultima mano ormai ne sono appunto quasi passati due.»

Una settimana fa, l’aggiornamento: Prosegui la lettura ›

Precariato in Wonderland. #Diariodizona, #Amianto e la collana #QuintoTipo diretta da Wu Ming 1

Diario di zona

[Il 22 aprile arriva in libreria il terzo titolo della collana Quinto tipo diretta da Wu Ming 1 per Edizioni Alegre.
Dopo Diario di zona di Luigi Chiarella (Yamunin) e Il derby del bambino morto di Valerio Marchi, tocca a Il tenore partigiano di Lello Saracino. Sottotitolato Nicola Stame: il canto, la Resistenza, la morte alle Fosse Ardeatine, il libro racconta la storia di una voce, di una vocazione, di un artista antifascista che viveva in via dei Volsci (San Lorenzo, Roma), e di un pezzo di Resistenza a sinistra del PCI.  Nei prossimi giorni pubblicheremo un’anteprima.
Oggi, invece, vi proponiamo la splendida recensione di Diario di zona uscita su «L’Indice» di questo mese a firma di Franco Pezzini. Titolo: «Precariato in Wonderland». Buona lettura.]

di Franco Pezzini

Che il cielo della letteratura sia solcato dagli UNO (Unidentified Narrative Objects , come li definiscono con ironia da laboratorio i Wu Ming) non rappresenta in sé un fatto nuovo. A prescindere da ogni meticciato tra generi (frutto essi stessi, lo sappiamo, di etichette di comodo) è da sempre che testi di imbarazzante collocazione formale ampliano i confini del letterario: inchieste o memoriali che diventano romanzi, saggi brevi modellati in novelle, e così via. Ciò che piuttosto pare nuovo è il tipo di attenzione a questi oggetti alieni e al dato stesso di un’irriducibilità agli schemi, spesso in rapporto con forme di resistenza etica e politica. E non stupisce che ora gli UNO assurgano a oggetto specifico di una nuova collana, “Quinto Tipo” (di incontri ravvicinati, a continuare ironicamente la metafora ufologica) diretta da Wu Ming 1 per le romane Edizioni Alegre. Prosegui la lettura ›

Torna in libreria «Amianto» di Alberto Prunetti

Copertina Amianto

La nuova edizione di Amianto. Clicca per ordinarla all’editore con il 15% di sconto e senza spese di spedizione. Oppure ordinala alla tua libreria di fiducia, meglio se indipendente.

Le Edizioni Alegre prendono il testimone dai leggendari compagni di Agenzia X e riportano in libreria un titolo davvero importante: Amianto. Una storia operaia di Alberto Prunetti. La nuova edizione ha un capitolo in più e… un’appendice giapster, perché il libro si conclude con la conversazione a tre De Michele – Prunetti – Wu Ming 1 apparsa su questo blog il 3 febbraio 2013. Prosegui la lettura ›

Radio Giap Rebelde: Arzèstula a #Bologna, #Amianto, Bartleby lo scrivano

Il Teatrino degli Illusi di Bologna

Il Teatrino degli Illusi di Bologna.

Sabato 6 aprile, al Teatrino degli illusi di Bologna, Funambolique & Wu Ming in “Arzèstula Free Form Live”.
Arzèstula è un racconto scritto da Wu Ming 1 nel 2008, parte dell’antologia di racconti Anatra all’arancia meccanica (Einaudi, 2011).
Nel corso degli anni è stato tradotto in diverse lingue, persino in coreano.
Prodigi della globalizzazione: oggi a Seul qualcuno sa che in ferrarese «cinciallegra» si dice arzèstula (ma in questi giorni avrà ben altro a cui pensare). Prosegui la lettura ›

Classe operaia, anima precaria. Conversazione con Alberto Prunetti, autore di «Amianto»

Alberto Prunetti. fotografia del compagno Stefano Pacini

Alberto Prunetti (fotografia di Stefano Pacini)

[Dopo le bestemmie col groppo in gola, il commento viscerale e la “decantazione” del libro, ecco la chiacchierata col Prunetti. Partecipa il collega Girolamo De Michele. La particolarità del terzetto di scrittori è questa: si è tutti e tre figlioli della classe operaia (famiglie piene di braccianti, metalmeccanici e quant’altro) e tutti e tre si viene da zone di nocività e alta mortalità operaia: la Taranto dell’Italsider/Ilva, la Maremma maiala avvelenata fino al midollo, la Ferrara del polo petrolchimico (le morti causate a Ferrara dalla Solvay sono raccontate nel romanzo breve di Girolamo Con la faccia di cera, Edizioni Ambiente, Milano 2008).
Come sempre, vi ricordiamo che in calce al post ci sono due link molto utili: uno apre la versione ottimizzata per stampa/pdf, l’altro permette di salvare il post in formato ePub. Buona lettura.]

Wu Ming 1

Quando si suicidò il compagno Riccardo Bonavita – vicenda che mi dilania ancora, per motivi personali legati al mio rapporto/non-rapporto con lui, e ormai parliamo di più di sette anni fa: andai al funerale con mia figlia neonata in braccio e oggi mi arriva allo sterno – tu scrivesti una riflessione breve ma molto incisiva sulla precarietà intellettuale, che apparve su Carmilla. Incisiva perché molto materiale, concreta, e perché diceva una cosa che spesso non è chiara ai commentatori: il “precario intellettuale” di oggi non fa solo “lavoro intellettuale”; c’è un continuo rimpasto di “manuale” e “intellettuale”, si rimbalza da un cantiere a una pizzeria a una traduzione o che altro. Quelli che una volta erano i “lavoretti” che uno faceva in gioventù prima di trovare “la propria strada”, oggi li fai per anni e anni e anni, ti ritrovi quarantenne, anche cinquantenne, e sei ancora lì che fai i “lavoretti”, e ti accorgi con orrore che sono proprio i “lavoretti”… la tua strada. Prosegui la lettura ›

Amianto, una storia operaia

Amianto, una storia operaiaPost breve, giusto un lampo. Molto “irrituale” per Giap, e deciso all’impronta. E’ che ieri sera ho finito questo libro e mi ha colpito durissimo, come non mi capitava da tanto. Mi avevano avvertito: lo diceva anche Evangelisti nella prefazione, l’avevo letto nelle recensioni, anche in quella del Chimenti, ma quando leggi e leggi e leggi e ti arriva la “botta”, non c’è preavviso che conti. Mi ha smosso ricordi di quand’ero feto. Nel volgere di una generazione ci hanno devastati. Io, guardate, sono anni che non scrivo una recensione, e non la voglio scrivere neanche adesso. Non mi interessa più recensire, voglio discutere. Ieri sera ho inviato una mail ad Alberto, un po’ tartagliando, non trovando le parole giuste (avevo scritto anche due o tre frasi su Twitter, roba da vergognarsi, il massimo dell’inadeguatezza), e gli ho detto, in sostanza: che roba che hai scritto, compagno. Che cazzo di libro che hai scritto, compagno. Così, senza dire un cazzo, te ne esci con una roba del genere, ti metti a “fare Monzon” con queste memorie? Lo faccio decantare, poi parliamone su Giap, ti va? Io, te e altri, ti va? Volentieri, mi fa lui, poi mi spiega che è ancora scosso da una presentazione che ha appena fatto, il pubblico era pieno di operai menomati da anni di lavoro di merda, e figli e parenti di operai menomati o uccisi da anni di lavoro di merda. Insomma, io vi dico solo: leggetelo. Ché poi se ne parla insieme. E’ un libro di quelli che si leggono per poi parlarne insieme. A me ha smosso roba dentro, roba particolare, Prosegui la lettura ›