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Libri

Casa, lavoro e macchine continue | Sesto dispaccio da Mensaleri

Un edificio dell’ex villaggio ENI a Corte di Cadore (BL)

Quando un romanzo si aggira per l’Italia è facile che intrecci i percorsi di altre opere, oltre a quelli di tante persone. In alcuni casi, l’incontro dura qualche ora soltanto, e deposita immagini nella memoria, discorsi che riecheggeranno alla distanza, frasi e aneddoti per libri futuri. Altre volte, le traiettorie si sovrappongono e le occasioni di ritrovo si moltiplicano.

1. Macchina continua

Nelle tappe di Fabriano e Jesi, il 19 e 20 febbraio, Mensaleri ha condiviso la serata con la proiezione di un documentario. S’intitola Macchina Continuadiretto e scritto da Ruben Gagliardini, con Antonio Casagrande e Margherita Montali. È un montaggio di interviste, paesaggi, riprese di scioperi e comizi, con la colonna sonora di Pietro Giorgetti e le animazioni dello stesso Gagliardini (e di Claudia Cetraro). Venti minuti per raccontare la chiusura della cartiera Giano, l’arresto di ingranaggi mai fermi da cinquant’anni, la vendita del marchio «Fabriano», il destino di 195 lavoratori. Prosegui la lettura ›

Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città.

È in libreria da poche settimane, frutto di una ricerca che ha coinvolto le università di Bologna, Padova e Milano Bicocca. Un’indagine sulla camminata urbana come pratica culturale, performativa e conoscitiva. I tre atenei hanno preso parte al progetto ciascuno secondo un approccio diverso: letterario, geografico e sociologico. Da novembre 2023 a febbraio 2026 si sono tenuti incontri, seminari, una mostra e soprattutto vari «laboratori intineranti», aperti a chiunque.

A Bologna, insieme a Wu Ming 2, tre piccoli gruppi di una ventina di persone hanno esplorato a piedi i fantasmi liquidi della città: il canale Navile e i torrenti Sàvena e Ravone. Quindi li hanno raccontati, a più mani, in tre domeniche di scrittura collettiva, discussioni e caffè bollente.

I testi così prodotti costituiscono la prima sezione del volume Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città. Le pagine contengono anche fotografie e grafiche, con l’introduzione di Filippo Milani e Giulia Molinarolo, oltre a quella di Wu Ming 2, che vi proponiamo più sotto. Prosegui la lettura ›

«Piaceri e legami che resistono» | Quinto dispaccio da Mensaleri.

La chiesa «Regina Pacis» nel borgo operaio delle saline di Tarquinia

Una triade chimica

1. Zolfo

Il viaggio di Mensaleri, ormai ad ogni tappa, incrocia testimonianze di villaggi operai costruiti su e giù per la Penisola, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del secolo scorso.

A Ferrara, il 14 gennaio, dopo l’incontro alla libreria Libraccio, Giacomo Locci ha raccontato la storia del villaggio Montecatini a Pontelagoscuro. Edificato sopra un campo di barbabietole, lo chiamano anche «dei marchigiani», perché ospitò 250 famiglie della provincia di Ancona. A Cabernardi, nel comune di Sassoferrato, la Montecatini gestiva la miniera di zolfo più estesa d’Europa. Nel 1952, per impedire una valanga di licenziamenti, i lavoratori occuparono il 13° livello, a 500 metri di profondità. Restarono là sotto per quaranta giorni, dal 28 maggio al 7 luglio. Era la lotta dei «sepolti vivi», come li definì Gianni Rodari in un reportage per «Vie Nuove». Gillo Pontecorvo la documentò su pellicola, nel cortometraggio Pane e zolfo.
Al termine della protesta, gli occupanti furono licenziati, mentre i loro compagni finirono in altre miniere, emigrarono in Belgio, oppure accettarono il trasferimento a Pontelagoscuro, per lavorare nel petrolchimico, di proprietà della stessa Montecatini. Prosegui la lettura ›

Il bruco alla fine del mondo | Quarto dispaccio da Mensaleri

Il villaggio minerario di Bustiello, nelle Asturie, voluto da Claudio López Bru, marchese di Comillas

Oggi, dopo la pausa natalizia, riparte da Ferrara il viaggio di Mensaleri, che in inverno toccherà Tarquinia, Viterbo, Roma, Jesi, Fano, Bologna, Bolzano, Altamura, Lecce, Salve, Taranto, Fabriano, Barberino del Mugello, Torino, Napoli, Pozzuoli, Santarcangelo di Romagna e Gambettola. Fino a febbraio, le date sono nel nostro calendario generale. Le altre le trovate in quello specifico, dedicato al romanzo e in costante aggiornamento.

Due interviste tra radio e podcast

✦ Durante gli ultimi appuntamenti del tour autunnale, Wu Ming 2 è intervenuto a Fahrenheit, dagli studi Rai di Ancona, per parlare di Mensaleri, libro del giorno del 18 dicembre.

Qui l’intervista con Graziano Graziani (Durata: 25 minuti. Per ascoltarla, serve l’account gratuito RaiPlay Sound).

✦ Un’ altra chiacchierata intorno al romanzo, questa volta insieme a Loredana Lipperini, è la 70esima puntata del suo podcast Cose (molto) preziose, online da poche ore, come ogni mercoledì.

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Trecentonovantaquattro giorni | «Gli uomini pesce», speciale n.10, seconda parte (con un prologo sulla guerra e lo stare insieme)

Presentazione de Gli uomini pesce a Palermo

Palermo, 24 ottobre 2025, presentazione de Gli uomini pesce a Booq, bibliofficina di quartiere.

di Wu Ming 1

[La prima parte è qui – L’intermezzo su letteratura e IA è qui.]

Prologo sulla guerra e lo stare insieme. Spazi luoghi corpi scritture. Hai detto «romanzo geografico»? Isole, sud, centro, nord: conflitti, restanze e ritornanze. Musiche da uomini pesce. Sonic. Un altro gioco di pazienza (Per Sonic Ally). Jet Set Roger. Altre musiche e voci. Congedo (dedicato a due luoghi). To The Lighthouse. Perdere la Perdigiorno. Note.

Ho portato in tour Gli uomini pesce in un momento di grande riattivazione sociale, mentre intorno si liberavano energie compresse fino a poco prima. Lo sdegno per le complicità occidentali e italiane nel genocidio a Gaza riempiva le città di corpi, soprattutto giovani, e di voglia di ritrovarsi. Di quell’atmosfera hanno beneficiato anche le iniziative culturali, comprese le presentazioni di libri.

Poi è scattata la vendetta di stato, con sgomberi, denunce, linciaggi mediatici, blitz autoritari nelle scuole e leggi ad Israelem – come i ddl Gasparri / Delrio – per silenziare le voci critiche. Una reazione che nulla toglie all’importanza di quel che è accaduto, anzi, ne è il miglior attestato: li abbiamo colti di sorpresa e impauriti.

Men che meno la vendetta pone fine a un ciclo di lotte che può avere cali ma non cessa, perché è più vasto, addirittura planetario. Fuori dalle inquadrature dei nostri media, una nuova gioventù riempie le vie di mezzo mondo, agitando il vessillo pirata di One Piece 1.

Scrivo queste righe mentre, dopo l’aggressione al Venezuela, gli USA tornano a reclamare la Groenlandia e Trump minaccia anche Messico e Colombia 2. Ora più che mai, in uno scenario di recrudescenza bellica, continui blitz colpisci & sgomenta, corse al riarmo e disciplinamento militarista della società, dobbiamo stare insieme il più possibile.

In solitudine, o solamente «connessi», «a distanza», si soccombe allo schiacciasassi emotivo, ci s’impregna di umor nero e senso d’impotenza. Stando insieme, invece, molte più opzioni diventano pensabili, e quel che è pensabile è più vicino a essere possibile.

Dobbiamo recuperare il senso letterale del più noto motto giuridico latino, che è un’esortazione.

Habeas corpus.

Abbi il corpo. Prosegui la lettura ›

La cultura della strada | Terzo dispaccio da Mensaleri.

Il villaggio operaio di Bournville (West Midlands) in una pubblicità del cioccolato Cadbury

A poco più di due mesi dall’uscita, con una sola segnalazione sulla stampa nazionale, Mensaleri è stato ristampato e prosegue il suo viaggio. Prima della pausa natalizia avrà messo in fila ventisette tappe in undici settimane di tour. Quindici capoluoghi, di regione o provincia, dodici località «minori» e un solo festival, di quelli che durano più giorni e mettono in fila tanti appuntamenti.

L’impressione è che stia aumentando lo scarto tra una cultura che punta tutto sulla visibilità e una che invece scommette sulla presenza, l’intervento e la partecipazione. La prima non ha la minima idea di quel che accade nella seconda. I confini non sono più quelli tra il mainstream e l’underground, le categorie di un tempo si sono rimescolate. Cresce però la distanza tra chi opera in una bolla mediatica, prestando orecchio solo ai suoi riverberi, e chi si ostina a tenere il culo in strada, senza fingere che sia il paradiso. Prosegui la lettura ›

Trecentonovantaquattro giorni | «Gli uomini pesce», speciale n. 10

Rimini, 29 agosto 2025, presentazione de Gli uomini pesce

Biblioteca Gambalunga, Rimini, 29 agosto 2025. Presentazione de Gli uomini pesce in modalità uomo in piedi, con ausilio di immagini e suoni. Sullo schermo, l’impianto idrovoro della Martinella, in comune di Portomaggiore (FE). Foto pubblicata per gentile concessione di Elena Morosetti. Il video della serata è qui.

[La seconda parte è qui – L’intermezzo su letteratura e IA è qui.]

di Wu Ming 1

E perché mai centotrentasette? Tirare il fiato, fare il punto. Geografia politica e umana del tour. Lungo il fiume e in viaggio nel tempo. A est di Ferrara, la Bassa più bassa. Discorsi sul cinema nel Delta. La «nera», i ruderi, le minacce. Del perché mi dichiaro venetofilo. Tornare nel Delta, narrare il Delta. 

Tredici mesi di tour. Ebbene sì. Un anno tondo, festeggiato alla bibliofficina Booq di Palermo, più un mese dedicato agli extra e ai recuperi di date.

Dalla prima presentazione alla Factory Grisù di Ferrara, 30 ottobre 2024, alla centotrentasettesima e ultima alla libreria «Le nuvole» di Barcellona, 30 novembre dell’anno dopo, sono passati trecentonovantaquattro giorni, vissuti al ritmo di 2,63 presentazioni a settimana.

Dice: – E perché mai centrotrentasette, e non centoquaranta, cifra tonda? Prosegui la lettura ›