A Beppe Muraro (1957-2026): giornalista, scrittore, antifascista, antimilitarista, alpinista…

Beppe Muraro a Gaon, paesino del veronese. Dal documentario Echi di libertà (2025), dedicato alla Resistenza delle donne in Veneto.

La notizia è arrivata da Verona mediante un servizio di messaggistica istantanea, contenuta in un link a un articolo sull’Arena e accompagnata dalla frase circospetta «Nel caso non avessi già saputo…»

«Lutto nel giornalismo e nell’editoria veronesi. Morto Beppe Muraro.»

Non avevamo già saputo, e nemmeno ce l’aspettavamo. L’ultima volta che uno di noi l’aveva visto, nel gennaio 2025, aveva la voce più affannata del solito e, a ripensarci, aveva accennato a problemi di salute, ma parlandone già al passato, come a dire: piccolezze, parliamo d’altro. E invece quell’ultima volta è stata l’ultima volta.

Trascorrere una serata con Beppe era sempre ispirante. Chiacchierando con lui, nemmeno i silenzi erano mai tempi morti, non c’era alcun impaccio o disagio. Era affabile e discreto, erudito senza farne sfoggio, dotato di un umorismo acuto e garbato. Svolgeva più attività e teneva su tanti progetti, ma senza ansie da «multitasking». Dosava la debita cura, somministrando a ciascuno la giusta attenzione.

Mettere in fila quel che è stato non è semplice. In ordine sparso: giornalista della Rai Veneto (e sindacalista Usigrai), poi di altre emittenti; editor delle edizioni Scripta; autore di libri pubblicati da Cierre; militante ecologista e pacifista; negli anni ottanta redattore dell’agenzia antinucleare Wise, World Information Service on Energy; collaboratore del quotidiano Lotta continua, dove appunto curava la rubrica sul nucleare (un esempio qui a pag. 8); negli anni novanta collaboratore del manifesto; ricercatore storico; escursionista e alpinista… E chissà quante cose son rimaste fuori.

Partiamo dal fondo: alpinista.

Beppe e la montagna

Beppe amava le montagne. È stato presidente del CAI «Cesare Battisti» di Verona – in quella veste appare nei ringraziamenti di Cent’anni a Nordest di Wu Ming 1 –, per poi passare al CAI Lessinia.

Era anche socio di Mountain Wilderness, il sodalizio che difende l’alta montagna da progetti e pratiche impattanti, tra i cui fondatori figura Felice Benuzzi e della cui sezione italiana è stata segretaria per un quarto di secolo Stefania Benuzzi, née Marx.

Memorabile, per quel che ci riguarda, un’escursione insieme a Beppe sui Monti Lessini, tra Bosco Chiesanuova e Bocca di Selva, il 25 agosto 2013.

Beppe contro la guerra

Beppe coltivava la memoria dei disertori che anche su quei monti si erano rifugiati. Era un inveterato antimilitarista, con un lungo curriculum di militanza, come ricorda in quest’articolo il suo amico Mao Valpiana.

A Verona, nel centenario della Grande guerra, Beppe fu tra gli animatori della campagna per reintitolare piazzale Cadorna. La proposta era – tuttora è – di dedicarlo ai disertori della prima guerra mondiale. Limpido. Sacrosanto. Leggiamo dal comunicato che convocava un presidio nel piazzale per il 4 novembre – festa delle forze armate – 2014:

«Nella nostra città c’è un piazzale intitolato ad un Comandante supremo dell’esercito italiano che si distinse per la scarsa o nulla considerazione della vita dei soldati che mandava all’assalto senza nessuna protezione (e speranza) o per quelli che decimava senza alcuna pietà.
Cancelliamo il nome del Generale assassino responsabile della morte di migliaia di soldati italiani, e ridiamo dignità ai giovani disertori che cercarono di salvare la vita ma che furono decimati dal plotone di esecuzione comandato da Cadorna.»

Purtroppo il più recente tentativo di togliere dall’odonomastica cittadina il generale stragista è stato respinto dal consiglio comunale il 6 febbraio scorso.

In occasione del centenario Beppe portò avanti un lavoro culturale di ampio respiro, fitto di iniziative e interventi. Ad esempio, è suo uno dei contributi più belli, quello su alpinismo e nazionalismo, nel libro collettaneo Una città di retrovia. Verona nella Grande guerra (1914-1918).

Beppe Muraro alla libreria Gulliver di Verona, marzo 2021 (trentennale dell'apertura).

Beppe Muraro alla libreria Gulliver di Verona, marzo 2021. Immagine tratta dal suo videomessaggio nel trentennale dell’apertura.

Di quella mobilitazione culturale fu parte anche la presentazione di Cent’anni a Nordest, svoltasi il 19 settembre 2015 alla libreria Gulliver, quella dell’immarcescibile Luigi Licci (proprio grazie a lui abbiamo conosciuto Beppe!). Di quella serata resta la registrazione, ascoltabile su Radio Giap Rebelde.

Beppe e la Resistenza

Ancor più Beppe coltivava la memoria dei partigiani. È stato membro del comitato provinciale dell’ANPI Verona e del direttivo dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Qui si può leggere il discorso con cui, il 9 settembre 2019, commemorò due dei primissimi episodi della Resistenza non solo veronese ma di tutta l’Italia “regnicola”: la difesa del palazzo delle Poste e la rivolta alla caserma Ederle a Campofiore.

Sulla Resistenza Beppe ha scritto molto, anche due libri: Ferrazze, 26 aprile 1945. Il silenzio e la memoria (Cierre, 2008) e, con Lorenzo Rocca e Marco SolazziSui sentieri della libertà. Luoghi e itinerari della Resistenza sulla montagna veronese (Cierre, 2020).

Beppe appare anche nel documentario del 2025 Echi di libertà, che ricostruisce la storia di alcune partigiane venete, disponibile su OpenDDB. Il suo intervento comincia così:

«La storia della Resistenza possiamo conoscerla anche percorrendo una strada o un sentiero di montagna, entrando in una contrada, guardando un cippo, un monumento, oppure semplicemente il muro di una casa…»

Beppe e… noialtri

Appunti di Beppe Muraro per la presentazione veronese de <em>Gli uomini pesce</m>, pigia sull'immagine per ingrandirla.

Appunti di Beppe Muraro per la presentazione veronese de Gli uomini pesce, pigia sull’immagine per ingrandirla.

Dal 2010 al 2025 Beppe ha presentato con noi, a Verona e dintorni, undici nostri libri: Il sentiero degli dei; Point Lenana; Cent’anni a Nordest; Cantalamappa; L’Invisibile ovunque; Il sentiero luminoso; Un viaggio che non promettiamo breve; Proletkult; La macchina del vento; Ufo 78 e infine Gli uomini pesce. Doveva presentare anche Mensaleri, ma all’ultimo la sua partecipazione è saltata, ora sappiamo il perché.

La geografia affettiva di quelle presentazioni collega la libreria Gulliver al circolo La Sobilla, il liceo scientifico Messedaglia alla Biblioteca civica di via Cappello, la sede del CAI Cesare Battisti al teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, dove si svolge il Film Festival della Lessinia.

Beppe è stato uno dei nostri migliori interlocutori. Si presentava a ogni appuntamento con appunti precisi, scrupolosi, da cui traeva osservazioni illuminanti. Un esempio è nell’immagine a fianco: la lista di collegamenti tra diversi libri che Beppe sciorinò alla Sobilla presentando Gli uomini pesce. Talmente rivelatrice, anche per noi, che WM1 se l’è portata a casa.

Poca gente ha seguito il nostro percorso con attenzione pari alla sua. La comprensione delle nostre scelte di poetica, anche delle più “controverse”, è sempre stata immediata, poche parole e capivi che era sul pezzo, aveva afferrato il nuovo filo.

Con Beppe, durante e dopo questo 25 aprile

Verona è una delle nostre mete del cuore, e prima o poi torneremo anche in Lessinia, e ogni ritorno non potrà che essere un omaggio a Beppe Muraro. Ne siamo certi, col passare del tempo l’importanza che il suo agire ha avuto per quel territorio (e non solo) diverrà sempre più chiara.

A sua figlia Alba e alla sua compagna Susy va il nostro abbraccio.

Buon 25 aprile, Beppe. Ci mancherai.

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