I quattro gatti di #Salvini a #Bologna e i numeri del flop di #Liberiamoci, metro quadro per metro quadro

Come volevasi dimostrare

Con un anticipo di 48 ore, e come volevasi dimostrare.

Insomma, quanti erano i fascioforzaleghisti in Piazza Maggiore?

Il 6 novembre, su Twitter, avevamo previsto che Salvini avrebbe sparato la cifra fantasy «centomila», ed è regolarmente accaduto. Ne aveva sparate anche di più alte: «A Bologna saremo in duecento-trecentomila!».

Tali cifre iperboliche, sparate a caso e ripetute dai media senza dubbi né tentennamenti, avevano creato l’aspettativa di una vera e propria invasione. E invece, come stiamo per dimostrare more geometrico, la “marcia su Bologna” è stata un flop.

In questo post ignoreremo a bella posta ogni altro aspetto della giornata, strettamente politico, ideologico-culturale o di ordine pubblico. Bisogna occuparsi di una panzana alla volta, e dopo giorni di tensione abbiamo voglia di smontare questa.

Lo schema è collaudato: Salvini blatera 24 ore al giorno, occupa tutti gli studi televisivi, spara numeri ed erutta affermazioni che sfuggono a ogni verifica, riscontro, fact-checking. Non mettendolo mai alle corde su nulla, i media ne hanno gonfiato lo status, per non dire dell’ego. Con altri mezzi di informazione, minimamente scrutinanti, il progetto politico di Salvini sarebbe morto in culla due anni fa. E invece, la resistibile crescita di una falsa opposizione – falsa opposizione pompatissima dai media, il che mostra quanto poco scomoda all’establishment essa sia – ha rafforzato il sistema.

Ha poca importanza sapere chi abbia messo in testa a Salvini l’idea che in Piazza Maggiore potessero starci centomila persone e le strade del centro cittadino potessero contenerne trecentomila (quasi il numero totale dei residenti in città!). Gliel’hanno detto i leghisti bolognesi? È Manes Bernardini quello poco ferrato in geometria? Forse è stato Alan Fabbri, che in effetti Bologna la conosce poco, dato che è di Bondeno? Indifferente. Il punto è che i media mainstream, persino quelli bolognesi, hanno ritenuto plausibile – o al massimo “un poco esagerato” – l’ordine di grandezza evocato.

Guardiamo un po’ di foto e facciamo un paio di calcoli, avvalendoci di uno strumentino molto utile, ACME Planimeter.

Rimanendo rasenti ai muri ma lasciando fuori la scalinata di S. Petronio (che durante le manifestazioni è spesso transennata) e il fondopiazza che diventa via dell’Archiginnasio (ieri occupato dai gazebo), piazza Maggiore risulta avere una superficie inferiore ai 6000 metri quadri.

piazzamaggiore

Già così, immaginandola stipata da un palazzo all’altro e dunque ipotizzando una densità di 4 persone a mq, la piazza potrebbe contenere al massimo 23.000 persone. Ma nemmeno a quella cifra si è mai arrivati, perché durante una manifestazione come quella di ieri la superficie davvero calpestabile è molto minore. La piazza, infatti, ospita il palco con relativo backstage e area transennata (ieri generosamente transennata)…

transenne

…poi svariati furgoni, camionette delle forze dell’ordine, cordoni di polizia e troupes giornalistiche (che ieri erano un esercito). Inoltre, il capo di piazza e l’intersezione con piazza del Nettuno erano occupati dagli stand del Cioccoshow.

cioccoshow 7

Non crediamo di andare molto lontani dal vero se diciamo che ieri i mq calpestabili erano tra i 3000 e i 4000. Più 3000, diremmo. Grazie a ZIC, abbiamo una veduta dall’alto di com’era la piazza. La foto è stata scattata il giorno prima, e mancava ancora il palco!

Piazza Maggiore come si presentava il 7 novembre 2015

Tornando a ipotizzare la densità di 4 persone a mq, si andrebbe da un minimo di 12.000 a un massimo di 16.000 persone.

Solo che la densità, ieri, era palesemente più bassa. Anche dove i manifestanti erano più fitti, sembravano esserci più bandiere che persone, una tattica sempreverde che toglie profondità all’inquadratura e riempie gli spazi vuoti.

Bandiere

Dalle foto, si direbbe che la densità era tra le 2 e le 3 persone a mq davanti alla transenna dell’avanpalco…

sottopalco

…(transenna che era posta molto in là, per isolare una grande zona stampa affollata da fotografi)…

giornalisti

…e tra l’1 e le 2 persone a metro quadro nella parte arretrata della piazza:

Gli sparuti del fondopiazza

E forse siamo generosi, perché alcune foto del bordo piazza mostrano, impietosamente, chiazze di alopecia demografica.

pocofitto

Siamo buoni, e ipotizziamo per l’intera piazza una media di 2 persone a mq. Il dato dell’affluenza oscillerebbe dunque tra le 6000 e le 8000 persone. Sideralmente distanti dal 100.000 sparato da Salvini.

Al momento, non abbiamo foto dell’adiacente piazza del Nettuno, dove pure c’erano manifestanti, ma i dati parlano chiaro:

piazzanettuno

Piazza del Nettuno supera di poco i 2000 mq. Tra le strutture del Cioccoshow e l’area di contenimento creata intorno alla fontana del Nettuno…

…più altri cordoni e camionette di polizia, la superficie calpestabile si riduceva di molto. Facciamo 1200 mq? Ok. Ebbene, fingendo che tale area fosse piena e vi si riscontrasse la stessa densità media già ipotizzata in piazza Maggiore, il dato oscillerebbe tra le 2400 e le 3600 persone.

Il dato complessivo delle due piazze, dunque, andrebbe dalle circa 7000 (dato micragnosissimo) alle circa 12000 persone (dato micragnoso).

Ieri, quando lo staff di Salvini ha postato l’ormai famigerato tweet dei “100.000”, un tizio ha subito risposto: «Togli uno zero, cazzarone!»

Exactly.

Preveniamo una domanda retorica e perciò banale: per il fatto che a Bologna hanno floppato, Salvini e il razzismo leghista sono forse meno pericolosi? Certo che no. Ma siamo convinti che le fandonie vadano smontate. Forse, se si fossero trattate le molte supercazzole sbraitate in questi anni come si è appena trattata questa, Salvini sarebbe un signor nessuno. Un ex-concorrente di telequiz di bassa lega.

Un grazie a tutt* quell* che ci hanno aiutati a mappare la piazza. Buone cogitazioni. E se avete link interessanti sulla giornata di ieri, o fotografie migliori di quelle che abbiamo usato noi, non esitate a segnalare.

INTEGRAZIONE DELLE 12:45

Sempre usando ACME Planimeter e guardando bene le foto dall’alto, abbiamo ricostruito con buona approssimazione la posizione del palco e degli stand. In questo modo si può calcolare la superficie effettivamente occupata dai manifestanti. Avevamo ragione, siamo poco sopra i 3000 mq.

300mq

Scarica questo articolo in formato ebook (ePub o Kindle)Scarica questo articolo in formato ebook (ePub o Kindle)

Print Friendly, PDF & Email

Altri testi che potrebbero interessarti:

23 commenti su “I quattro gatti di #Salvini a #Bologna e i numeri del flop di #Liberiamoci, metro quadro per metro quadro

  1. […] è scattata la controinformazione dei Wu Ming, i quali hanno lasciato perdere il resto e si sono concentrati sulla panzana più grossa del consesso fascio-silvio-leghista: i numeri in piazza Maggiore. La previsione che il […]

  2. […] Sorgente: I quattro gatti di #Salvini a #Bologna e i numeri del flop di #Liberiamoci, metro quadro per metro q… […]

  3. […] una migliore comprensione dei numeri effettivi di piazza Maggiore a Bologna basta prendere questo meraviglioso articolo. Ricordate che un’enorme porzione di quelle teste di cazzo in piazza erano Amici Con Altri […]

  4. […] Per decostruire l’annunciata invasione neroverde, il collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming ha invece pubblicato sul proprio sito (clicca qui) una dettagliata analisi, metri quadrati e planimetrie alla mano, certificando il flop anche numerico della manifestazione […]

  5. Nello speciale di Radio Onda d’Urto sulla giornata di ieri, anche un’intervista a Wu Ming 1 sui numeri del flop di Salvini.

  6. Ottima ricostruzione, alla quale aggiungerei – avendolo visto con i miei occhi – che la piazza del Nettuno non ospitava che finanzieri e curiosi di passaggio: non vi era alcun gruppo stabile che potesse rientrare nel calcolo degli “spettatori” dello show fascioleghista. Durante il momento più atteso, il discorso di Berlusconi, tra le cancellate che difendevano il Nettuno – dio del mare e per questo inviso ai legionari fluviali – e i preoccupati responsabili del servizio d’ordine (sic!) del carroccio, un ragazzo africano pedalava tranquillamente gridando all’ex cavaliere epiteti irriverenti, legati ai suoi trascorsi da capo harem…

    • Alcune foto – ad esempio questa – confermano la scena che descrivi, piazza del Nettuno semivuota e attraversata solo da curiosi, per tutta la fase che va dalla tarda mattinata (con piazza Maggiore già “piena”) a metà pomeriggio. Quindi dovremmo togliere dal quadro le possibili 2000 – 3000 persone di cui abbiamo tenuto conto. Il risultato è ancora più pesante e fallimentare. È vero che in alcune foto si vede gente anche sulla scalinata di S. Petronio, che noi inizialmente avevamo escluso dal perimetro, ma non basta comunque a compensare il vuoto di piazza del Nettuno.

  7. […] a Bologna a cui ha partecipato? Davvero centomila, come proclama il leader della Lega Nord? Come i Wu Ming hanno fatto notare, una cifra del genere potrebbe corrispondere, data l’estensione degli […]

  8. […] Ora, facendo un breve calcolo, considerando la superficie di piazza Maggiore, c’erano ben ventitré persone ogni metro quadrato. Un’analisi dettagliata la potete trovare qui. […]

  9. Bentrovati.

    Manco a farlo apposta, dopo la visione dei servizi tv di ieri ipotizzavo la partecipazione allo show in circa 10.000 persone. C’è da dire che la partecipazione a una manifestazione pubblica va misurata per me anche su altre variabili, ma la stima definitiva per ieri credo proprio sia corretta. Mi permetto di segnalare quanto scrissi in occasione del “family day” del 20 giugno 2014. http://www.noteverticali.it/in-evidenza/ancora-pani-pesci-e-manifestanti-note-a-margine-del-family-day-del-20-giugno/

  10. […] C’è chi dice che non sia stato utile fare ulteriore pubblicità ad un evento tutto sommato mediatico che di per sé ha richiamato un numero limitato di persone, e che bisognasse lasciarli fare per non […]

  11. […] Matteo Salvini ha dichiarato 100 mila persone in piazza a Bologna. Che il dato sia gonfiato lo capiscono tutti. Ma quanto gonfiato? I conti, letteralmente al millimetro, li ha fatti il collettivo Wu Ming sul suo sito http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=22788 […]

  12. Puntuale e come al solito gradevole reportage di Vice

    https://news.vice.com/it/article/lega-nord-bologna-manifestazione

  13. Buongiorno a tutti, vorrei scrivere molte cose, in primis sulla gestione dell’ordine pubblico (nella mia vita ho partecipato a tante manifestazioni, in situazioni e contesti diversi, con prospettive diverse e in luoghi diversi, ma mai avevo assistito ad una politica tanto aggressiva e feroce da parte della questura, forse solo perché nel 2001 non ero a Genova) ma visto che il pezzo è focalizzato su un particolare aspetto, mi atterrò strettamente al tema proposto. Sarò molto breve. Va bene, sulle cifre Salvini ha dato i numeri, e distruggere scientificamente la pretesa oggettività e la verità sociale costruita sulle sue affermazioni è opera meritoria. Eppure, una volta appurato che l’effettiva capacità di mobilitazione della destra raccolta intorno alla Lega è molto ridotta rispetto alla narrazione che se ne da, non sono comunque rassicurato: il fatto che il blocco che Salvini sta costruendo con la destra liberale e la destra nazionalista e fascista non riesca a riempire le piazze non è affatto indice di debolezza politica. Anche ai suoi tempi d’oro, Silvio non riusciva a riempire le piazze. In epoca neoliberale, a destra la mobilitazione di massa esiste solo raramente e questa mancanza non corrisponde a una mancanza di forza politica. Insomma, non culliamoci sugli scarsi numeri che la Lega raduna in piazza Maggiore: rischiamo di stupirci troppo di un suo prossimo, eventualmente grosso, risultato elettorale.

    • @Monsieur en rouge
      Al tempo: la ricerca del “bagno di folla” è non solo una strategia, ma anche una necessità per Salvini, che ha bisogno di legittimarsi attraverso un’investitura carismatica. Berlusconi, piazze piene o meno, non ne aveva bisogno, perché il suo carisma derivava dal suo ruolo imprenditoriale – dalla costruzione dell’immagine dell’imprenditore vincente – e dal suo originario boulangismo di uomo che “scende in campo” provenendo “dal fuori” della politica. Salvini la carta del boulangismo non può giocarsela, perché è in politica da quando aveva vent’anni, e non ha altro curriculum se non quello di una carriera politica. Inoltre, Salvini ha un progetto ambizioso e spericolato: unificare la destra mutando (poco importa se a parole o nei fatti) la pelle della Lega; e per farlo ha bisogno di una legittimazione popolare. Non c’è riuscito, e questo denota una situazione di impasse dovuta ai limiti del suo progetto politico – e anche, il rischio che sui limiti, o ai margini di questo progetto, se ne innesti uno ancor peggiore, evocato dalla sua attività di apprendista stregone. Inoltre – e non è cosa da poco – parlare dello scacco di Salvini, significa parlare delle ragioni di questo scacco, che non sono solo “interne”, ma esterne: il suo attivismo suscita una legittima resistenza, che si dimostra più forte e contraria – a contestare Salvini si arriva di solito al termine di un percorso di costruzione delle manifestazioni, che col reiterato utilizzo del manifesto romano di zerocalcare sembrano aver trovato anche un emblema condiviso. Il che qualcosa vorrà dire, rispetto alle opposte e miserevoli vicende dei governi metropolitani del PD e della costruzione di un’opposizione per sommatoria di prefissi telefonici senza alcun rapporto con le lotte reali che sono narrate come inesistenti, e che invece, pur fra mille difficoltà, continuano ad esistere.

  14. […] I quattro gatti di #Salvini a #Bologna e i numeri del flop di #Liberiamoci, metro quadro per metro q… da Giap […]

  15. […] geometria finirà per dire delle cose imbarazzanti, per quanto riguarda la politica internazionale. Dopo aver letto questo post, capirete perché la destra italiana dice tante […]

  16. […] many as 100,000 people had converged on the city that day – although more credible estimates have lowered that figure to about 10,000, given the size of Bologna’s central […]

  17. […] di dati e della fonte primaria che li ha forniti. Dal quotidiano britannico Guardian al collettivo Wu Ming, in molti casi sono state verificate le informazioni sull’ampia partecipazione a specifiche […]

Leave a Reply