«Partigiani d’Oltremare». Africani nella Resistenza italiana

La banda partigiana di Roti (Macerata) con etiopi, russi, ebrei, croati, italiani.

Dal sito del CSA Sisma di Macerata:

«La storia di Carlo Abbamagal e dei 50 dell’Oltremare ha impiegato quasi 70 anni ad emergere, dopo anni di lavoro e grazie alle ricerche di Matteo Petracci – dottore di ricerca in storia, istituzioni e politica dell’area euromediterranea presso l’Università di Macerata – così che il corso degli eventi inizia ora ad apparire sempre più nitido e chiaro e da passato si fa presente, strumento di lotta contro le mistificazioni e le dimenticanze storiche, ascia di guerra contro i razzismi e i fascismi di oggi.

Il 7/8 marzo al CSA Sisma di Macerata Wu Ming 2 per due giorni, grazie al seminario “Racconti d’Oltremare”, ha lavorato con i corsisti alle vicende degli africani concentrati a Villa Spada di Treia, attraverso i materiali d’archivio che parlano di come “alcuni di essi si sono dati alla macchia unendosi ai ribelli” esplicando “considerevole attività” e risultando “quanto mai feroci”. Di come insomma, dall’ottobre del ’43, nelle montagne del maceratese, le bande partigiane annoverassero nelle loro fila etiopi, eritrei e somali, tra i primi a battersi contro il regime fascista.

[…] Momento conclusivo di “Racconti d’Oltremare” è stato un incontro pubblico, nella serata di domenica, in cui Matteo Petracci e Wu Ming 2 hanno raccontato la storia di Carlo Abbamagal e degli altri 50 dell’Oltremare grazie anche a  documenti d’epoca e foto d’archivio. I temi e le vicende narrate sono quanto mai attuali: ci siamo lasciati giurandoci che questa storia non è ancora finita. Anzi, è appena iniziata.»
Ecco l’audio completo dell’incontro. Dura un’ora e trentasette minuti. Buon ascolto.

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9 commenti su “«Partigiani d’Oltremare». Africani nella Resistenza italiana

  1. Che opera eccezionale avete fatto qui!
    Tre cose mi sono rimaste impresse:
    -Quella foto ovvero persone da tutto il mondo, diverse ma unite dall’antifascismo e tutti di pari dignità; è davvero una espressione dell’articolo 3 della costituzione.
    – Che comunque la popolazione, i contadini, il “popolo” (il vero popolo) aiutò questa gente a serio scapito della propria incolumità e della propria vita nonostante questi fuggitivi fossero così estranei; è vero che questo dà speranza!
    – Ma però allo stesso tempo ho percepito paura, paura perchè vedo che tantissime cose oggi non si sono evolute nel senso giusto in questo paese, vedo che come una incrostazione di sporcizia tenace il fascismo è rimasto incollato a troppe cose quì, a partire dalla lingua, dai modi di dire più comuni, dal pensiero comune di molte persone, perchè?
    Si, è vero, ci fu l’amnistia di Togliatti verso i fascisti, il tentativo di ricucire un paese straziato dalla guerra; il mantenimento fino a tempi molto recenti della burocrazia dello stato fascista (ce n’è ancora? sicuramente nelle forze armate), l’influenza americana durante la guerra fredda.
    Ma chi fece la resistenza, dopo la fine della guerra, fu così disperso e “disinnescato” da non avere lasciato un impronta più marcata sulla cultura del paese?
    I relatori parlano di una “rimozione” dell’esperienza della resistenza e di una mancata diffusione di queste storie e di questa storia.
    Per cui ogni intervento di questo genere è infinitamente prezioso e spero non si perda nel marasma di insensatezze e inesattezze che circolano su internet.
    Da parte mia posso dire che il 90% di quello che so della storia della resistenza e dell’italia di quel periodo viene da questo sito e da tutte le letture che ha stimolato, romanzi e scritti dei Wu Ming in primis. Il problema è che conosco Giap da soli 3 anni!

    Questo vostro post ha smosso la mia coscienza e i miei ricordi.

    Non voglio essere pesante e scontato ma sento la necessità di condividere la mia esperienza per quanto possa avere un significato limitato.
    HO 49 anni (classe 1965, ormai 50!) vivo da sempre in provincia di Ravenna e sono cresciuto in una famiglia di sinistra. Non sono però figlio di operai; mio padre classe 1937, iscritto al PCI dal 1957, è l’unico diplomato della sua famiglia e ha lavorato come impiegato in aziende agricole della LegaCoop fino alla pensione; due le sue pecche principali: non mi ha spinto mai all’attivismo (anche solo alla iscrizione ad un circolo ARCI) e , ma magari non è tutta colpa sua, ha passato malissimo la fase del tracollo del PC fino ad arrivare ad incensare il partito democratico fino a tutto il periodo Bersani; solo oggi a stento riconosce che Renzi non è di sinistra e non si è più tesserato. Rimosso.
    Mia madre politicamente è sempre stata solidale con lui.

    E’ però interessante la storia di mio nonno paterno e del fratello di mia madre:
    Io ho sempre pensato che mio nonno fosse stato partigiano; è morto quando avevo 13 anni, da quando lo conoscevo aveva una paresi era infermo e parlava malissimo; ma mi rimase impresso per il suo racconto di quando sparava ai fascisti e ai tedeschi: impugnava la zanetta a mò di fucile e diceva con quella sua voce impastata “mè ai tirèva ai fascèst!”
    Non mi hanno mai confermato che avesse combattuto ma era iscritto anche lui al PCI era dirigente o aveva fondato una cooperativa a S. Pietro in Vincoli e per ciò fu mandato al confino in calabria durante il regime. Tornò dopo l’otto settembre.
    Tutto ciò però l’ho saputo di recente, quando ero più giovane non me lo hanno mai raccontato. Rimosso.

    Mia nonna materna ovviamente la pensava come suo marito, era commerciante di abbigliamento e da piccolo ricordo che era sempre dietro ad inveire contro i fascisti MA cercava sempre qualche sistema per combattere l’IVA.Coerenza rimossa?

    Mio zio, fratello di mia madre, era iscritto al PCI anche lui e quando ci fu la scissione fu molto critico con Occhetto e aderì a rifondazione.
    MA era commerciante di abbigliamento e lottava di continuo con diversi espedienti contro l’IVA. Coerenza rimossa anche qui?
    Vedo una sorta di doppia anima; tutti comunisti rivoluzionari sulla carta- tutti conformisti e reazionari in pratica.

    Sembra una coincidenza: qui in provincia di Ravenna abbiamo un sacco di cooperative “rosse”, per via di mio padre ho sempre creduto in questo tipo di organizzazione del lavoro (siamo quelli “puliti” anzi gli unici “puliti”); una volta laureato ci sono anche andato a lavorare io in unqacoopertiva “rossa” (contadini “rossi” ma con ville da miliardari); ho visto diverse violazioni delle norme statutarie per favorire questo o quel socio. Risultato: 10 anni di precariato!
    MOlte sono diventate multinazionali, anche quella dove lavorai, ora colosso dell’ortofrutta nazionale, si è mangiata pure una coop rivale ex DC dirigenti inclusi.

    Decenni di giunte “rosse”
    Cosa vedo adesso? CMC che, finalmente, comincia a mostrare le budella marce, giunte di “sinistra” che permettono a casapau e FN di manifestare il loro NONSENSO inclusi saluti romani e i loro simboli mortiferi (Forlì)
    A Ravenna la più alta concentrazione di sale slot d’italia ed una urbanizzazione selvaggia e orrenda; la costa che sprofonda nel mare e da anni qui si tiene una fiera internazionale dell’estrazione petrolifera off-shore senza nessuno che protesti.
    E devo sentire (proverbiale goccia che fa traboccare il vaso) mia figlia di 7 anni che ieri mi dice che il padre di una sua compagna di classe ha chiamato il cane benito!(e mi fà “ma benito è un brutto nome?” bruttissimo nome anche per un cane!)

    E’questo ciò che ha prodotto la rimozione della resistenza?

    Scusate per questo post , sono confuso, ma non più di tanto, e arrabbiato. Soprattutto arrabbiato!
    Se questo commento dovesse essere troppo sconclusionato e incoerente per gli standard di Giap non abbiate remore nel rimuoverlo quanto prima.

    Di nuovo grazie per il lavoro che fate qui!
    Andrea

    • Considerato come l’IVA sia una tassa-truffa (i ricchi non la pagano, in pratica è l’ennesima tassa indiretta sul lavoro dipendente), non mi scandalizzerei troppo per le pulsioni “evasive” dei tuoi parenti. Concordo su tutto il resto, e se mi posso permettere, rileggi il tuo commento: tu sei convinto che pagare le tasse (peraltro regressive come l’iva) ad uno stato irrimediabilmente borghese e tendenzialmente fascista sia più “rivoluzionario” che non pagarle. Anche in questo c’è il fallimento del modello emiliano: il PCI, fondamentalmente dagli anni ’70 in poi, ha convinto il suo popolo che la priorità era “seguire le regole” piuttosto che fare la rivoluzione. La lenta morte è cominciata lì.

      • Paventando una digressione specifica su IVA, tasse ecc. (legittimissima ma in questo contesto fuori fuoco e potenzialmente dispersiva), invitiamo a restare il più possibile vicini al tema del post.

  2. Segnalo che l’audio scaricabile dura solo mezz’ora, grazie e complimenti per l’articolo e per il sito

    • Ciao, grazie, però il problema pare non sia qui, abbiamo appena fatto la prova ed è tutto normale, si scarica intero e si ascolta fino alla fine…

      C’è qualcun altro ha avuto dei problemi?

      • Purtroppo ho avuto anch’io problemi, e me lo ritrovo incompleto. Ho fatto più prove e vedo che ogni volta ho una dimensione ed una durata leggermente diversi (sempre intorno ai 58 MB e 41 minuti però). Invece di 134 MB e 97 minuti.
        Ho lo stesso problema con altri file dell’audioteca, ad esempio con WM2_Tripoli_suol_del_dolore_17032011.mp3, che arriva a 51,4 MB e 54:48 minuti (devo ancora cercare com’è finito il caso Masetti…).

        Ho provato brevemente a cercare delle dritte, ma ho trovato solo dei balbettii su disabilitare l’antivirus, gli add-ons del browser e così via, e non risolutivi, mi sembra.

        Se può servire, io uso Win 8.0, Browser Firefox aggiornato (36.0.4 ora), antivirus AVG.
        Quando il download si interrompe non ho messaggi di errore.

        Se volete fare qualche test, sono a disposizione (è il minimo che possa fare per ringraziarvi).

      • Ho fatto qualche altra prova ed ho info più precise, che magari servono a capire e risolvere.

        Con Internet Explorer va peggio, percé l’interruzione del download lascia un file vuoto ed inutile, mentre Firefox lo lascia incompleto ma fruibile.

        Sono riuscito a scaricarlo tutto cercando l’url del file nel codice (http://www.wumingfoundation.com/suoni/Partigiani_dOltremare_CSA_SISMA_08032015.mp3)
        copiandolo direttamente nel browser (e così si riproduce in streaming) e poi, tasto destro, salva audio come… e via, l’ha scaricato tutto.

  3. […] vite di personaggi-ponte come Barontini, o per altri versi Giorgio Marincola e Carlo Abbamagal, possono aiutarci a “sprovincializzare” e “creolizzare” la narrazione delle […]

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