Il sentiero degli dei. Novità e aggiornamenti

Iniziamo la settimana con quattro colpi che avevamo in canna da qualche giorno:

1. La rivista Speciale Qui Touring, nel numero di maggio dedicato alla Toscana, si è occupata dell’ultimo libro di WM2, Il sentiero degli dei, con un’intervista a cura di Tino Mantarro. Riportiamo (nella versione integrale) le tre domande/risposte più significative.

Quanto è stato deturpato il paesaggio [lungo la Via degli Dei]?
Il paesaggio è sempre un prodotto storico, il risultato di un’interazione tra l’uomo e l’ambiente. La tragedia peggiore non si ha quando questo rapporto produce brutture e “rovina” le bellezze naturali. Il vero dramma è quando la relazione si spezza, si annulla, e i luoghi perdono significato, invece di acquistarne uno nuovo. Questo, purtroppo, è ciò che è accaduto per far passare l’Alta Velocità e la Variante di Valico, due Grandi Opere che hanno trattato le montagne solo come ostacoli da bucare e mai come serbatoi di storie, di senso e di vita. Risultato: l’alveo del fiume Setta usato come “trincea utile” per collocare viadotti; il Sasso di Castro, una montagna dichiarata Sito di Importanza Comunitaria, spaccato in due da una cava, per trasformare in calcestruzzo 2.431.867 metri cubi di roccia; cinquantasette chilometri di torrenti morti o disseccati (ho visto con i miei occhi cosa resta della Carza, vicino a San Piero a Sieve). E poi abetine soffocate dalla polvere, tubi corrugati che spuntano dalla terra in mezzo al bosco, piste da cantiere che portano asfalto e guardrail dove prima c’erano soltanto sentieri, opere collaterali spesso inutili come grandi parcheggi e gigantesche rotonde. Purtroppo potrei andare avanti per molto, anche solo elencando quello che ho visto di persona. Senza contare gli interrogativi sull’interesse pubblico della nuova ferrovia e della nuova autostrada e sulle possibili soluzioni di minor impatto.

Cosa ci si perde imboccando il tunnel dell’Alta Velocità, invece che andando a piedi?
Tanto per cominciare, mi verrebbe da ribadire che tutti quanti ci abbiamo già perso sessantasette sorgenti, 115 miliardi di litri d’acqua, mezza montagna (il Sasso di Castro) e una quantità incalcolabile di alberi. Poi svariati milioni di euro (secondo uno studio di Ivan Cicconi, la spesa preventivata a inizio lavori è aumentata di circa otto volte). E infine, ultimi solo nell’elenco, 6 morti nei cantieri più un’anziana passante travolta da un camion. Il fascismo, con la sua ignobile prosopopea, aveva almeno dedicato una fontana ai minatori “caduti” per costruire la Direttissima. Oggi, al posto di quel monumento, di fronte alla stazione di Bologna, c’è una stele di Trenitalia che si fa bella dei “solo 35 minuti” di viaggio per arrivare a Firenze e non dice una parola sulle vittime – non solo umane – dell’Alta Velocità.
Ecco, io credo che chi imbocca il tunnel della TAV e si mette a leggere Riflessi, la rivista delle ferrovie, perde di vista questa realtà: Firenze e Bologna si sono avvicinate, ma quel che ci stava in mezzo si allontana, inghiottito dal buio delle gallerie. Un viaggio a piedi sulla Via degli Dei permette di riscoprire lo spazio, con i suoi significati. Per la Frecciarossa, invece, la distanza tra due città è solo questione di tempo: si misura in minuti, non in chilometri, e tanto meno in tappe, luoghi, racconti.

Questo percorso le aveva già ispirato un altro libro, cos’ha di tanto suggestivo?
Un amico scrittore, il fiorentino Enzo Fileno Carabba, lo ha definito in maniera molto efficace, dicendo che qui si incontrano “lupi e caprioli sotto i viadotti”. A volte ti stupisci per quanto è selvatico il mondo a cinque passi da una strada statale, altre ti arrabbi perché il rumore delle moto, alla domenica, si spinge fino in cima alle vette. Ed entrambe le esperienze ti insegnano molto sulla natura, sulla civiltà, e sulla loro inestricabile mescolanza.

***

2. Sempre a proposito del Sentiero, chi ha letto il libro sa che nel corso della prima tappa di viaggio il protagonista percorre una vecchia strada con Via Crucis, i Bregoli. Venticinque anni fa il tratto iniziale di questo storico cammino venne recintato e trasformato nel viale d’ingresso di una villa appena ristrutturata. Il 6 giugno 2010, dopo vent’anni di cause e ricorsi, i Bregoli sono tornati a essere di tutti. Chi abita in zona, vada a dare un’occhiata e festeggi l’avvenimento. Chi sta lontano, la prenda come una piccola, incoraggiante buona notizia, e festeggi lo stesso, magari andando a firmare per il referendum sull’acqua pubblica.

***

3. Dopo vari slittamenti, abbiamo avuto la conferma che questa settimana sarà in libreria L’eroe imperfetto di Wu Ming 4, nella collana Agone della casa editrice Bompiani. Si tratta di una raccolta di tre saggi: i primi due (“Da Camelot a Damasco” e “Un giorno a Maldon”) sono nati come letture pubbliche tra il 2008 e il 2009, mentre il terzo e più corposo (“L’eroe e la dea”) è un inedito assoluto.
Presto dedicheremo un post specifico a quest’uscita, che segna una tappa importante nei nostri ragionamenti sull’epica, la narrazione, il romanzo d’avventura e i suoi archetipi.

4. Avevamo promesso di farvi ascoltare un brano dal CD di Razza Partigiana – Il reading, allegato al numero 8 della rivista bimestrale LOOP. Ebbene, eccovi il (doppio) pezzo d’apertura. Buon ascolto.

Wu Ming 2, Val di Fiemme, 4 maggio 1945,
da Razza partigiana (6’58”)
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10 commenti su “Il sentiero degli dei. Novità e aggiornamenti

  1. Sto leggendo in questi giorni “Il sentiero degli dei”. La prima tentazione è quella di mettersi uno zaino in spalla e ripercorrere quel cammino. Ma un’immagine ha bucato il mio cervello: partire pieno di spirito combattivo e indignazione e trovarmi poco dopo sui Bregoli in compagnia di altre 10-15 persone che fanno lo stesso cammino col libro di WM2 in mano come fosse una Lonely Planet qualsiasi. E questo pensiero, invece di rendermi felice, parte di una comunità di gente in qualche modo “resistente”, mi ha avvilito e depresso. Come se WM2 fosse un Dan Brown qualunque…

  2. @tracca: tranquillo, Dan Brown vende milioni di copie, Il Sentiero qualche migliaio e di gente che ha voglia di camminare per cinque giorni di fila non ce n’è poi così tanta… Il libro, in ogni caso, dovrebbe mettere voglia di uscire di casa con lo zaino per andare a piedi da qualche parte e guardare il paesaggio con occhi diversi: la Via degli Dei è soltanto uno di molti percorsi possibili. Se poi ti interessa un trekking davvero elitario, allora ti consiglio le Alpi Scandinave d’inverno, con gli sci e le pelli di foca. Lì non dovresti correre il rischio di incontrare troppi turisti.

  3. @WM2: essendo di madre e passaporto finnico, in inverno farei volentieri la grande piana della zona dei laghi dalla Carelia al Golfo di Botnia su sci da fondo… ;-)
    E ti garantisco che l’intento del libro è pienamente riuscito. Per un pigro cronico come me, vedersi svegliare il desiderio di camminare anche solo nella mia estrema periferia romana, tra le cave e le valli piene di rifiuti della discarica di Malagrotta, fosse solo per guardarle con i miei occhi e non accettarle più come un “normale” elemento del paesaggio, è davvero un gran risultato. Grazie.

  4. mitico anche l’mp3.

    un po’ OT volevo ricordare che domani sera al Kalinka di Carpi, in via Tassoni n. 6 verra’ presentato il documentario “MEMORY, fughe dalla democrazia”.
    Vi ripropongo la descrizione fatta dagli autori sulla pagina evento di FB.

    “il documentario tratta delle vicende del dopoguerra, lo scontro politico che sconfina nella violenza, la repressione antipartigiana, l’emigrazione politica in Cecoslovacchia. temi che sono stati cancellati dalla storia della nostra repubblica. il documentario dei F.lli Levratti e prodotto dall’anpi di Carpi è un ottimo antidoto contro il “revisionismo” alla Pansa.”

    sembra interessante! :)

    ciao!

  5. @matiu: il video dei Levratti Brothers non l’ho ancora visto, ma so che hanno intervistato anche me e Mirco Zappi, uno dei partigiani protagonisti di Asce di Guerra. Pura coincidenza: mi ha appena scritto la pro-nipote del vecchio proprietario della Ghisiolina, la casa colonica in cima ai Bregoli, poi venduta e trasformata in villa con recinto. Tra quelle pareti, a quanto pare, si nascose a lungo un partigiano, poi scoperto da Tartarotti, il torturatore fascista. Sempre in Asce di Guerra c’è la testimonianza di Carlo Venturi, che si offrì volontario per sparare a Tartarotti, quando lo fucilarono, il 1° ottobre 1945. E lo stesso Carlo Venturi, qui, parla proprio dei Bregoli
    Come dire: il cerchio si chiude!

  6. @wm2: per me asce di guerra e’ un legame forte. e pensare che l’ho letto solo l’anno scorso. la sera prima di partire per un viaggio che toccava anche il Lao ero a bere una birra a Carpi al fdu e c’era anche un banchetto dell’anpi. Mi stavo tornturando perche non avevo ancora deciso cosa portarmi da leggere e un caro amico che era li con me mi ha detto:”cazzo stai andando in Lao, devi leggere asce di guerra!!” per pura coincidenza dici, ci siamo spostati al banchetto anpi dove guarda caso il libro era esposto, non ci ho pensato 2 volte e mi sono ritrovato 2 giorni dopo a Vientian dove ho cominciato la mia avventura e quel libro bellissimo in compagnia di tutti quei personaggi cosi incredibili che sembrano volere un riscatto. pura coincidenza. fin da bambino mi sono chiesto il perche di questa storia maledetta che ci affligge e ci soffoca sempre di piu stringendo le sue spire, in quel libro ho trovato tutto quello che non ero mai riuscito a trasformare in parole. leggerlo nella giungla e’ stato impagabile. i levratti bros sono finalmente arrivati con questa presentazione che attendevo da tempo e alessandro mi aveva accennato di aver intervistato wm e il partigiano Mirco Zappi percui la curiosita’ sale.

  7. ps: il link che hai postato non si raggiunge, provo a sbragherare sul sito dei bregoli

  8. Nel nostro gruppo ci sono due “camminatori” :-)
    Viviamo non lontano dalla “via degli dei” e la cosa rende più sensibili…
    Butto lì…: quello che mi colpisce in queste storie è la cecità del nostro mondo… probabilmente anche la mia…
    I Wu Ming ed il loro frugare, mi aiutano.
    Scusate… ho scritto di getto…
    Sul nostro piccolo blog c’è un post su “Il sentiero degli dei”: http://gruppo_lettura.blog.tiscali.it/2010/06/23/il-sentiero-degli-dei-di-wu-ming-2-giam/
    Ciao e grazie

  9. Ho finito ieri il libro (bellissmo lavoro) e sono riuscito a ritagliarmi i giorni necessari per partire la prossima settimana! (Sono mesi che non vedo l’ora di mettermi in cammino, poi leggendo il libro la voglia non ha fatto altro che aumentare…).
    Vorrei sapere quanto le mappe sono indispensabili per affrontare il sentiero e nel caso dove WM2 le ha trovate.
    Io vivo nella piccola Forlì e non sono riuscito a trovare niente di decente, al massimo una piccola parte del percorso e 1:50000. A Bologna si trova qualcosa? Che mappa devo cercare?
    Grazie
    P.s. Geniale l’ultimo notturno sulla Mille Miglia del ’38, fantastico!