«Perché non parli?», ovvero: un chiarimento (l’ultimo!) su Twitter

Moses suposes his toeses are roses, but Moses supposes erroneously.
Un post puramente “di servizio”, per chiarire un equivoco.
Ieri, dopo alcune settimane, abbiamo dato un’occhiata alle nostre “Mentions” su Twitter.
[Per chi non frequenta quel network: si tratta della colonna dei messaggi direttamente rivolti a noi o nei quali siamo - appunto - menzionati.]
Ebbene, ci siamo resi conto di una cosa: molte persone non sono al corrente della scelta che abbiamo fatto un mese fa, annunciata e discussa nel thread su Bobbio (ehm, il thread non era proprio su Bobbio, ma è per capirci). Infatti, in tanti continuano a interpellarci, ci segnalano cose, attribuiscono a noi cose scritte da altri etc. Colpa nostra, non abbiamo comunicato bene. (more…)

Tirare Bobbio per la giacca in funzione anti-#NoTav, ovvero: dare il peggio su Twitter

Norberto Bobbio
Ieri si è scritta una delle pagine più nere della storia di Twitter in Italia.
Dapprima si sono visti “quelli che benpensano” ingoiare estasiati l’esca gettata dai media, stracciarsi le vesti, agitare cappî e manette perché durante il corteo No Tav dell’altro giorno alcuni dimostranti avevano scritto sui muri di Torino e gettato vernice su determinati bersagli.
Poco tempo fa, sempre a Torino, c’è stato un pogrom in stile Ku Klux Klan, ma non ricordiamo nemmeno un decimo dello sdegno suscitato nel week-end da qualche scritta e chiazza di colore. (more…)

Un anno di arancia meccanica in libreria e su Twitter, quack! #AaAM

Anatrino perfora il pensiero unico
Anatra all’arancia meccanica
è uscito da quasi un anno e qualcuno trae un primo bilancio, quack! (more…)

Alcuni appunti disordinati sulla twittersfera italiana

#usiditwitter
[Riportiamo anche su Giap quanto scritto qui].
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Inutile girarci intorno, e ancor più inutile fingere di non capire. Negli ultimi giorni, diverse persone hanno fatto notare che:
- su Twitter ci sono sempre più flame;
- si impiega sempre più tempo a correggere distorsioni del segnale (anzi, a provarci invano);
- non si può più lasciare niente di sottinteso perché si ingenerano equivoci a valanga ma al tempo stesso il limite dei 140 caratteri costringe a sottintendere;
- molti VIP hanno scelto questo network come grande pollaio in cui scazzarsi per la gioia voyeuristica dei media mainstream;
- nel fare questo, i suddetti VIP hanno attirato qui vaste masse di persone (ancora) poco alfabetizzate nei confronti del mezzo e (ancora) ignare delle regole non scritte che questa comunità informale si è data, gente che scambia sistematicamente un RT per un’adesione al contenuto rilanciato (mentre «RT is not endorsement»);
- i nuovi strumenti («Activities» etc.) aggiunti da Twitter all’interfaccia web stanno innescando processi ancora non chiari…
Insomma, è aumentato il frastuono, che ghermisce e avviluppa ogni segnale. (more…)

Qui la diretta della manifestazione di Roma #15o #15ott #15oct

Visto che abbiamo un blog molto visitato e seguito, e che nella giornata di oggi l’informazione e la controinformazione saranno faccende di vitale importanza e urgenza, mettiamo a disposizione questo spazio.
Chi ha seguito le discussioni su Giap delle settimane scorse, sa che abbiamo forti perplessità su come è stata organizzata questa scadenza, ma oggi qualunque perplessità va messa in secondo piano: alla massima libertà di discussione devono seguire la massima unità nell’azione e la solidarietà a chi manifesta.
Per cause di forza maggiore, purtroppo non siamo riusciti a scendere a Roma, dunque cerchiamo di renderci utili in altro modo, approntando e implementando strumenti per seguire l’evento. Ricordiamo a tutti che la “visione panoramica” di chi sta fuori è sovente utilissima a salvare il culo a chi sta dentro.
(more…)

Un esempio di contronarrazione: #SteveWorkers

We are the bad apples. Immagine realizzata da We Are Müesli

Se il nome di Steve Jobs si poteva tradurre con “Stefano Lavori”, Steve Workers è Stefano Lavoratori. C’è una bella differenza: Steve Workers è il rovescio di Steve Jobs sul versante del lavoro vivo in rivolta. E’ il guru collettivo della sovversione operaia, appare ovunque vi sia uno sciopero, una lotta, un’occupazione, e con un travolgente keynote presenta i prodotti di Bad Apple: iClasswar, iStrike, iStruggle, iRevolution. (more…)

Post multiplo di #ferragosto: #manovra #twitterisnotFB #NoTav #StephenKing #AaAM

HIGHWAY TO HELL

Nelle ore della manovra-massacro, alcune news e segnalazioni accumulatesi nei giorni scorsi.
Sulla manovra, per ora ci limitiamo a riproporre gli scarni pensieri espressi tra ieri e oggi su Twitter.
Il 2012 potrebbe essere il primo anno senza 25 Aprile e Primo Maggio. I Maya ci erano andati vicino. La crisi è il pretesto perfetto. Non stanno sistemando i conti: stanno regolando i conti coi nemici storici: gli operai, l’antifascismo… Licenziamenti facili, fine del contratto nazionale, privatizzazioni selvagge, basta col 25 Aprile… La crisi non c’entra un cazzo. E’ sempre la spinta storica del neoliberismo, e al contempo è recrudescenza e salto di qualità. È una fase diversa rispetto ad anni Novanta e  anni Zero. I salti di livello dobbiamo saperli riconoscere e descrivere, il “capirai che novità” alla lunga ottunde.
Sia chiaro: il 25 Aprile si celebra anche l’anno prossimo, che Lorsignori lo vogliano o no. E pure il Primo Maggio. Si lotterà contro i concreti smantellamenti di diritti e conquiste sociali, ça va sans dire, ma al contempo non sottovalutiamo l’offensiva sul piano simbolico, perché apre la via all’ancora-peggio. (more…)

Inchieste al volo: #twitterisnotFB

Dalle discussioni in rete sul post precedente (“Giap, Twitter e il Terrore”) è nata una richiesta d’intervista da parte di Repubblica (il quotidiano, non il sito). Dalla richiesta del giornale è nato un esperimento di consultazione pre-intervista via Twitter. La consultazione è subito diventata un’inchiesta di massa, con migliaia di messaggi [la pagina dei risultati si apre automaticamente in opzione "Top", per vedere tutti i tweet scegliere "Tutto" nel menu a tendina]. Inchiesta empirica e umorale, certo, ma proprio per questo significativa e utile a chi studia i social network. Qualcuno userebbe, forse, la parola “con-ricerca”.
L’instancabile “storicizzatore” @jumpinshark ha cercato di ricostruire la discussione tuttora in corso, grazie allo strumento dello Storify.
N.B. Al termine di ogni schermata cliccare “Read more” per proseguire.

Giap, Twitter e il Terrore

Louis Antoine de Saint-Just, santo persecutore dei troll

Una specie di addendo all’ultimo post di news e segnalazioni.
Poche settimane fa, @akaOnir – al secolo Francesco Spè – si è laureato all’Università di Macerata con una tesi intitolata «Un collettivo, 140 caratteri. Wu Ming, Twitter e la repubblica democratica dei lettori».
In parole povere, ha analizzato la nostra comunicazione via Twitter, gli esperimenti che abbiamo portato avanti con quel mezzo e (non ultimo) il rapporto bidirezionale tra Twitter e questo blog.
Tale  lavoro di ricerca non è terminato con la laurea: la tesi verrà ampliata, aggiornata e pubblicata in rete dopo la pausa agostana.
Il 16 giugno scorso, @akaOnir ha realizzato una lunga intervista a WM1 sui temi di cui sopra. L’ha trascritta e messa on line ieri notte. C’è un sacco di roba, pure troppa. Contiene, ad esempio:
- non pochi dietro-le-quinte, es. sulla gestione di Giap e sul rapporto con Einaudi Stile Libero;
- una “fenomenologia” dell’accoppiata Repetti & Cesari, forse eccessivamente polarizzata: chi la legge tenga conto che anche Repetti lavora sui testi e anche Cesari fa lavoro “relazionale”;
- un non affettuosissimo amarcord della vecchia Indymedia: in sintesi, si salvano quasi solo Franti e Mazzetta, e proprio perché a l’arcurdén, la ricordiamo sin troppo bene.
Inoltre, sono svariati i sassolini tolti dagli anfibi. Si veda soprattutto l’ultima risposta.
Insomma, pensateci: può essere una piacevole lettura estiva.
E… il titolo di questo post, che ai più attempati avrà forse ricordato Renato Rascel nei panni di Robespierre?
La spiegazione è alla risposta 23.

Ecco l’agosto che solve e scinde (Un po’ di news)

In attesa della seconda parte del “flusso di coscienza” di WM1 sugli Yo Yo Mundi (e ovviamente non solo), alcune novità e segnalazioni per chiudere il mese di luglio. In agosto Giap non si fermerà, ma i post si faranno più radi.

Qui una lunga e densa intervista a Wu Ming 2 su Il sentiero degli dei, ambiente e territorio, la lotta No Tav e molto altro.

A proposito di No Tav, ecco una mini-riflessione fresca fresca (fatta al volo stamane su Twitter), dopo il successo della marcia da Giaglione a Chiomonte, che ha segnato un “cambio di passo”, spiazzando politici, media asserviti e forze dell’ordine. Cose molto simili le ha scritte Carta, in modo meno aforistico.

Qui un’intervista radiofonica a Wu Ming 1 su Anatra all’arancia meccanica, trasmessa da Radio Beckwith un paio di settimane fa.

Aiuto, cce lu diavulu 'n televisiuni!

Pochi giorni fa, su “Saturno” – inserto culturale de Il Fatto quotidiano, diretto da  Riccardo Chiaberge, uno che anni fa scrisse di noi: “Dura Ming! Non dura, non possono durare!”, recentemente ha informato ridacchiando i suoi lettori che Anatra all’arancia meccanica era “un flop” (13.000 copie vendute in tre mesi e miglior successo di critica della nostra carriera) e nel settembre scorso se l’è presa con Gad Lerner perché aveva ospitato all’Infedele il malvagio Toni Negri, brrrrrrrr! – su “Saturno”, dicevamo, un tizio ci ha tirati in ballo in una polemica mal condotta, scrivendo cose a dir poco inesatte sul nostro conto.
Nei commenti in calce al post, per conto dell’intero collettivo, WM1 – come ha scritto su Twitter eFFe della rivista on line Finzioni – “si leva gli schiaffi dalla faccia”.
Non è nostra intenzione ri-intervenire in quello spazio.

Su All About Jazz, una bella recensione di Altai, l’album degli Skinshout + Xabier Iriondo, possibile colonna sonora del romanzo da cui prende il titolo. Dettagli e ascolti qui.

Al diavolo la “concordia nazionale”! Lo spettro di Bruno #Fanciullacci su Twitter

Questa sera, in Piazza Tasso a Firenze, gli antifascisti ricorderanno il partigiano Bruno Fanciullacci, morto a ventiquattro anni il 17 luglio 1944, dopo tre giorni di torture per mano della “Banda Carità”, tra le pareti della famigerata”Villa Triste”.
Per non essere costretto a rivelare i nomi dei compagni, Fanciullacci si gettò da una finestra, le mani legate dietro la schiena. Morì per le conseguenze della caduta e per le rivoltellate degli sgherri di Mario Carità.
Mentre il capoluogo toscano renderà onore a un “bastardo senza storia” (come Valerio Gentili chiama gli antifascisti “scomodi”, eroi dalle storie spigolose, personaggi il cui ricordo è poco duttile e dunque inadatto ai “santini”), il volto di Bruno Fanciullacci apparirà come “avatar” in molti profili di Twitter (e di altri social network).
A dire il vero, sta già succedendo. Da venerdì pomeriggio è in corso un piccolo evento, ibrido di commemorazione, campagna d’opinione ed esperimento di “ingegneria inversa” sul dispositivo-Twitter. Mentre scriviamo, poco meno di un centinaio di persone ha modificato il proprio profilo, sostituendo l’avatar con la foto più conosciuta di Fanciullacci [in alto a destra]. L’intenzione è di esporla come vessillo fino a domenica notte, ovvero fino al termine della serata fiorentina (qui i dettagli). (more…)

Note sul #referendum, i social network e il “popolo della rete”

[A proposito di alcuni discorsi post-referendum che ci sembrano pericolosi, oggi abbiamo detto alcune cose via Twitter. @diariominimo ha raccolto tutti i messaggi, li ha montati in sequenza e ne è venuto fuori un intervento ready-made. Lo riproponiamo qui, al volo. Per leggere anche botte-e-risposte con altri utenti, potete visitare il nostro profilo su Twitter.]
.

Il problema dell’esultanza di questi giorni sul ruolo “della rete” e del “popolo della rete” è la riduzione del molteplice a Uno: “LA rete”, “IL popolo della rete”… Come se Internet fosse una cosa, e chi la usa fosse un blocco sociale contrapposto a un altro. Quindi “la TV” (cioè… Berlusconi) sarebbe stata sconfitta da “la rete” (cioè il popolo onesto e libero). Anni e anni di analisi sulla “convergenza” sostituiti da una sorta di “mito tecnicizzato dei social network”. (more…)

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Hanno detto di noi:

«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

«Non credo che al lettore giovane importi un cazzo di ciò che Wu Ming racconta o narra. Queste, tuttavia, sono le uniche categorie di lettori: professoresse donne, interessate a romanzi che hanno come trama uteri asportati e poi, nel caso della narrativa di tendenza giovanile, indiani d’America che lanciano frecce al curaro nel buco del culo del coprotagonista.»
Fulvio Abbate

«Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.»
Gian Paolo Serino, Il Giornale

«Asserviti al mercato. Leghisti col calamaio. Una parodia dell’antipolitica applicata alla letteratura. Una versione (postmoderna) dello zdanovismo, o una declinazione letteraria della battaglia ratzingeriana contro il "relativismo culturale".»

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Giap non è solo "il blog dei Wu Ming": è una comunità di lettori e scrittori. Qualcuno l'ha definito "una radio libera", altri lo descrivono come un punto di riferimento non solo culturale ma politico (nell'accezione più vasta del termine). Non sta a noi esprimerci su questo. Di sicuro, è un luogo del web dove si riesce a discutere. E a volte dalla discussione sono nati progetti concreti, sono partite "pratiche virtuose per il web".
Solo che gli anni passano, le vite si complicano e costa sempre più fatica, tempo e soldi gestire quest'enorme mole di attività. Sono centinaia di ore al mese. Lo facciamo per militanza, ma quando hai il fiato corto anche la militanza ne risente.
Quindi, bando alle timidezze: se credi che Giap sia importante, se pensi che il nostro lavoro on line e il nostro progetto nel suo complesso valgano un sostegno, un incoraggiamento, un feedback, un… “controdono” da parte tua, puoi usare PayPal per mandarci qualche scellino.
Non è nemmeno necessario avere la carta di credito, basta un conto corrente.
Un'altra opzione interessante è Flattr. Se non sai cos'è, lo spiegano qui.
Grazie.
P.S. Quello sulla moneta è Thomas Müntzer.

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Tutte le musiche ispirate ai nostri romanzi, da scaricare o ascoltare in streaming.
Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, 2/9 dei Modena City Ramblers, Osteria Popolare Berica e tant* altr*.

I commenti più recenti

  • Wu Ming 2 { Grazie del suggerimento, se hai indicazioni più precise - mappe o libri o esperienza diretta - scrivici una mail al solito indirizzo. } – May 18, 10:16 AM
  • Wu Ming 2 { Il problema non è solo l'abitudine all'asfalto, il timore di andare fuori strada. C'è anche una difficoltà cognitiva. Molte persone amano i sentieri, ma li concepiscono solo "in montagna", cioè... } – May 18, 10:13 AM
  • Cernunnos { È un progetto estremamente affascinante, eppure altrettanto estremamente annichilente. Mi fa pensare che, anche se le città non sono più cinte da mura rimangono comunque dei recinti, dei recinti d'asfalto,... } – May 18, 1:26 AM
  • punto_fra { Da Parma a Cremona, nelle famose (?) terre verdiane, di strade bianche in mezzo ai campi ce n'è a pacchi, non so quanto collegate tra loro; e a fine estate... } – May 18, 1:05 AM
  • Bran19 { passerò a Dro uno dei prossimi giorni, cercherò la loro tomba e porterò un fiore di montagna. Peccato che non abbia potuto leggere il libro } – May 17, 6:29 PM
  • mamix79 { Sull'argomento "violenze di guerra e rimozione", segnalo un'interessante iniziativa, purtroppo già avviata, dell'Istituto storico della Resistenza in Toscana: http://www.istoresistenzatoscana.it/pdf/programma_Nostra%20storia_2013.pdf } – May 16, 2:57 PM
  • Alberto Prunetti { Aggiungo soltanto che il giorno dopo, lunedì 20 maggio, sono in un luogo emblematico, a Casale Monferrato, a presentare il libro nella libreria labirinto, alle ore 21. L'organizzazione è di... } – May 16, 2:43 PM
  • robgast69 { Per i torinesi, domenica sera Alberto sarà a parlare di Amianto al CSOA Gabrio (via Revello 3), all'interno di un 'minisalone del libro' che si chiama Alla Fine Della Fiera... } – May 16, 1:55 PM
  • danae { In realtà, avevi letto tra le righe, sai? Perché la storia di Darina merita di essere raccontata tutta. Il suo matrimonio con Silone sarebbe solo uno dei capitoli: corposo, certamente,... } – May 16, 1:39 PM
  • Anna Luisa { Scusa, avevo frainteso. Beh, direi che è un'ottima idea, la tua. Se riesci a trovare la chiave giusta per l'impostazione del testo potrebbe venire fuori un' idea originale. } – May 16, 1:04 PM
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