Timira in blue e il Mare chiuso. Preludio n.2

Isabella Marincola e Alberto Sordi, dicembre 1951

Abbiamo terminato da pochi giorni l’ultimo passaggio produttivo prima di mandare in stampa Timira, ovvero la copertina definitiva con i vari paratesti. Qui potete scaricare il PDF con il risultato finale, frutto del solito lavoro di squadra. (more…)

Appunti diseguali sulla frase «Né destra, né sinistra»

[Proponiamo su Giap, in una versione leggermente diversa, l'articolo di WM1 apparso sull'ultimo numero di Nuova Rivista Letteraria con il titolo "Il senso della non-appartenenza". Grazie a Tuco, Giuliano Santoro, Don Cave, Uomoinpolvere, i compagni della rivista "Plebe" di Foggia, Valerio Evangelisti, Nadie Enparticular e non pochi altri.]
-

Ho preso questi appunti nel corso del tumultuoso, convulso 2011, anno di insurrezioni, detronizzazioni, disvelamenti e nuove confusioni. Per la precisione, sono note scritte nel periodo aprile-settembre 2011.
Alla bruta materia di queste frasi annotate live, nel pieno degli eventi, non ho saputo imporre alcuna struttura solida e coerente. La numerazione di paragrafi e capoversi è il residuo di un tentativo in tal senso, sostanzialmente fallito.

1. CHI DICHIARA COSA?

1.a. Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso la frase: «Non siamo di destra né di sinistra». Talvolta, l’ordine dei fattori è invertito: «Non siamo di sinistra né di destra».
Non è certo una frase nuova, l’abbiamo udita tante volte. Eppure, tendendo l’orecchio, possiamo registrare una prima, piccola novità: il soggetto plurale ricorre più spesso di quello singolare. Il noi sta scalzando l’io. Fino a qualche anno fa, questa “dichiarazione di non-appartenenza” era il più delle volte a titolo personale. Oggi, invece, è sempre più sovente l’enunciazione di soggetti collettivi. (more…)

Settembre. A ruota libera su #15M, #notav, #Zizek, Ivry-sur-Seine e altro

A giugno/luglio si dice sempre: «Ci penseremo a settembre», «Torno a settembre», «La questione è rinviata a settembre», «Riprenderemo il discorso a settembre», ma settembre è sempre un mese interlocutorio, di ripartenza più lenta del previsto, di nuovo “rodaggio” dei veicoli. E’ così anche per Giap. L’appassionato dibattito in calce al post precedente è già un ottimo inizio di stagione, ma dopo il “rompete le righe” d’agosto (espressione che non equivale necessariamente a “vacanze”) il collettivo Wu Ming non funziona ancora a pieno regime, anche perché alcuni di noi sono alle prese con chiusure e consegne di lavori che si protraggono da tempo. Ci vorrà ancora un po’ prima di ristabilire ordine e disciplina nei nostri ranghi, in vista del “socialismo da caserma” necessario per scrivere il nuovo romanzo. Una data-chiave sarà certamente il 19 settembre, giorno di riapertura delle scuole in Emilia-Romagna. Un anno di nuove avventure per i nostri bambini, e giornate leggermente più programmabili per noi. (more…)

Siamo tutti il febbraio del 1917, ovvero: A che somiglia una rivoluzione?

Poster realizzato da Tim Simons – Fonte: www.tikkun.org/tikkundaily
[Comincia la pubblicazione su Giap degli interventi fatti da WM1 e WM2 alla UNC (University of North Carolina) di Chapel Hill, il 5 aprile scorso.
Il giorno prima abbiamo fatto gli stessi interventi alla Duke University, Durham, NC. Una sorta di "prova generale": dalla sessione di domande e risposte, grazie soprattutto a Michael Hardt e Federico Luisetti, sono emersi elementi che ci hanno permesso di migliorare l'esposizione. La versione che state per leggere/ascoltare è quella "2.0".
Per quest'esperienza siamo grati a molte persone. In particolare, ringraziamo: Mimmo Cangiano, Roberto Dainotto e Federico Luisetti, per l'invito, per aver organizzato tutto l'ambaradan e per la scanzonata compagnia; Laura Moure Cecchini, che ci ha lasciato per cinque giorni il suo appartamento, con licenza di messa a soqquadro; le compagne e i compagni del centro sociale El Kilombo Intergalactico, per un illuminante pomeriggio di  "contro-turismo"; Michael Hardt, che si dimostra sempre un gentiluomo; Fredric Jameson, per l'appoggio all'iniziativa e la chiacchierata; Michal Osterweil, con cui abbiamo in comune preziosi ricordi della penultima ondata.
Qui sotto, l'intervento di WM1. La prossima settimana toccherà a quello di WM2, intitolato: "Come distinguere una rivoluzione da tutto il resto".
Entrambe le versioni inglesi sono già disponibili in pdf ed entrambi gli mp3 ascoltabili/scaricabili in calce a questo post.]
- – -

Qualche settimana fa, sul Guardian è uscito un articolo di Antonio Negri e Michael Hardt intitolato «Arabs are democracy’s new pioneers». In esso, i due autori cercavano di fornire una cornice per interpretare le recenti sollevazioni popolari in Nordafrica e nel Medio Oriente. A un certo punto scrivevano che:

«chiamare “rivoluzioni” queste lotte sembra aver depistato i commentatori, che danno per scontata una progressione degli eventi che obbedisca alla logica del 1789, o del 1917, o di qualche altra ribellione europea del passato, contro re o zar.» [1]

Nel preparare questa conferenza, l’interrogativo è stato: è possibile descrivere una sollevazione odierna come “rivoluzione” senza essere depistati in quel modo? E come possiamo raccontare una rivoluzione oggi? (more…)

Guido Chiesa, «Io sono con te». Appunti di visione

1. LA FEDELTÀ ALL’EVENTO

Nel film di Guido Chiesa, una donna compie un gesto di rottura e fondazione: sottrae una nuova verità all’insieme di una comunità già esistente e definita, e ne afferma la portata universale.
Quando un evento rompe il tran tran e afferma una verità, nessun insieme storico precostituito – popolo, tribù, nazione – può ridurla a sé. Un evento del genere può essere solo “illegale”, anzi: a-legale, indifferente alle leggi che regolano quell’insieme.
Nel film, la comunità di partenza è definita dal sangue (sangue come “stirpe”, ma anche in senso più letterale: il sangue versato nei sacrifici) e da una Legge che ogni volta interviene a dividere: separa il puro dall’impuro, l’ebreo dal gentile, l’uomo dalla donna… la mamma dal neonato. Questa Legge si fonda sul calcolo e su serie ripetitive: (more…)

Live in Pavia, 2010 (preceduto da alcune note sul “frattempo”)

Premessa: alcune cose che ci frullano in capo

Abbiamo parlato più volte, qui su Giap, della necessità di un “frattempo”, un tempo nostro, sfasato e autonomo rispetto alle aggressioni della cronaca, dell’opinionismo, delle storie tossiche, delle voghe culturali. Un tempo non ansiogeno, che accolga in sé e rallenti pressioni e sollecitazioni, e ne smorzi l’impeto per rielaborarle. Lavorare con lentezza. Questo per non ridurci, come dice Alain Badiou, a topi:
«Topo è chi, tutto all’interno della temporalità dell’opinione, non può sopportare d’attendere [...] Topo è chi ha bisogno di precipitarsi nella temporalità che gli viene offerta, senza essere affatto in grado di stabilire una durata propria.»
L’aria è piena del suonar di pifferi che ci richiamano in quanto topi.  Topo è anche il “tuttologo”, chi si precipita a farsi un’opinione su qualunque fatto, per gettarla subito in pasto al mondo. Topi sono certi “attivisti da click” che aprono gruppi su Facebook su qualunque cosa accada e montano campagne immaginarie su pseudo-eventi. La rete è piena dei “fossili” di cose fatte in fretta e poi abbandonate. Topo è lo scrittore che risponde a domande su qualunque argomento, a prescindere dalla conoscenza che ne ha. Topo è chi non si prende il tempo di elaborare e riflettere.
La “tentazione-topo” si presenta tutti i giorni, quando hai un blog molto seguito. Alla vigilia di ogni post che non sia “di attualità” (a pensarci bene, che espressione insensata!), noi ci chiediamo: “Ma possiamo davvero non parlare della tal altra cosa?”, oppure: “Che impressione diamo se, mentre succede la cosa X e tutti se ne occupano, noi pubblichiamo un post su tutt’altro?”
(more…)

Su Carmilla: L’editoria, il boicottaggio, le scorciatoie del populismo


Su Carmilla, uno speciale/contrattacco/florilegio sull’Annosa Questione. La versione stampabile qui.
Parole di Massimo Mantellini, Antonio Moresco, Carlo Lucarelli, Adriano Prosperi, Wu Ming, Massimo Roccaforte, Girolamo De Michele, Michela Murgia, Antonio Pennacchi, Evelina Santangelo, Luca, Alain Badiou.
“Ne va dell’impossibile, cioè del reale che solo può farci superare l’impotenza.” (Alain Badiou)

N.B. Il post ha i commenti disattivati, perché è solo una segnalazione. La discussione su questo tema è già in corso qui.

Robespierre e noi. Pensare l’uguaglianza, capire il Terrore

Maximilien de Robespierre

1775. Diciassettenne, Maximilien de Robespierre viene incaricato di tenere un discorso di benvenuto davanti al Re, che deve visitare il collegio dove il giovane vive e studia. Tutti schierati, studenti e tutori attendono Luigi XVI e Maria Antonietta sotto una pioggia battente, e l’attesa dura ore. La carrozza come dio vuole giunge; la coppia reale non ne scende per paura di bagnarsi.
Se si dovesse indagare il personaggio per renderlo un carattere da film o da romanzo, questo sarebbe un buon punto di partenza. La camera inquadra in primo piano gli occhi dell’adolescente, che sono fermi, inespressivi. Poi si allontana, lenta, rende prima la figura intera, poi il gruppo, finché Robespierre giovane non è che una figura tra le tante nell’aria diaccia.
Un’altra scena topica potrebbe essere quella del suo arresto. La mattina del 28 luglio 1794 le Guardie Nazionali irrompono all’interno dell’Hotel de Ville e arrestano Saint-Just. Il fratello di Robespierre, Augustin, si getta dalla finestra. Viene raccolto moribondo, nella polvere della via. E Maximilien? C’è chi dice che oppose resistenza, ma il gendarme Charles-Andrè Merda, dicono, gli fracassò la mascella con una pistolettata. Altri sostengono che tentò il suicidio. Altri ancora, che il colpo partì accidentalmente dalla pistola di Robespierre, mentre tentava la fuga. Il regista, o il romanziere, dovrebbe scegliere.
E una volta fatta la scelta, che cosa avrebbe in mano? (more…)

Tolkien pensatore cattolico?

Versione integrale dell’intervento di Wu Ming 4 al convegno “Tolkien e la Filosofia”, Modena, 22 maggio 2010


1. Storyteller

E’ già stato detto che nella sua opera Tolkien non citò mai esplicitamente alcun filosofo, né in vita disquisì troppo di teorie filosofiche, ma casomai usò concetti filosofici per costruire un universo letterario che è specchio del mondo reale, quindi per forgiarne i valori e i conflitti ideali. Ed è quello che fa ogni narratore.
Allo stesso modo nell’opera tolkieniana è possibile rintracciare elementi di evidente derivazione religiosa. Anche se la cosmogonia di Arda non ricalca pedissequamente quella ebraico-cristiana, tuttavia si tratta di un universo monoteistico, nel quale si produce una corruzione originaria, la caduta di un angelo, una lotta durevole tra il bene e il male, ovvero in cui la luce originaria va via via frastagliandosi e spezzettandosi divenendo a tratti più tenue a tratti più forte. Soprattutto è un mondo salvato dai piccoli, dagli esseri minuti che diventano pietra angolare per il destino collettivo.
Si potrebbe continuare a lungo cercando similitudini e punti di contatto tra l’opera di Tolkien e la narrazione del mondo cristiana, e tuttavia niente di tutto questo risponde davvero alla domanda: Tolkien era un pensatore cattolico? (more…)



IN LIBRERIA DAL 30 APRILE 2013


Clicca sull'immagine per l'anteprima in PDF

Calendario presentazioni maggio - giugno



Point Lenana su Tumblr

Point Lenana su Pinterest

Hanno detto di noi:

«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

«Non credo che al lettore giovane importi un cazzo di ciò che Wu Ming racconta o narra. Queste, tuttavia, sono le uniche categorie di lettori: professoresse donne, interessate a romanzi che hanno come trama uteri asportati e poi, nel caso della narrativa di tendenza giovanile, indiani d’America che lanciano frecce al curaro nel buco del culo del coprotagonista.»
Fulvio Abbate

«Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.»
Gian Paolo Serino, Il Giornale

«Asserviti al mercato. Leghisti col calamaio. Una parodia dell’antipolitica applicata alla letteratura. Una versione (postmoderna) dello zdanovismo, o una declinazione letteraria della battaglia ratzingeriana contro il "relativismo culturale".»

Sostieni il progetto Wu Ming e il nostro sbattimento on line


Giap non è solo "il blog dei Wu Ming": è una comunità di lettori e scrittori. Qualcuno l'ha definito "una radio libera", altri lo descrivono come un punto di riferimento non solo culturale ma politico (nell'accezione più vasta del termine). Non sta a noi esprimerci su questo. Di sicuro, è un luogo del web dove si riesce a discutere. E a volte dalla discussione sono nati progetti concreti, sono partite "pratiche virtuose per il web".
Solo che gli anni passano, le vite si complicano e costa sempre più fatica, tempo e soldi gestire quest'enorme mole di attività. Sono centinaia di ore al mese. Lo facciamo per militanza, ma quando hai il fiato corto anche la militanza ne risente.
Quindi, bando alle timidezze: se credi che Giap sia importante, se pensi che il nostro lavoro on line e il nostro progetto nel suo complesso valgano un sostegno, un incoraggiamento, un feedback, un… “controdono” da parte tua, puoi usare PayPal per mandarci qualche scellino.
Non è nemmeno necessario avere la carta di credito, basta un conto corrente.
Un'altra opzione interessante è Flattr. Se non sai cos'è, lo spiegano qui.
Grazie.
P.S. Quello sulla moneta è Thomas Müntzer.

-

Calendario appuntamenti

I NOSTRI LIB(E)RI – DOWNLOAD



Ebook al popolo. Gratis. Vive la classe ouvrière!

COLONNE SONORE



Tutte le musiche ispirate ai nostri romanzi, da scaricare o ascoltare in streaming.
Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, 2/9 dei Modena City Ramblers, Osteria Popolare Berica e tant* altr*.

I commenti più recenti

  • Wu Ming 1 { Naturalmente sì, dovrebbe essere "gennaio 2013". L'intervento in Mali è avvenuto proprio mentre ci accingevamo a scrivere i Titoli di coda. Altro refuso. Segno pure questo, grazie. } – May 23, 12:46 AM
  • Bran19 { Oggi, mentre voi accompagnavate Stefania da Felice, io ero in escursione con una scolaresca sui monti vicini, a visitare i luoghi della Grande Guerra. Con noi c'era un prof. di... } – May 22, 11:32 PM
  • punto_fra { C'è una cosetta che non mi quadra anche nei titoli di coda (pag. 556) dove si parla dell'intervento della Francia in Mali nel gennaio 2012. Nel 2012 è iniziato il... } – May 22, 11:21 PM
  • Wu Ming 4 { Ciao giasp001 mi pare che ti abbiano già risposto altri, quindi riprendo solo alcune cose. Prima di tutto non capisco perché mi racconti un episodio con il quale né Wu... } – May 22, 3:47 PM
  • punto_fra { Le scuole private non saranno tutte uguali come metodo educativo ed indirizzo, certo. Ma tutte dovrebbero, secondo la Costituzione, sostenersi con i propri soldi e non con quelli dello Stato.... } – May 22, 3:32 PM
  • giasp001 { Luca e Wu2 io non conosco la situazione bolognese e assolutamente il mio intervento non era una perorazione pro o contra referendum. (Anche se personalmente io voterei per la scuola... } – May 22, 3:29 PM
  • giasp001 { Ciao Giorgia, conosco molto bene l'olanda e ti posso dire che ciò che affermi è parziamente impreciso, non per malafede ma per informazioni magari mediate male. Tu citi Bijlmer che... } – May 22, 3:09 PM
  • giorgia { Ciao Giaspo, la scuola steineriana ha tutto il mio rispetto, ma una scuola è pubblica, egualitaria e ha dei principi che vanno bene per tutti oppure è privata allora esclude... } – May 22, 1:47 PM
  • clettox { Ho visto ora la mail, una storia bellissima, 400 anni di vita per una pianta sono una certa età! Anche per una vite. Si, il Parco Agricolo è la porta... } – May 22, 1:11 PM
  • luca { Ciao giaspo, in linea di principio capisco il tuo ragionamento. Però mi dispiace, se la scuola da te scelta è la fatidica numero '27' sarebbe il caso che te ne... } – May 22, 1:00 PM
  • Older »

Archivio mese per mese

We also have a blog in English.



Rarely updated, but
it's better than nothing.

Siamo anche su Anobii

Siamo anche su Identica


Saint-Just
Persecuting trolls
since 1792
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato in base a tempistiche idiosincratiche e imperscrutabili. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001. Inoltre, per quel giorno abbiamo un alibi. Le immagini inserite in questo blog sono spesso nostre rielaborazioni di cose pescate non ricordiamo dove; qualora la loro pubblicazione violentasse eventuali delitti d'autore, vogliate comunicarcelo e saranno tempestosamente rimosse.

Questo blog è aperto ai contributi e alle vedute di molti, ma non di tutti.
A condizione di non trollare, potete scrivere quel che volete, fatta salva la discriminante antifascista. Camerati e affini hanno molti altri luoghi dove spandere i loro liquami. Questo è uno spazio bonificato.