Letteraria va avanti (con l’amore degli insorti)

Letteraria 5Sta per arrivare in libreria il n. 5 del semestrale (Nuova Rivista) Letteraria, ultimo numero stimolato, coordinato e messo insieme dal suo fondatore e direttore, Stefano Tassinari, morto l’8 maggio 2012.
Stamattina il collettivo redazionale si è riunito a Bologna insieme ai compagni delle Edizioni Alegre, per decidere il da farsi.
L’avventura prosegue.
Nessun singolo individuo sostituirà Stefano. Il lavoro sarà il più possibile collegiale, la rivista vivrà, si evolverà e, col tempo, avrà una sua peculiare presenza e attività in rete.
Il prossimo numero, previsto per l’autunno 2012, sarà monografico e quasi interamente dedicato a Stefano. Non solo un “tributo”, una raccolta di testimonianze e ricordi, ma un con-tributo (il più ampio e approfondito possibile) alla riflessione su un intellettuale, un militante, un poeta, un performer che ha influenzato il lavoro di tutti noi.
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#Terremoto: subito una moratoria per i permessi di soggiorno!

Eugène Delacroix, Canotto di Naufraghi, olio su tela, 1846

Eugène Delacroix, Canotto di Naufraghi, olio su tela, 1846

La retorica dominante vuole che, dopo un terremoto, si sia “tutti sulla stessa barca”. L’insieme delle vittime, nelle descrizioni dei media e delle istituzioni, è indifferenziato. E invece, al suo interno, si riproducono – amplificate – le differenze e le contraddizioni di sempre. A essere il medesimo è il mare, ma le barche non sono tutte uguali. Cambiando metafora: se piove per tutti, per alcuni (sempre gli stessi) piove sul bagnato.
Di solito su Giap non riprendiamo in forma di post i vari appelli e le petizioni che circolano in rete, perché altrimenti non faremmo altro. Al massimo, se il testo non è OT, lo linkiamo nei commenti di questa o quella discussione. Ebbene, stavolta facciamo uno strappo alla regola.
Nei giorni scorsi, in rete, abbiamo visto all’opera sciacalli – non li si può chiamare in altro modo – intenti ad approfittare dell’emergenza-terremoto per prendersela coi migranti diffondendo leggende d’odio [grazie a Nexus per averci segnalato l'immagine linkata].
Oggi abbiamo ricevuto dal Coordinamento Migranti di Bologna un appello importante, con espressa richiesta di supporto e pubblicazione. Volentieri supportiamo e pubblichiamo. (more…)

Fútbologia. La Rivoluzione rotola?

Il logo di Futbologia

Un proclama, un appello, una minchiata, una promessa, un invito, un dài dài dài alla cazzo di cane, una richiesta d’aiuto. Una proposta di calcio totale alla depressione. Attacchiamo. Divertiamoci.

Annusiamo calcio da quando eravamo bambini. L’odore di muffa dello spogliatoio, il grasso per ungere le scarpe, il sudore delle maglie. Intere formazioni mandate a memoria.
Lo giochiamo. Lo abbiamo giocato. L’oggetto magico di ogni materiale: carta, stracci, plastica, cuoio, e quel cazzo che si usa adesso per fare un pallone. Così come le superfici: asfalto, terra sconnessa, aiuole con in mezzo alberi e panchine, sabbia, terra rossa, sintetiche o artificiali. Erba. Sempre troppo poca.
Guardiamo il calcio da sempre. Riconosciamo gli stadi di mezzo mondo ai primi fotogrammi. Abbiamo numi tutelari. Epiche figure mondiali, insieme a piccole divinità locali. E con loro una costellazione, una spoon river di campioni, compagni e amici da ricordare. (more…)

Speciale #Timira: recensioni, sfondoni, voci alla radio

I padri del socialismo in versione somala


Partigiani, esuli e ribelli, la nostra storia in una donna

“Timira”, il nuovo romanzo di Wu Ming 2, racconta la vita di Isabella Marincola

di Massimo Vincenzi, La Repubblica, 01/06/2012

Gli oggetti che vedete negli specchietti retrovisori sono più vicini di quanto appaiano. Così recita l’apposita scritta di sicurezza. E così deve pensarla Wu Ming 2, tessera dell’omonimo mosaico creativo “senza nome”, che girando lo sguardo al passato cattura un frammento di verità tanto vicina da essere incollata alle nostre vite, al nostro presente. Parlano di noi le vicende, i personaggi e le persone che riempiono le oltre cinquecento pagine di Timira (Einaudi Stile libero). Ovvero la rivelazione al pubblico di una vita così particolare, come solo le terre di confine e di migranti (Italia compresa), sanno custodire negli angoli più remoti della propria anima. (more…)

Il #terremoto in Emilia e gli orologi – di Wu Ming 1

L'orologio della torre di San Felice sul Panaro in una fase intermedia del disastro

Da quando è iniziato il terremoto in Emilia, i giornali e siti di informazione (soprattutto quelli locali) pubblicano foto di orologi. Le torri degli orologi di Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Ferrara; l’orologio della chiesa di Sant’Agostino, quello della chiesa di San Rocco a Cento… Quadranti danneggiati, spaccati, scomparsi. Qualcuno è rimasto intatto ma fermo, a segnare l’ora della scossa che lo ha bloccato. Chi come me vive a Bologna non può non pensare all’orologio della stazione, fisso sulle 10:25 dalla strage del 2 Agosto.
Perché un orologio fermo diventa notizia? Perché ne guardiamo la foto? Forse perché in essa cogliamo qualcosa, un lampo di verità su noi stessi. (more…)

Bartleby deve ri-morire!

La nostra ricetta del vecchio mondo
Un giorno gli studiosi di storia locale si occuperanno della lunga decadenza di Bologna. E chissà che non dedichino qualche minuto del loro tempo al paradosso di questi giorni, come cartina al tornasole del livello di imbarbarimento che la città ha raggiunto. Parecchi anni fa, lo storico frontman degli Skiantos, Roberto “Freak” Antoni, pubblicò una raccolta di aforismi e poesie intitolata Non c’è gusto in Italia a essere intelligenti. Ecco, sembra che a Bologna questo sia vero due volte. Anche perché, nel caso specifico, si finisce a sbattere la testa sempre contro lo stesso muro, come i matti, con rispetto parlando. Lo si fa proprio mentre in provincia i muri sono ridotti a macerie e le preoccupazioni dovrebbero essere altre. In questo caso, il muro su cui si segna il livello di demenzialità è (ancora una volta) quello di Bartleby. (more…)

Sfiga e rivoluzione

Crisi dell’euro e crisi di sovrapproduzione: la forma e la sostanza

di Mauro Vanetti (guest blogger)

L'Euro, la GreciaSarà mica che porto sfiga?

Nell’estate del 2007 mi trovavo in California; quello fu l’anno della crisi dei mutui subprime. Il nome è improprio, come tutti i nomi che vengono dati ai vari crack del capitalismo; i giornalisti amano etichettare le catastrofi economiche a seconda del casus belli, camuffandone in questo modo le cause profonde. Con questa nomenclatura, la Prima Guerra Mondiale dovrebbe chiamarsi la Guerra dell’Attentato di Sarajevo, mentre la Seconda potrebbe essere registrata nei libri di storia come la Guerra della Radiostazione di Gleiwitz. Ad ogni modo, l’esplosione della bolla immobiliare mise in luce la fragilità della crescita statunitense; si erano accumulate montagne di dollari vendendo case a prezzi sempre crescenti a famiglie senza soldi e ad imprese senza liquidità, e costruendo castelli di carta speculativi su previsioni irrealistiche di crescita eterna di questi prezzi. (more…)

Audio | Scrittori in Val di Susa. Immaginario e lotte a partire dai #notav

Il filo spinato che cinge il non-cantiere in Val Clarea. Di produzione israeliana, con lamette al posto delle spine. Illegale in Italia.

Il filo spinato che cinge il non-cantiere in Val Clarea. Lamette al posto delle spine. Pare che sia di produzione israeliana, nonché illegale in Italia.

Ecco le testimonianze audio della due giorni “Una montagna di libri”, svoltasi il 26-27 maggio scorsi nei luoghi della resistenza #notav: Bussoleno, Chiomonte, Giaglione e Val Clarea. Grazie a tutte e tutti, in particolare a Serge, Rita e Maurizio che – sebbene non da soli – hanno ideato e reso possibile l’evento. Un saluto a Giorgio Rossetto, agli arresti domiciliari a Bussoleno. Lo abbiamo intravisto dalla strada, dietro il vetro della finestra. Queste parole sono anche per lui. (more…)

WM5 recensisce «Ragazzi di strada» di Augusto Stigi

Ragazzi di stradaAnni fa, a Montréal, durante il viaggio di cui Grand River è resoconto, vidi una serie di interviste che illustravano l’esperienza di crescere in quella città. Ne usciva una topografia sentimentale, un afflato comune, e attraverso le parole si componeva una storia, un ambiente, un momento storico, una temperie. Tra i volti che dicevano la città ce n’era uno di una giovane donna che avevo conosciuto, due anni prima, in India. Raccontava l’esperienza da dentro una comunità asiatica, e la sua Montréal risuonava con le altre su una nota più acuta, più sofferta, più intensa.
Tornai a casa, in un Bologna semiaddormentata. Gli ultimi anni del berlusconismo, che cercava di perpetuare il rampantismo degli anni ottanta e il felicismo degli anni ’90 dentro un mondo segnato dalla guerra permanente, in un contesto globale distopico che preparava la Crisi. (more…)

Da «L’Unità» – Igiaba Scego recensisce #Timira

La scrittrice Igiaba Scego

Igiaba Scego

531 pagine, compresi titoli di coda e indice. Il libro ha un peso. La memoria si fa carne. Però quasi non te ne accorgi, perché piano piano anche tu lettore diventi parte di Timira, diventi come per incanto una virgola, un trattino, una parentesi. Entri a far parte di questa ciurma che si è messa insieme per raccontare le mirabili avventure di Isabella Marincola, un’italiana dalla pelle scura, una somala dalla pelle chiara. Timira è come dichiarato nella copertina un romanzo meticcio perché come ha detto Wu Ming 2:
«Gli autori del romanzo sono un’attrice italo-somala di ottantacinque anni (Isabella Marincola), un mediatore somalo con quattro lauree e due cittadinanze (Antar Mohamed Marincola) e un cantastorie italiano col nome cinese (Wu Ming 2). Quindi è meticcia la protagonista, è meticcia l’avventura (tra Italia e Somalia), è meticcia la scrittura (mescola invenzione, memoria, archivio) ed è meticcio pure il collettivo di autori». (more…)

Wu Ming 4, «Estrella del alba»

Estrella del alba
El desierto es su casa, las rocas su comida…

L’antico blog di Stella del mattino
Chiuso nel 2010.
Textos en castellano
Antigua pagina en html estático, 2000 – 2009.
*

A caldo: che cos’è questo golpe?

Ieri è oggi?
Intanto, non è un golpe. Non c’è bisogno di un golpe.
In Europa, il golpe è démodé da almeno quarant’anni. E’ assodato che si possono ottenere gli stessi risultati con più discrezione e gradualità. Il che non vuol dire con meno violenza: è solo un altro uso della violenza, più dosato, capillare, diversificato.
In questo momento, come altre volte è successo, diversi poteri costituiti comunicano tra loro in un linguaggio allusivo e cifrato, linguaggio fatto di attentati, provocazioni, bombe che uccidono nel mucchio, pacchi-bomba e bombe-pacco, sigle multi-uso in calce a volantini di rivendicazione bizzarri e pieni di errori marchiani.
Cosa esattamente si stiano dicendo questi poteri costituiti, questi settori di capitalismo italiano e internazionale, forse non lo sanno nemmeno loro. Appunto, è un linguaggio allusivo, tipicamente mafioso, e nemmeno loro ne colgono tutte le sfumature.
Sulla sostanza, però, sul nucleo di senso di questi messaggi, in diversi cominciamo ad avere sospetti. Si parla già, benché ancora timidamente, di una nuova “strategia della tensione”, un nuovo “stabilizzare destabilizzando”.
E chissà se è una semplice coincidenza che negli ultimi tempi si sia ricominciato a depistare sulla strategia della tensione degli anni ’60-’70: Piazza Fontana fu un po’ colpa anche degli anarchici etc. (more…)

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IN LIBRERIA DAL 30 APRILE 2013


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Hanno detto di noi:

«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

«Non credo che al lettore giovane importi un cazzo di ciò che Wu Ming racconta o narra. Queste, tuttavia, sono le uniche categorie di lettori: professoresse donne, interessate a romanzi che hanno come trama uteri asportati e poi, nel caso della narrativa di tendenza giovanile, indiani d’America che lanciano frecce al curaro nel buco del culo del coprotagonista.»
Fulvio Abbate

«Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.»
Gian Paolo Serino, Il Giornale

«Asserviti al mercato. Leghisti col calamaio. Una parodia dell’antipolitica applicata alla letteratura. Una versione (postmoderna) dello zdanovismo, o una declinazione letteraria della battaglia ratzingeriana contro il "relativismo culturale".»

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Giap non è solo "il blog dei Wu Ming": è una comunità di lettori e scrittori. Qualcuno l'ha definito "una radio libera", altri lo descrivono come un punto di riferimento non solo culturale ma politico (nell'accezione più vasta del termine). Non sta a noi esprimerci su questo. Di sicuro, è un luogo del web dove si riesce a discutere. E a volte dalla discussione sono nati progetti concreti, sono partite "pratiche virtuose per il web".
Solo che gli anni passano, le vite si complicano e costa sempre più fatica, tempo e soldi gestire quest'enorme mole di attività. Sono centinaia di ore al mese. Lo facciamo per militanza, ma quando hai il fiato corto anche la militanza ne risente.
Quindi, bando alle timidezze: se credi che Giap sia importante, se pensi che il nostro lavoro on line e il nostro progetto nel suo complesso valgano un sostegno, un incoraggiamento, un feedback, un… “controdono” da parte tua, puoi usare PayPal per mandarci qualche scellino.
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Yo Yo Mundi, Colle der Fomento, Mr. Phil, Klasse Kriminale, le chitarre dei Massimo Volume, Subsonica, Skinshout, Xabier Iriondo (Afterhours), Switters, Yu Guerra, le chitarre dei Nabat, Sikitikis, 2/9 dei Modena City Ramblers, Osteria Popolare Berica e tant* altr*.

I commenti più recenti

  • giorgia { Giaspo, l'esempio che tu riporti va bene solo per la scuola steineriana, perchè nella scuola cattolica ci vanno solo i cattolici, non l'afghano, il somalo o il marocchino. La scuola... } – May 23, 11:43 AM
  • Wu Ming 1 { Naturalmente sì, dovrebbe essere "gennaio 2013". L'intervento in Mali è avvenuto proprio mentre ci accingevamo a scrivere i Titoli di coda. Altro refuso. Segno pure questo, grazie. } – May 23, 12:46 AM
  • Bran19 { Oggi, mentre voi accompagnavate Stefania da Felice, io ero in escursione con una scolaresca sui monti vicini, a visitare i luoghi della Grande Guerra. Con noi c'era un prof. di... } – May 22, 11:32 PM
  • punto_fra { C'è una cosetta che non mi quadra anche nei titoli di coda (pag. 556) dove si parla dell'intervento della Francia in Mali nel gennaio 2012. Nel 2012 è iniziato il... } – May 22, 11:21 PM
  • Wu Ming 4 { Ciao giasp001 mi pare che ti abbiano già risposto altri, quindi riprendo solo alcune cose. Prima di tutto non capisco perché mi racconti un episodio con il quale né Wu... } – May 22, 3:47 PM
  • punto_fra { Le scuole private non saranno tutte uguali come metodo educativo ed indirizzo, certo. Ma tutte dovrebbero, secondo la Costituzione, sostenersi con i propri soldi e non con quelli dello Stato.... } – May 22, 3:32 PM
  • giasp001 { Luca e Wu2 io non conosco la situazione bolognese e assolutamente il mio intervento non era una perorazione pro o contra referendum. (Anche se personalmente io voterei per la scuola... } – May 22, 3:29 PM
  • giasp001 { Ciao Giorgia, conosco molto bene l'olanda e ti posso dire che ciò che affermi è parziamente impreciso, non per malafede ma per informazioni magari mediate male. Tu citi Bijlmer che... } – May 22, 3:09 PM
  • giorgia { Ciao Giaspo, la scuola steineriana ha tutto il mio rispetto, ma una scuola è pubblica, egualitaria e ha dei principi che vanno bene per tutti oppure è privata allora esclude... } – May 22, 1:47 PM
  • clettox { Ho visto ora la mail, una storia bellissima, 400 anni di vita per una pianta sono una certa età! Anche per una vite. Si, il Parco Agricolo è la porta... } – May 22, 1:11 PM
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