Scarica «Arzèstula», il nuovo album dei Funambolique (feat. Wu Ming 1)

Copertina dell'album Arzestula
In un futuro prossimo, non molti anni dopo una Crisi che ha riportato l’Italia a una condizione preindustriale se non premoderna, una donna di mezza età vaga per le campagne semi-sommerse tra Ferrara e il Delta del Po. Non ha nome, si chiama in causa con varie antonomasie: la Storica, la Scrittrice, la Veggente… Cerca i luoghi della sua infanzia e – forse ancora più importante – gli echi del suo dialetto nativo. E’ visitata da varianti dello stesso sogno. Incontra un uomo di nome Matteo, parlano e insieme hanno un’epifania, un’illuminazione: la parola “Arzèstula” fa apparire l’uccellino al quale si riferisce, la cinciallegra. La donna torna a casa, all’ex-autogrill di Cantagallo, sud-ovest di Bologna, dove si è insediata una libera comunità di reietti con disturbi neurologici. Tutti insieme, la notte, si dedicano a rituali che permettono di vedere il futuro. Non il futuro dietro l’angolo, ma un futuro remotissimo, anteriore.

Dogato

Dintorni di Dogato, frazione di Ostellato (FE), geometrie d'acqua. Foto di Claudio Pedrazzi. Clicca sull'immagine per vedere la sua splendida galleria su Panoramio.

Arzèstula fa parte dell’antologia di racconti Anatra all’arancia meccanica (Einaudi, 2011), ed è uno dei testi più enigmatici usciti dalla nostra fucina letteraria. C’è una storia, ma non una trama. L’ho scritto nell’autunno 2008 e, anno dopo anno, la sua allegoria si precisa. Scrivo questa nota nel 2011, mentre tutti parlano di crisi e catastrofi, e forse un giorno gli enigmi saranno chiari a tutti. L’io narrante è chiaramente un mio alter ego. Io vengo da quei posti, da quei campi punteggiati di acquitrini, e sono cresciuto ascoltando quel dialetto.
I Funambolique hanno donato a questo testo una colonna sonora sorprendente e non meno enigmatica, che passa da momenti umbratili ad apollinei squarci nella tela del mondo. Flauti, cinguettii, evoluzioni a tutta prima incongrue, lounge music avvolta dalle nebbie, tra piccole gioie e ondate di melancolia che rallenta il cuore. Tutto questo in un umido, misconosciuto angolo d’Italia. Da ascoltare mentre uscite dalla città. Qualunque città. (Wu Ming 1)

Scarica Arzèstula. Cartella zippata da 75,5 mega con 7 mp3 a 275k + copertina e booklet.Licenza Creative CommonsQuest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

Per contattare la band
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Mail: funambolique AT yahoo.it

Campolungo
Il canale Ferrara – Porto Garibaldi fotografato da Claudio Pedrazzi all’altezza di Campolungo, frazione di Ostellato. Clicca per vedere la galleria.

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9 commenti Scrivi un commento
  1. avatar Wu Ming 1 says:

    Quest’album dei Funambolique è il frutto di mesi di lavoro. Dopo una lunga gestazione tra composizione e prove, è stato registrato il 18 e 19 agosto in un teatro vuoto e adibito alla bisogna, il Teatro comunale di Camino al Tagliamento (UD), approfittando anche di una mia permanenza estiva a Trieste. Missaggio e masterizzazione sono stati eseguiti con perfezionismo. Ieri sera la cartella zippata è stata scaricata quasi 500 volte, ed era una domenica. Di questo sono molto contento. Ascoltate più volte, guardate le foto di Pedrazzi, se vi va rileggete il racconto. Insomma, viaggiate in quella terra di confine tra passato prossimo e futuro anteriore, “tra bonifica e palude” (come scriveva qualcuno su Twitter), tra nebbia che sfuma i tratti e translucido nitore che accende il mondo. Viaggiate con la mente e, chi può, con il corpo. Poi, se vi va, lasciate qui un commento, una recensione, un rigo appena.

  2. avatar paola di giulio says:

    Un rigo appena WM1: abbiamo appena ascoltato un bellissimo ‘viaggio’…vissuto l’atmosfera evocata dalle musiche, e apprezzato molto il tono usato dalla voce narrante… Veramente un modo di vivere nel racconto.
    Un bel lavoro, i Funambolique hanno creato una musica perfetta. Grazie.

    p.s. abbiamo anche il camino acceso e il gatto sulla poltrona, fuori c’è nevischio, troppo facile, sembra fatto apposta.

  3. avatar Luca Casarotti says:

    Ho terminato ora il primo ascolto. Senza dubbio ascolterò ancora, affinerò le mie impressioni. Intanto, un commento al volo, che il lavoro merita.
    E’ importante, per il jazz italiano, che ci siano band come i Funambolique, che scelgono di impiegare strumenti in parte elettrici, tipici di un gruppo fusion e che nel contempo riescono ad esprimere una musica lontana da molti degli stereotipi idiomatici “fusionari” che intasano le produzioni mainstream. E’ importante che band come i Funambolique accettino di confrontarsi, talvolta, con forme articolate, magari non immediatamente fruibili, che fanno trasparire un’attenzione all’aspetto più propriamente compositivo che spesso capita di vedere messo tra parentesi da troppi jazzisti, anche bravi: un tema, un solo e via. Proprio per questo “preghiera” è la traccia che per ora mi piace di più. Lirico il canto all’unisono di voce e basso; efficace il contrasto con il secondo episodio, ostinato e ritmico, direi “rituale”: davvero riuscito. “Ricordi d’infanzia” potrebbe benissimo essere una colonna sonora, con in più la sferzata free ad accompagnare la lettura. In generale trovo che il gruppo dia il suo meglio, interpretativamente, quando espone i temi più cantabili: ai brani già citati aggiungo anche “Arzestula”. Nei soli di pianoforte sento una certa influenza hancockiana.
    Se posso permettermi una critica, ho percepito un po’ di ansia nell’esecuzione de “La veggente”, non so se per scelta artistica o perché, obiettivamente, c’erano da suonare tante note, pure veloci.
    Ora la pianto con ste notazioni da musicista, perché, a prescindere da queste, le evocazioni che suscita il disco sono potenti: sotto questo aspetto l’intento è riuscito. Non so che effetto faccia “arzestula” nell’ambientazione che propone wm1, ma anche in casa, seduti davanti al computer con un paio di cuffie in testa, le atmosfere del racconto si sentono, nitide. Ah, “all’armi siam digiuni” letta su un ritmo di samba è una chicca!

  4. avatar Wu Ming 1 says:

    Ecco un disturbante – ma soprattutto disturbato – reperto sonoro dalla presentazione di Arzèstula al Knulp di Trieste, sera del 16 dicembre 2011.

    Ricordo distintamente il pomeriggio del marzo 1990 in cui, al cosiddetto “Ufficio stampa” di Lettere Okkupata (secondo piano di via Zamboni 38, Bologna), mi ritrovai per la prima volta tra le mani la “Cassetta rossa” commemorativa del Canzoniere delle Lame, divisa in “Lato antifascista” e “Lato antimperialista”. Qualcuno, credo Gianfranco Ginestri, ne aveva portati in regalo alcuni esemplari, per noialtri della “Pantera”. Più tardi seppi che ne esistevano solo cento copie. Una me la accapparrai io.

    Tra quelle canzoni, una mi colpì più di altre. Sulla cassetta era indicata come “Almirante al Cantagallo”. Io ero arrivato a Bologna solo pochi mesi prima, non avevo ancora 20 anni. Fu grazie a quel beffardo pezzo in 3/4 cantato in coro che seppi del noto (ma per me non ancora) episodio di lotta antifascista avvenuto all’autogrill di Bologna nei primi anni ’70.

    Molti anni dopo, cercando in rete notizie sulla canzone, l’ho ritrovata ovunque con il titolo “All’armi siam digiuni”, mentre il titolo “Almirante al Cantagallo” è attribuito a un’altra canzone sullo stesso episodio, composta e cantata da Piero Nissim. Boh. Io, giusto o sbagliato che fosse, quella del Canzoniere delle Lame l’avevo sempre chiamata col titolo che c’era sulla cassetta…

    Omaggio al Canzoniere delle Lame:
    Funambolique & Wu Ming 1
    All’armi siam digiuni / Almirante al Cantagallo (Schizoid Version) – 5’24″
    Testo di Janna Carioli, musica di Emal.

  5. avatar Luca Casarotti says:

    @WM1 Urca, complimenti! Viste le tue dichiarazioni di ritrosia, non immaginavo che ti saresti prestato facilmente a cantare. Ora la metto in repertorio anch’io.

  6. avatar mattpumpkin says:

    Interessanti le notazioni di Luca Casarotti sull’album, che in effetti anche riascoltato rende ottimamente le atmosfere evocate dal vivo, “a caldo”.
    E concordo in pieno sull’efficacia dell’arrangiamento samba del pezzo sul Cantagallo. Tra le altre cose, ascoltato dal vivo ha reso e rivelato l’irresistibile lato comico, irriverente e gioioso presente nell’evocazione dell’episodio.
    Io, durante l’esecuzione, non la smettevo di ridere.

  7. avatar Wu Ming says:

    3092 download per Arzèstula dalla data del post a oggi. Tanti o pochi per un album di jazz-e-dintorni? Tanti o pochi per musica “di nicchia” ma liberamente scaricabile? Tanti o pochi per la colonna sonora di un racconto? Non siamo in grado di dirlo, perché un’operazione così non l’avevamo ancora fatta. Di più. non l’avevamo ancora vista. Il download era indicato solo qui, dopo la pubblicazione del post non lo abbiamo più ri-segnalato, né abbiamo visto recensioni. E’ plausibile che i tremila “scaricatori” siano in gran parte frequentatori di Giap. Questi gli elementi di cui tenere conto. Tanti o pochi? Si esprima chi ha un’idea in merito.

  8. avatar Wu Ming says:

    A proposito di colonne sonore dei nostri romanzi e racconti, stasera a Bologna, Teatro S. Leonardo, via S. Vitale 63, gli Skinshout! (Francesco Cusa e Gaia Mattiuzzi) eseguiranno dal vivo il loro album Altai. E’ annunciata anche la partecipazione di WM1, ma motivi di salute gli impediranno di esserci. La serata inizia alle 21:30.

  9. avatar FUNAMBOLIQUE… Theatre Jazz | ARCI Trieste says:

    [...] L’ultimo disco “Arzestula” e’ un concept album ispirato a un racconto del collettivo di scrittori bolognese Wu Ming (dal libro “Anatra all’arancia meccanica” Einaudi 2011) a cui ha partecipato lo stesso Wu Ming 1 leggendo brani tratti dal racconto. Il cd, inoltre, e’ stato pubblicato con licenza Creative Commons e quindi scaricabile gratis, copertina e grafiche comprese [...]



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Hanno detto di noi:

«Come facciano questi cani sciolti italiani a ottenere narrativa di tale potenza e complessità da un lavoro collettivo resta un enigma, ma possano i loro tamburi suonare a lungo.»
The Independent

«In letteratura, quattro cervelli messi insieme per scrivere un'opera fanno zero. Forse anche meno [...] Una macedonia di fumetti, vecchi film, spezzoni di fiction, sceneggiature ingiallite, elenchi telefonici stranieri, dipinti d'epoca e imitazioni di salgariani impazziti.»
Avvenire

«E poi, come diavolo scriveranno a dieci mani i favolosi cinque? Capitan Sovietico scrive un capitolo e SuperGuevara un altro? Oppure scrive tutto l'Uomo Maoista e gli altri fanno l'editing? »
Libero

«Come diceva Ernesto Calindri in un celebre Carosello anni Sessanta: "Dura Ming! Non dura, non può durare…".»
R. Chiaberge, Il Sole 24 Ore

«Non leggete L'eroe imperfetto di Wu Ming 4. Basta coi finti sperimentali.»
A. D'Orrico, Sette/Corriere della sera

«I Wu Ming stanno con Al-Qaida, il cui obiettivo siamo noi e fa di Hitler un dilettante. Fate sentire la vostra voce, i vostri valori. E, se credete, mandateli affanculo.»
Il Domenicale, giornale fondato
da Marcello Dell'Utri

«Altai è una boiata, proprio come Q
Libero

«Non credo che al lettore giovane importi un cazzo di ciò che Wu Ming racconta o narra. Queste, tuttavia, sono le uniche categorie di lettori: professoresse donne, interessate a romanzi che hanno come trama uteri asportati e poi, nel caso della narrativa di tendenza giovanile, indiani d’America che lanciano frecce al curaro nel buco del culo del coprotagonista.»
Fulvio Abbate

«Venditori di inchiostro al dettaglio. I lettori di Wu Ming sono azionisti inconsapevoli di un’operazione più commerciale che culturale. I Wu Ming sono un'associazione a delinquere di stampo immaginario.»
Gian Paolo Serino, Il Giornale

«Asserviti al mercato. Leghisti col calamaio. Una parodia dell’antipolitica applicata alla letteratura. Una versione (postmoderna) dello zdanovismo, o una declinazione letteraria della battaglia ratzingeriana contro il "relativismo culturale".»

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