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Luca Abbà

Wu Ming 1, «Un viaggio che non promettiamo breve». L’anteprima al festival Alta Felicità #NoTav

Détournement di una foto di Michele Lapini. Barca No Tav nel Canale della Giudecca, Venezia. All'orizzonte, le montagne della Val di Susa.

Détournement di una foto di Michele Lapini. Barca No Tav nel Canale della Giudecca, Venezia. All’orizzonte, le montagne della Val di Susa.

[WM1] Dunque… Da dove cominciare? È un pezzo che sono in semiclausura. Trascuro le relazioni, lascio le email senza risposta (scusatemi tutt*!), non propongo post per Giap (a parte questo che state leggendo), delego a Tommaso e Giulio la cura di Quinto Tipo, lascio ai miei compagni di collettivo diverse patate bollenti, sono in defaillance su molti fronti. Come mai?

È presto detto: ho dedicato gran parte della primavera e sto dedicando gran parte dell’estate all’Ultimo Sforzo, alla Tirata Finale, a una maratona di scrittura e revisione del libro che vado scrivendo dal 2013.
Chi segue Giap sa di che si tratta. Per tutti gli altri lo esplicito: è una biografia narrativa del movimento No Tav; è un’inchiesta in forma di poema in prosa; è un romanzo vero.
Si intitola: Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav in Val di Susa.
Se tutto fila liscio, dovrei riuscire a consegnare l’ultima parte dopo Ferragosto. In quel caso, uscirà per Einaudi il 31 ottobre, data in cui, ogni anno, il movimento No Tav ricorda la «Battaglia del Seghino» (31/10/2005). Prosegui la lettura ›

Audio | Scrittori in Val di Susa. Immaginario e lotte a partire dai #notav

Il filo spinato che cinge il non-cantiere in Val Clarea. Di produzione israeliana, con lamette al posto delle spine. Illegale in Italia.

Il filo spinato che cinge il non-cantiere in Val Clarea. Lamette al posto delle spine. Pare che sia di produzione israeliana, nonché illegale in Italia.

Ecco le testimonianze audio della due giorni “Una montagna di libri”, svoltasi il 26-27 maggio scorsi nei luoghi della resistenza #notav: Bussoleno, Chiomonte, Giaglione e Val Clarea. Grazie a tutte e tutti, in particolare a Serge, Rita e Maurizio che – sebbene non da soli – hanno ideato e reso possibile l’evento. Un saluto a Giorgio Rossetto, agli arresti domiciliari a Bussoleno. Lo abbiamo intravisto dalla strada, dietro il vetro della finestra. Queste parole sono anche per lui. Prosegui la lettura ›