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Davide Gastaldo

L’incendio in #Valsusa raccontato da dentro

Da Mompantero, oggi. Incendio domato da due giorni, nell’aria c’è ancora il fumo.

di Davide Gastaldo *

Domenica 29 ottobre, h. 4:40.
– Tocca a noi, ci sono i vigili del fuoco.
– Ok.
– Io prendo zia, cane e gatto,  attacco le gomme dell’acqua e chiudo il gas nostro e dei vicini, tu fai due borse con l’essenziale.
– Ok.
Nelle borse, oltre a un po’ di biancheria trovo: il mio vestito del matrimonio, il pelouche che mia moglie teneva nel letto da piccola, una trousse di trucchi, i passaporti…
Poco importa, tanto nella fretta spediamo il tutto fuori valle con zia e bestiole, e restiamo sfollati senza un paio di mutande di ricambio.

La Valsusa bruciava da una settimana, il lato orografico sinistro, da Foresto fino a Rubiana era un rogo che si spostava sulle ali di un vento bastardo, con raffiche fino a 100 kmh in direzione nord-ovest, ma con mulinelli ascensionali e brusche svolte. Prosegui la lettura ›

Omnia sunt communia! Il coraggio della Valsusa e il nostro, nell’onda d’urto del «colpo globale» #WM1ViaggioNoTav

L'Internazionale

«Quando una cosa comincia in un punto, bisogna saper accettare di non commisurarla subito con la situazione globale. Il colpo che ci è stato inferto è di natura globale. È talmente globale da poter restare indistinto abbastanza a lungo. Ancora non sappiamo quali siano i suoi ingredienti principali, le sue localizzazioni prioritarie, che cosa succederà, ecc. Sentiamo solo il colpo ricevuto e l’impotenza. Dal punto di vista della situazione globale, non c’è per il momento nessuna cura possibile per l’impotenza. La presunta risposta globale, infatti, la conosciamo, è il vecchio ritornello sulla “ricostruzione della sinistra”. Questo significa ritornare alle vecchie abitudini… e preparare quindi la reiterazione senza coraggio delle circostanze che provocano l’impotenza. Quando si riceve un colpo globale, il coraggio che deve rispondergli è locale. È in un punto che potrete ricostruire la possibilità di vivere senza perdere l’anima negli effetti depressivi del colpo ricevuto. Il coraggio orienta localmente nel disorientamento globale.» (Alain Badiou)

Il 15 ottobre 2016 Un viaggio che non promettiamo breve era ancora in tipografia e non si poteva ancora presentarlo, al massimo pre-presentarlo.
Due giorni prima, in un perturbante passaggio di testimone, Dario Fo era morto e Bob Dylan aveva vinto il Nobel per la letteratura. Secondo alcuni commentatori, quella dell’Accademia Svedese era una risposta preventiva a uno dei due possibili esiti delle presidenziali USA. Mah.
Mentre scriviamo questo post, la notizia che muove la macina è proprio l’esito di cui sopra.   Prosegui la lettura ›