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Transmedia

«Radio Piemonte International», il primo podcast prodotto da Melologos. Per meglio dire: un radiodramma da Ufo 78

Radio Piemonte International, la locandina

Puoi ascoltare Radio Piemonte International su Giap, Apple Podcasts, Internet Archive, Vimeo e YouTube***.

Radio Piemonte International è il primo podcast realizzato dal laboratorio Melologos, che abbiamo fondato a Bologna e avrà la propria sede al Nassau, un nuovo spazio polivalente in via de’ Griffoni 5/2. Ma andiamo con ordine.

«Podcast» è un termine generico, un ombrello lessicale che può confondere le idee, perché copre prodotti e generi molto diversi tra loro*. Radio Piemonte International si ispira al formato del radiodramma, e si svolge in un atto unico di 19 minuti.

Nell’arco di tre mesi, dall’ottobre al dicembre 2022, abbiamo adattato, messo in scena e sonorizzato un capitolo di Ufo 78, il 17 del Secondo movimento. Ecco le voci che udirete:

Wu Ming 1 – Voce narrante, gli ufologi Bonino e Ravarino, “Giuseppe”

Donatella Allegro – Milena Cravero

Jadel Andreetto – “Walter”

Filomena “Filo” Sottile – Carmen

Come si diceva, la produzione – montaggio, missaggio, ingegneria sonora, mastering ecc. – è di Melologos, un lavoro di squadra coordinato da Stefano D’Arcangelo. La registrazione della voce di WM1 è a cura di Giroweedz. Prosegui la lettura ›

Veglione rosso. L’alba di una notte durata vent’anni.

La scorsa primavera, una raccolta fondi lanciata da Casa Spartaco, dall’Anpi di Correggio e dall’Istoreco di Reggio Emilia, ha permesso di realizzare Veglione rosso, un volume di racconti scritti da Wu Ming 2, uno per ciascuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti tra il 1920 e lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Storie di muratori, braccianti, contadini, falegnami, operai. Donne e uomini che hanno rifiutato un destino di fame e fatica. Venivano da famiglie socialiste, anarchiche, comuniste. Oppure erano i primi, della loro schiatta, che avessero osato iscriversi a un sindacato, a una cooperativa, a una lega di lavoratori. I primi a scioperare, i primi a pretendere di stare meglio, senza aspettare il giudizio universale. Bastonati, per questo, sulle strade di un borgo che sa di letame. Aggrediti nella nebbia che sale dai fossi. Pestati a sangue accanto alla bicicletta. Avvelenati con l’olio di ricino alla Casa del fascio. Malmenati in caserma e in prigione. Stesi nella polvere di una cavedagna, nel fango dei campi, sul selciato di una piazza, fuori dall’osteria, davanti alla porta di casa.
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Black Elf Power: il lato chiaro e quello oscuro degli Anelli del Potere

di Wu Ming 4

1.  «Io odio l’elfo nero»

La serie tv Amazon Gli Anelli del Potere, tratta dalle appendici del Signore degli Anelli, ha deluso parecchi fan tolkieniani e non solo loro. Pur mostrando il suo punto di forza nella resa immaginifica di panorami e skyline, nelle prove di alcuni attori e nella ricerca per così dire etnografica sui popoli della Terra di Mezzo, è parsa incredibilmente carente sul piano della scrittura, cioè per quanto riguarda la costruzione della trama e dei personaggi. [Qui un’estesa recensione/riflessione con spoiler]

Prima ancora dei giudizi trancianti sulle falle narrative però, la serie tv ha suscitato una quantità di polemiche e dibattiti sulla canonicità della rappresentazione, e sulle intenzioni politiche della produzione stessa. Amazon Prime è stata accusata di strumentalizzare le storie di Tolkien, reclutando un cast multietnico e presentando personaggi femminili clamorosamente più forti rispetto a quelli maschili, in ossequio ai dettami del politicamente corretto made in USA. Nei mesi scorsi, in giro per la rete e per i social media, sono state lanciate invettive per la presenza di un elfo, una regina numenoreana, una principessa nanica e alcuni hobbit interpretati da attori e attrici nere. La loro presenza non sarebbe filologicamente corretta – ha protestato certo fandom -, perché nelle storie di Tolkien le suddette razze non comprendono individui non bianchi, dunque inserirli sarebbe una forzatura strumentale, un «fare politica usando Tolkien» (in Italia ne sappiamo qualcosa, anche se più spesso si è trattato di una politica di segno opposto, ma tant’è).  Prosegui la lettura ›

A che punto è Wu Ming? Riprendiamo tutti i fili (o quasi)

Ufo ’78.

Dedicato a Emilio Scalzo, di nuovo libero.
A sarà düra anche per loro.

0. INTRODUZIONE: UFO ’78
1. LIBRI GIÀ SCRITTI CHE CONTINUANO A VIAGGIARE

1a. L’eroe imperfetto, edizione aumentata
1b. Nuova edizione di Q, la prima dopo il ventennale
1c. USA: una notizia di quelle a cui non siamo abituati
1d. Q ripubblicato in Francia: una storia non semplice
1e. Proletkult in giro per il mondo: Francia, Grecia, Catalogna
1f. Q comme Qomplot in Francia e Québec
1g. Quinto Tipo: Una cosa oscura, senza pregio in Slovenia
2. SUI PALCHI E IN PISTA: CIRCO, TEATRO E MELOLOGOI
2a. Ancora due settimane per Melologos
2b. Ritorna Surgelati, «opera per 14 mani per scrittore, fumettisti e gruppo rock»
2c. Ascoltare Proletkult: Wu Ming 2 in «Bogdanoviana»
2d. Continua la tournée de L’Uomo Calamita
3. IL CAMMINARE, I TERRITORI, LE ESPLORAZIONI

3a. Yekatit 12. Bologna, 19 febbraio, trekking urbano
3b. Riconoscersi partigiani: volti e paesaggi
3c. Scritture migranti: «Come una goccia che cola sul vetro»
3d. Blues per le Terre Nuove: Moira Dal Sito, IRÆ, Niente da vedere
4. DOCTOR, KINDLY TELL YOUR WIFE THAT…
5. ON THE ROAD AGAIN: CALENDARIO FEBBRAIO – MAGGIO 2022

Barcellona, Bari, Bologna, Bomporto, Bruxelles, Ceglie Messapica, Ferrara, Imola, Maranello, Modena, Novoli, Parigi, Torino e non solo.

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Ancora in pista, ancora sui palchi, con l’Uomo Calamita e lo Zulù

Come promesso, L’Uomo Calamita è tornato in pista, fin dal primo giorno di quest’anno.

Il circo El Grito ha piantato il suo tendone nello spazio esterno del Teatro Kismet, a Bari, e sotto la sua cupola, per sette repliche, si sono esibiti Giacomo Costantini, Fabrizio “Cirro” Baioni e Wu Ming 2.

Oltre mille persone, dall’1 al 6 gennaio, hanno ascoltato e visto la storia del nostro supereroe antifascista e della piccola Lena, raccontata con parole, colpi di batteria, strani strumenti musicali, illusionismo e numeri acrobatici. Una miscela che ci dicono essere unica nel suo genere, perché il circo ha spesso trovato spazio nella letteratura, ma il contrario è decisamente una novità: un testo letterario declamato sulla musica durante uno spettacolo circense sotto uno chapiteau.

Le prossime date in calendario saranno il 21, 22 e 23 gennaio, allo Spazio Flic di Torino. Si tratta del “recupero” delle serate previste per novembre e poi rinviate causa Covid. Con l’occasione, rendiamo disponibile l’audio della presentazione che si è tenuta al Circolo dei Lettori e che avrebbe dovuto concludere le giornate torinesi di novembre. Prosegui la lettura ›