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Transmedia

«A noi rimane il mondo». Un documentario sulla Wu Ming Foundation / Prima parte (di 2)

Il moodboard di accompagnamento alla sceneggiatura del 2018. Clicca per ingrandire.

[WM: A metà dicembre dell’anno scorso, in un post di notizie dal mondo del cinema, abbiamo rivelato per la prima volta che «una troupe bolzanina, diretta dal regista Armin Ferrari, sta girando in questi mesi un documentario sulla Wu Ming Foundation, ovvero sullo strano caso di collettivi e comunità sorte a partire dalle discussioni su un blog di romanzieri, per poi occuparsi di sentieri, di guerriglia odonomastica, di J.R.R. Tolkien, di bufale storiografiche, di cambiamenti climatici, di scrittura collettiva, di colonialismo…»
Per meglio spiegare di che si tratta, abbiamo chiesto ad Armin di raccontare la genesi dell’idea e il dipanarsi delle riprese dal vivo, che insieme a tanti materiali d’archivio andranno a comporre la traccia visiva del documentario. A questo proposito, chiediamo a tutte le giapster e i giapster in possesso di materiali audiovisivi – ma anche di foto e audio interessanti – su una qualche attività della Wu Ming Foundation, di mettersi in contatto con Armin e la produzione, scrivendo all’indirizzo info AT riffvideo.it.]

di Armin Ferrari

– E questa stanza è lontana? 
– In linea retta un 200 metri ma qui, purtroppo, vie dirette non ce ne sono.

A. Tarkowskij, Stalker,1978. Prosegui la lettura ›

Yekatit 12 | Febbraio 19. Zerai Deres, una mappa e una data per agire la memoria.

Secondo post, di quattro, per avvicinarci alla scadenza di Yekatit 12, il 19 febbraio, che abbiamo lanciato come giornata di iniziative per ricordare i crimini del colonialismo italiano.

Una settimana fa abbiamo reso pubblica la mappa qui a destra, in costante aggiornamento, dove intendiamo rappresentare i luoghi di una sterminata “topografia colonialista”: edifici, monumenti, odonimi, lapidi e fantasmi che incarnano nel paesaggio l’eredità coloniale d’Italia.

Abbiamo battezzato il progetto “Viva Zerai!“, in assonanza con il “Viva Menilicchi!” che architettammo a Palermo nel 2018. Ma chi diavolo era questo Zerai? Prosegui la lettura ›

L’Uomo Calamita. Se non possiamo raccontarvelo in teatro… ve lo raccontiamo lo stesso.


Questa sera, sabato 7 novembre, alle ore 21, avremmo dovuto portare in scena L’Uomo Calamita, al teatro San Faustino di Sarezzo, in Val Trompia. Sarebbe stata la prima recita della tournée autunnale, dopo che le date di primavera erano saltate tutte, Dpcm dopo Dpcm.

Per l’occasione, avevamo già ristampato il libro, con il racconto di Wu Ming 2 da cui è tratto lo spettacolo, impreziosito dalle illustrazioni di Marie Cécile. La casa editrice Strane Dizioni ne ha tirate 1000 copie, visto che la prima edizione era andata esaurita dopo una decina di repliche.

La vicenda è ambientata durante la seconda guerra mondiale, quando il fascismo proibì gli spettacoli girovaghi degli “zingari” e iniziò a rastrellarli e concentrarli “sotto rigorosa vigilanza”. Vista la situazione, una compagnia di circensi, guidata dall’enigmatico “Uomo Calamita”, mette i propri superpoteri magici e funambolici al servizio della Resistenza antifascista.

L’azione scenica è un “oggetto narrativo non identificato” che mescola numeri da circo,  letteratura declamata, ritmi di batteria, musica elettronica e mesmerismo.

Non potendo esibirci dal vivo, né volendo ricorrere allo streaming, abbiamo pensato che L’Uomo Calamita (il libro) è l’unico modo che abbiamo per portare in giro, nonostante le zone rosse/arancio/gialle, la storia che Giacomo Costantini, Fabrizio “Cirro” Baioni e Wu Ming 2 avrebbero raccontato sulla pista del circo El Grito e nei teatri della Penisola. Prosegui la lettura ›

A che punto è Wu Ming? Riprendiamo i fili dei discorsi (e delle prassi)

Buoni viaggi alle navi che salvano vite. Lusingati per la citazione, ringraziamo Mediterranea e salutiamo la Mare Jonio che il 10 giugno ha ripreso il mare.

INDICE

0. Introduzione

1. Libri già scritti che continuano a viaggiare
1a. Speciale L’Armata dei Sonnambuli in Germania
1b. Altai e Proletkult nello Stato Spagnolo
1c. Messico: cinque uscite future, grazie a Paco Ignacio Taibo II
1d. Le voci di Cantalamappa: due diverse letture (Yamunin e Leggere : Forte!)

2. Scritture in corso, nuove uscite e altri progetti
2a. Il romanzo che stiamo scrivendo insieme: La grande ondata del ’78
2b. La battaglia della merda, di WM2 e Giuseppe Palumbo
2c. Un libro di WM1 sulle teorie del complotto
2d. Il progetto di WM1 sul clima: Blues per le terre nuove
2e. Tolkien e dintorni: i Quaderni di Arda e un convegno a Trento
2f. Il sentiero degli dei, un’extended version in uscita da Feltrinelli
2g. Ritorna Quinto Tipo: Stradario Hip-Hop di Giuseppe Nexus Gatti

3. On The Road Again? Non è così semplice…
4. Wu Ming Foundation e dintorni
4a. Le inchieste di Nicoletta Bourbaki: Montanelli e il caso Giuseppina Ghersi
4b. I monumenti e la guerriglia odonomastica
4c. Alpinismo/Appenninismo Molotov
Postilla tecnosociale
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Abitare mondi diversi. Traiettorie ed evoluzioni del New Italian Larp (quattro anni dopo e nel post-pandemia)

Sahara Expedition: le Dune del Sahara. Foto di Luca Tenaglia. «L’arte, come i giochi, è un mezzo per trasporre esperienze. Ciò che abbiamo già visto o sentito in una certa situazione lo riceviamo improvvisamente in un materiale di tipo nuovo.» 
(Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare)

di Andrea GiovannucciChaos League *

«Negli ultimi anni il larp in Italia ha guadagnato forza e popolarità, ha assunto forme nuove e più coscienti. Questo manifesto indica una via perché questo percorso continui prendendo finalmente il Larp per quello che è: una maniera forte e partecipata di raccontare storie. Storie potenti, che lasciano il segno. Storie che siano asce di guerra da dissotterrare.»

Così cominciava il Manifesto Southern Way / New Italian Larp – liberamente derivato dal memorandum sul New Italian Epic – che abbiamo pubblicato nel 2016 come collettivo Chaos League.

Procediamo come il gambero: cos’è il larp? Prosegui la lettura ›

I diciotto di Cortecchio e la Lupa Verde. Storie di Resistenza e scarpinate sull’Appennino.

Partigiane e partigiani della 36ª Brigata Garibaldi al comando di Ca’ di Gostino (RA)

Lunedì 24 febbraio avevamo in programma un doppio incontro in quel di Vercelli: la mattina, all’Università del Piemonte Orientale, con le studentesse e gli studenti del corso di Letteratura Italiana, tenuto dalla professoressa Stefania Sini e quest’anno dedicato ai nostri romanzi; il pomeriggio, nella biblioteca comunale, in collaborazione con l’ANPI, per un appuntamento intitolato «Resistere raccontando, raccontare la Resistenza. La lotta partigiana nei libri del collettivo Wu Ming».

Entrambi sono saltati, letteralmente dall’oggi al domani, per l’irrompere dell’emergenza Coronavirus. Prosegui la lettura ›

«Non ho altra malattia». Un poema anticoloniale scritto in Libia nel 1931, musicato dal Bhutan Clan e letto da Wu Ming 1

Illustrazione di Alberto Merlin, realizzata ad hoc per il Bhutan Clan e Giap. Clicca per ascoltare il Canto del campo di el-Aqila.

El-‘Aqila – pronunciato in dialetto «el-‘Aghila», in arabo standard «al-‘Uqaylah» – è una piccola città affacciata sul Golfo di Sirte. Nel suo entroterra, nel 1930, il governatore della Libia Pietro Badoglio e il vicegovernatore della Cirenaica Rodolfo Graziani fecero costruire un campo di concentramento in cui furono rinchiusi, nei due anni successivi, circa trentamila cirenaici, in gran parte donne e bambini. Molti uomini furono messi – e sovente fatti morire – ai lavori forzati, per costruire le mitiche strade con le quali ancora ce la menano gli apologeti del nostro colonialismo: «In Africa abbiamo fatto le strade!».

L’autore del poema che stiamo per farvi leggere e ascoltare, Rajab Hamad Bu-Huwayish al-Minifi, aveva combattuto da partigiano contro l’occupazione fascista. Proveniva dalla regione di al-Butnan, a cavallo tra gli attuali Egitto e Libia, con la città di Tobruq come capoluogo. La distanza tra queste zone e il campo di concentramento era di circa 500 chilometri, che i deportati furono costretti a percorrere a piedi, a tappe forzate. Prosegui la lettura ›