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Wu Ming has written 203 articles so far, you can find them below.

I minatori di San José e la fiction istantanea

[Oggi, sulle pagine de L’Unità, compare un articolo di WM2 a proposito dell’instant fiction costruita sulla vicenda dei minatori di San José. L’articolo è piuttosto breve (ci avevano chiesto 4200 battute) e riesce solo ad abbozzare un discorso molto più vasto, che vorremmo invece sviluppare con voi. Intanto, eccolo qui.]

Il ritorno dagli inferi dei minatori di San José – raccontato in diretta su tutti i mezzi d’informazione del pianeta – ha prodotto un corto circuito nella memoria di molti italiani over 35. In un unico evento mediatico si sono fusi e confusi due episodi centrali per la storia della televisione italiana: Vermicino e il Grande Fratello. L’ansia vissuta davanti al teleschermo per la sorte di Alfredo Rampi dentro un pozzo artesiano e l’attesa dei fan per l’uscita dei concorrenti dalla casa di Cinecittà. Riflettori accesi e pulsione di morte: da un momento all’altro la capsula di salvataggio dei trentatré minatori cileni poteva incepparsi e trasformare “la festa in tragedia”, con il conseguente dibattito sul cinismo dei giornalisti, già sviscerato sessant’anni fa da Billy Wilder nel film L’asso nella manica. Prosegui la lettura ›

Le bestie dalla Serbia, falso evento

di Wu Ming 5

Il Demos non sa che farsene della democrazia. Questo mi viene in mente se ripenso alle scene televisive di Italia-Serbia. Non sono Valerio Marchi, e le mie analisi tendono al generale, sempre. Non sono così addentro al “fenomeno ultras” da potermi spacciare per esperto, ero solo uno che andava in curva negli anni ’80. E’ proprio in questi frangenti che la voce di Valerio manca. Non che ci sia silenzio attorno alla vicenda. Anzi, c’è il frastuono. I titoli dei giornali: “Vergogna”, “Ecco le Bestie”. Le Bestie. Cioè quelli che portano fino in fondo il discorso imperante nel campo simbolico: identità, radici, essere-qualcuno, amico-nemico. Il medesimo discorso di molti partiti al governo in Europa. Mi viene in mente che parecchi dei nazionalisti serbi in azione a Genova devono essersi trovati, da bambini, sotto i bombardamenti democratici dell’occidente, cioè del Mondo. Non è un discorso giustificazionista: chi non comprende il nemico è destinato a soccombere. Vedete bene che qui, sì, il calcio davvero non c’entra. E neanche gli ultras. E’ utile quindi un sforzo di analisi, cercare il frattempo, riflettere, ragionare: tutte cose che non si possono fare sotto la spinta urgente della cronaca. Prosegui la lettura ›

Una rivoluzione. Maometto, la poesia, la differenza, il potere

WM4 recensisce il romanzo di Kader Abdolah Il messaggero, Iperborea, € 17,00

Da un punto di vista a-confessionale le religioni sono un fatto storico, culturale. Sono portatrici di un messaggio definito dal corso degli eventi e dalle forze storiche che mettono in movimento, messaggio che anche quando viene canonizzato in un solo testo sacro rimane soggetto a diverse interpretazioni. L’Islam non fa eccezione, naturalmente, e tuttavia la vulgata mediatica e politica occidentale preferisce presentarlo come una religione afflitta ab origine da tare congenite, quindi immutabili.  Potrebbe anche bastare questa considerazione a riconoscere l’importanza di un romanzo come Il Messaggero, cioè il romanzo della vita di Muhammad, profeta dell’Islam.
L’autore, Kader Abdolah, iraniano di formazione marxista, ha osteggiato tanto il regime dello Scià quanto quello khomeinista, al punto da dover lasciare il proprio paese. Dal 1983 vive in Olanda e oggi è uno dei più noti scrittori in lingua olandese. Ma al di là della biografia politicamente corretta dell’autore, i meriti del romanzo non sono solo culturali, bensì prima di tutto narrativi.
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La dea colpisce ancora – di Wu Ming 4

J.R.R. Tolkien e Robert Graves

Come è stato per la recensione di Saverio Simonelli de L’eroe imperfetto, è giusto dialogare con quella di Claudio Antonio Testi, membro fondatore dell’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena (e anche lui, come Simonelli, studioso dell’opera di Tolkien). Questo non solo per la sintesi dei contenuti e gli apprezzamenti che Testi muove al mio lavoro e a quello di tutto il collettivo Wu Ming; non solo per la valutazione positiva del mio approccio “narrativo” a un classico come Tolkien; ma anche e soprattutto perché Testi non si fa scrupolo di entrare in collisione critica con il mio saggio, in particolare per quanto concerne il taglio “gravesiano”. Quindi offre lo spunto per parlare ancora e meglio di questioni che mi interessano.
La recensione è qui: http://www.istitutotomistico.it/risorse/wuming4.html
La distanza tra l’angolazione da cui il sottoscritto (e Wu Ming) guarda non soltanto a Tolkien ma in generale alle narrazioni, alla filosofia, etc. e quella di Testi è un’evidenza che non ha bisogno di essere sottolineata, ma tutt’al più sviscerata e tematizzata, come è già capitato di fare in questo blog. Proprio l’assenza di reticenze è la condizione necessaria perché la stima intellettuale possa alimentarsi, senza alcun bisogno di andare d’amore e d’accordo su tutto. Del resto è già indice di onestà intellettuale che un recensore si approcci al nostro lavoro partendo dalle opere e che esprima un giudizio su Wu Ming ammettendo una conoscenza ancora parziale, quindi riservandosi di “ritornare su alcuni giudizi” espressi, nel caso si rivelassero dovuti a una “insufficiente conoscenza” delle nostre produzioni. Chapeau.
I punti critici individuati da Testi nella sua recensione de L’eroe imperfetto, possono e devono quindi essere discussi. Prosegui la lettura ›

A una libreria mai nata

Spedizione ordinaria. 30 chili. 15 euro. Porte girevoli. Il tintinnio degli ultimi spicci e del resto. “Grazie, arrivederci”. Il sole ha disarcionato gli ostacoli ed ora inonda piazza Battisti. Più che normale, per un 3 agosto. Le porte alle Poste si aprono e si chiudono di continuo. Noi il nostro l’abbiamo fatto. Il pacco è stato consegnato all’impiegato. Nel pacco, la Libreria della Plebe. O, meglio, quel che ne rimaneva. Rispedita al mittente, in quel di Rimini. Resa immediata, con disonore. Derivante, quest’ultimo, dal non aver battuto chiodo da mesi. Una settantina di libri. Qualche novità risalente ad aprile, qualche veterano dalla copertina sbiadita, cotta dal sole di decine di banchetti. Feste di partito, sagre, concerti, dibattiti colti. L’irriducibilmente invenduto. I sovversivi del gusto, l’Autobiografia di Duke Ellington, il Rimario della Orecchio acerbo, I piedi per terra della Dromadaire, che ci ha tenuto compagnia per 6 anni. Da quando tutto è cominciato.
Da quei primi pacchi arrivati l’ultimo giorno utile di luglio. A.D. 2004. Prosegui la lettura ›

La notte del Chueco

ovvero: 27 ore nella vita di Juan Manuel Fangio

Juan Manuel Fangio, 1911 - 1995

La Havana, 23 febbraio 1958, h. 20:45. Un uomo distinto, non tanto alto, i capelli tirati indietro sulla fronte spaziosa, percorre il vestibolo dell’Hotel Lincoln in compagnia di due persone. Gli addetti alla reception lo salutano ammirati, l’uomo ricambia con un sorriso e un cenno del capo. Gli ospiti seduti nella hall si voltano a guardarlo, dandosi di gomito. Due stanno un po’ in disparte, si alzano e vanno incontro al terzetto che avanza verso le scale. L’uomo al centro rallenta il passo e li scruta. Reporter? No, niente macchine fotografiche. Ammiratori? Probabile. Ha firmato autografi tutto il giorno, conteso tra fans, puttane in svendita e un attore americano che voleva a ogni costo una foto insieme a lui. Ora brama soltanto la cena in camera e una notte di buon sonno, per affrontare al meglio la gara dell’indomani. Dall’incidente di Monza non ha più commesso l’errore di presentarsi stanco a una partenza. Quella volta aveva guidato tutta la notte da Parigi, arrivando in Brianza appena mezz’ora prima dello start. Risultato: riflessi lenti, una sbandata in curva, la Maserati sale sul terrapieno, si invola, piroetta per aria prima di schiantarsi. Stagione e titolo compromessi. E’ passato del tempo, ma ogni tanto ci pensa ancora: la vita poteva finire quel giorno. Invece eccolo lì, a 47 anni, ancora pronto a infilarsi in un abitacolo e a interrogare con lo sguardo tre ammiratori cubani, in attesa che gli porgano una foto da autografare.
Me desculpe… – dice quello più alto, con la giacca di cuoio. Prosegui la lettura ›

Wu Ming 2: L’archivio e la strada. Nove tendenze del lavoro culturale in rete

[Siamo tutti in partenza e ci portiamo dietro i compiti. Durante il mese di agosto Giap verrà aggiornato in maniera più sporadica. Ogni tanto ci collegheremo, sbloccheremo commenti in moderazione, risponderemo per quanto possibile, ma giocoforza saremo meno presenti.
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Ci congediamo (si fa per dire) con un articolo di WM2 uscito sul n.1 della Nuova rivista letteraria, diretta dal vulcanico Stefano Tassinari (edizioni Alegre). La riflessione può risultare utile in questa estate di discussioni al calor bianco su letteratura e rete, scontri sugli e-book e ca$$i vari. WM2 elenca nove aspetti del lavoro culturale in rete: lavoro liquido, d’archivio, di strada, all’aperto, artigianale, mutante, sporco, diplomatico e sovversivo.
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A questo proposito, avete visto quale vespaio ha suscitato l’uscita del nostro agente, el comandante Heriberto Cienfuegos, che con un affondo guerrillero sulle pagine di Repubblica ha fatto uscire allo scoperto muchos hidalgos editoriales?
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Per ultima cosa, segnaliamo che sul sito ufficiale Einaudi c’è uno speciale sul successo di Manituana all’estero. Nell’ultimissimo numero di Giap formato newsletter (ottobre 2009), già ci eravamo interrogati sulla diversa accoglienza di quel romanzo in Italia e all’estero. Da allora, le cose sono andate avanti, e si può tranquillamente dire che, nel mondo anglosassone e in quello francofono, Manituana è il nostro più grande successo di pubblico e critica. Q è uscito in più paesi e ha avuto ottime recensioni, ma un “effetto” come quello ottenuto da Manituana non lo avevamo mai registrato. Per noi è un incoraggiamento a proseguire il Trittico Atlantico, e infatti stiamo studiando (i “compiti” di cui sopra). Oggi è il 216esimo anniversario della morte di Robespierre. Non fiori, ma opere di bene.] Prosegui la lettura ›