Aurora nonumentale: memorie di periferia contro la mappa morale del centro

di Mariano Tomatis*

Il cuore della Torino romana è forse il punto in cui si vede meglio lo scarto tra la città raccontata dai monumenti e quella che si muove sotto il piedistallo. Al Parco Archeologico della Porta Palatina, dentro il recinto svettano Giulio Cesare e Augusto, torniti in un bronzo muscolare tirato a lucido; appena fuori, corpi che dormono sui cartoni, avvolti nelle coperte tra cumuli d’immondizia.

Nel catalogo della mostra MonumenTO. Torino capitale (Palazzo Madama, 26 febbraio – 7 settembre 2026), Renzo Villa ritrae i due imperatori come paladini dell’ordine e della salvaguardia etnica, auspicando che «veglino sul degrado che gli inevitabili movimenti di popoli mediterranei, già romanizzati, potrebbero causare alle vestigia».

Il 7 marzo 2026, in un’intervista a La Stampa, Tomaso Montanari denuncia la gravità di «frasi così apertamente razziste» e chiede il ritiro del catalogo. Nel giro di due giorni la Fondazione Torino Musei prende le distanze: il presidente Massimo Broccio afferma che quella formulazione «non riflette il nostro pensiero». Il volume viene ritirato e avviato al macero, con l’annuncio di una ristampa senza il passaggio contestato.

Per capire se si tratta di un episodio isolato, ho visitato la mostra alla luce del doppio post sulla magia di Torino pubblicato poche settimane prima, e tenendo conto delle numerose volte in cui su Giap si è chirurgicamente criticata una mostra, un progetto museografico o la monumentalizzazione di un luogo. Si pensi alla serie Predappio Toxic Waste Blues contro il – per fortuna mai realizzato – «Museo del fascismo»; agli articoli sulla mostra «Tolkien: uomo, professore, autore»; alla critica radicale del mausoleo dedicato al criminale Graziani e alle inchieste sulle vestigia urbanistiche e odonomastiche del colonialismo italiano.

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Come anfibi in un torrente di montagna. Una scorribanda a partire da Mensaleri.

[Dopo la lettura di Mensaleri e dei sei dispacci pubblicati su Giap, in vista dell’incontro che ha organizzato a Isola del Liri (FR), Lorenzo Teodonio ci ha spedito questo testo, una vera e propria scorribanda tra carta e cartiere, villaggi e lotte operaie, libri scritti e memorie orali, epoche antiche e più recenti, scarponi e animali anfibi.]

di Lorenzo Teodonio*

Noialtri, che conosciamo bene la Resistenza, sappiamo quanto e cosa significhi la «strada dei monti» per «chi non vuole chinare la testa». In questo blog si è parlato tanto di montagna, del suo uso e del suo abuso: dalle Terre alte vogliamo partire per raccontare di quando non evocavano soltanto turismo, spopolamento e piste da sci, ma anche industrie, conflitti e idee rivoluzionarie, come la carta.

Il papiro e l’Appennino

Prima della carta, l’umanità ha utilizzato vari materiali come supporto scrittorio: dall’argilla alla pergamena, passando per il papiro. Dal suo nome discendono le parole paper, papel, papier. Prosegui la lettura ›

Casa, lavoro e macchine continue | Sesto dispaccio da Mensaleri

Un edificio dell’ex villaggio ENI a Corte di Cadore (BL)

Quando un romanzo si aggira per l’Italia è facile che intrecci i percorsi di altre opere, oltre a quelli di tante persone. In alcuni casi, l’incontro dura qualche ora soltanto, e deposita immagini nella memoria, discorsi che riecheggeranno alla distanza, frasi e aneddoti per libri futuri. Altre volte, le traiettorie si sovrappongono e le occasioni di ritrovo si moltiplicano.

1. Macchina continua

Nelle tappe di Fabriano e Jesi, il 19 e 20 febbraio, Mensaleri ha condiviso la serata con la proiezione di un documentario. S’intitola Macchina Continuadiretto e scritto da Ruben Gagliardini, con Antonio Casagrande e Margherita Montali. È un montaggio di interviste, paesaggi, riprese di scioperi e comizi, con la colonna sonora di Pietro Giorgetti e le animazioni dello stesso Gagliardini (e di Claudia Cetraro). Venti minuti per raccontare la chiusura della cartiera Giano, l’arresto di ingranaggi mai fermi da cinquant’anni, la vendita del marchio «Fabriano», il destino di 195 lavoratori. Prosegui la lettura ›

Da Bologna sale un «Ōṁṁṁṁṁ!» L’attacco psichico del 14 marzo 2026

Sabato 14 marzo 2026, h. 18:30, la moltitudine si dispone a cuneo per cominciare l'attacco psichico.

Sabato 14 marzo 2026, h. 18:30: la moltitudine si dispone a cuneo per cominciare l’attacco psichico. Pigia sul fotogramma per vedere il filmato completo.

L’altroieri, sabato 14 marzo 2026, siamo tornati nel rione Pilastro di Bologna. Wu Ming 2 ha presentato Mensaleri (Einaudi 2025) al presidio contro il MuBa, in dialogo con Roberto Panzacchi del Comitato Besta.

Il MuBa, come abbiamo già spiegato, è il «Museo dei bambini», un progetto tanto fumoso nei contenuti quanto mortifero per le piante e il suolo del parco Mitilini-Moneta-Stefanini. Un cantiere che la giunta Lepore-Clancy – a memoria di vivente, la più infervorata nell’imporre cemento, asfalto e sempre nuove infrastrutture – si è ridotta a insediare manu militari, dopo uno dei soliti “percorsi partecipati” fittizi. Quelli con cui si cerca di mascherare una politica autoritaria, zelante nel perseguire gli interessi delle lobby edilizie e grandoperistiche. Prosegui la lettura ›

ATTENZIONE: avviso sul Fabbro di Oxford

Le persone che avessero acquistato di recente Il fabbro di Oxford di Wu Ming 4 nella ristampa del gennaio 2026 si saranno accorte che mancano del tutto le note bibliografiche a piè di pagina. Evidentemente per una qualche disattenzione o disguido tecnico non sono state stampate, ma la tiratura è stata distribuita lo stesso. Trattandosi di un saggio, costellato di citazioni, la mancanza è chiaramente molto grave e inficia la ricezione dell’intero testo.

Consigliamo a coloro che hanno conservato la ricevuta di acquisto di restituire il volume “fallato” e farsi rimborsare i soldi; a tutti gli altri di scrivere all’editore Eterea Edizioni e protestare. Per quanto ci riguarda chiederemo l’immediato ritiro della ristampa. Teniamo a segnalare che non abbiamo alcuna responsabilità in questa clamorosa défaillance e siamo infinitamente spiacenti per coloro che avessero già acquistato il volume.

Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città.

È in libreria da poche settimane, frutto di una ricerca che ha coinvolto le università di Bologna, Padova e Milano Bicocca. Un’indagine sulla camminata urbana come pratica culturale, performativa e conoscitiva. I tre atenei hanno preso parte al progetto ciascuno secondo un approccio diverso: letterario, geografico e sociologico. Da novembre 2023 a febbraio 2026 si sono tenuti incontri, seminari, una mostra e soprattutto vari «laboratori intineranti», aperti a chiunque.

A Bologna, insieme a Wu Ming 2, tre piccoli gruppi di una ventina di persone hanno esplorato a piedi i fantasmi liquidi della città: il canale Navile e i torrenti Sàvena e Ravone. Quindi li hanno raccontati, a più mani, in tre domeniche di scrittura collettiva, discussioni e caffè bollente.

I testi così prodotti costituiscono la prima sezione del volume Passi Urbani. Vademecum per chi cammina in città. Le pagine contengono anche fotografie e grafiche, con l’introduzione di Filippo Milani e Giulia Molinarolo, oltre a quella di Wu Ming 2, che vi proponiamo più sotto. Prosegui la lettura ›

Le destre, i ricchi, i complotti. Lezioni dagli Epstein Files, 2a parte

Aloha Ghost, «Fantasilandia», fotomontaggio digitale, 2026. Nessuna IA generativa è stata usata per realizzare quest’immagine.

[WM1:] Sul sito di Internazionale c’è la seconda e ultima puntata della mia inchiesta sugli Epstein Files. Ecco un breve sommario.

L’inchiesta di Julie K. Brown sul Miami Herald. Quando Trump bazzicava Epstein. Come Epstein la passò liscia dopo il primo arresto. Il “consiglio di guerra” di Epstein non aveva previsto il #MeToo. QAnon salva Trump.

Pubblicare o non pubblicare gli Epstein Files? MAGA fa pressioni. Escono le prima tranches. MAGA contro Bannon. Epstein risale dalla fossa per tormentare Trump.

Come non leggere gli Epstein Files. Pizzagate e Belzebù. Gente che mangia la merda. Gabriela e la Meraviglia Nera.

Epstein colonialista. L’isola delle schiave. Virus dell’arrapamento e utopie razziste. La Epstein Class, l’intelligenza artificiale e le guerre di Trump. Cosa vuol dire «corruzione».

Mentre studiavo il caso Epstein mi è tornata in mente una frase che Edoardo Sanguineti pronunciò nel 2007 e che alzò un polverone. L’ho recuperata e, ora come allora, non ci trovo niente di sbagliato.

«Bisogna restaurare l’odio di classe, perché i capitalisti ci odiano, e noi dobbiamo ricambiare.»

Buona lettura.

N.B. Sul sito di Internazionale c’è un «paywall dinamico»: si può leggere “in chiaro” fino a una certa soglia di articoli al mese, dopodiché viene proposto l’abbonamento.