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	<title>Stella del mattino &#187; News</title>
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	<description>Il romanzo solista di Wu Ming 4 - in libreria dal 29 aprile 2008</description>
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		<title>Una recensione in poesia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 10:55:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ la storia di Lucifero che sceglie una strada diversa; E’ un atto d’amore verso John Ronald Reuel Tolkien; E’ la guida più fedele dei marinai che navigano a vista; E’ il nostos di un eroe, da casa sua verso il passato; E’ la stazione termale dove si radunano i fantasmi di guerra; E’ il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ la storia di Lucifero che sceglie una strada diversa;<br />
E’ un atto d’amore verso John Ronald Reuel Tolkien;<br />
E’ la guida più fedele dei marinai che navigano a vista;<br />
E’ il nostos di un eroe, da casa sua verso il passato;<br />
E’ la stazione termale dove si radunano i fantasmi di guerra;<br />
E’ il rito battesimale di tanti signori degli anelli;<br />
E’ il racconto perduto di quattro sognatori;<br />
E’ Akab che molla l’arpione e abbraccia Ismaele;<br />
E’ la speranza di avere sempre un’alternativa.</p>
<p>Ekerot</p>
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		<title>Tolkien, il segreto del successo? L&#8217;universalità dei suoi eroi</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 13:43:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[JRR Tolkien]]></category>

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		<description><![CDATA[di Wu Ming 4 [da: "l'Unità" del 1 aprile 2009] &#8220;Non c&#8217;è simbolismo o allegoria cosciente nella mia storia. Allegorie del tipo &#8216;cinque stregoni = cinque sensi&#8217; sono del tutto estranee al mio modo di pensare. Ci sono cinque stregoni ed è solo un aspetto del racconto. [...] Che non ci sia allegoria non significa, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.wumingfoundation.com/images/jrrtolkienn.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;">di <strong>Wu Ming 4</strong> [da: "l'Unità" del 1 aprile 2009]</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">&#8220;Non c&#8217;è simbolismo o allegoria cosciente nella mia storia. Allegorie del tipo &#8216;cinque stregoni = cinque sensi&#8217; sono del tutto estranee al mio modo di pensare. Ci sono cinque stregoni ed è solo un aspetto del racconto. [...] Che non ci sia allegoria non significa, naturalmente, che non ci sia la possibilità di leggervene una. Questa c&#8217;è sempre.&#8221; (J.R.R.Tolkien, lettera 203)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Queste parole autografe spiegano perché il libro di Stratford Caldecott, <em>Il Fuoco Segreto – La ricerca spirituale di J.R.R.Tolkien</em> (Lindau Editore, € 19) riesce al contempo a illustrare la spiritualità sottesa all&#8217;opus tolkieniano e a tradirne completamente la poetica. E&#8217; un paradosso interessante, che merita di essere indagato.<span id="more-33"></span>Caldecott, seguace di G.K. Chesterton, estimatore di don Giussani, e redattore della rivista <em>Communio </em>(fondata tra gli altri da Joseph Ratzinger), affronta i &#8220;testi sacri&#8221; con un intento dichiarato. L&#8217;opera di Tolkien, e in particolare <em>Il Signore degli Anelli</em>, viene vivisezionata per scovare dietro ogni personaggio un corrispondente evangelico, dietro ogni ricorrenza un simbolo cristiano. Caldecott si impegna a dimostrare come la dama elfica Galadriel simboleggi la Madonna, Frodo sia una figura pseudo-cristologica e lo stregone Radagast richiami niente meno che San Francesco. Ogni aspetto del romanzo è ricondotto al quadro di una più vasta visione teosofica di matrice neoplatonica e cattolica, di cui Tolkien diventa il vate.<br />
Chissà se quando il vecchio professore scrisse che &#8220;<em>Il Signore degli Anelli</em> è fondamentalmente un&#8217;opera religiosa e cattolica&#8221;, poteva immaginare che mezzo secolo più tardi il suo ammiratore l&#8217;avrebbe paragonato a San Filippo Neri.<br />
Su quanto la fede e la devozione di Tolkien abbiano contribuito alla sua visione del mondo, del mito, della creazione fantastica, è già stato scritto tanto. Ma Caldecott vuole spingersi oltre, vuole blindare una grande opera letteraria dentro una sola chiave di lettura. Guai a proporne un&#8217;altra, come ad esempio quella junghiana, prontamente contestata nelle <em>Appendici</em> (e seguita da una sviolinata filo-monarchica e neo-arturiana!). Così Caldecott lascia le proprie migliori intenzioni in ostaggio dello zelo religioso, finendo per trasformare Il Signore degli Anelli in quello che Tolkien non avrebbe mai voluto diventasse: un&#8217;allegoria chiusa, un romanzo a tesi.<br />
La faccenda non era di poco conto per Tolkien, che non ha mai condiviso la scelta dell&#8217;amico C.S.Lewis, nella cui narrativa fantastica i personaggi ricalcano pedissequamente le figure evangeliche e le storie hanno un evidente intento apologetico. L&#8217;unica allegoria che Tolkien era disposto ad accettare era quella aperta, la cui universalità non è dovuta all&#8217;autorevolezza del messaggio a cui allude, bensì alla complessità e profondità del messaggio stesso di cui la storia si fa latrice.<br />
La faccenda non è di poco conto nemmeno per noi, perché è precisamente questa apertura che ha fatto del <em>Signore degli Anelli</em> il libro più letto del XX secolo dopo la Bibbia. A sessant&#8217;anni dalla pubblicazione non si può ignorare che è proprio l&#8217;accessibilità dell&#8217;allegoria interna ad avere reso possibile anche a lettori non cattolici e non cristiani di ritrovarsi in quelle pagine, e a sancirne appunto l&#8217;universalità. E non mi riferisco alla puerile interpretazione tradizionalista che ha voluto darne certa destra italiana, ma esattamente al suo contrario. Quello è il romanzo del superamento della teoria nordica del coraggio, nel quale l&#8217;eroismo non è più prerogativa di una élite di prescelti, ma dei piccoli e degli ultimi: chiunque può essere un eroe. Un&#8217;idea senz&#8217;altro di matrice cristiana per Tolkien, ma non per questo estranea ad altre tradizioni culturali. E non è il caso di dimenticare che<em> Il Signore degli Anelli</em> è anche un inno all&#8217;unità di popoli e razze diverse per lottare contro un nemico tirannico. Ma soprattutto, per citare le parole del suo autore, è un romanzo che &#8220;tratta della morte e del desiderio di immortalità. Che è come dire che il racconto è stato scritto da un uomo!&#8221; (L 203). Un tema che accomuna credenti e non credenti di qualunque epoca e luogo. Per questo chiudere a doppia mandata l&#8217;allegoria serve a portare acqua a un solo mulino, non certo ad alimentare il fuoco segreto.</p>
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		<title>I GIORNI PERDUTI DI DAMASCO &#8211; da GQ Italia, # marzo 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 13:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[di Wu Ming 4 Sai che arrivò da sud. Da Dera&#8217;a e da Tafas, luoghi topici della sua epopea, noti a chiunque abbia letto I Sette Pilastri della Saggezza. Oggi sono rispettivamente una cittadina di confine, dove passa ancora il vecchio tracciato della ferrovia, e un anonimo villaggio di case e tende, circondato da vigne [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://www.wumingfoundation.com/images/Mausoleum-of-Lady-Zaynab-Damascus.jpg" alt="" width="425" height="280" /></p>
<p style="text-align: left;">di <strong>Wu Ming 4</strong></p>
<p style="text-align: left;">Sai che arrivò da sud. Da Dera&#8217;a e da Tafas, luoghi topici della sua epopea, noti a chiunque abbia letto <em>I Sette Pilastri della Saggezza</em>. Oggi sono rispettivamente una cittadina di confine, dove passa ancora il vecchio tracciato della ferrovia, e un anonimo villaggio di case e tende, circondato da vigne e uliveti. Proprio a Tafas fece risuonare il famoso ordine &#8220;No prisoners&#8221;, scatenando la rappresaglia araba sui turchi che avevano massacrato gli abitanti del villaggio. E&#8217; una delle scene madri del kolossal di David Lean e lui è Lawrence d&#8217;Arabia, ovviamente. Il tizio che sei venuto a cercare, novant&#8217;anni dopo il suo passaggio da queste parti.</p>
<p style="text-align: left;">La statale 5 corre attraverso una piana di terra rossa, schiacciata dal cielo blu cobalto e interrotta solo da sparute colline e muretti di sassi.<br />
Mano a mano che ti avvicini alla capitale il traffico aumenta, finché ti ritrovi in un marasma di macchine che marciano cofano contro bagagliaio. Soprattutto una miriade di taxi gialli e pulmini collettivi, visto che a Damasco non c&#8217;è la metropolitana. La grandeur di regime vorrebbe che i lavori per la metro fossero già in fase di studio, ma qui tutti sanno che la geologia non è un&#8217;opinione e che questa città poggia sulla sabbia. Il suo destino è quello di Venezia, ogni anno sprofonda un po&#8217; di più. Troppi palazzi, automezzi, gente: troppo peso. Il paradigma di tutto questo è l&#8217;edificio che svetta in pieno centro, un mostro di dodici piani in cemento armato, ineludibile alla vista, completamente vuoto. Tirato su negli anni Settanta, avrebbe dovuto diventare il più grande centro di studi arabi dopo quello di Parigi. Ma i progettisti non avevano fatto i conti con la subsidenza. Finita la struttura portante si accorsero che il palazzo sarebbe stato troppo pesante, il terreno avrebbe ceduto, con conseguenze imprevedibili. Risultato: è lì da trent&#8217;anni, monolito che proietta la sua ombra sulla città come una gigantesca meridiana. Una città che formalmente ha un milione e settecentomila abitanti, ma l&#8217;intera area urbana raggiungeva già i quattro milioni qualche anno fa e ha toccato i sette dopo l&#8217;arrivo degli iracheni in fuga dalla guerra. Se poi si considera che metà degli abitanti sono pendolari giornalieri&#8230; questo spiega il traffico.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-32"></span></p>
<p style="text-align: left;">Lawrence non deve avere avuto certi problemi entrando in città su una Rolls Royce decapottabile dell&#8217;esercito britannico, il primo giorno d&#8217;ottobre del 1918. Meglio per lui, perché quella mattina aveva fretta: dopo due anni di guerra voleva consegnare agli arabi la loro antica capitale. Per questo doveva battere sul tempo le avanguardie britanniche che erano già ai margini della città. La Rolls puntò dritta sul palazzo dell&#8217;amministrazione turca, dove nei tre giorni successivi Lawrence e i capi arabi avrebbero instaurato il primo governo indipendente della Siria dopo quattrocento anni di occupazione ottomana.</p>
<p style="text-align: left;">A dimostrazione che i luoghi hanno una certa continuità tematica, oggi l&#8217;edificio ospita il Ministero degli Interni. Si trova nel vecchio quartiere amministrativo, a poche centinaia di metri dalla stazione dei treni dell&#8217;Hejaz, dove il 3 ottobre 1918 Lawrence e lo stato maggiore britannico ricevettero il principe Feisal, discendente del Profeta e guida della rivolta araba.</p>
<p style="text-align: left;">All&#8217;esterno la stazione è tale e quale, anche se dentro è diventata una libreria (con i testi di Marx e di Che Guevara in arabo) e i binari non ci sono più. Quest&#8217;anno la ferrovia che Lawrence martoriò con la dinamite per tutto il corso della guerra ha visto celebrare il suo centenario. Fuori dell&#8217;edificio si può ammirare una delle prime locomotive che percorsero la tratta Damasco-Medina. E&#8217; una Arnold Jung Lokomotivfabrik, classe 1908, rigorosamente tedesca, visto che fu il Kaiser Guglielmo a fornire gli ingegneri e la tecnologia per collegare i quattro angoli dell&#8217;impero ottomano.<br />
Provi a immaginare la gente festante in quel giorno d&#8217;ottobre, la fanfara che accoglie Feisal&#8230; ma sai che fu un sogno di breve durata. Nel 1920 la Francia rivendicò il dominio sulla regione in base agli accordi di spartizione pre-bellici, e gli inglesi abbandonarono gli alleati arabi al loro destino. A luglio le truppe d&#8217;occupazione francesi sconfissero il ridicolo esercito siriano ed esiliarono Feisal. Pare che il generale Gouraud marciasse dentro la città fino al mausoleo di Saladino e desse un calcio al sarcofago del grande condottiero, dicendo: &#8220;Sveglia, Saladino! Siamo tornati. La mia presenza qui sancisce la vittoria della Croce sulla Mezzaluna&#8221;.<br />
Tanto per rendere chiaro fin da subito che aria sarebbe tirata da quel momento.</p>
<p style="text-align: left;">Il fatto è che Saladino qui è un eroe nazionale, quello che le suonò di santa ragione ai crociati, molti dei quali francesi, tra l&#8217;altro. Non a caso il suo modernissimo monumento equestre, proprio davanti alla cittadella, li vede rappresentati sul retro, sotto il culo del cavallo, cornuti e mazziati, come si suol dire. E probabilmente non è una coincidenza che pochi passi più in là, all&#8217;ingresso del souq, svetti una gigantografia del presidentissimo Bashar al-Assad che porge la mano sorridente a chi entra nella città vecchia e dichiara: &#8220;I believe in Syria&#8221;.<br />
Del resto la sua faccia è dappertutto: sulle auto, esposta nelle botteghe, spruzzata sui muri. Però non ha proprio l&#8217;aria del Grande Fratello. Piuttosto l&#8217;espressione un po&#8217; incredula di uno che un giorno è stato strappato al proprio destino di oculista londinese per diventare leader di una nazione. In effetti, nonostante la statura da giocatore di basket, si tratta del fratello piccolo, che a causa della morte prematura del maggiore, a soli 35 anni ha dovuto fare i bagagli e succedere al padre nel ruolo di rais. Se non fosse storia contemporanea sarebbe una sceneggiatura hollywoodiana. <em>Chapeau</em>.</p>
<p style="text-align: left;">Ogni retorica patriottica si fonda sui conflitti armati. La versione locale predilige ovviamente quello con Israele, in particolare la guerra lampo del 1973, celebrata come vittoria tanto a Tel Aviv quanto a Damasco. Qui ha meritato un intero padiglione tematico alla periferia cittadina, l&#8217;October War Panorama, con esposizione di cimeli bellici, ricostruzioni tridimensionali, raffigurazioni di Assad Sr. in veste di condottiero invitto. L&#8217;estetica prometeica del luogo raggiunge davvero il sublime.<br />
Ma è soprattutto nella resistenza contro i francesi che l&#8217;identità nazionale affonda le sue radici: la lunga sanguinosa lotta che ha portato all&#8217;indipendenza del paese dopo la Seconda Guerra Mondiale.<br />
Se ci si inoltra nella città vecchia lungo Souq al-Hamidyya e invece di lasciarsi attirare dagli ori e dai vestiti esposti nelle botteghe si alzano gli occhi, ci si accorge che la copertura in lamiera della strada è completamente bucherellata. Sembra un cielo stellato e invece sono i fori delle raffiche degli aerei francesi, che nel 1925 bombardarono la città. Si è pensato bene di lasciarli lì, per non dimenticare.<br />
Feisal invece, e Lawrence, i primi a opporsi all&#8217;occupazione francese della Siria, si è preferito dimenticarli, cancellarli dalla memoria condivisa e dalla rappresentazione pubblica. Uno veniva dall&#8217;Arabia, l&#8217;altro era un agente occidentale: un&#8217;accoppiata di stranieri scomoda per qualunque nazionalista. Fa impressione pensare che in Giordania i pacchetti turistici includono il tour nel deserto sui luoghi di Lawrence, con tanto di pernottamento sotto la tenda e sosta nell&#8217;oasi. Qui no, niente vacanze a buon mercato nell&#8217;esotismo altrui. Qui l&#8217;autoindulgenza orientalista non serve. Ti addentri nel dedalo della città vecchia e anche se non sei travestito da arabo, ma da turista occidentale, nessuno ti interpella, nessuno ti si appiccica addosso per venderti qualcosa. I siriani sembrano così &#8220;britannici&#8221;. Lo confermano anche gli italiani che vivono qui: le ragazze mi dicono che circolano di notte per questi carrugi senza problemi. &#8220;Questo è un paese islamico: molestare una donna per strada è un fatto grave, che comporta una sanzione sociale immediata&#8221;, dice Manuela, che studia l&#8217;arabo qui da due anni.<br />
Non sono affatto pochi gli italiani in Siria. A parte gli studenti di arabo, c&#8217;è una fitta schiera di archeologi, come Gabriella, che da nove anni fa avanti e indietro tra Roma e Aleppo seguendo i turni di scavo. La Siria è un gigantesco giacimento di rovine antiche. Sono quarant&#8217;anni che le spedizioni archeologiche italiane lavorano a Ebla e non solo. La città vecchia di Damasco è un condensato di storia in pochi chilometri quadrati: sventri una strada per riparare una tubatura dell&#8217;acqua e saltano fuori colonne e capitelli. Proprio in fondo al souq devi passare sotto un arco romano per raggiungere la grande moschea Ommayade, il terzo luogo santo dell&#8217;Islam, dopo quelle della Mecca e di Medina. Un posto incredibile.</p>
<p style="text-align: left;">Oltre il grande cortile interno tirato a lucido come un salotto, si entra nella sala di preghiera. C&#8217;è chi prega davanti alla tomba di San Giovanni Battista, chi recita orazioni in gruppo e chi legge il Corano per i fatti suoi. Capannelli di donne sciite velate di nero si assiepano intorno al mausoleo di Hussein, il nipote di Maometto, e lo toccano finché non vengono allontanate dai custodi. Ma se alzi gli occhi vedi il soffitto a cassettoni e le navate, e capisci che questa era una basilica cristiana.<br />
Del resto Damasco è la città dell&#8217;illuminazione di San Paolo, dove è nato il cristianesimo e dove vive la comunità cristiana più antica del mondo. Ti sposti di poche centinaia di metri e sei nel quartiere cristiano, con le madonnine agli angoli di strada, i campanili al posto dei minareti, e i negozi che vendono alcolici. I cristiani sono il 10% della popolazione, suddivisi in una vasta gamma di confessioni: armeni, copti, cattolici romani, greco-ortodossi, siriaci, maroniti. A loro volta vivono insieme a islamici sunniti, sciiti, ismailiti, alawiti e drusi. E&#8217; rimasta perfino qualche famiglia ebrea, anche se dopo le guerre con Israele la maggior parte degli abitanti del quartiere ebraico ha preferito comprensibilmente cambiare aria. Nonostante tutto, questo &#8220;stato canaglia&#8221; è l&#8217;esempio vivente che le religioni e le confessioni monoteiste possono convivere. Qui la storia antica e moderna, con le sue contraddizioni vive, la respiri nell&#8217;aria.<br />
Eccetto quei tre giorni perduti di ottobre del 1918 e i due anni seguenti, che sembrano svaniti nel nulla.</p>
<p style="text-align: left;">Ci ha pensato l&#8217;industria televisiva, specializzata in soap opera a sfondo storico, a far tornare a galla il rimosso nella veste più pop. Lo sceneggiato più famoso in Siria, giunto alla terza serie, è <em>Bab el-Hãra</em>, ambientato durante l&#8217;occupazione francese. Proprio quest&#8217;anno, nel mese di Ramadan, quando vengono lanciate le nuove serie, è stato trasmesso quello che potrebbe essere considerato un prequel, cioè la prima produzione siriana su Lawrence d&#8217;Arabia. Per la gente di qui è stata una vera scoperta.<br />
Non è un segnale isolato. Nell&#8217;ambito delle iniziative per &#8220;Damasco capitale della cultura araba 2008&#8243; il Museo Nazionale ha allestito un&#8217;esposizione sui &#8220;Pionieri dell&#8217;archeologia siriana&#8221;, con fotografie e materiali d&#8217;archivio che raccontano gli ultimi cento anni di scavi archeologici. Lo spazio dato a Lawrence come archeologo all&#8217;interno della mostra è decisamente sproporzionato rispetto al suo reale contributo alle scoperte (in fondo prima della guerra era solo l&#8217;aiutante dell&#8217;assai più famoso Leonard Woolley). Difficile non pensare a un&#8217;allusione indiretta alla sua seconda venuta da queste parti, in veste di leader guerrigliero.<br />
Vuoi vedere che Lawrence rientra nella storia siriana dalla porta di servizio? Sarebbe tipico della sua figura. Non è mai troppo tardi per una rivincita.</p>
<p style="text-align: left;">La pulce nell&#8217;orecchio te la mettono le parole di Omar, chimico poliglotta che appartiene alla borghesia laica damascena: &#8220;Io sono islamico, prego cinque volte al giorno. Ma il mio rapporto con Dio sono affari miei. Odio i fondamentalisti, sono feccia, sono un regalo degli Stati Uniti, io non li voglio, non voglio la loro demagogia, la rivoluzione islamica spacciata agli ignoranti.&#8221;<br />
Lawrence se ne andò da qui il 4 ottobre 1918, esasperato e roso dal senso di colpa. Sapeva di avere fatto il possibile per i suoi amici arabi, ma li aveva anche consegnati nelle mani degli imperialisti che lo avevano spedito in mezzo a loro. Aveva giocato il nazionalismo panarabo contro il panislamismo dell&#8217;impero turco e &#8211; almeno in questo &#8211; aveva avuto successo. Ci sono voluti novant&#8217;anni e l&#8217;appoggio occidentale a gente come Bin Laden e i Mujaiddin, per vanificare quell&#8217;idea e rendere possibile il ritorno in auge degli islamisti. Quelli che oggi mordono la mano che li ha nutriti. E&#8217; questa la storia che traghetta il secolo trascorso nel presente, spuria e poco edificante, ma che da qui, dalla città più antica del mondo, prende una nuova prospettiva. I giorni perduti di Damasco recuperano il loro significato e ti riconciliano con lo spettro che eri venuto a cercare. C&#8217;era del buono &#8220;in Danimarca&#8221;, anche se l&#8217;amletico principe del deserto alla fine è stato sconfitto.<br />
Ecco perché, prima di ripartire, ti piace scrutare il bordo delle colline al margine della città, dove finiscono le case, e pensare che da qualche parte, là fuori, lui cavalchi ancora.<br />
<em>[per Omar Berakdar]</em></p>
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		<title>Ecco la puntata di &#8220;Tutti i colori del giallo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 23:13:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi è iscritt* al nostro podcast ce l&#8217;ha già. Per tutti gli altri, eccola (mp3 a 96k, 22 minuti). Andata in onda domenica 21 settembre 2008 alle 13 su Radio 2. Conduceva, come sempre, Luca Crovi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" src="http://www.wumingfoundation.com/images/tech-radio.jpg" alt="" width="468" height="374" /></p>
<p style="text-align: left;">Chi è iscritt* al <a title="podcast" href="http://www.wumingfoundation.com/suoni/wmaudio.xml">nostro podcast</a> ce l&#8217;ha già.</p>
<p>Per tutti gli altri, <a href="http://www.wumingfoundation.com/suoni/WM4_Radio2_Tutti_i_colori_del_giallo_21092008.mp3">eccola (mp3 a 96k, 22 minuti)</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Andata in onda domenica 21 settembre 2008 alle 13 su Radio 2.</p>
<p style="text-align: left;">Conduceva, come sempre, <strong>Luca Crovi</strong>.</p>
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		<title>Viaggi &amp; Appuntamenti SDM</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 07:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[* Domenica 21 settembre Wu Ming 4 sarà ospite alla trasmissione di Radio 2 &#8220;Tutti i colori del giallo&#8221;, condotta da Luca Crovi, in onda dalle 13 alle 13:30. Si parlerà principalmente di Stella del mattino. Qui le frequenze. * Giovedì 25 settembre Wu Ming 4 sarà a Firenze a presentare Stella del mattino. MEL [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="margin: 1px 7px;" src="http://www.wumingfoundation.com/images/damascus.gif" alt="Damasco" width="298" height="195" /></p>
<p style="text-align: left;">* Domenica 21 settembre Wu Ming 4 sarà ospite alla trasmissione di <strong>Radio 2</strong> &#8220;Tutti i colori del giallo&#8221;, condotta da Luca Crovi, in onda dalle 13 alle 13:30. Si parlerà principalmente di <em>Stella del mattino</em>. <a href="http://www.raiway.rai.it/index.php?lang=IT&amp;cat=71">Qui le frequenze</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana;">* Giovedì 25 settembre Wu Ming 4 sarà a <strong>Firenze</strong> a presentare <em>Stella del mattino</em>. MEL Bookstore, via de&#8217; Cerretani 16/r, h.18.</span></p>
<p style="text-align: left;">* Mercoledì 1 ottobre sempre Wu Ming 4 sarà a <strong>Modigliana (FC)</strong>. Presentazione di <em>Stella del mattino</em>. Biblioteca civica, h.21</p>
<p style="text-align: left;">* Domenica 5 ottobre ancora Wu Ming 4 sarà a <strong>Chivasso (TO)</strong>. Presentazione di <em>Stella del mattino</em>. Festival &#8220;I luoghi delle parole&#8221;, h.18.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana;">* Dal 15 al 19 ottobre 2008 Wu Ming 4 sarà a <strong>Damasco</strong>, Siria, dove parteciperà all&#8217;evento <a href="http://reloadingimages.ning.com/">Reloading Images</a>. In quel contesto terrà un workshop intitolato <em>Da Camelot a Damasco</em>.<em> &#8220;Come si debbano comporre i miti affinché il fare vada a buon fine&#8221;: influenze letterarie e persistenza del mito nella costruzione dell&#8217;icona di &#8220;Lawrence d&#8217;Arabia&#8221;.</em><br />
Ecco la dichiarazione d&#8217;intenti:</span></p>
<blockquote style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana;"><span class="inverse">Nella mia relazione vorrei inquadrare la figura di T. E. Lawrence come icona dell&#8217;eroe moderno, icona in cui possiamo veder confluire suggestioni letterarie, miti antichi e visioni &#8220;orientalistiche&#8221; (nell&#8217;accezione imposta da Edward W. Said). In particolare, vorrei</span></span><span id="more-28"></span><span style="font-family: Verdana;"><span class="inverse"> focalizzare l&#8217;attenzione sulle componenti letterarie dell&#8217;icona, senza dimenticare che T. E. Lawrence è uno dei personaggi più discussi del ventesimo secolo. Su di lui si sono scritti molti libri e, oltre settant&#8217;anni dopo la sua morte, storici e biografi si confrontano ancora animatamente.<br />
Le recenti vicende politiche in Medio Oriente hanno riportato l&#8217;attenzione degli storici sulla figura di Lawrence e sul suo ruolo di <em>intelligence</em> durante la Rivolta Araba del 1916-18. Agente dell&#8217;Impero britannico o amico della causa araba? Traditore o liberatore? Doppiogiochista o triplogiochista?<br />
Se all&#8217;ambiguità del personaggio aggiungiamo l&#8217;immagine di fervente &#8220;orientalista&#8221; proposta da E. W. Said, possiamo prendere Lawrence come paradigma della relazione asimettrica tra l&#8217;Europa &#8211; e forse l&#8217;intero mondo occidentale &#8211; e il Vicino Oriente.<br />
Ad ogni modo, non vorrei porre l&#8217;accento sulle peripezie storiche, politiche o militari di Lawrence, bensì sull&#8217;immagine letteraria di &#8220;Lawrence d&#8217;Arabia&#8221;, sull&#8217;icona dell&#8217;eroe. Credo che il suo mito e la sua epopea forniscano un ottimo esempio del collegamento tra la letteratura (in particolare la letteratura epica) e la storia. Poiché lo stesso T.E. Lawrence, con la sua immagine e i suoi scritti, è stato tra i principali artefici del proprio mito, la sua figura può aiutarci a comprendere come storia e letteratura si influenzino a vicenda (S =&gt; L =&gt; S =&gt; L).<br />
E&#8217; mia intenzione indagare l&#8217;icona di Lawrence e rintracciare gli elementi mitici e letterari che la formarono, percorrendo a ritroso il sentiero fino ai più antichi poemi della cultura europea e mediterranea. Il fine è vedere fin dove può allungarsi l&#8217;ombra dell&#8217;eroe, o forse scoprire se dal labirinto dei secoli passati gli antichi poeti &#8211; con l&#8217;ambiguo linguaggio proprio della loro arte &#8211; ci avessero già messi in guardia sulla doppiezza dell&#8217;eroe.<br />
Sono persuaso che ci troviamo in presenza di <em>tòpoi</em> profondi della cultura occidentale, <em>tòpoi</em> fino ad oggi funzionali alla supremazia bianca, ed è possibile, che decostruendo la maschera dell&#8217;eroe e scoprendone i mille volti, si possa fare un passo in avanti sul cammino della conoscenza e della liberazione dalla retorica &#8211; oggi dominante &#8211; degli scontri di civiltà.</span></span></p>
</blockquote>
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		<title>Scarica &#8220;Stella del mattino&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 14:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi, 29 agosto 2008, Stella del mattino è scaricabile gratis. Fanne buon uso. Non fare nulla che noi non faremmo. Buona condivisione. Puoi scegliere fra 3 formati: PDF &#8211; 1232 kb RTF ZIPPATO &#8211; 227 kb ODT ZIPPATO &#8211; 294 kb]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignright" style="float: right; margin: 5px;" src="http://www.wumingfoundation.com/images/chums.jpg" alt="" />Da oggi, 29 agosto 2008, <em>Stella del mattino</em> è scaricabile gratis.</p>
<p>Fanne buon uso.</p>
<p>Non fare nulla che noi non faremmo.</p>
<p>Buona condivisione.</p>
<p><strong> Puoi scegliere fra 3 formati:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a title="Stella del mattino in PDF" href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino_pdf.pdf">PDF</a></strong> &#8211; 1232 kb</p>
<p><strong><a title="Stella del mattino in rtf zippato" href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino_rtf.zip"> RTF ZIPPATO</a></strong> &#8211; 227 kb</p>
<p><strong><a title="Stella del mattino in odt zippato" href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino_odt.zip">ODT ZIPPATO</a></strong> &#8211; 294 kb</p>
<p><script src="http://getclicky.com/1222.js"> </script></p>
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  <img height=0 width=0 src="http://getclicky.com/1222ns.gif"/><br />
  </noscript>
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		<title>DUE VIDEO: Enrico Franceschini di Repubblica consiglia SDM + il trailer realizzato da Monica Mazzitelli</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 13:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su Repubblica TV i giornalisti di Repubblica, in brevi videomessaggi, consigliano letture per l&#8217;estate 2008. Enrico Franceschini ha consigliato Stella del mattino. Ecco il video (1:55). Tutti i consigli sono qui. E c&#8217;è anche il booktrailer! Molly Bloom Productions, Monica Mazzitelli, e i piedi sono di&#8230;? Ho pensato di girare questo booktrailer appena letto il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6yTPt3QVhx8&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/6yTPt3QVhx8&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Su Repubblica TV i giornalisti di Repubblica, in brevi videomessaggi, consigliano letture per l&#8217;estate 2008. Enrico Franceschini ha consigliato <em>Stella del mattino</em>. Ecco il video (1:55).<br />
Tutti i consigli <a href="http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=launch&amp;cont_id=3805">sono qui</a>.<br />
E c&#8217;è anche il booktrailer! Molly Bloom Productions, Monica Mazzitelli, e i piedi sono di&#8230;?</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kov1cw_pO4Q&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/kov1cw_pO4Q&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Ho pensato di girare questo booktrailer appena letto il romanzo e averlo <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=15">recensito</a>. C’erano emozioni provate nella lettura che ho cercato di tradurre in parole e altre per le quali volevo delle immagini; per fortuna sono riuscita a trovarle. Volevo raccontare alcune delle<span id="more-24"></span> sfaccettature di T. E. Lawrence sovrapponendo la sua immagine eroica (che qui ho voluto rappresentare con il cammino nel deserto verso Aqaba) e la sua immagine più intima e notturna (le finestre della sua casa di Polstead Road a Oxford), con quelle accademiche del suo college di Oxford (All Souls: il cortile, le guglie, il campanile sovrastante). C’è uno sforzo solitario di conquista di vita nell’incessante cammino sulla sabbia fino al mare, e c’è anche implicita la fine, il non poter andare oltre una volta arrivati alla battigia.<br />
Quindi la metafora di morte e vita con le immagini della Prima Guerra Mondiale, carneficina putrida e sommamente inutile, che ho contrapposto con l’albero preferito da Tolkien, il pinus nigra ancora oggi magnificamente largo e aperto nell’<a href="http://www.botanic-garden.ox.ac.uk/">orto botanico</a> di fronte al <a href="http://www.magd.ox.ac.uk/">Magdalene College</a>; e ho voluto chiudere con la sua lapide, serena e solida come l’albero, eterna come un capolavoro di narrativa.<br />
Tecnicamente, ho scelto di lavorare su movimenti di macchina sempre da destra a sinistra con una progressione alto-basso: è un richiamo alla scrittura araba, un omaggio a Lawrence. Da un punto di vista cromatico invece ho virato sul seppia le immagini del deserto e sul blu quelle di Oxford: dal crepuscolo alla notte.<br />
Voglio ringraziare Wu Ming 4 che mi ha molto aiutato a realizzare questo progetto dedicandoci tempo e energie. <a href="http://www.youtube.com/user/Acquasilente">Donatella Altieri</a> che l’ha girato e montato con tutta la sua professionalità e passione, con il sostegno di <a href="http://www.youtube.com/user/INTERGEA">Intergea</a>. Andrea Serini senza il quale Oxford sarebbe stato un incubo impossibile, Mario Bevione, infaticabile camminatore, e la città di Oxford con i suoi fantastici abitanti, in testa Shawn Bryan e l’<a href="http://www.ashmolean.org/">Ashmolean Museum</a>, e Colin Tascoe dell’<a href="http://www.all-souls.ox.ac.uk/">All Souls College</a>. Un ultimo ringraziamento anche a Aldo Lucidi, la mia roccia, e Simone Bruno, roccia 2. Dulcis in fundo, doverosamente, grazie a <a href="http://www.jamendo.com/it/album/19243">Dreamerion</a>, chiunque tu/voi sia/siate, per la musica che ho trovato su <a href="http://www.jamendo.com/it/">Jamendo.com</a>, e alla collettività di <a href="http://www.wikipedia.org/">Wikipedia</a> per le immagini di repertorio.<br />
Anche questo lavoro è convintamente e appassionatamente rilasciato con licenza <a href="http://creativecommons.org/">Creative Commons</a>. You can use it for free if you do it for free.</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Annunci, spizzichi, frammenti</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 13:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Wu Ming 4]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTENZIONE, LA DATA DI CASTEL SAN PIETRO TERME DEL 16 LUGLIO E&#8217; STATA ANNULLATA. ABBIAMO APPURATO (MEGLIO TARDI CHE MAI) CHE LA PERSONA CHE CI HA CONTATTATI PER CONTO DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE, E CHE AVREBBE DOVUTO CONDURRE LA SERATA, FA RIFERIMENTO ALLA GALASSIA DELLA &#8220;NUOVA DESTRA&#8221; (O EX-TALE, O QUALUNQUE BRAND &#8220;POST-POLITICO&#8221; O &#8220;METAPOLITICO&#8221; ESSA ADOTTI PER [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ATTENZIONE, LA DATA DI CASTEL SAN PIETRO TERME DEL 16 LUGLIO E&#8217; STATA ANNULLATA.<br />
ABBIAMO APPURATO (MEGLIO TARDI CHE MAI) CHE LA PERSONA CHE CI HA CONTATTATI PER CONTO DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE, E CHE AVREBBE DOVUTO CONDURRE LA SERATA, FA RIFERIMENTO ALLA GALASSIA DELLA &#8220;NUOVA DESTRA&#8221; (O EX-TALE, O QUALUNQUE BRAND &#8220;POST-POLITICO&#8221; O &#8220;METAPOLITICO&#8221; ESSA ADOTTI PER DEFINIRSI), AREA CULTURALE I CUI OPINION-LEADER PROVENGONO DAI NEOFASCISMI DI VARI PAESI EUROPEI. UNO DI ESSI HA PURE TENUTO UNA LEZIONE ALLA &#8220;SCUOLA POLITICA&#8221; DEI GIOVANI PADANI. UN ALTRO E&#8217; TRA I RESPONSABILI DELLA CONFUSIONE CHE REGNA IN ITALIA (E SOLTANTO QUI) SULLA FIGURA E L&#8217;OPERA DI J.R.R. TOLKIEN, DA MOLTI CREDUTO UN AUTORE FASCISTA PER VIA DEL NOME DI CERTI CAMPEGGI DI ESTREMA DESTRA.<br />
NOI NON CENSURIAMO NESSUNO, MA CON QUEL NETWORK &#8211; PER RAGIONI CHE E&#8217; SUPERFLUO SPIEGARE DATA LA NOSTRA STORIA &#8211; NON INTENDIAMO AVERE A CHE FARE NE&#8217; DIRETTAMENTE NE&#8217; INDIRETTAMENTE. NOI PER I CAZZI NOSTRI, LORO PER I CAZZI LORO.<br />
E FIN QUI IL CONDUTTORE. MA L&#8217;ORGANIZZAZIONE STESSA E&#8217; INDICATA, NELLA SEZIONE LINK DI UN SITO WEB DI NUOVA DESTRA, TRA I SOGGETTI &#8220;AMICI&#8221;. NON SAPPIAMO SE LA COSA SIA FONDATA O MENO, NE&#8217; CHE PESO DARLE. UNICO DATO CERTO: QUEST&#8217;ORGANIZZAZIONE CI AVEVA APPIOPPATO IL CONDUTTORE.<br />
INSOMMA, POCA CHIAREZZA, TROPPA CONFUSIONE DI RUOLI ED ENUNCIATI. ABBIAMO RITENUTO INADATTI PRESENTATORE, CONTESTO E &#8211; SOPRATTUTTO &#8211; MODALITA&#8217; CON CUI SIAMO STATI APPROCCIATI (TACENDO LE IMPLICAZIONI DI CUI SOPRA, BENCHE&#8217; FOSSE IMMAGINABILE LA NOSTRA OPINIONE AL RIGUARDO).<br />
CI  DISPIACE MA NOI STIAMO NOTORIAMENTE <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/antifa/tematico_antifascismo.htm">DA TUTT&#8217;ALTRA PARTE</a>.<br />
LIBERTA&#8217; DI ESPRESSIONE E RIUNIONE PER TUTTI, BUON FESTIVAL, BUONA ESTATE, MA ZERO INCIUCI.<br />
RIPETIAMO: ZERO INCIUCI.<br />
</strong></p>
<p>Quindi a luglio rimane una data sola:</p>
<p><strong>Mercoledì 23 luglio, CESENA</strong><br />
h. 21.00, rassegna “Autori sotto le stelle”, Chiostro di San Francesco<br />
Una collaborazione tra Libreria Mondadori e Assessorato alla Cultura<br />
IN CASO DI MALTEMPO gli incontri si terranno al Cinema San Biagio<span id="more-23"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
<p><strong><a href="http://beirut.noblogs.org/post/2008/06/25/la-stella-del-mattino-in-china">Leggere <em>Stella del mattino</em> a Shanghai</a><br />
</strong>Considerazioni dall&#8217;altra metà di <strong>Blackswift</strong><br />
(la prima metà <a href="http://nero.noblogs.org/post/2008/05/08/new-italian-epic-stella-del-mattino">s&#8217;era espressa qui</a>)</p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
<p style="text-align: left;">Un annuncio non direttamente collegato a SDM, ma che è giusto comunicare anche qui, vista l&#8217;impossibilità di spedire un Giap:</p>
<p>Il nostro &#8220;Corto di carta&#8221; (racconto allegato al &#8220;Corriere della sera&#8221;) arriverà in edicola non il 12 luglio, come precedentemente annunciato, bensì il <strong>19 luglio</strong>. Il titolo è <em>American Parmigiano</em>.<br />
<span style="font-family: Verdana;"> L&#8217;idea ci è venuta chiacchierando col nostro agente letterario &#8211; il comandante Heriberto Cienfuegos &#8211; di <strong>Benjamin Franklin</strong> e di una sua lettera del 1769 all&#8217;amico John Bartram, in cui scriveva:<br />
&#8220;Confesso che se durante i miei viaggi in Italia trovassi una ricetta per fare il formaggio parmigiano, mi darebbe più soddisfazione di qualunque iscrizione su qualunque pietra.&#8221;<br />
Da questa suggestione abbiamo tratto un apologo su proprietà intellettuale, brevetti, diversità culturale e &#8220;fuga dei cervelli&#8221;.</span></p>
<p>L&#8217;uscita di <em>American Parmigiano</em> è l&#8217;ultimo atto della nostra <strong>Offensiva di primavera</strong>, composta dalle seguenti uscite (on line e su carta):<br />
<a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/lifestyle/previsioni_del_tempo.htm"><em>Previsioni del tempo </em></a>(Verdenero, Edizioni Ambiente)<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/cat_new_italian_epic.html"><em>New Italian Epic</em></a> (on line, memorandum + discussione)<br />
<em>Stella del mattino</em> (Einaudi Stile Libero)<br />
<a href="http://www.manituana.com/notizie/21/8360"><em>Grand River</em></a> (Rizzoli 24/7 Stranger)<br />
<a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/momodou.pdf"><em>Momodou</em></a> (racconto incluso nell&#8217;antologia Crimini italiani, Einaudi Stile Libero)<br />
<em>American Parmigiano</em> (I &#8220;Corti di carta&#8221; del Corriere)</p>
<p><script src="http://getclicky.com/1222.js"></script></p>
<noscript>&amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;amp;nbsp; &amp;amp;lt;img height=0 width=0 src=&#8221;http://getclicky.com/1222ns.gif&#8221; mce_src=&#8221;http://getclicky.com/1222ns.gif&#8221;&amp;amp;gt;&amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;amp;nbsp; </noscript>
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		<item>
		<title>CONTRORDINE, COMPADRES: PRESENTIAMO “STELLA DEL MATTINO”</title>
		<link>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=19</link>
		<comments>http://www.wumingfoundation.com/italiano/stelladelmattino/?p=19#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 23:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Esausti dopo il tour di presentazioni di Manituana (durato più di un anno) e i mini-tour all&#8217;estero, nonché intenzionati a concentrarci sulla scrittura, pensavamo di tirare i remi in barca, così negli ultimi tempi abbiamo declinato decine di inviti (fatta eccezione per Pontiac, che ha una vita on the road tutta sua). Tuttavia, dopo l&#8217;arrivo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img style="border: 0; margin-left: 7px; margin-right: 7px; margin-top: 1px; margin-bottom: 1px;" src="http://www.wumingfoundation.com/images/wu_ming_on_the_road.jpg" alt="Five men on the road" /></p>
<p style="text-align: left;">Esausti dopo il tour di presentazioni di <em>Manituana</em> (durato più di un anno) e i mini-tour all&#8217;estero, nonché intenzionati a concentrarci sulla scrittura, pensavamo di tirare i remi in barca, così negli ultimi tempi abbiamo declinato decine di inviti (fatta eccezione per <a title="Pontiac: storia di una rivolta" href="http://pontiac.manituana.com/">Pontiac</a>, che ha una vita <em>on the road</em> tutta sua).</p>
<p style="text-align: left;">Tuttavia, dopo l&#8217;arrivo di diversi commenti assai articolati a <em>Stella del mattino</em><span style="font-style: normal;"> e un paio di recensioni molto interessanti, abbiamo pensato che fosse utile fare qualche apparizione in giro, per dare l&#8217;occasione di discuterne anche dal vivo.</span></p>
<p style="text-align: left;">Le energie al momento sono quelle che sono, quindi faremo pochissime date (praticamente Roma, Milano e il cortile di casa), ma forse WM4 farà qualche altra puntata estiva.<br />
Chi si trova nei seguenti paraggi è avvertito:<span id="more-19"></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Giovedì 12 giugno, ROMA</strong><br />
h. 18.00, Libreria Mondadori di via Piave 18, rione Sallustiano, con Loredana Lipperini.<br />
h. 20.30, Libreria Flexi, via Clementina 9, rione Monti, con Monica Mazzitelli.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Mercoledì 25 giugno, S. LAZZARO DI SAVENA (BO)</strong><br />
h. 21.30, Parco della mediateca, via Caselle 22</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Martedì 1 luglio, MILANO</strong><br />
h. 18.30, Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte 2, con Alessandro Bertante e Luca Crovi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Mercoledì 23 luglio, CESENA</strong><br />
h. 21.00, rassegna &#8220;Autori sotto le stelle&#8221;, Chiostro di San Francesco</p>
<p style="text-align: left;">Dopo queste date, il prossimo tour partirà non sappiamo quando, ma abbiamo un&#8217;idea del dove. Dobbiamo farci perdonare in quel di VELLETRI, per un pacco tirato l&#8217;anno scorso. Se per qualche motivo non sarà la prima data, poco ci mancherà.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: left;">Approfittiamo di questo post per segnalare due commenti interessanti su <em>Stella del mattino</em>:<br />
Il primo è sul blog <a href="http://librodiurizen.blogspot.com/2008/05/earendel-lucifero-iblis.html">Il libro di Urizen</a>.<br />
Il secondo è molto denso ed è <a href="http://rivistatabard.blogspot.com/2008/06/attenzione-allepica-su-stella-del.html">sul blog della rivista Tabard</a>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p><script src="http://getclicky.com/1222.js"></script></p>
<noscript>&amp;lt;br /&amp;gt; &amp;nbsp; &amp;lt;img height=0 width=0 src=&#8221;http://getclicky.com/1222ns.gif&#8221; mce_src=&#8221;http://getclicky.com/1222ns.gif&#8221;/&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt; &amp;nbsp; </noscript>
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		<title>Intransigenti con noi stessi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 11:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul suo blog, Giuseppe Genna intervista Wu Ming 4 su Stella del mattino. Qui sotto, uno stralcio di risposta. Il testo completo è qui. Credo che mentre il Paese sprofonda, decade, marcisce, esista un pezzo di società che va in tutt&#8217;altra direzione. A questa parte sana va ascritta quella produzione letteraria che si muove verso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" style="float: left; margin-top: 1px; margin-bottom: 1px; margin-left: 7px; margin-right: 7px;" src="http://www.wumingfoundation.com/images/caravan3.jpg" alt="" />Sul suo blog, Giuseppe Genna intervista Wu Ming 4 su <em>Stella del mattino</em>. Qui sotto, uno stralcio di risposta. <a href="http://www.giugenna.com/materiali/conversazione_con_wu_ming_4_su.html">Il testo completo è qui</a>.</p>
<blockquote style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span class="libro">Credo che mentre il Paese sprofonda, decade, marcisce, esista un pezzo di società che va in tutt&#8217;altra direzione. A questa parte sana va ascritta quella produzione letteraria che si muove verso un&#8217;assunzione di responsabilità narrativa (se mi passi il termine). Esistono romanzi che pretendono ancora di raccontare il mondo, di tenere alta l&#8217;attenzione del lettore, di scavare nel passato o nel presente per restituire alle narrazioni un afflato collettivo. La narrativa nasce rivolta alla collettività, è per questo che si pubblica, cioè si rende pubblico ciò che si scrive, perché si presume che altri possano rispecchiarsi in quello che scriviamo, che ne vengano coinvolti. Come dice Mario Tronti, la scrittura è sempre un corpo a corpo con la storia, oppure, aggiungo io, non è niente. Questo perché la storia è ciò in cui siamo immersi, è il luogo dove viviamo. Quindi, come dicevo, non è mai indifferente cosa si racconta e come lo si racconta.<br />
Per venire a Lawrence, la considerazione potrebbe essere questa. La letteratura ha sempre avuto questa capacità magica di farci immedesimare in altre persone e viaggiare in altri luoghi, ovvero di farci uscire da noi stessi per vedere le cose con occhi diversi. Il sabotaggio dei segni dominanti passa attraverso storie che allargano gli orizzonti di senso e scavano gallerie sotto le macerie del Paese che ci crolla addosso. Essere altrove, per Lawrence come per noi, significa trovarsi là dove non si è attesi, scartare, battere nuove piste, con coraggio, riuscendo a fare in pochi il lavoro di molti. Prendere coscienza del proprio percorso condiviso senza bisogno di farsi compagine, lobby, mafia, esercito. E&#8217; solo così che la parte sana del Paese può sperare di uscire dal pantano, conducendo una guerriglia culturale per &#8220;bande&#8221;, aprendo vie di fuga, creando prerequisiti di futuro possibile. In mezzo al caos calmo che ci circonda non ci sono rendite di posizione da mantenere, non se si conserva un briciolo di onestà intellettuale. Il deserto può essere attraversato, mappato, percorso in molte direzioni. Per parte loro, i narratori devono dimostrare, prima di tutto a se stessi, di essere in grado di farlo. </span></p>
</blockquote>
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