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villaggi operai

Come anfibi in un torrente di montagna. Una scorribanda a partire da Mensaleri.

[Dopo la lettura di Mensaleri e dei sei dispacci pubblicati su Giap, in vista dell’incontro che ha organizzato a Isola del Liri (FR), Lorenzo Teodonio ci ha spedito questo testo, una vera e propria scorribanda tra carta e cartiere, villaggi e lotte operaie, libri scritti e memorie orali, epoche antiche e più recenti, scarponi e animali anfibi.]

di Lorenzo Teodonio*

Noialtri, che conosciamo bene la Resistenza, sappiamo quanto e cosa significhi la «strada dei monti» per «chi non vuole chinare la testa». In questo blog si è parlato tanto di montagna, del suo uso e del suo abuso: dalle Terre alte vogliamo partire per raccontare di quando non evocavano soltanto turismo, spopolamento e piste da sci, ma anche industrie, conflitti e idee rivoluzionarie, come la carta.

Il papiro e l’Appennino

Prima della carta, l’umanità ha utilizzato vari materiali come supporto scrittorio: dall’argilla alla pergamena, passando per il papiro. Dal suo nome discendono le parole paper, papel, papier. Prosegui la lettura ›

Casa, lavoro e macchine continue | Sesto dispaccio da Mensaleri

Un edificio dell’ex villaggio ENI a Corte di Cadore (BL)

Quando un romanzo si aggira per l’Italia è facile che intrecci i percorsi di altre opere, oltre a quelli di tante persone. In alcuni casi, l’incontro dura qualche ora soltanto, e deposita immagini nella memoria, discorsi che riecheggeranno alla distanza, frasi e aneddoti per libri futuri. Altre volte, le traiettorie si sovrappongono e le occasioni di ritrovo si moltiplicano.

1. Macchina continua

Nelle tappe di Fabriano e Jesi, il 19 e 20 febbraio, Mensaleri ha condiviso la serata con la proiezione di un documentario. S’intitola Macchina Continuadiretto e scritto da Ruben Gagliardini, con Antonio Casagrande e Margherita Montali. È un montaggio di interviste, paesaggi, riprese di scioperi e comizi, con la colonna sonora di Pietro Giorgetti e le animazioni dello stesso Gagliardini (e di Claudia Cetraro). Venti minuti per raccontare la chiusura della cartiera Giano, l’arresto di ingranaggi mai fermi da cinquant’anni, la vendita del marchio «Fabriano», il destino di 195 lavoratori. Prosegui la lettura ›

«Piaceri e legami che resistono» | Quinto dispaccio da Mensaleri.

La chiesa «Regina Pacis» nel borgo operaio delle saline di Tarquinia

Una triade chimica

1. Zolfo

Il viaggio di Mensaleri, ormai ad ogni tappa, incrocia testimonianze di villaggi operai costruiti su e giù per la Penisola, tra la fine dell’Ottocento e gli anni Cinquanta del secolo scorso.

A Ferrara, il 14 gennaio, dopo l’incontro alla libreria Libraccio, Giacomo Locci ha raccontato la storia del villaggio Montecatini a Pontelagoscuro. Edificato sopra un campo di barbabietole, lo chiamano anche «dei marchigiani», perché ospitò 250 famiglie della provincia di Ancona. A Cabernardi, nel comune di Sassoferrato, la Montecatini gestiva la miniera di zolfo più estesa d’Europa. Nel 1952, per impedire una valanga di licenziamenti, i lavoratori occuparono il 13° livello, a 500 metri di profondità. Restarono là sotto per quaranta giorni, dal 28 maggio al 7 luglio. Era la lotta dei «sepolti vivi», come li definì Gianni Rodari in un reportage per «Vie Nuove». Gillo Pontecorvo la documentò su pellicola, nel cortometraggio Pane e zolfo.
Al termine della protesta, gli occupanti furono licenziati, mentre i loro compagni finirono in altre miniere, emigrarono in Belgio, oppure accettarono il trasferimento a Pontelagoscuro, per lavorare nel petrolchimico, di proprietà della stessa Montecatini. Prosegui la lettura ›

Mensaleri in viaggio. Voci, temi e parole dalle prime date del tour.

La fabbrica SNIA a Torviscosa, il villaggio operaio dove Mensaleri arriverà il 24 novembre.

Da due settimane Mensaleri è in viaggio insieme a Wu Ming 2: già cinque date e più di duemila chilometri percorsi. Il tour è partito da Roma, al centro sociale Brancaleone, dialogando con Christian Raimo, per poi toccare Macerata, Verona, Rovereto e Crespi d’Adda, uno dei luoghi che hanno ispirato il romanzo.

Tra questioni letterarie e richiami al presente, alcuni temi ricorrono a ogni appuntamento, mentre altri si affacciano tra le domande consuete e distinguono una serata dall’altra.

Di seguito vi proponiamo cinque estratti registrati, uno per ciascun incontro, che ruotano intorno ad altrettanti aspetti del libro.

1. La struttura.

Il romanzo non è costruito in maniera lineare: alterna tre piani temporali, ciascuno raccontato in ordine cronologico, benché con diversa durata. Ci sono poi tre voci narranti, plurali e singolari, con differenti gradi di affidabilità. Rispondendo a Luigi Licci della libreria Gulliver, – il 16 ottobre scorso alla biblioteca civica di Verona, – Wu Ming 2 si addentra nei dettagli e descrive la genesi di queste scelte.

Verona, 16 ottobre 2025 Verona, 16 ottobre 2025 Prosegui la lettura ›

Mensaleri. Un’anteprima in attesa dell’uscita, il prossimo 23 settembre.

L’ingresso del villaggio Leumann di Collegno (TO), uno dei luoghi che hanno ispirato Mensaleri.

Manca ormai solo una settimana all’uscita di Mensaleri, il nuovo romanzo scritto da Wu Ming 2.

Chi ha dato un’occhiata alla quarta di copertina, sa che la vicenda si svolge a Mensaleri, il villaggio operaio costruito accanto alla cartiera Mensa, sul fiume Leri, nei primi anni dell’Italia unita. Lo stabilimento, dopo diversi passaggi di mano, chiude i battenti nel 1993, nonostante le lotte e i presidi.
Ma a tramutare lo sconcerto in speranza, si presenta un imprenditore di grido, bisnipote del mitico Fondatore. La sua proposta è un irresistibile progetto di rigenerazione del sito industriale: un museo, un centro congressi, un laboratorio di ricerca sul riciclo della carta, le sedi di quattro grandi marchi di moda, un nuovo quartiere. E uno spettacolo teatrale, affidato alla regista Toni Pohlmann, scritto e recitato dalla gente del paese, per celebrarne la prima età dell’oro, all’alba della seconda.

La storia è raccontata da tre diverse voci che si alternano. Prosegui la lettura ›