Una sera a Bologna e tre tabù: la vecchiaia, il morire, le classi sociali

Sabato 11 dicembre abbiamo presentato al Modo Infoshop di Bologna, insieme all’autrice e alla semiologa Giovanna Cosenza, il libro di Loredana Lipperini Non è un paese per vecchie (Feltrinelli, 2010).
La discussione, durata un paio d’ore, ha collegato fra loro tre tabù, tre interdizioni, tre rimozioni che oggi orientano il discorso pubblico. Tre cose di cui si deve parlare il meno possibile: la vecchiaia, il morire e la divisione della società in classi. Per questa “griglia” sono passati molti argomenti: l’omologazione dei corpi e delle facce, l’obbligo sociale a fingersi giovani e a essere stronzi, la demitizzazione dei “fantastici anni ’60”, la raffigurazione (o l’assenza) delle donne anziane nella letteratura, la necessità di ritrovare rituali del morire e del lutto etc. Numerosi i riferimenti, diretti e indiretti, alle lotte in corso, a cominciare – com’è ovvio – da quella degli studenti. Prosegui la lettura ›

Pontiac, storia di una rivolta

Dopo lunga attesa, falsi allarmi e segnali di fumo, arriva finalmente in libreria Pontiac, storia di una rivolta, audiolibro illustrato tratto dall’omonimo spettacolo con testi e letture di Wu Ming 2, chitarre di Stefano Pilia ed Egle Sommacal (ora insieme nei Massimo Volume), sessione ritmica di Paul Pieretto e Federico Oppi (sempre insieme, da Settlefish a A Classic Education). Nel volume, ci sono anche le matite e gli inchiostri di Giuseppe Camuncoli & Stefano Landini.

Il libro esce in ritardo rispetto alla data prevista, eppure con buon tempismo: mentre in Italia si discute di svariate rivolte, e di come tenerle assieme in un’unica “coalizione resistente”, la vicenda di Pontiac offre l’esempio di un capo indiano – vero nome: Obwandiyag – che seppe convincere diverse nazioni indiane, e qualche colono francese, a combattere contro il nemico comune: i bianchi venuti dall’Inghilterra.
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Quadratura dei cerchi concentrici – #nogelmini #bookbloc #demo2010


Quello nella foto è il “Book Bloc” di Londra, 9 dicembre 2010.

La prassi nata a Roma è arrivata Oltremanica. Nella terza “Giornata X” (DayX3) del movimento contro i tagli all’istruzione, il Book Bloc è stato protagonista del tumulto di Parliament Square.
Lo scrittore Jay Griffiths ha visto un suo libro (Pip Pip: A Sideways Look at Time) trasformato in scudo e – come avevamo fatto noi nell’intervista a “Il Fatto quotidiano” – ha commentato il momento di epifania. Lo ha fatto in un breve articolo sul Guardian. La frase-chiave? “I libri non erano solo sulle barricate: erano essi stessi le barricate.” Prosegui la lettura ›

P. T. Barnum, pioniere di quasi tutto

[La notizia è fresca fresca: Marc Zuckerberg, proprietario e padre-padrone di Facebook, è stato convinto da Bill Gates a dare in beneficenza una grossa porzione delle sue ricchezze. E’ sempre più ripugnante lo spettacolo dei nababbi che fanno la carità sotto i riflettori. Lo è per tanti motivi. Alcuni li ha spiegati molto bene, in varie occasioni, Slavoj Žižek:
«La beneficenza è come cioccolata con dentro un lassativo (la cioccolata genera costipazione): il veleno diventa la propria cura. Ecco la funzione della beneficenza oggi: nascondere l’origine del problema… Grazie alla beneficenza il capitalismo  si può autoassolvere. La beneficenza è parte integrante del sistema.» Qui un’animazione dedicata alle posizioni di Žižek sul tema.
Guarda la casualità, sul numero di GQ appena giunto in edicola c’è un nostro ricordo di “nonno” Barnum nel cui finale tocchiamo, seppure velocemente, questo tema. Eccolo qui.]
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.Il 25 giugno 2010 l’America ha celebrato il bicentenario della nascita di Phineas Taylor Barnum, «the greatest showman on earth», esponente-chiave della generazione-chiave degli USA del XIX secolo. La generazione di Abraham Lincoln, Walt Whitman, Edgar Allan Poe, Henry David Thoreau. Prosegui la lettura ›

Foucault in Iran: rivoluzione, entropia, uguaglianza

[Il 9 dicembre arriva in libreria il secondo numero di Nuova Rivista Letteraria, “semestrale di letteratura sociale” diretto da Stefano Tassinari e pubblicato dalle Edizioni Alegre. Questo numero è dedicato ai rapporti tra sinistra politica e cultura, con interventi su Gramsci, Trotzky, Sanguineti, Foucault, il ruolo degli intellettuali nella guerra civile spagnola, il “gramscismo di destra”, le radio libere, il fumetto, l’Annosa Questione Mondadori (ri-sviscerata da WM2) etc. Tra i collaboratori di questo numero ci siamo noi, Carlotto, Arpaia, Fois, Emidio “Mimì” Clementi, Alberto Sebastiani e tantissim* altr*. Prezzo di copertina: 10 euro. Per abbonamenti: 2 numeri 15 euro, da versare sul Ccp 65382368 intestato a Edizioni Alegre soc. coop. giornalistica Circonvallazione casilina 72/74 00176 Roma. Causale: “Abbonamento Letteraria”.
In anteprima, proponiamo l’articolo di WM1, che affronta il capitolo più famigerato nella biografia intellettuale di Michel Foucault: quello dell’entusiasmo per la rivoluzione iraniana del 1978-79. L’articolo, scritto per una rivista non accademica e “asciugato” per farlo rientrare nel limite di lunghezza stabilito, ha un taglio il più possibile divulgativo.] Prosegui la lettura ›

Tolkien, il “coraggio nordico” e… quel piccolo ignorante di Adolf Hitler

[E’ in libreria la nuova edizione del testo di J.R.R. Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani) a cura di Wu Ming 4. Oltre al testo di Tolkien, emendato da alcuni smaccati errori di traduzione presenti nella precedente edizione (Albero e Foglia, 2000), il libro contiene la traduzione italiana del poema breve La Battaglia di Maldon e un articolo monografico di Tom Shippey, massimo esperto tolkieniano vivente.
Di seguito, la prefazione di Wu Ming 4, che oltre a riprendere ed estendere le argomentazioni già presenti in Un giorno a Maldon (L’eroe imperfetto, Bompiani 2010), passa in rassegna alcuni dei più marchiani equivoci su Tolkien accumulatisi nel corso dei decenni.]
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Con emozione altissima, Wu Ming saluta Paolo Vinti

Ci uniamo come meglio possiamo al coro di aneddoti e ricordi, al lutto collettivo che da stamane la sinistra perugina – in tutte le sue correnti e gradazioni – sta cercando di elaborare. Piangiamo, insieme a chiunque lo abbia conosciuto, l’improvvisa morte di Paolo Vinti, “leggendario compagno”, poeta di strada e performer, rivoluzionario, chiosatore dei classici del marxismo, tenace sostenitore dell’ipotesi comunista (“ipotesi” era forse la sua parola preferita). Prosegui la lettura ›